Oggetto del Consiglio n. 2403 del 26 ottobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2403/XIV - Interpellanza: "Iniziative per la risoluzione dei problemi economico-occupazionali della Regione".
Rosset (Presidente) - Punto n. 10 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta per l'illustrazione; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Questa interpellanza, che tenta di riassumere per sommi capi la politica di sviluppo occupazionale fatta negli ultimi decenni in questa Regione, chiede sostanzialmente in maniera generale che cosa si sta cercando di mettere in atto per invertire la tendenza di enorme disoccupazione, crisi economica e disagio che si sta via via attuando in Valle d'Aosta.
La politica di questi ultimi anni è stata quella delle grandi opere, piccole opere o, comunque sia, delle costruzioni fatte e delle acquisizioni di alcune società fatte senza una reale idea di sviluppo, soprattutto senza nessuna ricaduta duratura sul territorio. Si sono quindi fatte una serie infinita di operazioni spot, una serie infinita di investimenti - in molti casi errati - e alla fine abbiamo ottenuto che la disoccupazione oramai sfiora il 10 percento, l'economia è a pezzi, la microeconomia ancora di più. Sostanzialmente non si vede una soluzione, perché anche ciò che è scritto all'interno del Defr, che discuteremo più avanti, non fa trasparire nessun tipo di soluzione a questo problema. Si tenta ancora una volta di salvare il salvabile e di evitare in qualche modo di prendere decisioni drastiche ma che permetterebbero di uscire prima da questa situazione.
Il punto nodale di tutto ciò è che, non avendo dei trasporti adeguati, la nostra Regione, al di là di tutto, è fortemente penalizzata perché - come sapete - i trasporti sono il sistema nervoso centrale di qualunque zona e, se questo manca, è il primo problema che andrebbe risolto. Noi possiamo incentivare qualsiasi cosa, ma alla fine se non ci sono i collegamenti o questi sono molto costosi non riusciamo ad avere centralità rispetto a ciò che dovremmo fare. Questo problema che non viene affrontato e che non si vuole affrontare genera poi una serie di altri problemi successivi. Non vi sto a ricordare tutti i problemi del turismo e dell'industria, ma soprattutto quello che viene meno è la voglia della microimprenditoria di lavorare, di partire.
Con questa interpellanza estremamente generica e non profonda, perché volutamente non vuole esserlo, vorrei capire quali sono le intenzioni generali, al di là delle quattro cose scritte nel Defr. Se c'è la volontà politica di fare determinate scelte andrebbe esplicitato, andrebbe dichiarato, e se ci sono impedimenti politici andrebbero dichiarati anche questi. Sinceramente, per quanto mi riguarda, ascoltare in continuazione questioni che non sono attinenti alla risoluzione dei problemi in senso stretto, ma ai rapporti che ci sono all'interno della Giunta, non è una cosa piacevole. Io credo sia giunto il momento di risolvere i problemi, di mettersi lì e di darsi da fare per risolverli, indipendentemente da quello che poi pensa il collega Assessore di un altro Dipartimento o il Presidente, perché spesso vengono prese decisioni importantissime per la nostra Regione senza fare una valutazione complessiva di ciò che quell'atto comporta, soprattutto vengono prese senza valutare il benessere della maggior parte dei cittadini, viene valutato solo il benessere di qualcuno. Questo ci ha portato a tutto quello che vediamo oggi e in qualche modo ci sta continuando a penalizzare. Io credo che questo Governo debba dare delle risposte chiare e definitive su una serie di passaggi innanzitutto politici: che tipo di coesione e di concertazione e, se volete, anche di scambio c'è tra i diversi Assessorati; soprattutto come cercate tutti assieme, voi Governo, di risolvere i problemi ormai diventati insostenibili.
Questa interpellanza è molto semplice, dovrebbe essere una dichiarazione di intenti affinché il vostro lavoro venga fatto con tutti assieme per risolvere i problemi effettivi delle persone e con le quali dovreste poi anche confrontarvi più spesso. Vorrei ricordare ancora una volta - e poi ne parleremo meglio nel Defr - che i provvedimenti scaricati in commissione senza un effettivo approfondimento non generano mai il buon vivere, il quieto vivere, soprattutto la risoluzione del problema, ma creano solo e sempre conflittualità profondissime. Anche questo andrebbe cambiato, magari potremmo risolvere delle cose o fare delle proposte giuste, ma le comunicate in maniera tale che fate innervosire tutti quelli che stanno intorno al tavolo. Se ne potrebbe parlare per un'intera giornata, però vorrei sentire se finalmente c'è la voglia vera di provare a cambiare marcia.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel per la risposta; ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie collega, anche per la franchezza con la quale ha esposto il tema dicendo che lo stesso era a trecentosessanta gradi e necessitava dell'approfondimento di un'intera giornata. Non interverrò sulle questioni da lei citate nelle premesse, che si rifanno anche ad episodi risalenti a quando io ero ancora uno studente, oppure ad episodi in cui ero in prima linea a fare delle battaglie - lei non c'era, ero con il collega Jean-Pierre - e mi fa piacere che anche lei adesso veda come prioritarie queste problematiche.
