Oggetto del Consiglio n. 2378 del 5 ottobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2378/XIV - Interpellanza: "Stato di attuazione dei piani di riordino fondiario"
Rosset (Presidente) - Punto n. 21 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - "La frammentazione della proprietà fondiaria in Valle d'Aosta è uno dei fattori che, nell'ambito del settore agricolo e dello sviluppo rurale, incide negativamente sulla competitività delle aziende agroforestali, quindi nell'ambito delle iniziative del Programma regionale di sviluppo rurale sono individuati quali priorità per il triennio 2017/19 il riordino delle superfici agrarie e il miglioramento fondiario, al fine di consentire uno sfruttamento razionale dei terreni, grazie a sistemi più moderni e meccanizzati di coltivazione e irrigazione. Il riordino fondiario consentirà il riassetto catastale, l'accorpamento delle proprietà frammentate e polverizzate, l'arrotondamento delle superfici dei fondi, l'eventuale rettifica dei confini e, ove necessario, la realizzazione delle necessarie opere infrastrutturali e di miglioramento fondiario. Per il raggiungimento delle finalità di cui alla legge 20 del 2012, la Regione ha individuato i consorzi di miglioramento fondiario quali soggetti promotori ed esecutori dei riordini fondiari". Scusate se ho letto queste tre frasi importanti, che sono state inserite nel documento che ci è stato scaricato qualche giorno fa, il Defr 2017/2019 a pagina 33, dove si rileva l'importanza dei riordini fondiari e soprattutto della criticità legata alla frammentazione della proprietà fondiaria in Valle d'Aosta.
Ci siamo nuovamente permessi di presentare un'iniziativa rivolta all'Assessore Testolin, visto e considerato che oramai sono passati dieci mesi dalla deliberazione che è stata approvata in Giunta, la n. 9, che approvava e autorizzava quasi 8 milioni di euro per dare gambe e corso ai riordini fondiari in Valle d'Aosta. Quindi è ormai da dieci mesi che questi soldi sono pronti e approvati: dei 7 milioni 999 mila euro, 5 milioni 8 mila sono sul 2016 e 2 milioni 192 mila sul 2017, e sono ventuno i riordini approvati con questa delibera.
In questi mesi abbiamo sentito diversi presidenti e svariati tecnici, ma soprattutto abbiamo creato le condizioni per riunire attorno a un tavolo chi è interessato a questo argomento per cercare di trovare delle soluzioni, e ringrazio il Presidente della Regione per aver voluto partecipare alla riunione fatta a inizio luglio. C'erano all'epoca ancora delle criticità sulle quali ci siamo lasciati al termine dell'incontro, dicendo che quella principale probabilmente era sul discorso del diritto reale: se la particella catastale non corrisponde a quella ipotecaria, come si può fare? Erano state due le soluzioni prospettate nel mese di marzo. L'Assessore ci aveva prospettato la possibilità di intestare eventualmente al consorzio il diritto reale di queste particelle di proprietà, non potendo intercettare il vero proprietario. La seconda opzione, quella messa in campo anche dal Presidente della Regione, era che fossimo noi come Regione a farci carico di questi problemi, perché sarebbe veramente impossibile delegare i presidenti dei consorzi o i consorzi all'attuazione di tali azioni, per cui questo carico dobbiamo prendercelo in casa.
Abbiamo fatto due domande puntuali. Qualcuno mi ha ripreso dicendomi che bisognava entrare più nel dettaglio, ma c'è già tutto: c'è una legge approvata nel luglio 2012, ricordo che ci fu anche una bella discussione dal punto di vista politico, c'è una deliberazione della Giunta, che è quella di inizio anno, ci sono 8 milioni di euro che sono lì pronti a essere utilizzati. Gradiremmo che questi 8 milioni di euro, che sono solo una prima tranche, vengano utilizzati per i riordini fondiari. Chiediamo all'Assessore competente quale sia lo stato di attuazione dei riordini fondiari, i tempi previsti per la loro realizzazione e gli intendimenti in merito.
