Oggetto del Consiglio n. 2443 del 8 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2443/XIV - Interpellanza: "Introduzione di correttivi al bando per le misure di sostegno agli investimenti in aziende agricole".
Rosset (Presidente) - Punto n. 17 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Iniziamo a tirare un po' le fila delle prime proposte che, a seguito dell'approvazione del programma di sviluppo rurale 2014-2020 l'Amministrazione regionale ha messo in campo con i primi bandi: ecco perché noi oggi abbiamo voluto presentare questa iniziativa, per avere contezza di come si sono mosse le nostre aziende agricole, i nostri agricoltori, qual è stato l'interesse, ma soprattutto quali saranno, se ci saranno e come saranno fatti i correttivi per i prossimi bandi.
Qualche considerazione prima di illustrare l'iniziativa. Indubbiamente questa iniziativa prende spunto da una certa insoddisfazione che si è percepita nel mondo agricolo per quello che riguarda il programma di sviluppo rurale e vi spiegherò il perché. Su di esso, a causa lo svuotamento progressivo di tutti i capitoli di bilancio dedicati alle leggi regionali di settore, si sono riposte molte speranze e infatti per chi ha seguito un po' il dibattito e le scelte politiche di questa maggioranza rimane forse l'unico strumento ancora dotato di un po' di risorse dedicate al sostegno dell'attività agricola. Dell'indennità e del ritardo che si sta accumulando nel pagamento delle annualità 2015 e 2016 abbiamo già parlato nello scorso Consiglio, questo ritardo indubbiamente avrebbe potuto essere forse più sopportabile se il bando tanto atteso, il bando con scadenza 30 settembre 2016 (misura 4) per il sostegno all'investimento delle aziende agricole, avesse davvero portato un po' più di ossigeno a coloro che, pure in un momento non facile, sono disposti ancora ad investire cifre significative per migliorare le proprie strutture aziendali, macchinari e nuovi impianti, cioè chi ha ancora voglia di investire.
Ho partecipato personalmente alla conferenza stampa promossa dall'Assessore, dall'Assessorato di presentazione del bando, cosa che mi ha permesso di percepire, di sentire già allora delle ampie perplessità che, alla luce delle voci che giravano nell'ambiente, si sono dimostrate non campate purtroppo in aria. Gli agricoltori sono abbastanza irritati per la complessità delle procedure; lo capiamo benissimo, non dipende dall'Assessorato e dai suoi uffici, ma deriva dalla necessità di adempiere agli obblighi regolamentari dell'Unione europea da un lato e dalla parallela necessità di adeguare il sistema di raccolta delle domande alle regole fissate da AGEA dall'altro lato.
Qui vorrei soffermarmi con voi, invece, dal punto di vista politico di scelte. L'irritazione più alta per le procedure sarebbe forse temperata se la percentuale d'aiuto fissata al 35, con un 10 in più per i giovani, fosse un po' più generosa e se per poter partecipare al bando - questo è il secondo dato importante per noi - non fosse necessario investire cifre obiettivamente abbastanza importanti - lo dicemmo in quest'aula, quando si discusse su questo bando - di 10 mila euro che, per un'azienda non competitiva, possono essere gravosi. Non dimentichiamoci - questa è la terza riflessione, e queste invece sono scelte di natura politica, nulla c'entra la Comunità europea - che nella spesa ammissibile al contributo non viene conteggiata l'IVA, per cui il 35 percento sull'imponibile diventa uno scarso 30 percento, nettamente sotto il 30 percento, come sappiamo tutti. Da una lettura del regolamento dell'Unione europea che sottende al programma di sviluppo rurale, si scopre - ma io penso che sia di dominio pubblico, di tutti - che l'aliquota di aiuto prevista per gli investimenti del settore agricolo proprio sul PSR poteva, e può, essere del 40 percento, si può modificare con un delta del 10 percento o del 20 percento per i giovani e per le zone soggette a vincoli naturali, quindi ci sono già altri due passaggi importanti. Sempre per chi è interessato al settore, ma soprattutto per chi ci ascolta, queste sono scelte di natura politica, collega Assessore, e nulla c'entrano gli uffici, nulla c'entra quello che ho detto poc'anzi, che invece ci sono delle regole che la Comunità europea ci impone.
Facciamo tre domande per capire lo stato dell'arte: quante sono le aziende; il sostegno a valere su questa misura; quante sono le domande; quante sono le tipologie di aziende di investimento, per capire chi alla fine non ha fatto domande e perché non ha fatto domande, quali sono le motivazioni per cui le domande non sono state fatte; a quanto ammonta il fabbisogno in termini finanziari che il PSR deve erogare per esaurire le graduatorie delle istanze ammesse, se è possibile, se l'istruttoria è già stata fatta, se è in essere. Le domande che poniamo al collega Assessore...se queste informazioni sono già state istruite, se può darcele, se sono terminate.