Nel merito vorrei farle presente che alcuni dati che lei cita non sono però oggettivi. Siamo anche noi molto preoccupati della condizione che vive la Valle d'Aosta, e lei avrà trovato sicuramente nel Defr qualche dato. Ora non voglio discutere qui su tutto questo per intero, perché - come ha detto lei - non ne avremmo il tempo, ma vorrei farle solo tre passaggi per capire dove collocare la situazione di difficoltà della Valle d'Aosta. Cito dati Istat, ma li cito non come ha fatto qualche forza sociale in questi giorni prendendo l'ultimo dato senza raffrontarlo nei tre-quattro anni e prendendo quello che fa comodo fra le migliaia di dati, cioè quando vedo un dato che gira in negativo lo prendo e lo scorro.
A pagina 11 del Defr si segnala che la Valle d'Aosta e la Provincia di Bolzano sono le uniche realtà regionali - dati Istat - che registrano la crescita del Pil nel triennio 2011/2014. È una situazione di difficoltà, condivido con lei, dobbiamo intervenire, ma questo è un dato, non è che siamo gli ultimi della classifica! Sempre dati Istat, valori del Pil: il valore pro capite della Valle d'Aosta (37 mila euro), a fronte di un dato medio nazionale di 26 mila euro, è superiore anche a quello di tutto il Nordovest, solo la Provincia di Bolzano sta davanti alla Valle d'Aosta. Non andiamo a dire ai valdostani che sono l'ultima ruota del carro, perché dichiariamo sfiducia a persone che invece hanno le potenzialità per fare impresa. Tant'è che gli ultimi dati sulla crescita delle imprese segnalano che, pur nella difficoltà complessiva che io riconosco, pur con tutti i limiti strutturali che ci sono, vi sono dei segnali di tenuta.
Infine arrivo ai dati occupazionali. Il tasso di occupazione in Valle d'Aosta è inferiore soltanto a quello di Bolzano e a quello dell'Emilia-Romagna, e questo lo dobbiamo dire ai valdostani. È chiaro che sono preoccupato anch'io di com'è cresciuta la disoccupazione rispetto agli anni d'oro. Poi andremo a vedere quello che chiede lei: lei dice che torniamo all'era pre-globalizzazione, ma com'è possibile tornare all'era pre-globalizzazione quando tutti abbiamo detto che non la vogliamo più quella Regione lì? Penso che noi e l'UVP siamo entrati in questo Governo regionale per dire che quella Regione, fatta solo di occupazione pubblica, senza concorsi pubblici trasparenti, noi non la vogliamo più, e l'abbiamo detto e scritto in tutti i documenti, caro collega! Io non voglio tornare a quella Valle d'Aosta, voglio tornare ad una Valle d'Aosta fatta di impresa, di lavoro che si crea, non di una Regione che da sola crea lei il lavoro per tutti portando ad una situazione insostenibile. Se lei vuole tornare a quell'era, noi no, noi stiamo lavorando in un'altra direzione. Il tasso di disoccupazione non è quello citato da lei; è alto, lo so, ma non è al 10 percento. Vada a vedere i dati dell'Istat, prenda quelli, e non i dati che scrive il Governo regionale. Pertanto la situazione è questa.
