Oggetto del Consiglio n. 2377 del 5 ottobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2377/XIV - Interpellanza: "Adozione di iniziative promozionali e/o regolamentari per uno sviluppo responsabile del ciclo-escursionismo nella Regione".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 20 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il consigliere Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Illustro questa iniziativa che abbiamo scritto in accordo con la collega Morelli, su un argomento che ovviamente non ha la pretesa di esaurirsi con questa discussione, per provare a focalizzare un po' l'attenzione sulla pratica del turismo con la bici, di cui la mountain bike è solo una parte. È una pratica che negli ultimi anni ha avuto un'espansione enorme non solo nei confini valdostani, ma in Italia e soprattutto all'estero dove è qualcosa di consolidato e già ben strutturato, tanto è vero che sono per la maggior parte stranieri coloro che adottano questi modi di andare in vacanza.
Siccome pian piano queste pratiche si sviluppano, anche in Valle d'Aosta il settore è in espansione. La Regione ha già provveduto a dotarsi di una legge, che è la n. 1 del 2003, quella sulle professioni turistiche, la quale però dedica un solo articolo molto ridotto e che è ben lungi dal dare una regolamentazione organica e onnicomprensiva della questione. Nondimeno, sono state scritte delle guide che indicano correttamente dei percorsi, con tanto di foto, dove i maestri e i professionisti autorizzati iniziano ad accompagnare i clienti. Anche la tecnologia offre diverse opportunità: sto pensando alle bici elettriche che consentono di ampliare questa pratica a tipologie di utenti che fino a poco tempo fa era quasi impensabile riuscire a vedere sulle due ruote; ben venga, perché comunque è qualcosa di interessante dal punto di vista del turismo sostenibile. Vi sono poi i bike park che hanno già un certo sviluppo e una certa fruizione: sono già quasi assodati. Ci sono anche gli enti locali, i Comuni che cominciano a fare dei progetti anche per accedere ai fondi europei. Questi progetti vengono finanziati - ne avevamo già discusso in una iniziativa sulla segnaletica - ed è iniziata la pubblicità e la segnalazione, con modalità che sono diverse da comune a comune, per invogliare gli utenti.
A questo punto bisogna decidere dal punto di vista politico che strada si intende prendere. Da un lato i numeri aumentano, ma la pratica del cicloescursionismo, della mountain bike o del downhill tendenzialmente avvengono su percorsi che sono condivisi con altre tipologie di utenti, per cui si creano dei problemi relativi alla sicurezza o ad attriti che possono nascere dai diversi frequentatori, ma anche a livello di responsabilità per gli amministratori che promuovono queste cose. Il problema non è semplice, ma altrove è già stato affrontato introducendo leggi e regolamenti conseguenti, che sono un po' diversi a seconda dei luoghi per i quali sono stati adottati. Io ho provato a fare un po' di ricerca per documentarmi e vi sono alcune Regioni italiane che hanno una normativa con la quale sono veramente molto avanti, perché si sono spinte a crederci e a promuovere questa pratica come un'offerta turistica promozionale aggiuntiva, in modo tale da creare un indotto che, per via dei numeri in crescita, può essere interessante anche dal punto di vista economico.
La questione è cosa intende fare la Regione - qui aspettiamo la risposta - dal punto di vista non solo normativo. Noi chiediamo se si intende intervenire a livello di maggioranza e di Governo per approfondire, migliorare o almeno tentare di andare in quella direzione con la normativa esistente in Regione e, a seguito di quello, anche provare a regolamentare, in modo da evitare tutti i problemi a cui ho accennato prima. Aspettiamo di sentire cosa ci dirà l'Assessore, perché, a nostro avviso, è una pratica che andrebbe approfondita e ne varrebbe la pena soprattutto per l'indotto che ne potrebbe nascere.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Il collega Roscio pone all'attenzione del Consiglio un prodotto turistico su cui c'è veramente grande attenzione: la bicicletta a trecentosessanta gradi, perché lei dice giustamente non c'è solo la mountain bike. La legge 1 del 2003 si riferisce ovviamente alla parte dove si parla della professione, del maestro di mountain bike, su cui abbiamo una norma che è di particolare interesse.
