Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2306 del 28 luglio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2306/XIV - Disegno di legge: "Disposizioni per l'armonizzazione della legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), con l'ordinamento scolastico della Valle d'Aosta". (Approvazione di due ordini del giorno e ritiro di un ordine del giorno)

Rosset (Presidente) - Chiedo scusa per il ritardo di un'ora e cinque minuti, soprattutto agli organi di stampa, ma la sospensione credo porti dei risultati nell'ottica del funzionamento dell'ordine del giorno. Chiedo al collega Segretario di procedere all'appello.

Appello nominale

Presidente - Con 31 Consiglieri presenti possiamo riprendere i lavori. Punto n. 14.04 dell'ordine del giorno. Ricordo che siamo ancora in discussione generale sul DL 90. Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Avant tout merci pour avoir patienté parce qu'on a eu l'occasion de nous rencontrer et même de nous confronter sur ce thème et surtout d'arriver à un point de rencontre entre différentes opinions et différents points de vue.

Prima di entrare nel merito di ciò che è stato deciso durante questa sospensione, vorrei riallacciarmi a quanto ha detto prima il collega Cognetta: vorrei chiedere scusa se non sono stata abbastanza chiara durante il mio primo intervento in quel passaggio in cui ho ringraziato i Commissari - ed evidentemente ringraziavo anche lei, collega Cognetta -: era sottinteso, era sotteso, era volutamente indirizzato alla commissione, perché, come Governo regionale, come Assessore, sono pienamente consapevole di avervi chiesto un grande sforzo, di avervi chiesto di accelerare in queste due ultime settimane un lavoro, che sicuramente avrebbe potuto richiedere più tempo, che con un tempo diverso avrebbe potuto consentirvi anche dei tempi di lavoro differenti e proprio questa motivazione mi aveva spinto a ringraziarvi e a farlo non in maniera dovuta ma in maniera sentita. Siamo consci di avervi chiesto questo sforzo, non l'abbiamo fatto per partito preso, non lo abbiamo fatto per dietrologie particolari: lo abbiamo fatto perché intanto siamo gli ultimi a legiferare su questa materia, siamo gli ultimi ad attuare il recepimento di questa norma e i tempi stringono, anche perché questa è anche l'ultima seduta utile prima della sospensione estiva, spero con questo passaggio di aver chiarito questo. Con molta umiltà riconosciamo di aver sicuramente chiesto a tutti i Commissari uno sforzo notevole e un'accelerazione proprio su questo percorso.

Detto questo, sappiamo bene che all'attenzione di quest'aula, ma della comunità tutta c'è anche la petizione e io credo che alcuni dei temi che ancora restano in sospeso formino proprio l'oggetto di questa petizione. Noi ci siamo permessi di chiedere un'accelerazione su questa tematica perché crediamo, e qui davvero - lo ricordava il collega di Guichardaz - nessuno vuole prendersi i meriti e nessuno vuole paternità su questo progetto di legge, ma crediamo di avere comunque cercato di recepire tutte le richieste del mondo della scuola nel suo complesso. Crediamo di aver tranquillizzato anche, continuando ad investire nel nostro sistema, i docenti in primis, ma le famiglie e tutti coloro che gravitano a diverso titolo intorno al mondo della scuola, altrimenti non avremmo proposto un certo tipo di percorso. Oggi ricordavamo le realtà del Trentino Alto Adige: Bolzano ha portato avanti un iter accelerato come il nostro, poiché anche loro come noi - uniche in Italia queste due realtà: la nostra e quella di Bolzano - hanno deciso di discostarsi profondamente dal sistema introdotto dalla n. 107 e anche loro hanno proposto quest'accelerazione, mentre invece a Trento, dove il dibattito è stato diverso, sono state fatte scelte diverse, ma non tornerei ora nuovamente nel merito.

Questa sospensione ci ha consentito di condividere tutti insieme, forze di maggioranza e di opposizione, le preoccupazioni, tante anche contenute all'interno della petizione. Noi vogliamo dire che oggi andiamo ad approvare il recepimento della n. 107, rimangono delle criticità sollevate anche dalla petizione, che intendiamo affrontare; intendiamo farci carico di quelle posizioni: questa mattina abbiamo parlato dei docenti di tecnologia, ma di una situazione occupazionale vista nel suo più ampio complesso. Poi entreranno nel merito dei dettagli i colleghi che prenderanno la parola dopo di me, ma andiamo a proporre un documento a quest'aula - e lo facciamo in maniera corale - proprio per significare l'attenzione che vogliamo avere su questi temi: da una parte, l'immediata attivazione, come dicevamo già questa mattina, dei percorsi formativi, i famosi TFA da parte dell'Università della Valle d'Aosta, ma di provare ad immaginare tutti insieme di farlo entro l'approvazione del prossimo bilancio, una situazione che valuteremo poi nel dettaglio se definitiva o una situazione temporanea, per quei soggetti che hanno investito in un percorso formativo e, in seguito a decisioni che la politica ha portato avanti: delle decisioni curricolari diverse, si trovano ora spiazzati nel proprio percorso lavorativo.

Io vi ringrazio, colleghi, per averci dato la possibilità di confrontarci e per aver dimostrato tutti insieme che quando c'è la volontà di incontrarsi, di dialogare, poi le sintesi arrivano e sicuramente sono risultati che non fanno bene a qualcuno di noi, ma sono risultati che fanno bene a tutta la comunità valdostana.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Assessore, ho ascoltato con molta attenzione ciò che ha dichiarato, abbiamo fatto un lavoro subito dopo la pausa pranzo per cercare di trovare una quadra rispetto alla situazione che si era venuta a creare. Ho presentato una risoluzione non perché non mi fidi dalle sue parole, ma per far sì che ci sia un'espressione chiara all'interno di questo Consiglio rispetto alle modalità di gestione dei tempi e dei carichi di lavoro e di ciò che accade all'interno delle commissioni e poi nell'aula rispetto ai disegni di legge e alle proposte di legge che vengono presentate, in maniera tale da non trovarci mai più nelle condizioni nelle quali ci siamo trovati stavolta: nell'impossibilità di approfondire in maniera specifica e puntuale ciò che invece andrebbe poi approfondito e specificato.