Chiederei al Governo regionale se potete gentilmente rispondere, perché ci sono segnalazioni che abbiamo ricevuto come gruppo da numerosi consorzi. Ci sono veramente tantissime lettere inevase: il consorzio prende carta e penna, scrive nero su bianco e dall'altra parte non ci sono le risposte, perché l'amministrazione pubblica non risponde. Posso citare tantissimi esempi, assessore Testolin: dal mese di febbraio, di marzo, di aprile, potrei veramente riempire dei fogli A4, purtroppo. Io penso che il primo compito del buon amministratore sia quello di spiegare, soprattutto a chi fa ancora del volontariato. Chi all'interno di questo Consiglio conosce come noi il settore e il sistema, sa che ancora oggi ci sono persone che fanno del volontariato. Compito dell'Amministrazione è quello di "a domanda rispondere", altrimenti poi si svilisce il ruolo del presidente, dei direttivi, degli esecutivi. Già i tempi sono lunghi, perché la legge è del 2012 e ne stiamo parlando adesso, a fine 2016. Il nostro unico obiettivo è di trovare le soluzioni a queste criticità e di conseguenza accorpare la proprietà dei valdostani.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Faccio due riflessioni in merito alle ultime richieste espresse dal Consigliere a margine dell'interpellanza. Mi prendo carico di fare una verifica con gli uffici, rispetto alle eventuali richieste dei consorzi di miglioramento fondiario alle quali non è stata data risposta. Sicuramente, per quanto mi concerne, se ci sono delle richieste anche puntuali sulle quali si può intervenire o situazioni che si può cercare di dirimere, ho sempre cercato di farlo. Se ci sono delle negligenze in questo senso, da verificare con gli uffici preposti, sarà mia premura muovermi in questa direzione.
L'altra osservazione che mi permetto di fare, prima di entrare nel merito della risposta, è che tutti siamo coscienti dell'importanza di ultimare questi riordini e di quanto sia fondamentale per il nostro territorio. Il fatto di aver inserito la questione nel Defr, non è una banalità ma esprime una volontà. Si lavora in questo senso con le difficoltà, anche burocratiche e amministrative che ha citato lei, alle quali daremo risposta nelle prossime settimane con la chiusura degli approfondimenti che avevamo ipotizzato in quella riunione e che, con l'aiuto anche degli uffici della Presidenza, si è cercato di esaminare nel dettaglio: verremo nuovamente in Commissione per spiegare nel dettaglio quali potranno essere le soluzioni a questa situazione.
Per quanto riguarda la domanda puntuale, faccio un quadro generale della situazione dei riordini. In seguito ai diciassette incontri che si sono avuti con i consorzi di miglioramento fondiario coinvolti nelle procedure di riordino, come già accennato nella riunione di luglio, il 17 agosto è stato inviato a ogni consorzio interessato una comunicazione che ha evidenziato e riassunto, per quanto possibile, tutte le procedure amministrative e tecniche da seguire per il completamento dei riordini stessi. Con tale lettera i consorzi sono stati nuovamente invitati a formulare eventuali osservazioni, al fine di addivenire all'approvazione definitiva del contributo annuo da concedere. A fronte di questo invio, l'esito di tale comunicazione ha portato ad avere otto consorzi che hanno risposto concordando con la prosecuzione dell'iter; uno degli otto peraltro aveva già dato l'assenso ancora prima dell'invio di questa seconda comunicazione. Quatto consorzi hanno formulato alcune osservazioni, mentre nove consorzi non si sono ancora espressi nel merito e sono stati sollecitati a farlo già a partire dalle scorse settimane. In un caso è già stato approvato il provvedimento di concessione definitivo del contributo, mentre un analogo provvedimento è in corso di approvazione per gli altri sette consorzi che hanno dato il via libera e riscontrato positivamente in merito alla proposta presentata dall'Amministrazione regionale.
Per quanto riguarda il riordino pilota Gaspard Gros de Vin, che era quello che avrebbe dovuto chiarire alcuni passaggi, il piano definitivo approvato il 15 settembre dall'assemblea generale del consorzio di miglioramento fondiario Ru d'Arlaz sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale e, secondo le informazioni rilasciateci dal consorzio stesso che deve provvedere ad alcuni adempimenti, sarà in consultazione presso il Comune di Montjovet a partire dal 10 ottobre prossimo. Dopo di che seguirà l'iter procedurale stabilito dalla legge regionale n. 20, per arrivare alla firma del decreto di riordino, salvo il fatto che ci siano delle osservazioni in merito - ma non dovrebbero essercene - indicativamente verso la fine di quest'anno.
