Oggetto del Consiglio n. 2364 del 5 ottobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2364/XIV - Interpellanza: "Interventi a sostegno dell'inclusione sociale degli alunni".
Rosset (Presidente) - Punto n. 18 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - In qualche modo questa interpellanza può essere complementare a quanto è stato detto finora anche dalla collega Morelli, è vero che è più centrata sui Bisogni Educativi Speciali (BES) nelle scuole. La direttiva del 27 dicembre 2012 definisce meglio quanto già era stato detto nella legge n. 53 del 2003, che sanciva il principio di personalizzazione dell'insegnamento nelle scuole, questa direttiva definisce meglio gli strumenti di intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e l'organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica. Spesso noi sentiamo parlare dei disturbi specifici dell'apprendimento, che sono una delle tre categorie dei BES, insieme alla disabilità, dove c'è un intervento ed è previsto per legge l'insegnante di sostegno. I disturbi specifici dell'apprendimento sono una delle tre categorie, poi ce ne sono anche altre, fra le quali il disturbo evolutivo specifico e lo svantaggio socio-economico culturale e linguistico degli allievi. Proprio questa è una novità nelle scuole perché è possibile fare degli interventi personalizzati e non individualizzati perché vengono chiamati personalizzati per ogni alunno a seconda dei problemi che a volte possono riscontrare nel loro cammino scolastico, anche dovuto a delle interferenze con problematiche o criticità legate a momenti familiari magari anche difficili. Diciamo che in questa direttiva è chiaro che l'area di svantaggio sociale è più ampia di quella che è riferibile al deficit e viene fatta una richiesta speciale di attenzione per svantaggi sociali e culturali, disturbi specifici di apprendimento, disturbi evolutivi, non conoscenza culturale e ribadiscono in più parti il principio di personalizzazione dell'insegnamento. La delibera di Giunta n. 1521 dell'ottobre 2015 ha istituito il comitato tecnico scientifico, che ha prodotto una relazione molto dettagliata, completa - e direi anche interessante - riguardo proprio a questa problematica.
Credo che siano da prendere in considerazione alcuni aspetti anche di criticità che vengono evidenziati dal comitato tecnico scientifico, perché, ad esempio, con la collega Morelli abbiamo parlato poc'anzi dell'importanza e del ruolo positivo che possono avere i mezzi di supporto informatico, ma, ad esempio, in questa relazione si dice che chi si occupa di inclusione e di formazione sull'uso delle tecnologie in funzione di una didattica per l'inclusione non ha ricevuto da nessuna scuola delle richieste di intervento: probabilmente mancano dei collegamenti, dei ponti fra le scuole e quanto magari anche l'Amministrazione regionale, attraverso la Sovrintendenza e il centro territoriale di supporto, mette in atto.
Con questa iniziativa noi vorremmo anche evidenziare che i BES sono riconosciuti attraverso questa direttiva ministeriale ed è obbligatorio da parte della scuola attivarsi e sollecitare le famiglie per riuscire a riprendere le criticità e a volte anche a recuperare le lacune scolastiche dei ragazzi. Laddove c'è un problema familiare o di salute, è chiaro che deve essere la scuola che si attiva nei confronti degli allievi. Tra le altre cose, la legge che prevede il percorso personalizzato dell'insegnamento, il principio della personalizzazione dell'insegnamento dice chiaramente che le scuole devono mettere in atto dei corsi di recupero anche durante l'estate per poter permettere ai ragazzi di recuperare i crediti durante l'estate e avere ad agosto l'esame di recupero. Approfitto perché credo sia importante capire quale sarà il percorso che anche il comitato tecnico-scientifico prevede, ma anche quali sono le intenzioni del Governo regionale riguardo a questa problematica, perché in alcune scuole credo siano successe quest'anno delle cose abbastanza gravi e direi anche incresciose, perché sono a conoscenza di alunni rimandati di dieci materie, alunni con dei problemi di cui la scuola era stata informata, problemi fisici o comunque di salute e sono stati rimandati: questa è la parola che ritorna più facilmente, e doveva esserci il recupero dei crediti per dieci materie. Io mi chiedo come possa un ragazzo che ha avuto delle problematiche, delle criticità di salute durante un intero anno scolastico recuperare in poco più di due mesi dieci materie, oltre al fatto che non è stato previsto nessun piano individualizzato poiché alla famiglia non è stato chiesto, non è stato proposto nessun piano individualizzato e l'istituzione durante l'estate, cosa che è prevista per legge, non ha assolutamente previsto dei corsi di recupero o di sostegno, quindi questo ragazzo si è ritrovato solo. Io credo che in Valle d'Aosta e ad Aosta questo sia gravissimo. È un caso, ne conosco altri un po' meno gravi, credo che non devono più succedere e quindi le chiedo anche di monitorare. Penso che quanto è successo sarebbe davvero punibile e dovrebbe essere preso in mano anche da chi si occupa di organizzazione scolastica.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.
Rini (UV) - Del caso che lei ha ricordato in quest'aula io non ne sono a conoscenza, se vorrà porre a conoscenza più che la sottoscritta la struttura competente, naturalmente, come in altro caso che ci è stato segnalato, sarà nostra premura verificare e dove e se ci sono state delle mancanze ovviamente prendere le dovute conseguenze.
