Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2363 del 5 ottobre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2363/XIV - Interpellanza: "Interventi nelle scuole per prevenire il fenomeno del cyberbullismo".

Rosset (Presidente) - Punto n. 16 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola la Consigliera Morelli, ne ha facoltà.

Morelli (ALPE) - Riteniamo questo un tema molto serio, un tema di attualità. Non è la prima volta che se ne parla in Consiglio regionale, ma abbiamo voluto riportare l'argomento all'attenzione del Consiglio e in particolare dell'Assessore competente perché credo tutti durante l'estate siamo venuti a conoscenza degli episodi gravi, tristi che hanno coinvolto dei giovani o degli adolescenti, in particolare con la pubblicazione sul web di foto che violano proprio in modo profondo e lacerante la vita privata, intima delle persone; tutto questo con una mancanza di consapevolezza da parte dei giovani che poi si sono resi colpevoli di diffondere sul web immagini che riguardavano loro amici, loro compagni. È quindi un fenomeno grave, un fenomeno pervasivo che è ancora sicuramente sottovalutato e sottostimato, a cui riteniamo si debba porre tutta l'attenzione possibile.

Noi sappiamo che in ambito scolastico tanti sono i progetti che sono stati messi in atto negli anni scorsi in collaborazione con le forze dell'ordine, tutti progetti assolutamente validi e meritevoli: "Carabinieri a scuola", "Una vita da social" e altri ancora che cercano di trasmettere un messaggio corretto all'interno della scuola, e quindi tra i ragazzi, per portare ad una convivenza migliore, ad un rispetto della legalità, ad un rispetto delle regole. Riteniamo però che forse sia anche necessario qualcosa di più organico, qualcosa di più strutturale, qualcosa di più costante e continuativo. Per fare questo, però, riteniamo che si debba avere contezza all'interno della nostra regione di quali sono le dimensioni del fenomeno e in questo senso chiediamo se si è a conoscenza di dati che permettano di stimare effettivamente il fenomeno nella nostra regione; se e quali azioni vengano messe in atto in ambito scolastico, questo regolarmente, quindi non in via eccezionale o episodica, per far sì che vengano intercettate da subito eventuali situazioni a rischio e quali sono gli attori coinvolti; quali anche le azioni di formazione e di sensibilizzazione a beneficio degli insegnanti, che immagino non sempre siano efficacemente formati, adeguate ad affrontare situazioni di questo tipo.

Ultima domanda: "se oltre all'adesione volontaria delle scuole..." nel rispetto dell'autonomia scolastica ovviamente, a tutti i progetti vari che vengono proposti, anche in collaborazione con le Forze dell'ordine, tendenti a prevenire questo fenomeno del cyberbullismo, siano previste attività educative più strutturate, più costanti, più organiche per fare in modo che tutti i ragazzi siano coinvolti in età sempre più tenera, sempre più precoce, perché il fenomeno è talmente pervasivo e coinvolge ormai anche fasce di ragazzi, di studenti, di scolari in età sempre più giovane.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - La collega Morelli ha portato in quest'aula davvero un tema non solo attuale, ma particolarmente importante, sul quale l'attenzione è davvero alta soprattutto per i recenti fatti di cronaca, che ovviamente hanno preoccupato tutti noi. Quello del cyberbullismo è un fenomeno che viene monitorato nelle scuole della regione, in primis dai dirigenti scolastici, che intervengono immediatamente con azioni di repressione, di formazione e informazione quando tali fenomeni emergono in ambito scolastico. In questi casi con le Forze dell'ordine e/o anche con gli Enti locali, la collaborazione si è rivelata particolarmente efficace per i ragazzi, soprattutto per i più giovani, come ricordava lei, perché vengono evidenziate le ripercussioni sociali del fenomeno del bullismo e le conseguenze di azioni che ahimè purtroppo sovente sono banalizzate. Nel caso poi del cyberbullismo la facilità anche con cui tali atti vengono messi in piedi ovviamente aggrava ancor più la questione.

Per quanto riguarda la sua seconda richiesta: "quali pratiche vengano regolarmente messe in atto...", l'Assessorato dell'istruzione e cultura, Dipartimento della Soprintendenza agli studi, ha promosso e proposto iniziative di sensibilizzazione e di informazione proprio sul corretto utilizzo di internet, sugli abusi ad esso legati e sul rapporto dei giovani con la tecnologia e i social network: da Facebook a Skype a WhatsApp. Tali iniziative sono repertoriate in un quaderno operativo pubblicato sul sito delle scuole valdostane e derivano dall'accordo fortemente voluto dall'Amministrazione regionale, un accordo interistituzionale tra enti che si occupano di cittadinanza e di legalità. Un momento in cui quindi tutti gli attori del territorio si ritrovano e ovviamente tutti insieme, confrontandosi, possono decidere le azioni migliori, le più mirate, le più efficaci proprio per combattere questo triste fenomeno. A questo tavolo ci sono innanzitutto la Procura della Repubblica, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni per il Piemonte e per la Valle d'Aosta, la Polizia di Stato, l'Arma dei carabinieri e tutte le altre Forze dell'ordine proprio nell'ambito anche del progetto "Cittadinanza scuola". Questo tavolo ricordo che era stato costituito con deliberazione della Giunta regionale n. 1539 nel novembre 2014.