L'interpellanza chiede quali sono i tempi previsti per la loro realizzazione e gli intendimenti in merito. Una volta approvato il provvedimento di determinazione della spesa ammissibile al contributo per ogni singolo beneficiario, sono autorizzate tutte le fasi conclusive del piano di riordino. La tempistica delle procedure amministrative che precedono il deposito del piano di riordino fondiario e la sua pubblicazione all'Albo pretorio del Comune interessato, dipende anche da alcune variabili non strettamente dipendenti dall'Amministrazione regionale, quali ad esempio la conclusione dell'attività progettuale da parte dei consorzi, il grado di complessità del piano di riordino, il completamento degli appalti di esecuzione delle opere che sono propedeutiche all'ultimazione dell'aspetto di miglioramento fondiario e poi l'azione amministrativa dei consorzi dettata dalla tempistica di convocazione dei vari consigli direttivi per addivenire all'accettazione definitiva del piano.
A partire dal deposito del piano, così come è avvenuto già per quello pilota Gaspard Gros de Vin, il piano di riordino fondiario - come previsto dall'articolo 10 della legge sui riordini - prevede dei tempi amministrativi certi che si possono riassumere in trenta giorni di pubblicazione del piano di riordino presso l'Albo pretorio, che è il tempo durante il quale gli aventi diritto possono presentare delle osservazioni al consorzio, dopo cui il consorzio avrebbe in questo caso sessanta giorni per pronunciarsi su eventuali osservazioni. Sessanta giorni sono previsti per la trasmissione del piano di riordino fondiario a cura del consorzio, affinché la Giunta approvi tale piano, a seguito del quale il Presidente della Regione emana il decreto di trasferimento attuativo della proprietà. Poi, c'è un anno per la pubblicazione del decreto di riordino, affinché il consorzio provveda alla trascrizione dei diritti reali, al trasferimento delle ipoteche e alle volture catastali dei terreni.
Questo è un po' l'iter con le varie tempistiche. L'impegno che ci si può evidentemente assumere è di ridurre all'osso le tempistiche che devono essere rispettate dall'Amministrazione regionale: sessanta giorni per l'approvazione e l'emanazione del decreto. Per il resto, diciamo che sono procedure abbastanza blindate di pubblicazione e altri passaggi amministrativi. Questo è lo stato dell'arte.
Concludo con l'impegno a riformulare in Commissione quelle che saranno le osservazioni più puntuali, per la risoluzione di alcune problematiche specifiche relative alla proprietà dei terreni.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Non so se qualche presidente o tecnico le ha presentato le criticità che stanno ancora avendo. Al di là della risposta che ci ha dato sulla prima domanda che qualcosa sta partendo - ho potuto capire che c'è chi più in maniera rapida ha risposto come consorzio e chi non ancora - gradirebbero avere un codice o una procedura blindata. Al di là dei tempi che mi ha dato rispondendo alla domanda numero due, i tecnici insieme ai presidenti non hanno ancora avuto da parte del suo assessorato, delle soluzioni per quelle casistiche e quelle criticità che a oggi sono legate soprattutto al discorso degli irreperibili. Lei sa che la criticità principale è quella del passaggio dei pignoramenti legati alle servitù di diritti reali e alle ipoteche. Indubbiamente nel momento in cui si dirimerà questa parte più giuridica e delicata, a quel punto probabilmente per tutti e ventuno i consorzi sarà più semplice e anche più rapido, fino ad arrivare al decreto del Presidente della Regione.
Per quanto riguarda il fatto che otto riordini non abbiano ancora risposto alle vostre sollecitazioni, lei ci dice di avere già sollecitato. Cercate di capire quali sono le motivazioni che hanno portato otto riordini su ventuno a non rispondere alle lettere che avete invitato, con l'unico obiettivo di affiancare i consorzi. Soprattutto, cercare di dare certezza nel momento in cui si decide di iniziare l'iter, in modo che i tempi siano accorciati.