Anche il secondo rappel che ha fatto lei rispetto all'ordine del giorno, che verrà modificato e che verrà implementato: verrà aggiunta una parte rispetto alla soluzione di un altro problema, è un altro punto che, secondo me, era molto importante, poi ci saranno i colleghi che lo spiegheranno nel dettaglio. Visto questo animo e questa possibilità di buona volontà, io a questo punto ritiro i miei emendamenti e proseguiamo con i lavori.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Intervengo sui due passi avanti che sono stati fatti sia dall'Assessore che dal collega Cognetta; noi avevamo presentato oggi un ordine del giorno che andava in qualche modo a sovrapporsi e ad integrare anche altri ordini del giorno, che erano già stati presentati anche dalla maggioranza e siamo riusciti a far passare il messaggio del potenziamento, che poi, discutendo insieme, abbiamo visto essere una preoccupazione e un obiettivo di tutto il Consiglio regionale, quindi a volte è anche importante riuscire a confrontarsi e a parlare. Quanto ha detto il collega Cognetta va sicuramente in questa direzione: a volte prendersi del tempo per condividere forse porta a dei risultati. La nostra preoccupazione era che nella scuola secondaria era stato previsto un potenziamento, anche abbastanza significativo e importante, mentre nella scuola primaria si erano fatte delle scelte - oggi l'Assessore l'ha spiegato - che noi non condividevamo e avevamo proprio chiesto nell'ordine del giorno che fosse rivisto il potenziamento, quindi fosse in qualche modo predisposto un contingente di risorse proprio per il potenziamento delle competenze informatiche per gli studenti delle secondarie di primo grado. Mi pare che la condivisione abbia anche evidenziato alcune problematiche, alcuni nodi che devono ancora essere risolti. Ci siamo presi l'impegno tutti di cercare nei prossimi mesi di risolvere questi passaggi, che chiaramente dipendono dalle dotazioni organiche, dipendono da tutta una serie di problematiche. Sappiamo che il sistema dell'istruzione, ma anche il sistema del reclutamento degli insegnanti è un sistema estremamente complesso, però crediamo che, come per tutti i settori, se si vogliono perseguire degli obiettivi, è possibile; è chiaro che bisogna trovare le strade giuste.

Credo che quest'ordine del giorno, che adesso non voglio illustrare io: lo faremo credo insieme in modo complementare, però anche nel nostro ordine del giorno avevamo proprio chiesto che ci fosse un piano - avevamo fatto, a dire il vero, un emendamento - di assunzioni per il potenziamento. Abbiamo quindi integrato l'ordine del giorno, che era stato presentato dai Capigruppo di maggioranza ed è nato un nuovo ordine del giorno, che credo in qualche modo possa dare una risposta alla scuola secondaria di primo grado, che in qualche modo in questa riforma è rimasta un po' schiacciata, soprattutto per quanto riguarda il potenziamento. Questo discorso vale chiaramente a partire dall'anno 2017-2018, questo perché per il prossimo settembre non entra ancora a regime la legge.

Altri passaggi. Sicuramente importante è quanto sottolineato dal collega Cognetta sul metodo: negli interventi di tutti i nostri componenti del gruppo, anche in commissione, abbiamo ribadito che il metodo è sicuramente una delle prime porte anche per la collaborazione; sicuramente l'avere in qualche modo condiviso che per i prossimi provvedimenti legislativi si cercherà - e la maggioranza si è presa un impegno su questo: l'Assessore in particolare, ma credo tutta la maggioranza - di avere tempi anche più adeguati per poter affrontare nel dettaglio tutte le problematiche, credo sia stato un passo importante.

Presidente - Siamo ancora in discussione generale. Chiederò poi di illustrare quest'ordine del giorno. Se non ci sono altre richieste di intervento in discussione generale, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Je crois que le débat qui a été mené pendant cette journée nous a permis d'apprécier l'importance du sujet. Je crois que cette modification de l'école valdôtaine doit prendre en charge un passage sans doute délicat. En effet, la discussion qui a été nécessaire pour aboutir à ce projet de loi a été longue, parce qu'on en parle depuis beaucoup de mois, mais elle a été serrée dans ces derniers temps pour parvenir au résultat d'examiner ce projet de loi avant les vacances. On a déjà dit que peut-être la possibilité d'avoir davantage de temps aurait même amélioré le débat, dans le sens qu'une série de choses auraient pu être dites auparavant. Je remercie pour les rapports faits par l'Assesseur et par le rapporteur et je remercie aussi tous les collègues qui ont fait des interventions ponctuelles à propos de l'aspect principal qui a été souligné. Nous avions un projet d'école italienne, un projet d'école qui a été l'objet d'une série de remarques fortes, importantes, qui ont amené aussi à des collectes de signatures pour des référendums : cinq référendums. À ce propos nous devons dire que le choix au niveau régional a été d'utiliser notre possibilité de bénéficier d'un règlement d'application. Le règlement auquel je me réfère a été approuvé il y a moins d'un an et nous a donné la possibilité d'intervenir directement ; ce règlement d'application, il faut l'avouer, est le seul qui ait été approuvé même par le Conseil des ministres. Il y en a encore quatre à approuver dont, entre autres, le dernier sur les eaux et ceux sur l'ISPEL et les archives, qui n'ont pas encore eu l'avis favorable du Conseil des ministres.

Nous avons essayé de faire comprendre au Gouvernement ce qui porte du retard à l'exercice de nos compétences.