Che cosa stiamo facendo, non c'è una programmazione: noi abbiamo una programmazione di circa cento pagine, è il Programma dei fondi Fesr, Fse e Fondi per lo sviluppo rurale 2014/2020 con tutte le linee di indirizzo, concordato con le parti sociali in fior di incontri per scriverlo. Poi, per quel pezzettino che riguarda me, abbiamo fatto il Programma pluriennale per l'innovazione e lo sviluppo dell'industria e dell'artigianato 2016/2018, e lei ha anche partecipato alla discussione, che non è stata secretata in un angolino e fatta in due giorni, bensì abbiamo coinvolto tutte le parti sociali per dire dove vogliamo andare rispetto a questo. Abbiamo approvato in Giunta, con la delibera n. 422 del 1 aprile 2016, gli indirizzi del Piano per le politiche del lavoro che comprendono alcune specifiche rivolte a risolvere alcune questioni occupazionali: in particolare la linea 2, il potenziamento e il miglioramento delle politiche attive, passare dall'era della cassa integrazione all'era del "cosa faccio per far trovare un posto di lavoro"; la linea 3, potenziamento delle politiche formative per sviluppare il territorio e renderlo più competitivo; la linea 4, potenziamento delle politiche di autoimpiego e sviluppo di nuove imprese, quindi imprenditoria; linea 5, implementazione del sistema regionale di istruzione e formazione professionale.
Faccio presente che abbiamo messo in campo una riforma a trecentosessanta gradi del sistema di formazione professionale, è decollata l'anno scorso a piccoli passi e quest'anno si rafforza; quello che era un sogno, il cosiddetto "quarto anno di formazione professionale", è già realtà per alcuni ragazzi della Valle d'Aosta. Sono d'accordo con lei, sono ancora piccoli numeri, ma parliamo di una riforma epocale del sistema valdostano in cui bisogna riallineare un sistema tutto incentrato sul pubblico verso un sistema privato, dove i vari settori, che sia quello turistico (che è quello trainante), quello industriale, dell'artigianato, o quello agricolo (che sta crescendo ovviamente con un impatto numerico meno incisivo dal punto di vista dei numeri in Valle d'Aosta, ma anche quello dà dei segnali importanti), devono essere i "nuovi motori" di cui l'Amministrazione si fa sostegno. Dire che non c'è nessuna strategia e che non è stata condivisa con le parti sociali mi sembra un po' forte. Poi si può dire che non si condividono tutte le scelte, che si hanno dei dubbi, però creare questo clima di sfiducia nella realtà valdostana non è corretto.
Certo, alle volte succedono episodi gravi, è successo recentemente che una società nazionale, in una delle regioni più ricche d'Italia (Emilia-Romagna) fallisca dal giorno alla notte, e ovviamente mi sono beccato gli insulti perché venticinque lavoratori di quella società, che ha più di mille lavoratori che lavorano in Valle d'Aosta, su Facebook hanno detto che l'Assessore non fa niente; invece, grazie al lavoro che noi abbiamo fatto con quell'impresa, la stessa ha deciso di salvare questi venticinque. Adesso non sappiamo se recupereranno tutte le parti di denaro che hanno perso, lì ci sarà da discutere, ma questo vuol dire che addirittura siamo andati a creare delle situazioni, anche con la legge n. 18, in cui abbiamo cercato non di erogare sussidi ma di creare condizioni di reinserimento nei posti di lavoro, di creare rapporti diretti con le imprese per cercare di fidelizzarle al territorio regionale e far assumere atteggiamenti di responsabilità. Non mi interessa vedere scritto "bravo Governo regionale" per i venticinque lavoratori, che pure sono un'enormità per la Valle d'Aosta, in un contesto italiano dove sono abbandonati.
In che contesto si muove la Valle d'Aosta su queste politiche? In un contesto in cui è in calo la crescita del Pil mondiale si cresce, ma meno, quindi noi dobbiamo crescere di più mentre cala in tutto il mondo: ci diamo delle sfide mica da poco! Il Pil europeo ha un tasso di crescita che è stato riabbassato, ma noi dobbiamo crescere di più in Valle d'Aosta mentre tutta l'Europa fa un passo indietro. La stessa cosa vale per l'Italia, dove si cresce ma un po' meno di quanto previsto. Noi manteniamo invece un'impostazione di crescita in questo contesto. È chiaro che una crescita - per tornare al suo discorso - con 500 milioni di euro e con 600 milioni di euro in meno sul bilancio regionale non ci riporta ai cosiddetti "anni d'oro", ma quegli anni d'oro non li vogliamo neanche in quel modo, li vogliamo diversi, vogliamo utilizzare in modo diverso quelle risorse. Solo per dirle cosa si fa anche sui trasporti: l'inaugurazione definitiva dell'ultimo tratto autostradale è del 2007, non è di mille anni fa e il problema di quella struttura sono i costi; quanto alla ferrovia, che è l'anello debole, questa è nel Defr. Dire pertanto che non c'è un cambiamento anche su questo tema mi sembra un po' forte. Lavoreremo insieme, visto che la pensiamo allo stesso modo!
