Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2376 del 5 ottobre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2376/XIV - Interpellanza: "Interventi per un'eventuale proroga del calendario di apertura dei comprensori sciistici di Chamois, Torgnon e Valtournenche".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 17 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Il collega Marguerettaz si ricorda che nel mese di marzo avevamo affrontato le motivazioni per le quali il comprensorio di Valtournenche era stato, secondo noi, chiuso troppo presto. Per chi non lo conosce, il comprensorio della Valtournenche parte da 1500 metri di altitudine e arriva sopra i 3000 metri, quindi quote medio-alte dove la neve rimane bella generalmente fino ai primi di maggio, in modo da dare la possibilità agli sciatori e di conseguenza a tutti gli operatori locali, di poter lavorare fino a fine stagione.

Abbiamo predisposto questa iniziativa per diversi motivi: il primo è di metodo. Fra qualche giorno inizierà la stagione invernale e il 22 o il 23 Breuil Cervinia aprirà e poi dal 29 ottobre ci sarà l'apertura totale del comprensorio fino al 1° maggio 2017. Per quanto riguarda invece gli altri tre comprensori (Valtournenche, Chamois e Torgnon), è stato deciso dal consiglio d'amministrazione - dalle fonti e dalle informazioni che ho - l'apertura e la chiusura dei vari comprensori. Per quanto riguarda Valtournenche, dal 26 novembre al 17 aprile; per Chamois, l'Immacolata e poi dal 24 dicembre al 26 marzo; per Torgnon dall'8 all'11 dicembre e poi dal 17 dicembre al 26 marzo gli impianti rimarranno sempre aperti. Interroghiamo l'assessore Marguerettaz per sapere se il Governo regionale è intenzionato a invitare il consiglio di amministrazione della Cervino S.p.A. a mantenere una disponibilità a prolungare l'apertura dei comprensori, nel caso si verifichino condizioni tali da produrre un indotto che giustifichi la proroga.

Ne discutemmo l'anno scorso facendo un'iniziativa simile, ma era tardi e si era già deciso di chiudere il comprensorio di Valtournenche il 10 aprile: capiamo perfettamente che il potenziale ospite o utente prenota a inizio stagione. Apro una parentesi: dobbiamo creare le condizioni di aprire prima possibile, perché la gente ha voglia di sciare a inizio stagione e concordo sull'analisi che avevamo fatto pochi mesi fa. Quindi tutte azioni che ben concordiamo, ma c'è un però. Nel momento in cui si decide a priori di chiudere un comprensorio così importante, che arriva a più di tremila metri di altitudine, pensiamo e crediamo che il consiglio di amministrazione della Cervino S.p.A. dovrebbe considerare che fissando la chiusura al 17 aprile, automaticamente i potenziali sciatori sapranno già di non prenotare in quel periodo in cui la stagione sta terminando, quando magari i costi sono anche inferiori, ma si dirotteranno verso altre stazioni. Noi speriamo che da parte del Governo ci sia la volontà di invitare la Cervino S.p.A. in questo senso.

Tutto questo è capitato l'anno scorso, quando il 10 aprile il consiglio d'amministrazione ha deciso di chiudere la stagione. C'è stata una petizione e c'è una raccolta firme in essere in questi giorni a Valtournenche, per proporre di allungare almeno al 25 aprile, in modo da arrivare al 1° maggio per la zona alta di Valtournenche. Come ho detto, il comprensorio va molto in quota: c'è il pistone che arriva fino a 1500 metri di altitudine, ma da 2100 fino a 3200 la neve è una delle poche in tutto l'arco alpino che rimane bella. Quindi la richiesta che facciamo al Governo regionale è di valutare bene queste date, in modo che ci sia l'indotto diretto e indiretto, che chi vuole possa mantenere aperto. Poi l'Assessore ci dirà che la gente a fine stagione è stanca e vuole chiudere, ma c'è invece chi ha voglia ancora di lavorare e di tenere aperte le proprie attività, per cui si tratta di creare anche quell'indotto diretto e indiretto nelle varie attività di natura privata.

Negli altri due comprensori più piccoli, invece - non so se lei ne è a conoscenza, Assessore - nei quali il Comune ha delle percentuali anche importanti (piccole, perché i comprensori sono piccoli) all'interno della Cervino S.p.A., nessuno si è raccordato con l'ente pubblico per decidere l'apertura e la chiusura. C'è un discorso anche di correttezza istituzionale. A maggior ragione lei sa, assessore Marguerettaz, che quando si decise alla fine del 2012, inizio 2013 di mettere insieme i piccoli comprensori, ci furono lettere istituzionali dove si diceva che "nel quadro di tale operazione l'azionista di controllo della nuova realtà societaria opera affinché i singoli rami di azienda comprensoriali vengano gestiti e diretti con la massima attenzione, affinché ne vengano valorizzate, in base alle rispettive specificità, sia le potenzialità d'impresa turistica, sia il ruolo del volano economico a sostegno delle collettività in cui esse si inseriscono", cioè gli attori principali e l'ente pubblico di riferimento.