Au contraire, et justement, nous avons fait un choix courageux dans le sens de ne pas donner application uniquement à l'orientation nationale, qui a été contestée, qui a été prise comme un point de repère qui ne donnait pas confiance à l'aboutissement du règlement, pour ce qui est des instituteurs et de l'école dans son ensemble. À ce propos, on a voulu une école valdôtaine, une école qui, au-delà de garantir la possibilité d'être bilingue, trilingue et même quadrilingue - si on considère aussi le patois, pour ce qu'on peut faire pour notre langue maternelle... - je crois que dans ce sens il y a eu une intervention importante qui va dans la direction de préparer un programme qui puisse nous porter, petit à petit, à avoir des experts dans les langues qu'on a énoncées. Ledit programme doit permettre de suivre et d'éduquer les élèves de la meilleure façon possible. Cela avec l'objectif d'avoir des compétences dans les langues qui est, depuis toujours mais en particulier en ce moment, un avantage pour les places de travail, pour le futur, pour la possibilité des jeunes qui fréquentent nos écoles d'être à même de séjourner et de travailler n'importe où, de faire des expériences dans les autres Pays, pour ensuite retourner en Vallée d'Aoste et donner leur appui au développement de notre économie.

Je crois que dans ce sens on a beaucoup travaillé afin qu'il y ait de la part de toute l'organisation une école qui ait comme méthode celle de la concertation, du travail ensemble. Je pense que l'aspect le plus important est d'avoir, avec ces différents passages, en principe désamorcé les quatre référendums qui allaient demander qu'il n'y ait pas cette aptitude de la dirigence par rapport au choix des enseignants dans les différentes écoles. Je crois que, dans ce sens, on a travaillé dans la direction souhaitée par les mêmes promoteurs des référendums et donc je crois que c'est un aspect important par rapport aussi aux suggestions des forces syndicales qui ont été écoutées et qui les ont données relativement au contenu...car une des préoccupations qui a été évoquée dans cette salle et qui a créé quelques problèmes a été la méthode employée, qui était plutôt coincée en ce qui concerne le débat dans les commissions. À ce propos je remercie les commissions qui ont travaillé dans ces 15 derniers jours aussi bien le matin que l'après-midi, toutes les commissions ont convoqué à maintes reprises les représentants pour donner enfin l'avis qui nous a permis de faire ce débat aujourd'hui.

Je crois que sur le thème on peut discuter pendant des mois, mais à la fin il faut trancher et je crois que le fait d'avoir tranché dans la perspective souhaitée aussi bien par les enseignants que par la plupart des forces syndicales va dans la bonne direction.

Surtout on a pris en charge l'engagement principal, c'est-à-dire celui de défendre le droit des élèves à recevoir un enseignement ; c'est le but principal de ce qu'on a voulu poursuivre aujourd'hui. Dans ce sens un travail précieux a été fait, aussi par les structures - je crois que l'Assesseur a déjà rappelé cela - et par toutes les forces qui ont été en quelque sorte évoquées et qui ont participé à l'élaboration de ce texte qui sera proche, il faut l'avouer, au choix qui a été fait par Bolzano, et là pour une fois...très souvent dans cette salle on évoque Trento et Bolzano...on a eu un partage total. En effet, Bolzano a fait le même choix que nous sommes en train de faire, c'est-à-dire d'aller dans la direction d'avoir une méthode qui soit conséquente à ce qu'on a exercé jusqu'à présent et qui a donné de bons résultats, qui a donné la possibilité aux enseignants de maintenir une école forte, une école productive, une école qui donne un élément important d'enracinement dans le territoire. Le Conseiller Fabbri ce matin a rappelé les écoles de hameaux et il a très bien fait ; autrefois ces écoles étaient payées directement par les habitants. Alors il a fallu du courage pour maintenir et justement faire comprendre que la culture et l'enseignement sont à la base de l'évolution et du progrès d'une société comme la nôtre, qui est petite mais qui peut bénéficier de ces aspects ; donc il ne faut pas renoncer aux écoles de hameaux, à la progression dans ce sens, on l'a rappelé à tous les niveaux. Je crois que le choix fait, comme celui de Bolzano, va dans la bonne direction ; Trento a fait un autre choix et en effet on a vu les résultats : il y a eu des contestations, une prise de position contre ce choix, qui est à la base, je le rappelais, de différents referendums.

Alors, je crois que l'aspect que nous sommes en train de soutenir va dans ce sens, pour ce qui est du choix de faire des concours et donc de maintenir une présence importante dans l'organigramme de l'école, qui évidemment n'est pas au niveau de l'État national, n'est pas au niveau des autres Régions, dans lesquelles les concours ont été bloqués pendant des années...Évidemment le numéro est plus réduit: 36 personnes ne sont pas les milliers de personnes qui sont à la base du choix de faire des concours au niveau national, car chez nous chaque année on a fait des concours selon les exigences de notre école. Voilà une différence qui était déjà dans la base qui a été construite dans le temps, qui a été faite d'une façon telle que l'école ait toujours eu cette possibilité de s'épanouir d'une façon propre, d'une façon autonome et à travers une gestion importante avec la participation des différents enseignants.

Quelqu'un a dit qu'on n'a pas tranché sur le fait des six jours ou cinq jours. Cet aspect n'est pas banal. Si on est arrivés à ce choix de ne pas trancher, c'est pour donner la possibilité de dire qu'en effet il y a des écoles secondaires du deuxième degré où les six journées sont plus nécessaires qu'ailleurs. Donc si on disait que l'école se déroule uniquement sur les cinq journées, on alourdirait l'enseignement surtout dans l'après-midi, avec une attention moindre de la part des étudiants et donc un apprentissage amoindri par rapport à l'organisation. C'est vrai, si on faisait le choix radical de faire cinq jours, on irait sans doute rendre plus facile les transports, l'organisation, mais peut-être on irait contre une organisation plus spécifique, qui est la partie qui nous intéresse le plus, du point de vue culturel, de l'organisation et de l'apprentissage. Il faudra, dès le début, s'organiser afin qu'il n'y ait pas les problèmes qu'on a vus parfois pendant ces années sur la réglementation des différents raccords entre les transports publics qui amènent aux écoles du fond de la vallée, d'Émarèse, de Gressoney ou de Villeneuve, où il y a eu des problèmes. On est bien disponibles, avec l'Assesseur compétent, à suivre ces thèmes et à réduire au minimum les difficultés qui peuvent y être à ce propos.