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Assessore, non ha proprio risposto alla mia domanda, perché ho letto i dati, però lei sa meglio di me che i tassi di occupazione il Governo Renzi li ha cambiati: adesso anche chi lavora una sola ora risulta occupato, cosa che prima non era. Se vogliamo cominciare ad entrare nei dati, dobbiamo cominciare a valutarli nel loro insieme. Oggi chi guadagna 100 euro al mese è occupato; poi non può mangiare, ma risulta occupato. Se vogliamo fare un ragionamento esclusivamente sui numeri, potremmo anche dire che le cose vanno benissimo, perché tutti i numeri statistici dipende da come si leggono: la sa la storia dei due polli? Io mangio due polli e lei nessuno, stiamo mangiando un pollo a testa, salvo che lei muore di fame.
Quando io parlo della situazione pre-crisi o, se preferisce, della pre-globalizzazione, intendo dire che l'economia all'epoca era molto dinamica e c'era fiducia e voglia nel futuro. Oggi i fondi che voi cercate di trovare con il Fesr sono fondi che, comunque sia, in tantissimi casi non vanno sul territorio, e anche questo lo sa meglio di me. Sono azioni che poi vengono sviluppate all'interno della Regione e degli uffici, ma che direttamente non aiutano i lavoratori e le imprese. Se lei fa un giro nel centro di Aosta o nel centro cittadino di Verrès, Courmayeur, Châtillon, Saint-Vincent, dove preferisce, o anche in qualche paesino di montagna, senza andare troppo in alto, noterà che ci sono tantissimi locali chiusi, perché va tutto bene però gli "affittasi" si moltiplicano. Sarà un caso? Il mio accento sul modo di fare politica in passato era proprio quello: se lei legge l'inizio, il "Considerato" tutte quelle spese, significa che io non ero d'accordo su quelle spese. Quel modo di fare economia in Valle d'Aosta ha distrutto di fatto la Valle d'Aosta, perché non ha creato quell'imprenditoria privata che ad esempio nel Trentino si è creata negli anni passati e che oggi gli permette di andare avanti. Il fatto che noi siamo solo secondi nella classifica è perché gli altri sono molto peggio di noi, ma questo non mi gratifica. Ci sono tantissime persone a casa, che non riescono ad arrivare alla fine del mese con quello che guadagnano, e noi non facciamo nulla per loro o, meglio, il Governo non fa nulla per loro, per essere precisi.
Se poi vogliamo parlare di trasporti, il fatto di aver messo due righe all'interno di un documento che dice che faremo uno studio fa quasi ridere dopo quarant'anni. Vogliamo parlare un po' dell'aeroporto? Parliamo di trasporti. Se devo essere proprio sincero, forse non doveva rispondere lei per il Governo, doveva rispondere chi si occupa di trasporti o il Presidente Rollandin. Io credo che questa interpellanza dovesse andare direttamente nelle sue mani, e la prossima volta lo scrivo nel dettaglio: vorrei parlare "con" per sapere cosa vuole fare.
Ha poi eluso una domanda, Assessore: il coordinamento e la sinergia con gli altri. L'ha elusa giustamente, perché lei dice che fa il suo e più di quello non deve fare, però il punto è - non ce l'ho con lei personalmente, questo lo sa - che se anche lei fa qualcosa ma questo poi viene vanificato dal collega che sta accanto a lei, il suo qualcosa non basta, non serve, o non è abbastanza efficace ed efficiente. È questo il punto che io vorrei evidenziare perché, se non mettiamo a sistema il fatto che spezzettati in questa maniera non si va avanti, è inutile stare qui a discutere. Lei probabilmente sarebbe il primo a dire che vorrebbe fare di più, che vorrebbe avere un maggior coordinamento e vorrebbe cercare di poter parlare - occupandosi di artigianato - anche con chi fa commercio per esempio, salvo poi non riuscirci. Io non so se questo succede, ma da come vanno le cose mi sembra che succeda. È su questo che io volevo porre l'accento e sul fatto di dare maggiore fiducia - come dice lei - ai giovani o a chiunque voglia fare impresa, ma poi sa meglio di me che quando vanno a Finaosta hanno più problemi che andare in banca per avere certi finanziamenti. Allora dov'è che siamo migliori, dov'è che lavoriamo per cercare di risolvere i problemi? Qui si è parlato di sburocratizzazione a gogo: si è messo in campo qualcosa fino adesso? Potrei dire nulla.
Vede, Assessore, io vorrei che le cose venissero dette francamente. Mi dispiace - non è rivolto a lei - ma spero che la prossima volta mi sia data risposta dal Presidente.