Come dicevo in premessa, il nostro quesito è di natura politica, dove noi potevamo scegliere di incidere, dire la nostra, noi crediamo che per il prossimo bando si possa e si debba mettere in campo... La quarta domanda che poniamo al Governo regionale quindi è: "se e quali correttivi si intendono porre in atto sul bando prima della riapertura dei termini per rendere più agevole l'accesso al sostegno specificato". Proprio per il futuro cosa si intende fare: se mantenere le stesse aliquote, le soglie minime di spesa. Ho visto l'esito di questo bando - e poi ascolteremo attentamente l'Assessore - si lavora magari a livello anche di commissione, oltre alla maggioranza, noi siamo molto interessati se possiamo essere utili alla causa, e mi sembra che su certi temi in queste settimane dalla commissione si approvano documenti interessanti quanto meno, battaglie portate in questo Consiglio, sia dall'opposizione che dalla maggioranza, se possiamo essere utili a scrivere meglio e a modificare quello che è l'input politico per mettere in campo dei bandi che possano aiutare il settore...noi pensiamo che si possano ripensare certe regole, si possano rivedere le minime spese, si possano rivedere le aliquote e, se è possibile farlo, senza violare le norme cogenti europee che ho cercato di illustrarvi nel momento in cui ho cercato di mettere sul tavolo le criticità. Come sempre, a noi interessa eventualmente incidere e modificare quello che sarà il secondo bando e i futuri bandi del settore.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Risponderò in maniera puntuale ai quattro quesiti che il collega Chatrian ha esposto nella parte terminale del suo intervento, per poi fare un paio di considerazioni che evidentemente non erano contenute così esplicitamente all'interno dell'interpellanza, alle quali però cercherò di dare delle risposte altrettanto puntuali a quante sono state le precisazioni avanzate dal collega.
Per quanto riguarda i dati puntuali: "quante domande di sostegno a valere sulla misura "Investimenti in aziende agricole" sono state presentate e ammesse", le domande presentate sono state 81 e sono risultate tutte ricevibili. L'ammissibilità al sostegno sarà evidentemente determinata durante il prosieguo dell'istruttoria in modo da definire le attinenze delle domande rispetto alle regole del bando.
Per quanto concerne il secondo punto: "quali tipologie di azienda e di investimento risultano prevalenti fra le domande ammesse e quali tipologie risultano invece penalizzate dai criteri di ammissibilità e di selezione previsti dal bando", andiamo ad evidenziare che le tipologie che hanno inoltrato la domanda sono così ripartite: 60 le aziende operanti nel settore zootecnico, 11 quelle operanti nel settore vitivinicolo, 6 operanti nel settore orticolo e 4 operanti nel settore frutticolo. A seguito di una prima analisi delle domande pervenute, le stesse risultano ripartite in questo modo tenendo conto dell'intervento prevalente: 48 domande per acquisto attrezzature, 24 domande relative ad investimenti su fabbricati rurali, 6 domande relative all'impianto di culture pluriennali, 2 domande relative alla sistemazione agraria del terreno e 1 domanda relativa alla realizzazione di impianti fotovoltaici. Nel dire che anche le condizioni di ammissibilità non penalizzano di per sé nessuna tipologia di azienda, ma definiscono dei parametri di priorità che coincidono con le caratteristiche dei vari settori che, com'è emerso anche dall'analisi di contesto del PSR, risultano più deboli e vanno prioritariamente sostenuti. Questo per dire che nella redazione di una graduatoria vengono tenuti in conto dei parametri che dipendono anche dalla tipologia di attività svolta: se è zootecnica, non zootecnica, vegetale o quant'altro.
In merito al terzo quesito: "a quanto ammonta il fabbisogno in termini finanziari che il PSR deve erogare per esaurire la graduatoria delle istanze ammesse", evidenziamo come, per fornire una risposta precisa, sarà necessario evidentemente attendere il completamento delle istruttorie. Al momento si fa comunque presente che l'ammontare totale delle richieste a contributo, quindi il contributo che dovrà essere erogato, è pari a circa 4,73 milioni di euro, con una disponibilità prevista dal bando che è pertanto in grado di soddisfare tutte queste richieste.