Lei ha giustamente citato tutta una serie di attori: la Regione, gli enti locali e le aziende di vario genere che hanno realizzato prodotti editoriali e guide; da parte mia, segnalo in aggiunta i club di prodotto, che credo lei conosca molto bene. Noi abbiamo una associazione che riunisce coloro che si definiscono Bike Hotel: ci sono i maestri di mountain bike, ci sono gli impianti a fune e tutti coloro che hanno un interesse comune a sviluppare questo prodotto turistico. Senza voler entrare in competizione con altri territori, la promozione del prodotto bike in Valle d'Aosta, fatte le dovute proporzioni, direi che è decisamente interessante. Se lei fa un po' di rassegna stampa, troverà tantissime riviste svizzere, tedesche, austriache che portano i nostri percorsi e le nostre "alte vie della bicicletta" in grande evidenza. Noi personalmente seguiamo molti giornalisti che scrivono in tal senso. Ci segnalano grande interesse anche da parte degli americani: un mercato interessante.
Lei dice delle cose che condivido totalmente: l'avvento della bicicletta a pedalata assistita creerà veramente un ampliamento della richiesta, perché rende i nostri percorsi alla portata di una platea decisamente più importante. Oggi ci sono delle mountain bike a pedalata assistita che permettono di fare dei percorsi molto interessanti e sono addirittura biammortizzate, non hanno solo l'ammortizzatore davanti. Quindi, collega Roscio, su questo argomento c'è la massima attenzione.
Lei giustamente ha chiesto cosa facciamo. C'è un aspetto normativo su cui c'è la possibilità di intervenire. Lei fa presente che altri hanno legiferato e io dico: sì, hanno legiferato e hanno anche cambiato. Per esempio, la Provincia di Trento aveva una normativa che ultimamente ha cambiato e ne ha fatta un'altra, perché su questo argomento gli attori e le responsabilità sono veramente ampie. Ci sono delle esperienze straordinarie che riscontriamo all'estero, dove anche i riferimenti normativi sono decisamente diversi, per cui dobbiamo sapere che, essendo questo prodotto generalmente orientato al mercato estero, ci rivolgiamo a persone abituate a determinate norme. All'estero c'è una grande sottolineatura dell'autoresponsabilità: quello che deve essere fatto dall'ente è l'informazione, quindi dare all'utente tutte quelle informazioni che sono necessarie. Lei giustamente in alcuni passaggi ha parlato anche di una segnaletica: per esempio, per dire se quel percorso è utilizzato anche da altri soggetti. Per i percorsi dove abbiamo delle attività specifiche di downhill, in teoria è abbastanza semplice, perché quei luoghi sono a utilizzo esclusivo, come determinati luoghi definiti bike park; si tratta di mettere in atto delle azioni di protezione, ma sono a uso esclusivo.
Il nostro problema ovviamente è rappresentato dall'utilizzo promiscuo, ovvero il sentiero dove abbiamo colui che utilizza la bicicletta, colui che ha il bambino che fa la passeggiata, colui che ha il cane e colui che ha il cavallo. Su questo argomento noi stiamo cercando, come base, di creare una attività formativa, quindi coinvolgendo la federazione ciclistica, i professionisti e abbiamo in animo di fare un'azione puntuale, anche con gli amministratori pubblici e coloro che hanno delle competenze, sulla formazione e sull'informazione. Quindi dare delle indicazioni, in modo tale che ci sia un codice comportamentale.