Questo è il quadro che volevo illustrare e l'iniziativa, che abbiamo confezionato con il collega Roscio, è per sapere se il Governo regionale è intenzionato a rivolgere un invito, in questo caso, al consiglio di amministrazione della Cervino S.p.A., azienda che fa praticamente il 35 percento del fatturato di tutto sistema Valle d'Aosta. E uno dei punti di forza di questo fatturato è di avere tutto il comprensorio a una certa altitudine e quindi una stagione più lunga: si inizia prima e si finisce più tardi. Se da parte dell'assessore Marguerettaz ci fosse la volontà di invitare il consiglio d'amministrazione, noi pensiamo che prolungare l'apertura per il comprensorio di Valtournenche possa essere un atout.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Il consigliere Chatrian propone al Consiglio un argomento che abbiamo già avuto modo di verificare e di analizzare. Il contenuto dell'interpellanza potrebbe portare a una risposta telegrafica: "se il Governo regionale è intenzionato ad invitare il cda della Cervino S.p.A. a mantenere una disponibilità a prolungare l'apertura dei comprensori nel caso si verifichino condizioni tali da produrre un indotto che giustifichi la proroga", la risposta sintetica potrebbe essere sì, però approfittiamo di questo momento per un confronto fattivo. Non è solo questione di un invito, ma proviamo a mettere a disposizione a fattor comune alcune informazioni.

Come giustamente lei ben sa, la programmazione ha un significato sia per le assunzioni degli impianti a fune, sia per il sistema alberghiero e per gli operatori, perché molti ovviamente, soprattutto coloro che si avvalgono di personale dipendente, devono programmare le assunzioni e le attività. Ecco perché il consiglio d'amministrazione della Cervino S.p.A. - abbiamo acquisito un po' di informazioni, che coincidono con quelle che ha rappresentato il collega Chatrian - nel dicembre 2015, quindi nella stagione 2015/16, ha dato delle indicazioni per il 2016/17. Diciamo che generalmente tutte le società hanno come riferimento la data del 17 aprile, ma quest'anno abbiamo una Pasqua che è molto in là nel tempo, quindi è una situazione un po' particolare rispetto all'anno scorso. Bisognerà ovviamente vedere quali saranno le condizioni di innevamento, ma sarà una Pasqua che avrà alcune difficoltà per avere tutti i comprensori aperti. Quindi in linea di principio la data dei vari comprensori è indicativamente quella del 17 aprile.

Rispetto a questi argomenti, la Cervino S.p.A. ha già avuto modo di confrontarsi con il Comune di Valtournenche, però per adesso sembra che non ci sia stata una definizione. Gli incontri dovrebbero essere rivolti a verificare se è possibile almeno arrivare al 25-26 aprile, data che è interessante per il ponte e per le attività. Lo stesso confronto è stato fatto per il comprensorio specifico di Chamois, dove l'Amministrazione comunale si è dimostrata disponibile: la data prevista per la chiusura era intorno al 12 aprile e il Comune di Chamois si è reso disponibile a verificare la possibilità di procrastinare di una settimana. Non sto a dirle i risultati specifici della stazione di Chamois, perché lei giustamente ha parlato del risultato della Cervino S.p.A., ma in particolare il comprensorio di Chamois fa delle perdite specifiche di svariate centinaia di migliaia di euro. Lo stesso per la stazione di Torgnon, che storicamente ha quasi sempre chiuso alla fine del mese di marzo e poche volte si è prorogato ad aprile.

I dati ovviamente devono essere valutati anche sulla base di quello che può costare una settimana. Dalle valutazioni che ci sono state fatte, per Chamois una settimana in più equivale ad avere 27 mila euro di costi in più; per Torgnon 56 mila euro per ogni settimana aggiuntiva; Valtournenche 94 mila. Stiamo parlando di costo puro senza entrate, in cui mettiamo soprattutto il personale, l'energia e le spese generali. Vediamo ora le entrate, perché ovviamente quello che conta è il delta, così ci capiamo. Mi verrebbe da dire che da un certo punto di vista è comprensibile e non voglio ovviamente demonizzare delle suggestioni o degli impulsi che arrivano dal territorio, ma raccogliere delle firme per proporre una settimana in più vuol dire caricarsi di costi fissi sicuri: 94 mila euro per Valtournenche. Parlando dei ricavi, perché giustamente si tratta di fare la differenza con i costi, non riferiamoci a una stagione puntuale, ma proviamo a considerare la media delle annate 2014, 2015 e 2016 e andiamo a vedere quali sono stati i ricavi medi di queste tre annualità nelle ultime settimane del mese di aprile. Per Valtournenche, a fronte dei 94 mila euro di cui vi ho parlato, i ricavi medi sono stati di 20 mila euro, quindi ogni settimana in più vuol dire 74 mila euro di perdita. Per la stazione di Torgnon, a fronte dei 56 mila euro, c'è un incasso medio di 40 mila euro. Per Chamois che è quella che costa di meno, 27 mila euro, c'è un ricavo medio di 11 mila euro.