Je crois que, même sur ce point, ce n'est pas vrai qu'on n'a pas voulu choisir, on a choisi de maintenir cette différence, un aspect que je crois va primer l'aspect culturel et privilégier les exigences de l'école par rapport à celles des transports, qui peut-être nous amènera à quelques problèmes supplémentaires.

Je pense que dans ce sens le programme de l'école valdôtaine dans son ensemble ressort avec force, avec une autonomie renforcée. N'oublions pas que nous avions cette exigence, autrement ce serait inutile d'avoir poussé pour avoir un règlement d'application spécifique ; au contraire on l'a utilisé et on l'a utilisé de la façon la meilleure. Voilà le sens de cette proposition. Sûrement on a la possibilité dans le temps de faire toute une série de remarques et d'adaptations ; en effet on parle spécifiquement dans ce sens et avec la collaboration des différents proviseurs, des différents instituteurs qui sont là pour nous donner un soutien et pour nous aider afin que cette école suscite vraiment l'appui et la satisfaction des parents et des élèves et aussi l'encouragement des professeurs, qui sont à la base du succès de l'école.

Je crois qu'ils sont au courant de tout cela, ils ont apprécié l'effort qu'on a fait et je crois que sans doute les résultats seront conséquents et profitables pour notre réalité valdôtaine.

Presidente - Ci sono altre richieste di intervento da parte del Governo, dell'Assessore in sede di replica? Non ci sono altri interventi. Stiamo aspettando le copie degli ordini del giorno. Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Solo per coordinarci sulla presentazione degli ordini del giorno. Visto che c'è stato un momento di lavoro e di confronto fra maggioranza e opposizione, chiederei a lei, Presidente, se gentilmente possiamo illustrare prima l'ordine del giorno che abbiamo presentato come gruppi di opposizione sul metodo di lavoro per i prossimi mesi; in seconda battuta il nuovo ordine del giorno sottoscritto da tutti i Capigruppo, con le modifiche apportate qualche minuto fa e con la firma dell'Assessore Rini; in terza battuta il terzo ordine del giorno che era stato presentato dal gruppo ALPE. Se può andare bene ai colleghi, inizieremmo con il primo (il metodo) e poi quello allargato alla maggioranza, il secondo, e l'ordine del giorno di ALPE come terzo.

Presidente - L'ordine va proprio in questo senso: il primo ordine del giorno è quello di ALPE? Qualcuno dell'opposizione lo illustra? Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Il primo ordine del giorno è quello che sostanzialmente ricalca quanto stabilito nella presentazione fatta dall'Assessore e da me rispetto alla modalità di lavoro e di gestione dell'aula e dei provvedimenti legislativi messi in campo, nel quale sostanzialmente si chiede di garantire: "un iter di formazione dei provvedimenti legislativi e amministrativi, cioè dei disegni di legge e delle proposte di legge, che prevedano il confronto e il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, nella congruità dei tempi tecnici del lavoro delle commissioni e nel rispetto del ruolo dei Consiglieri". Politicamente è un impegno nel quale sostanzialmente si prende atto del fatto che c'è del lavoro da fare, quindi non si possono contingentare in maniera così brusca i tempi e quindi questo permette a tutti poi di fare un'analisi più approfondita e di cercare di apporre, per quello che è possibile, i nostri suggerimenti rispetto ai disegni di legge, oppure di fare le nostre proposte nel caso in cui ci siano delle proposte di legge. Chiaramente non fissa dei tempi perché è impossibile farlo, ma si cerca di evitare in futuro, se siamo tutti d'accordo, di trovarci in una situazione spiacevole nella quale ci siamo trovati in questo caso, questo perché conviene a tutti: alle parti sociali, a noi come Consiglieri e al nostro ruolo in quanto legislatori, quindi questo è l'ordine del giorno presentato che invito l'aula a votare.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Con i colleghi Gerandin e Cognetta abbiamo sottoscritto quest'ordine del giorno, condiviso con la maggioranza, con il Governo regionale; abbiamo dei ruoli diversi: noi qui oggi abbiamo un ruolo legislativo e l'impegno che sottoscriviamo con quest'ordine del giorno, con questa proposta è che ci siano i tempi e i modi per poter studiare, non solo approfondire, creare le condizioni e poi di approvare delle leggi che servono al sistema Valle d'Aosta al di là della maggioranza e opposizione, perché poi se non c'è sintesi, perché la pensiamo in maniera diversa, fa parte della politica e anche del nostro mandato che abbiamo avuto dai cittadini, molto franco e diretto, e dobbiamo esercitarlo nel miglior modo possibile. Questo è lo spirito con cui l'abbiamo sottoscritto e che speriamo che dal mese di settembre ci siano le possibilità di poter, in maniera strutturata e robusta, studiare e portare soprattutto il nostro apporto con gli attori principali, diretti e indiretti, nel territorio valdostano.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Semplicemente per manifestare anch'io il mio apprezzamento, perché forse è quanto mai necessario che inizi una nuova forma di collaborazione, nel senso che quest'aula dovrebbe sempre più trovarsi a discutere di contenuti e mai sui metodi: se riusciremo a trovare una sintesi condivisa sui metodi, probabilmente in quest'aula saremo molto più utili ai cittadini valdostani, perché parleremo magari di contenuti, che possono essere legittimamente diversi, perché il ruolo è diverso, però a confrontarsi sui metodi a volte ci si perde in quelli che possono essere i contenuti. Io non posso che manifestare la mia soddisfazione per quest'ordine del giorno e in questo caso noi abbiamo passato veramente tanto tempo a confrontarci su un disegno di legge quanto mai necessario, perché tutti qui lo condividevano: nessuno voleva applicare il sistema nazionale, però poi magari ci si è persi in discussione che andavano più che altro sui tempi, sul rispetto, sulla tempistica, sulle modalità, sui confronti, sulla concertazione e, se riuscissimo a trovare la sintesi su questo, penso che daremmo un buon servizio ai cittadini valdostani.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - J'interviens seulement pour dire qu'on a apprécié, qu'on est d'accord sur ce que les collègues ont dit, c'est-à-dire qu'avec cet ordre du jour on prend acte du fait que très souvent, plus que de la substance, on risque de se préoccuper du système par lequel on arrive à la conclusion. Je crois que dans ce sens on a déjà avoué ce qui se passe et ce qui s'est passé. Il faut aussi reconnaître et avouer que, comme dans ces derniers temps, dans ce dernier Conseil il est appréciable que les collègues, et je les remercie aient accepté d'avoir ce règlement inscrit à l'ordre du jour à la dernière minute, autrement sans partage on n'aurait pas pu l'inscrire. Cela pour souligner qu'on espère de ne plus avoir le fameux ingorgo, c'est-à-dire d'avoir toute une série de lois à la dernière minute qui doivent nécessairement être approuvées dans un certain délai. Il y a aussi la question de la pause estivale, qui nous a un peu coincés. Autrement, si on ne le fait pas un peu tranquillement, on peut le déplacer au Conseil après, à la commission compétente afin qu'elle puisse faire son travail. Dans ce sens je crois que tous les approfondissements qu'on peut faire dans la commission et avant de faire le débat ici nous donnent la possibilité de travailler après en sachant où sont les contrastes, c'est-à-dire que si on n'est pas d'accord, on sait pourquoi et quand même on travaille d'une façon différente...pas sur la question, parce qu'autrement on disait qu'on allait trop vite, qu'il fallait attendre, qu'il fallait...et enfin...un peu partout.

Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno n. 1 presentato da ALPE, dal Gruppo Misto e dal Movimento Cinque Stelle, anche se è segnato Cognetta. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità.

Passiamo all'ordine del giorno n. 2 presentato dall'Assessore Rini e dai Capigruppo (sostitutivo dell'ordine del giorno dell'Assessore Rini e dei Capigruppo di maggioranza e del secondo ordine del giorno dei gruppi consiliari ALPE e Gruppo Misto). Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - In qualità anche di Presidente della V Commissione, sono contento di presentare quest'ordine del giorno. A seguito di un mese di intenso lavoro che ha visto, oltre a noi, gli uffici assai impegnati a seguire tutta una serie di evoluzioni che il discorso sulla legge ha avuto, mi fa piacere arrivare a questo testo condiviso dell'ordine del giorno, che integra l'ordine del giorno presentato dai quattro Capigruppo di maggioranza questa mattina e indicato nella relazione del collega Guichardaz.

L'ordine del giorno fa il punto su una situazione che è quella di una nuova norma che, per le scelte che prevede, avrà sicuramente delle ricadute sul modello scolastico, che a loro volta genereranno una serie di piccole e grandi difficoltà che la politica nel suo insieme oggi raccoglie in termini di impegno politico e poi tradurrà con calma alla fine della discussione della petizione, che avremo modo di discutere nel mese di settembre, in norme che dovranno dare una legittimità al percorso politico che si intende fare. La volontà è quindi quella di avere una legge che permetta di fare delle valutazioni e poi di valutare le successive ricadute della norma; ci permette di fare questo percorso...quest'ordine del giorno integrato, in seguito alla riunione di tutti i gruppi, con il comma 2 in particolare, permette di avere una visione e di trasmettere anche una maggiore serenità, se così possiamo dire...verso le tante ricadute che la norma avrà.

Per quello che ci riguarda, c'è soddisfazione che, oltre ad aver trovato un'idea comune, un metodo che un pochettino alla volta, al di là degli impegni che ci saranno, dovrà cambiare nell'affrontare i temi e i problemi, si trovi anche la capacità di confrontarci poi sul merito, perché il voto espresso dai colleghi dell'opposizione in commissione era probabilmente più sul metodo che sul merito in un certo momento. Vediamo quindi se, tradotto il metodo, entrati nel merito, potremo valutare se la norma effettivamente raggiunge quello che speriamo abbia raggiunto il miglior compromesso per tutti quanti. La soddisfazione è che speriamo di poter tradurre in un modello scolastico che, pur dovendo adattare una norma nazionale, deve essere il più rispondente possibile al nostro territorio.

Ringrazio tutti quanti per il lavoro fatto e speriamo che questo sia di buon auspicio per il lavoro che rimane da fare.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Roscio, ne ha facoltà.

Roscio (ALPE) - A nome del gruppo ALPE, un piccolo contributo su quest'ordine del giorno che ci ha visti protagonisti di un confronto abbastanza intenso, anche se piuttosto breve, ma che riteniamo abbia portato ad un buon compromesso complessivo.