Relativamente al quarto punto, che è quello che poi è stato sviluppato un po' di più e anche un po' più nel dettaglio rispetto alle premesse anche dell'interpellanza, segnaliamo che nel suo insieme il bando di gennaio verrà sostanzialmente riproposto con le caratteristiche del bando recentemente chiuso con la possibile applicazione di alcuni correttivi che sono stati richiesti sul PSR regionale e che sono al momento oggetto di confronto con la Commissione europea. Gli stessi si riferiscono a rendere ammissibili, nell'ambito di questo tipo di misura, la 4.1, gli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli gestiti da produttori primari, abbassando dal 60 al 50 percento la percentuale di provenienza della materia prima dell'azienda agricola del beneficiario, in modo da allargare la fascia di utenze; prevedere l'ammissibilità d'aiuto per gli impianti destinati alla produzione di energia proveniente da impianti di biogas e altre biomasse che prima non erano previsti; prevedere l'ammissibilità dell'acquisto dei fabbricati rurali con condizioni più favorevoli rispetto a quelle attualmente accordate dalla Commissione europea. Questi sono tre aspetti che sono stati valutati in questa prima fase, che verranno proposti in una proposta di modifica al PSR, perché ogni variazione che viene presentata o viene individuata come possibile per l'applicazione dei prossimi bandi deve essere comunque avallata dalla Commissione europea che deve dare l'okay sulle variazioni.
Per quanto riguarda gli altri due aspetti, abbiamo già avuto modo di parlarne e di discuterne, evidentemente va da sé che percentuali più alte di contributo incentivano maggiormente. Il discorso è un po' più complesso di quello che effettivamente si può svolgere in un'aula in dieci minuti su un'interpellanza che chiede dei dati diversi. Per riassumere, credo che sia interessante e importante capire come all'interno di quest'aula stessa ci si fosse pronunciati nel merito di sottolineare come le varie associazioni nel tempo avessero gradito maggiormente continuare in quello che era il solco del vecchio programma di sviluppo rurale, quindi continuando a mantenere sulle misure a superficie un'importante somma di denaro per compensare le criticità produttive nella nostra regione per quanto riguarda il comparto agricolo, nonostante ci fossero state delle indicazioni da parte dell'Amministrazione, del Governo in particolare, dove questo tipo di calo di risorse sulle misure a superficie avrebbe potuto essere compensato dal primo pilastro della PAC - cosa di cui poi avremo modo di discutere - ma che sostanzialmente poteva avvenire, liberando così delle risorse superiori per gli investimenti che evidentemente fanno parte di quel percorso di decisione politica che va ad indirizzare delle risorse su un qualche tipo di scelta piuttosto che un altro. Evidentemente la scelta iniziale di continuare a garantire un peso importante sulle misure a superficie ha limitato di per sé le risorse da destinare agli investimenti, il che, per riuscire a gestire un numero interessante di domande di aiuto, di sostegno e agevolare le iniziative di un numero maggiore di agricoltori, inevitabilmente ci ha portati a contenere, rispetto ai massimi previsti dalla Comunità europea, le percentuali di aiuto. Questo per dire che non è non modificabile questo aspetto, crediamo però che sia opportuno valutarlo in corso d'opera, anche alla luce di altre situazioni che andranno a svolgersi e verranno chiarite per quanto riguarda i contributi a superficie relativi alla PAC da destinare alle aziende valdostane, in modo da capire quali risorse potrebbero andare ad implementare le risorse da destinare agli investimenti e fare delle valutazioni serie sulla possibilità di aumento di quelli che possono essere i contributi da destinare a questo tipo di iniziative. Penso che questo sarà oggetto di possibilità di confronto nei prossimi mesi, anche alla luce dei risultati del prossimo bando, che probabilmente ci darà la sensazione un po' più puntuale dei numeri e della necessità del territorio in funzione degli investimenti. Questo è un bando che sinceramente è andato abbastanza bene, con delle criticità operative che si cerca di superare, con delle informazioni che si cerca di dare costantemente agli utenti, che sono stati attenti ai nostri indirizzi e con i quali si è lavorato per migliorare anche l'aspetto burocratico-amministrativo, che è pesante non tanto per scelte evidentemente amministrative, ma per anche le condizioni che ci portano a lavorare in questo sistema.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Abbiamo ascoltato attentamente le sue parole e mi sono messo nella sua posizione e mi sono chiesto se fosse stato lei a fare questa domanda e se ci fosse stato qualcuno di noi all'interno dell'Esecutivo, cosa avremmo risposto. Non abbiamo le stesse idee, Assessore, nel senso che io penso sia di dominio pubblico, ma lei lo sa perché è lì tutto il giorno, a Saint-Christophe all'interno del Dicastero...non ha avuto un grande successo questo bando. Lei dice che è andato benino, no, è andato malino! Non abbiamo neanche creato quelle condizioni per stimolare le domande, l'appeal dell'imprenditore, dell'agricoltore, dell'azienda a dire: "mi metto in gioco, creo le condizioni", ma se non creiamo noi le condizioni che abbiamo un altro ruolo! La Comunità europea - ha detto molto bene lei - ci mette dei paletti all'interno dei quali, però, noi possiamo modificare. Lei ci ha risposto che possiamo anche parlarne, però la scelta è stata fatta, quelle sono le aliquote. Sintetizzo la sua risposta. Noi, cercando di stimolare il dibattito, abbiamo chiesto se non fosse il caso magari di andare a rivedere le aliquote e premiare chi ha voglia di investire e che garantisce questo modello che è un po' in difficoltà. Secondo lei, non è una criticità.