Questo ovviamente è solo il conto economico degli impianti e bisogna ovviamente valutare anche l'indotto, considerando tutto quello che eventualmente può essere generato, però questi sono dei dati puntuali su cui credo sia bene riflettere. Ecco perché con la società Cervino S.p.A., ma anche con le altre società - ci sono delle esperienze in tal senso - sarebbe interessante verificare se a fronte di un sacrificio, perché di questo si tratta, c'è la possibilità di creare una ripartizione di questi oneri. Fatto cento il disavanzo, quanto viene sostenuto da Tizio, quanto viene sostenuto da Caio, in modo tale che, se è vero che c'è qualcuno che ha in qualche modo dei ritorni, si possa immaginare di fare un'azione condivisa. Per esempio, il Comune di Chamois si è reso disponibile in tal senso e sarebbe da verificare con le altre Amministrazioni se c'è la possibilità. È chiaro che se nessuno dimostra o dà una disponibilità, diventa difficile poi imporre, anche perché lei sa bene che i consigli d'amministrazione devono poi pensare anche al bilancio specifico. Ecco che ho voluto non solo dirle che siamo disponibili, ma darle qualche elemento in più per valutare il contesto.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Già nell'illustrazione, Assessore, l'obiettivo era di mettere sul tavolo delle proposte. Nello stesso tempo, si sa che nel momento in cui si modifica un planning, un layout o un qualcosa di già calendarizzato, si parla di sacrificio o di potenziale sacrificio. Però il quesito che abbiamo posto è riferito principalmente alla Cervino S.p.A. - lei questo ha voluto non tanto sottovalutarlo, ma magari metterlo un po' da parte - ed è legato al fatto che nella stagione avanzata, avendo la possibilità di stare in quota, la materia prima (la neve) rimane più bella rispetto agli altri comprensori.

Dopo aver ascoltato le sue considerazioni, vorrei provare a fare un ragionamento. Lei sa che il suo collega Donzel si occupa di piccole e medie imprese, di formazione e, come tutto il Governo e il Consiglio, di posti di lavoro. Lei sa quanto costa un posto di lavoro e conosciamo tutti le grandi difficoltà che ci sono. Il mio ragionamento però vorrebbe andare un po' oltre i conti economici, che lei ha fatto bene a metterci sul tavolo, per queste potenziali settimane in più. Quest'anno Pasqua è il 16 aprile, Pasquetta il 17 e il 25 e il 26 c'è un bel ponte: parliamo di otto giorni in più, soprattutto per il comprensorio di Valtournenche, che vuol dire farsi un weekend in più, quello del 23 aprile e poi il ponte lunedì, martedì e mercoledì. Quindi se il costo settimanale vero è di 90 mila euro, visto che quest'anno il calendario è favorevole, magari l'introito potrebbe essere non di 20 mila euro, ma eventualmente di 50/60 mila euro. Il delta - faccio una proiezione tutta mia, della quale mi prendo la responsabilità - per il comprensorio più strutturato di Valtournenche, potrebbe essere di 20 mila, di 10 mila o di 30 mila euro, a fronte di un indotto magari di cinquanta posti di lavoro prolungati di otto giorni. Assessore, se fa bello, se c'è la bella neve - ci sono tanti "se" indubbiamente - probabilmente non incasseremo per il comprensorio di Valtournenche solo 20 mila euro, ma - io ne sono abbastanza certo - molto di più. Valutiamo quanti posti di lavoro, assessore Marguerettaz, si continuerebbe a mantenere sugli impianti, negli hotel e nelle attività commerciali. Poi, io non dimentico che magari un po' di Iva, un po' di Irap e un po' di Irpef delle aziende private locali ritornano nel calderone della Regione. Ciò detto, io penso che ci possa essere un saldo positivo: non sono un mago, ma quest'anno il calendario ci dà una mano.

Aggiungiamo che l'obiettivo di questa iniziativa va al di là ancora, se posso permettermi, dei rispettivi Comuni - lei mi ha citato il Comune di Valtournenche, di Chamois o di Torgnon - per fare un ragionamento più completo, sapendo che la Cervino S.p.A. quest'anno mi sembra che abbia chiuso un bilancio, come l'anno scorso, intorno a 1 milione di euro di utili puliti, conteggiando ammortamenti e tutto il resto. Poi, c'è il comprensorio di Chamois, che è un sacrificio non indifferente dal punto di vista delle risorse pubbliche. C'è il comprensorio di Torgnon, che da quindici anni più o meno mantiene un trend, tranne l'anno scorso, vicino al pareggio - Assessore, lo conosco discretamente - e quello di Valtournenche, che per diversi motivi è stato incastrato all'interno del bilancio della Cervino S.p.A. da quattro o cinque anni, società di cui conosciamo il passato.

Termino chiedendovi di valutare, soprattutto per il comprensorio di Valtournenche e, se ci sono le condizioni, per gli altri due più piccoli, la possibilità di prorogare la chiusura, visto che quest'anno il calendario ci dà qualche possibilità in più.