Oggi ci limitiamo ad un impegno politico, che dovrà poi essere meglio declinato e dovrà precisare le modalità che verranno tradotte nelle norme, ma, dal punto di vista degli argomenti che andiamo a definire, ve ne sono sostanzialmente di due tipologie: da un lato, quello di predisporre un piano di assunzioni che sia concertato con le organizzazioni sindacali per il mondo della scuola - e questo era quanto veniva richiesto anche fortemente da una parte del mondo scolastico - e, dall'altro, però vi è anche un'esigenza duplice: quella di trovare un potenziamento dell'informatica nella scuola secondaria di primo grado, qualcosa che risolva due cose contemporaneamente: da un lato la preoccupazione per quei docenti che giustamente avevano espresso le loro perplessità e i loro timori a seguito delle scelte contenute nella legge, ma dall'altro anche la necessità di consentire agli studenti un potenziamento in informatica, che oggi è evidentemente importantissimo. Contemporaneamente vi è anche l'impegno a reperire dei docenti specializzati, a consentire loro di potersi formare su un percorso molto delicato come quello del sostegno. Su questi tre argomenti siamo riusciti a confrontarci in maniera proficua e a trovare un accordo che va a riassumere i due ordini del giorno presentati dalla maggioranza, da ALPE e Gruppo Misto, per arrivare alla definizione di un impegno che non può che essere positivo e che però verrà meglio declinato in futuro. Noi quindi non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione su questo, giustamente collaboreremo e seguiremo la sua definizione futura.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (SA) - Anch'io voglio fare un paio di considerazioni. Ritengo che, quando ci si parla, quando tutti i gruppi politici ci mettono della buona volontà all'interno dell'aula, si può anche riuscire a fare della buona politica. In questo caso abbiamo condiviso la proposizione di un ordine del giorno che va, com'è stato sottolineato prima, nell'indirizzo di valutare eventuali possibilità di verifiche del fabbisogno di personale docente, con la finalità quindi di migliorare conseguentemente l'offerta e credo che questa sia una buona cosa per tutto il comparto scolastico. Viene anche evidenziato il fatto che verranno messe a disposizione potenzialmente delle risorse attraverso la partecipazione dei percorsi formativi al sostegno, e credo che questo sia un'altrettanta buona cosa di cui la Valle d'Aosta ha bisogno. Io mi auguro che questo approccio venga esteso anche a tutti gli insegnanti di sostegno a livello di valorizzazione dei percorsi di formazione, perché spesso e volentieri si fa conto sulle loro abilità, sulle loro esperienze, sulla loro passione che viene messa a disposizione, però mancano sovente degli apporti strutturati a livello di formazione.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Molto brevemente perché in realtà avevo già anticipato un pochino nell'intervento che ho fatto alla ripresa dei lavori. Intanto per dire che mi ritrovo perfettamente nelle parole del collega Roscio che ha ben sintetizzato quello che vuole essere lo spirito: da una parte, la preoccupazione occupazionale per quei soggetti che, a fronte di una scelta politica di un certo tipo, si trovano a dover mettere in discussione il proprio percorso professionale; dall'altra anche soppesare in maniera puntuale le esigenze dell'istituzione scolastica stessa. Può magari sembrare banale questo concetto, ma sappiamo quanto non lo sia e quanto si debba essere seri anche nel portare avanti questa strada. Noi eravamo, e siamo, consci, e lo siamo dal primo momento che abbiamo portato avanti questa riforma, consci dell'importanza a latere dell'insegnamento delle lingue, dell'arte, dell'educazione fisica, dell'implementazione di questa materia, di quanto sia importante l'informatica e la digitalizzazione. Non dobbiamo nascondere il fatto che diversi docenti, insegnanti di tecnologia andavano a supplire anche alla funzione di supporto dei docenti in maniera trasversale nelle diverse materie, quindi credo che questo tempo che ci prenderemo ci consentirà di approfondire meglio, di entrare nel dettaglio, anche a latere della discussione che si farà in merito alla petizione che è stata presentata, anche perché credo che rimanga in sospeso poi solo e unicamente questo tipo di aspetto, al quale credo che quest'aula oggi dia già una risposta: la volontà tutti insieme coralmente di trovare una soluzione, da una parte occupazionale e dall'altra didattica, per i ragazzi a questa situazione.

Non rientrerei nel merito degli altri due punti perché l'abbiamo fatto questa mattina: la volontà di arrivare ad una sintesi - com'è già stato ben ricordato dal collega Bertschy, che ha illustrato quest'ordine del giorno -, un accordo con i sindacati sulle procedure, che può passare anche da un mero riconoscimento e una mera esplicazione anche pratica delle procedure che già vengono portate avanti sul nostro territorio di assunzioni in merito proprio al piano di assunzione dei docenti nella scuola; poi il percorso da attuare con l'università, sul quale davvero credo che non ci sia più niente da aggiungere, perché lo ha fatto bene il Presidente prima; questa mattina abbiamo provato a riassumere quello che sarà il percorso.

Io ringrazio davvero i colleghi per aver dimostrato veramente tutti insieme di aver trovato questa sintesi nell'interesse della scuola valdostana tutta.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Anch'io per esprimere il mio voto favorevole rispetto a quest'ordine del giorno, che ho firmato e che ho contribuito a far apparire in sostanza. A volte magari si usano dei modi un po' bruschi, o comunque politicamente un po' pesanti per riuscire ad ottenere magari dei piccoli risultati per alcuni, dei grandi risultati per altri. Mi sembra un buon risultato, fatto di concerto con gli altri gruppi di opposizione per riuscire a trovare una quadra rispetto ad un problema che ci sembrava piuttosto importante, e soprattutto era uno dei più grandi problemi che presentava questa riforma. Ce ne sono anche altri, ma questo era uno di quelli a cui guardavamo tutti con particolare attenzione.

Io credo, Assessore, che se questo è un esempio, lo consideri anche per il futuro, perché penso che convenga a tutti cercare di trovare una soluzione prima e non quando magari diventa troppo tardi, perché può essere buono per tutti, quindi voterò convintamente quest'ordine del giorno.

Presidente - Non ci sono altri interventi, metto in votazione l'ordine del giorno n. 2 presentato dall'Assessore Rini e dai Capigruppo in sostituzione dell'ordine del giorno dell'Assessore Rini e dei Capigruppo di maggioranza e del secondo ordine del giorno dei gruppi consiliari ALPE e Gruppo Misto. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Prendiamo in considerazione l'altro ordine del giorno proposto dal gruppo ALPE e dal Gruppo Misto. Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Quest'ordine del giorno nasce in particolare da due articoli del DL n. 90: dall'articolo 7 sull'alternanza scuola-lavoro e dall'articolo 8 sull'educazione degli adulti, ma nasce anche da una serie di normative e delibere di Giunta che già ci sono riguardanti questo settore dell'istruzione, che, a nostro avviso, è molto importante, un settore sicuramente particolare che spesso viene un po' limitato nell'ambito delle 150 ore, l'educazione degli adulti non è esclusivamente 150 ore. Forse per l'immaginario collettivo spesso viene semplicemente collegato a questo, ma crediamo che tutto l'argomento dell'educazione degli adulti meriti un'attenzione particolare, soprattutto in questo momento in cui andiamo in qualche modo a parlare di una legge importantissima per il mondo scolastico, ma che introduce dei parametri e dei principi assolutamente importanti anche per il mondo dell'istruzione degli adulti e dei lavoratori. La Valle d'Aosta non ha ancora proceduto alla costituzione dei CPIA, per tutta una serie di motivazioni, sicuramente di scelta ma anche di normativa; in particolare, non sono ancora state attuate le disposizioni del DPR n. 263/2012. A nostro avviso, questi CPIA (Centri per l'Istruzione Adulta) sarebbero assolutamente importanti e credo che questa discussione non avvenga a caso in questo momento e non sia un caso che l'articolo 8 del DL n. 90 che in qualche modo recepisce anche dei passaggi e dei principi assolutamente sottolineati anche dalla legge nazionale della Buona scuola, perché inserisce tutta una serie di tematiche e di problematiche, che sono, a nostro avviso, importanti e da prendere in considerazione. In Valle d'Aosta a tal proposito c'è una delibera di Giunta del 2014 (la n. 1037), che in qualche modo iniziava a prevedere la costituzione di una rete territoriale di servizi della struttura organizzativa funzionale proprio per il sistema di istruzione degli adulti, che poi però è un po' rimasta lettera morta, anche se riconosciamo il ruolo che la struttura, definita "Sofia", per l'organizzazione della formazione e istruzione degli adulti ha. È un ruolo assolutamente importante, spesso sottovalutato, spesso è un lavoro che viene fatto in silenzio; noi riteniamo che in questo momento sia necessario rilanciarlo.