Dopo di che ci saranno degli altri percorsi che dovremo intraprendere. In alcuni luoghi queste attività le hanno addirittura vietate, ma io non so se vogliamo spingerci a tanto. Io credo che dovremmo fare un'attività di verifica sulle norme legislative - sono totalmente a disposizione anche nel fare, collega Roscio, un tavolo di lavoro congiunto, in modo che ognuno possa portare il proprio contributo - ma prima di arrivare alla soluzione legislativa cercherei di fare tutto il possibile con i vari stakeholder per dare quelle informazioni e creare quel percorso formativo e informativo, che dovrebbe consentirci di evitare delle situazioni non particolarmente edificanti. Dopo di che lei sa bene che di fronte a soggetti maleducati o sconsiderati diventerà difficile intervenire, perché se uno ritiene di dover fare dei percorsi ad altissima velocità sui sentieri, credo che l'unico strumento sia poi ovviamente quello sanzionatorio da parte delle autorità locali: vigili e quant'altro. Però sull'argomento c'è sicuramente grande attenzione, per fare tutto questo percorso su un prodotto turistico di grande interesse e destinato a crescere.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - I miei colleghi di ALPE mi sollecitano a essere più convincente, per cui cercherò di spiegarmi meglio. Innanzitutto mi rallegro del fatto che l'interesse anche da parte del Governo su questo tema ci sia, però, Assessore, non siamo ancora arrivati lì. Quello che ci interessava prima di tutto capire era l'indirizzo politico: l'intenzione politica è di sviluppare questo settore, oppure non c'è un interesse? Mi sembra di capire che l'interesse ci sia. Se c'è, noi non siamo ancora arrivati alla norma, ma abbiamo preso atto e considerato che in altri posti hanno fatto delle cose, hanno fatto delle norme, dei regolamenti e ci sono dei progetti che hanno avuto dei finanziamenti; hanno cominciato a lavorare su vari percorsi, sia itinerari lunghi sia puntuali, che alla fine hanno come scopo di creare dei pacchetti turistici non solo vendibili, ma anche venduti.
Accanto alla formazione e all'informazione - e qui cogliamo la sua apertura - ben venga fare un tavolo per studiare una normativa che non vada nell'ottica di vietare, se non laddove strettamente necessario, ma che proceda correttamente a regolamentare, per vedere dove è possibile la pratica e dove no, con delle regole che siano chiare anche sulle condotte di guida, per cercare di sviluppare al meglio la questione.
Peraltro, nel cercare di documentarmi, oltre a pubblicazioni ho trovato anche delle tesi di laurea che riportano alcune considerazioni, a nostro avviso, interessanti. Da un lato i numeri dell'indotto: si parla di alcune decine di milioni di euro all'anno come indotto potenziale per una collettività commisurata alla Valle d'Aosta, che mi sembra una cifra interessante.
Un altro aspetto di questo tipo di turismo, è che si sta parlando di un prodotto che già c'è nei fatti. C'è poca necessità di infrastrutturare, ma la grande sfida è quella di fare squadra, fare rete, avere pensieri comuni e comunicare cosa già c'è, per fare in modo che un pacchetto potenziale diventi attualizzabile: sto parlando di treni e mezzi di trasporto che possano trasportare biciclette, luoghi dove si possa fare la manutenzione e prendere pezzi di ricambio. Sono tutte cose che già esistono, ma su cui non c'è una comunicazione univoca che vada a vendere il prodotto.
Oltre a questo - penso che l'Assessore lo sappia - sono già state scritte delle linee guida per una politica coerente in tutte le regioni italiane, e non sarebbe male partire da queste per fare una politica, anche a livello nazionale, che vada a sviluppare questo settore. Oltretutto, il fatto di avere una posizione comune e di fare rete tra i diversi assessorati, con gli enti locali e con tutti gli interessati - i famosi stakeholder di cui parla l'Assessore - ha uno scopo duplice in questo tipo di turismo. Il primo è la destagionalizzazione, perché mentre un certo tipo di turismo, come quello della neve, è vincolato a un periodo, durante il quale ovviamente se non c'è neve nessuno viene, invece il turismo con la bici può avere dei periodi molto più ampi, in primavera e in autunno. Inoltre, nel momento in cui vi è un transito lungo l'asse principale, nulla vieta che dei percorsi ad hoc, studiati e comunicati, possano rendere interessante anche l'entroterra, in modo da avere degli sviluppi per zone che attualmente invece non godono di questo.
Noi sollecitiamo veramente perché ci sia la presa in carico da parte del Governo di questo tema. Le anticipo, Assessore, che anche noi stiamo già lavorando su alcune proposte di legge, per vedere se si riesce a trovare una conclusione a questo tema, che vada da un lato a sviluppare, ma senza introdurre quei famosi divieti per cui l'attività non si fa più. Forse non regolamentare e non studiare l'argomento, alla fine può provocare che, sull'onda di un incidente che potrebbe avvenire, si vada a regolamentare in senso restrittivo, in un modo che alla fine sarebbe dannoso.
Dalle ore 17:38 assume la presidenza il presidente Rosset.