Per quanto riguarda la sua terza questione, gli studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado hanno inoltre potuto partecipare alla campagna itinerante di educazione alla legalità in riferimento all'utilizzo della rete internet "Una vita da social". Io qua ricorderò qualche evento, gli eventi sono tanti, sul sito ci sono tutti, poi molto brevemente condividerò con voi due note che proprio le Forze dell'ordine ci hanno fatto avere. Dicevo, "Una vita da social", realizzato con la Polizia di Stato per il tramite del Dipartimento della Soprintendenza agli studi, in collaborazione con il Ministero e l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, è un progetto che ha sempre riscosso un grandissimo interesse, soprattutto da parte dei ragazzi, anche dei ragazzi più piccoli perché coinvolge anche i bimbi più piccoli. Il monitoraggio sui progetti e le attività realizzate dalle istituzioni scolastiche della Regione Valle d'Aosta, effettuato dall'Ufficio supporto autonomia scolastica nella primavera del 2016, ha rilevato la presenza di numerose iniziative relative ai comportamenti devianti, tra cui il bullismo ma soprattutto tra cui il cyberbullismo, che è un fenomeno crescente. Nello stesso monitoraggio è emersa una richiesta di formazione dei docenti e di iniziative destinate agli studenti su questo tema per il prossimo triennio. La risposta a queste specifiche e opportune richieste sarà soddisfatta attraverso le proposte che saranno formulate nel nuovo quaderno operativo per l'anno scolastico 2016-2017 e le azioni che discenderanno dal piano regionale per la prevenzione 2016-2020, in fase di ultimazione, realizzato proprio in collaborazione con l'Assessorato della sanità, delle politiche sociali al Dipartimento della prevenzione dell'USL.

Io colgo questa occasione anche per ringraziare le Forze dell'ordine; parlavo prima della collaborazione, della sinergia che c'è tra la Sovrintendenza, l'Assessorato della sanità e delle politiche sociali e le Forze dell'ordine: senza questo lavoro di squadra, credo che non avremmo i risultati che possiamo vantare oggi e lo dico con tutta serenità. Abbiamo chiesto alle Forze dell'ordine di farci avere anche dei dati, fortunatamente non ci sono denunce, non ci sono casi in Valle d'Aosta, però bisogna tenere alta la guardia, sappiamo quanto sia un fenomeno subdolo, silenzioso ma sicuramente molto pericoloso. Ringrazio la Guardia di finanza che ci ha fatto pervenire le loro iniziative: "Educazione alla legalità economica finanziaria"; "Finanziere per un giorno", dedicato agli allievi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, quindi andiamo coprire tutta la fascia; "Amico di sangue" in collaborazione con l'AVIS; la "Giornata della legalità" in collaborazione con la Cittadella e la struttura Politiche sociali e giovanili dell'Assessorato. Anche l'Arma dei carabinieri ha portato avanti una serie di iniziative, tra cui dieci conferenze per la formazione della cultura della legalità, a cui hanno partecipato 450 studenti delle scuole superiori di primo e secondo grado. Ci hanno segnalato che presso i reparti dipendenti non è stata presentata alcuna denuncia. Ancora poi la Questura: abbiamo parlato prima dell'iniziativa "Una vita da social", che in questo caso è proprio mirata a quel tipo di reato, ovvero al cyberbullismo, ai reati commessi per mezzo degli strumenti informatici.

Credo che questa sia la strada da continuare a seguire, quella della stretta collaborazione tra tutti gli operatori: istituzioni scolastiche, famiglie, docenti e Forze dell'ordine.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la Consigliera Morelli, ne ha facoltà.

Morelli (ALPE) - Assessore, anche noi ci uniamo ai ringraziamenti nei confronti delle Forze dell'ordine, di tutti quei soggetti che si attivano sul territorio per far sì che questi fenomeni siano contenuti, siano limitati per quanto possibile. Come giustamente lei anche sottolineava, questi sono fenomeni estremamente subdoli, per cui, prima di arrivare ad una denuncia, la cosa deve essere continuata e particolarmente grave. L'alta l'attenzione che lei giustamente sottolinea e ritiene necessaria non può essere l'unica nostra guida, deve esserci qualcosa di più strutturato, qualcosa di più organico, deve esserci all'interno della scuola un tempo che viene dedicato a questi argomenti perché tutti i ragazzi devono essere messi nella condizione di essere coscienti, di essere consapevoli dell'uso di questi strumenti, che sono strumenti eccezionali che ci avvicinano al mondo, che ci aprono gli orizzonti, ma che possono essere estremamente dannosi in particolare per i giovani. Benissimo quindi i progetti: i progetti sono interessanti, ma il rischio è di andare a sollevare gli argomenti senza poi però dare continuità, senza poi però permettere effettivamente a tutti di essere anche "armati" di conoscenze per utilizzare questi strumenti.

Noi quindi riteniamo che le attività educative debbano essere strutturate, debbano essere organiche, io non so con quale strumento lei possa intervenire nei confronti di tutte le istituzioni scolastiche. Vanno benissimo i quaderni operativi, ma deve esserci qualcosa di più incisivo, di più continuo. Non so se l'ora di educazione tecnica che è stata sottratta alle scuole medie non avrebbe potuto essere opportunamente utilizzata in questo senso. Gli insegnanti, quando sono venuti in commissione, ci hanno fatto presente che in questo modo si sottraeva la possibilità di insegnare proprio ai ragazzi a ben utilizzare gli strumenti informatici. Non so se quell'ora avrebbe potuto essere utilizzata in questo senso, ma di certo bisogna trovare degli spazi all'interno delle scuole, dei programmi scolastici che diano contezza, consapevolezza ai nostri ragazzi, ai nostri giovani riguardo a questi argomenti. Mi pare evidente che in questo momento questi risultati non riusciamo ad ottenerli in modo più generalizzato, in modo più diffuso. Vanno benissimo quindi tutti i progetti, va benissimo il coinvolgimento di tutti gli attori, ma all'interno della scuola c'è qualcosa che compete direttamente a voi, all'Assessorato dell'istruzione e che l'Assessorato deve fare in modo più incisivo e più organico e strutturato.