In particolare nel nostro ordine del giorno chiediamo due cose: una in particolare è la costituzione di un CPIA in Valle d'Aosta, chiaramente adattandolo alla nostra realtà, perché sono dei centri provinciali, non potrà essere un centro provinciale per la Valle d'Aosta, però credo sia assolutamente possibile adeguarlo alla nostra realtà locale, affinché il sistema dell'istruzione, della formazione lavoro, dell'apprendimento formale, non formale, informale - e non sono banali queste piccole nuance, queste differenze - possa prendere avvio nella nostra regione, come auspicato dal DPR n. 263, ma anche attraverso il potenziamento della rete tra le istituzioni scolastiche, quante operano nell'ambito della formazione continua dell'apprendimento permanente, prevedendo la possibilità di unificare tali servizi in un'unica sede organizzativa e amministrativa. Sappiamo che adesso gli enti che si occupano di istruzione degli adulti sono diversi, sono anche dislocati in sedi diverse; noi crediamo che sia importantissimo anche che possano avere una sede unica proprio per ottimizzare anche le risorse affinché ci sia una razionalizzazione e una migliore organizzazione anche del lavoro.

Crediamo che sia un passaggio importantissimo, è un lavoro che già si fa, però è un lavoro che, a nostro avviso, non è in questo momento riconosciuto e non ha la giusta dimensione. La certificazione, ad esempio, o la predisposizione del libretto dei cittadini non è banale. A livello lavorativo a livello europeo sappiamo dell'importanza di questi documenti; sappiamo anche dell'importanza di riconoscere crediti e riconoscere corsi anche di perfezionamento così abilitanti; sappiamo quanto sia importante per un lavoratore poter avere un ente che affianchi questa sua formazione.

Non ultimo c'è un passaggio importante anche nelle varie relazioni che abbiamo potuto leggere, che sono a disposizione di tutti, sull'educazione degli adulti, un passaggio importante su delle problematiche che stanno riemergendo: quali, ad esempio, quelle dell'analfabetismo di ritorno. Sono passaggi non banali neppure in Valle d'Aosta, che, a mio avviso, devono comunque essere monitorati e tenuti sotto controllo. Con questo non è che si vuole fare dell'allarmismo, ma crediamo sia importante monitorarli e, prima che esplodano, occorre cercare di tenerli sotto controllo.

L'altro impegno che chiediamo nell'ordine del giorno è di portare al più presto possibile in commissione i tempi, i modi e le prospettive di realizzazione di quanto stabilito nel DL n. 90 riguardo soprattutto l'alternanza scuola/lavoro che avviene nelle scuole, ma anche riguardo all'inquadramento dei corsi di IFP, che credo in qualche modo possano anche essere integrati. Non so quale sia la motivazione o la scelta del Governo regionale, ma chiediamo anche di capire meglio se sia possibile un'integrazione fra questi due settori, perché i corsi IFP hanno una costituzione e una struttura diversa dall'alternanza scuola/lavoro. Non ne abbiamo parlato nella legge, nel DL n. 90 degli IFP, lo dettagliamo meglio in un discorso più ampio e più approfondito nell'educazione degli adulti...e anche quali sono i tempi e i modi di realizzazione di questi corsi all'interno del processo di formazione.

Credo sia un impegno assolutamente votabile da parte della maggioranza e un impegno credo a formalizzare quanto in Valle d'Aosta già si sta facendo, ma di formalizzare, costituendo un CPIA, e dare una solidità maggiore a tutto quanto già sta avvenendo e di capire meglio quali possono essere le prospettive della formazione professionale e della formazione degli adulti.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Torniamo su un tema che ci sta particolarmente a cuore e che è stato oggetto anche di diversi passaggi importanti nell'ultimo anno. Io interverrò molto brevemente, soprattutto sulla parte di competenza specifica dell'Assessorato dell'istruzione e cultura, poi lascerò la parola al collega Donzel, con il quale abbiamo collaborato in maniera credo proficua, ma sicuramente attenta durante l'ultimo anno, e credo questa collaborazione abbia portato poi a quel percorso che ha visto la luce e che ritengo sia stato apprezzato in maniera unanime.

Noi abbiamo avuto modo di dirlo anche durante le audizioni in commissione, noi non crediamo nell'opportunità di arrivare alla costituzione di un CPIA: questo per una ragione numerica, per una ragione territoriale. Crediamo però che ci siano degli ottimi spunti all'interno dell'ordine del giorno: innanzitutto nel primo punto sono contenute due prese di posizione che in realtà sono un po' alternative l'una all'altra: da una parte, la costituzione del CPIA; dall'altra, quel rafforzamento di rapporti, di rete, di collaborazione tra chi deve operare nel settore, anche nell'organizzazione poi pratica della sede. In questo, ovviamente, collega, ci trova perfettamente d'accordo e credo che non solo ci trovi d'accordo, ma sia esattamente quello che il collega Donzel sta portando avanti, quello che insieme abbiamo cercato di proporre ed è la strada che stiamo percorrendo. Su questo credo che però entrerà più nel dettaglio il collega.