Vengo alle risposte alla sua interpellanza. Considerando l'importanza delle competenze professionali richieste a coloro che operano proprio con gli alunni, che hanno bisogni educativi speciali, tra le azioni che quest'Amministrazione mette in atto sono numerose quelle che riguardano la formazione proprio del personale scolastico, una formazione che comprende tutto il personale: dai dirigenti, docenti e gli operatori di sostegno. Tra queste per l'anno scolastico 2016-2017 si evidenziano la giornata di formazione rivolta agli operatori di sostegno inerenti gli aspetti clinici e pedagogici del disturbo autistico e l'utilizzo delle nuove tecnologie nelle attività con i ragazzi disabili. Tale iniziativa, che non ha avuto costi per l'Amministrazione regionale, rientra in un'ipotesi di piano pluriennale che prenderà in considerazione le differenti patologie afferenti all'area della disabilità. Vi sono poi nove interventi formativi rivolti agli insegnanti della scuola dell'infanzia e della scuola primaria, riguardanti l'applicazione del protocollo d'intesa per quella che viene definita l'identificazione precoce dei DSA (delibera n. 1201/2014). Ancora un pomeriggio di formazione rivolta ai docenti della scuola secondaria di primo grado sull'utilizzo degli ausili tecnologici forniti agli studenti DSA. L'iniziativa non prevede costi per l'Amministrazione regionale in quanto rientra nei compiti istituzionali del centro territoriale di supporto. Ancora: una formazione sui disturbi dell'attenzione e dell'iperattività rivolta a tutto anche in questo caso il personale scolastico, finanziata dal centro territoriale di supporto. Le istituzioni scolastiche possono inoltre richiedere ulteriori e specifiche azioni di formazione, ma anche di consulenza, ai referenti per l'inclusione dell'Ufficio di supporto all'autonomia scolastica al centro territoriale di supporto per l'inclusione.
Per quanto concerne il suo secondo quesito, si precisa che sono messe a disposizione delle istituzioni scolastiche risorse finalizzate all'acquisto degli ausili tecnologici da dare in comodato d'uso per gli studenti con DSA. Per l'anno scolastico 2015-2016 l'importo ammontava a 16.800 euro: 14.000 euro previsti sulla base della legge regionale n. 8 del 2009 all'articolo 7 e 2.800 euro messi a disposizione dal centro territoriale di supporto. Per l'anno scolastico in corso sono nuovamente disponibili 14.000 euro ed è in corso l'istruttoria per l'erogazione del contributo. Sono stati peraltro anche messi a punto alcuni accorgimenti che hanno permesso di superare le criticità che erano state riscontrate lo scorso anno. Ulteriori finanziamenti raggiungono indirettamente le istituzioni scolastiche tramite due progetti: il Centro Territoriale di Supporto (CTS) e il Punto Formativo Autismo (PFA). Per quanto riguarda il CTS, i fondi stanziati per le diverse attività programmate nel 2016 ammontano complessivamente a 5 mila euro e sono stati impegnati per alcune delle attività di formazione precedentemente citate per l'acquisto di ausili, software e attrezzature che sono a disposizione delle scuole. Il punto formativo autismo per gli anni scolastici 2016-2017 e 2017-2018 ha ricevuto un finanziamento pari a 7600 euro; il progetto, realizzato in collaborazione con l'USL della Valle d'Aosta e l'Associazione valdostana autismo, si pone l'obiettivo di supportare le istituzioni scolastiche relativamente all'organizzazione didattica educativa per favorire l'inclusione di alunni con disturbo dello spettro autistico, quindi azioni di formazione ma anche di tutoraggio, di raccolta e poi della successiva documentazione delle esperienze e delle buone pratiche, di strumenti ma anche di materiali.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Grazie Assessore per le risposte. Riguardo al fatto accaduto che ho denunciato, io credo che la Sovrintendenza prenda visione di quanto avviene nelle scuole e ritengo che un fatto del genere dovrebbe essere eclatante. Credo che nella nostra storia di studenti non abbiamo mai incontrato - io neanche in quella di insegnante - allievi che venivano rinviati a settembre con dieci materie scolastiche completamente soli senza corsi di recupero; reputo quindi che questo debba essere preso in carico anche dal suo Assessorato, perché è un caso spero limite ma gravissimo. Chiaramente la delicatezza della cosa impone anche certe riservatezze perché abbiamo a che fare con dei minori, pensavo che però l'Assessorato ne fosse a conoscenza: tenuto un po' fuori dalle ripercussioni mediatiche, ma assolutamente a conoscenza.
Sull'altro punto le cifre che lei mi ha indicato mi auguro siano state anche in qualche modo programmate dal CTS e dal Centro autistico, non sono cifre molto elevate, sono cifre con le quali si può fare un primo intervento, credo sia importante poi monitorare ed eventualmente sostenerle. Quello che è stato detto prima dalla collega Morelli...quello che è importante nelle scuole è che ci sia una continuità di questi progetti, che non siano solo degli spot o dei periodi in cui si interviene, ma che poi non hanno continuità. Spesso non è un piccolo periodo, un corso che può davvero essere incisivo, ma è la continuità e il sostegno sia agli insegnanti che alla famiglia, oltre che agli alunni, continuo, quindi credo che debba essere in questo senso ancora fatta più attenzione.