La seconda criticità è a livello di soglia. Sembra una criticità che solleviamo solo noi, ma lei si è fatto qualche domanda del perché tante aziende non hanno neanche partecipato al bando? Noi ce la siamo posta, ci siamo confrontati con le associazioni, con gli imprenditori, con le aziende agricole. Se questa non è una criticità! E se questa criticità non la modifichiamo noi, chi la modifica: gli uffici? No, la politica.
Terza cosa, per quanto riguarda sempre il discorso che si citava, sul fatto di produrre una relazione tecnica, costi: si può migliorare anche su quello, abbiamo dei margini dove la politica può fare meglio? L'obiettivo della nostra iniziativa è...siamo stati un po' scarsi, perché i risultati - l'ha detto molto bene l'Assessore - 4 milioni di euro, quando il bando aveva più potenzialità e non siamo riusciti neanche a stimolare gli imprenditori. C'è qualcosa che non ha funzionato e, quando le cose non funzionano, nessuno ha la bacchetta magica ma bisogna ripartire, ristudiare, rimettere delle idee. C'è qualcosa che non ha portato dei frutti, non ha portato delle risposte puntuali ad un settore in difficoltà.
L'ultima considerazione - poi lascio una parte di risposta al collega Gerandin - è la rassegnazione. Annualità 2015 a misura...che non rientra in questo bando, certezze non ce ne sono; annualità 2016 certezze non ce ne sono; sulla PAC discuteremo questo pomeriggio o domani perché c'è una risoluzione che abbiamo presentato, sul primo pilastro discuteremo e cercheremo di trovare delle soluzioni, e lei oggi rassegnato...come per dire: "più o meno va bene quello che abbiamo fatto..." È drammatica la sua risposta!
Termino dicendo che se possiamo essere utili in commissione a portare queste tre o quattro criticità e modificarle dal punto di vista politico, troverà in ALPE la totale disponibilità, perché in queste settimane abbiamo sentito e ci siamo confrontati veramente con tantissimi imprenditori agricoli e agricoltori valdostani.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Veramente colpisce quanto lei ha detto, nel senso di quasi dire con soddisfazione che ci sono state 81 domande tutte ammesse. È una situazione fuori da ogni logica: avrebbe dovuto esserci competitività, avrebbe dovuto esserci veramente la voglia di partecipare. Io penso veramente che, se errare è umano, perseverare è diabolico, per cui quello che lei ha detto è inaccettabile per il mondo agricolo, che le uniche risorse che bene o male sono accessibili solo a qualcuno...non ci sia competitività, ci sia rassegnazione...ma è così: 81 domande tutte ammesse significa che è stato un flop, glielo dico chiaramente, non benino: un flop! Questo non è quanto si aspettava il mondo agricolo. Aggiungo che i correttivi potete metterli, la soglia l'avete decisa voi e, quando noi vi avevamo detto che era una soglia troppo alta, ci avete quasi riso in faccia: queste sono le conseguenze! Pertanto, Assessore, si metta una mano sulla coscienza, dica chiaramente che questo è stato un flop clamoroso, che le regole che avete copiato supinamente da AGEA sono state un flop per il sistema valdostano e rivedetele, ma già dal prossimo bando, non qualche correzione marginale! Non abbiamo bisogno di correzioni marginali, abbiamo bisogno di invertire la rotta qua, altro che rassegnazione!
Presidente - Non so se riusciamo a fare ancora un punto all'ordine del giorno. Direi di no, perché non ci sono i tempi, quindi i lavori riprenderanno alle ore 15:30.
La seduta è sospesa.
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La seduta termina alle ore 12:52.