Ovviamente nell'impegno di andare a relazionare in commissione, come sempre, siamo assolutamente favorevoli a fare un incontro, magari specificatamente dedicato alla formazione degli adulti, anche in maniera congiunta sia l'Assessorato dell'istruzione e cultura che l'Assessorato guidato dal collega Donzel. Io credo che questo possa essere anche momento di confronto utile, ma sulla costituzione di un CPIA noi ci siamo già espressi e per questa ragione ci asterremo su quest'ordine del giorno, ribadendo la bontà del suo enunciato, dove ricorda e sollecita il potenziamento di quella rete, e ovviamente sull'assoluta disponibilità a recarci in commissione per un proficuo confronto.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel, ne ha facoltà.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Gentile collega Certan, il suo intervento è stato molto preciso, puntuale e, come ha ricordato l'Assessore Rini, ampiamente condivisibile. Quello che mi permetto di segnalarle è che proprio l'impostazione che abbiamo seguito nel fare la difficile e complessa discussione sulla legge del DL n. 90, in cui ci siamo detti di adattare le riforme che arrivano a livello nazionale il più possibile alla realtà regionale, ci sta portando in questo periodo a lavorare intorno ad un disegno deliberativo che deve essere ampiamente condiviso in commissione - non sto a rifare tutto il suo ampio discorso, in cui ci ritroviamo in pieno - ma che raccolga tutte le esperienze positive maturate in Valle d'Aosta sull'educazione degli adulti e le rafforzi ulteriormente per il futuro. Se questo ci debba portare alla costituzione di un CPIA o piuttosto ad un'organizzazione più flessibile, visti i numeri della Valle d'Aosta, è un argomento in cui, per quanto mi riguarda, io mi ritrovo molto con l'Assessore Rini rispetto ad un'ipotesi di maggiore flessibilità rispetto alla rigidità del modello nazionale. Ci sarà però, secondo me, ampio modo di trovarsi in commissione, proprio alla luce dell'ordine del giorno che abbiamo appena votato. Noi abbiamo appena votato congiuntamente tutti insieme di garantire un iter di formazione di provvedimenti legislativi amministrativi: disegni e proposte di legge - e qui mi permetto di dire anche della delibera di attuazione dell'educazione degli adulti - che prevedano il confronto e il coinvolgimento di tutti gli attori interessati nella congruità dei tempi tecnici, per cui mi sembrerebbe un'accelerazione adesso annunciare la realizzazione di un CPIA. Noi siamo già andati ad alcuni confronti tecnici, anche aperti, per presentare quello che può essere un modello regionale di rafforzamento dell'educazione degli adulti, quindi io sarei dell'avviso di ritirarlo per non obbligarci ad astenerci su una cosa su cui siamo in gran parte in piena condivisione con il suo progetto, ma dobbiamo condividere questo modello prima di dire per forza questa cosa.

L'altro ragionamento relativo all'inquadramento dei corsi, noi abbiamo già dato l'illustrazione di quanto è fatto, ma sicuramente c'è tutta la disponibilità a fornire ulteriori elementi, a dire, per esempio, come in prospettiva stiamo lavorando per l'istruzione e formazione professionale all'interno, per esempio, dell'IPRA; di come stiamo lavorando su convenzioni rispetto allo IAR, quindi c'è tutta la disponibilità ad andare in commissione. Io le chiederei questa cortesia perché ci consente - e consente soprattutto alla collega Rini e a me personalmente - di andare in commissione ad illustrare quello che può essere un modello regionale più flessibile che recepisca il progetto di un'organizzazione unica a direzione regionale per quanto concerne tutta l'offerta molto complessa e articolata che lei ha illustrato sull'educazione degli adulti, ma non ci faccia dire oggi che deve essere per forza un CPIA, che è una cosa rigida e difficilmente ricevibile da parte nostra.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Ringrazio entrambi gli Assessori per i passaggi che sono stati fatti, che credo siano importanti. Noi riteniamo che in questo momento di discussione di un sistema formativo, che in qualche modo è nuovo per i prossimi anni per la Valle d'Aosta, sia assolutamente importante mettere anche questo passaggio sull'educazione degli adulti, tant'è che è riconosciuto: nel DL c'è un articolo specifico. In particolare, Assessore Rini, lei non ritiene opportuno costituire un CPIA per i numeri che ha la Valle d'Aosta, perché chiaramente i numeri che il decreto nazionale indica sono chiaramente numeri grandi, è vero; è vero anche che la Valle d'Aosta ha la possibilità di derogare.

Vengo anche a quanto detto dall'Assessore Donzel, che parla di rigidità, di un modello più rigido. Noi in effetti nel nostro ordine del giorno parliamo di un adattamento alla realtà locale, perché è chiaro che è necessario adattarlo. Nello stesso tempo però - non so adesso in che termini - dovrà esserci un centro che sia in qualche modo accreditato per poter fare tutte le certificazioni, per poter chiaramente dare un'istruzione che sia riconoscibile sul territorio, ma anche a livello di certificazioni. Se questo non avviene, rimarrà sempre un'istruzione...la potrei definire latente o comunque in parallelo, ma non sarebbe un'istruzione poi spendibile a livello di crediti, a livello di formazione certificata: ecco perché crediamo che questo ente, che voi proponete di costituire in un'organizzazione o magari in un ente più flessibile, che poi non sia CPIA, lo vogliamo chiamare in un altro modo, ci può anche vedere d'accordo. L'importante è che venga fatto questo percorso e che soprattutto vengano messe nero su bianco tutte le possibilità che i lavoratori e che il mondo degli adulti può avere; cosa che, a nostro avviso, adesso è non utilizzabile ma è poco valorizzato. A volte penso a tante cose che vengono fatte sul territorio, a tanti passaggi, a tanti momenti anche formativi che il territorio, che i Comuni, che le biblioteche, che anche i centri per gli immigrati fanno, ma che poi non hanno una concretizzazione.

Noi manteniamo l'ordine del giorno, siamo chiaramente soddisfatti della risposta di poter avere un confronto in commissione; potremmo anche emendarlo, non so se ha senso, ma lo teniamo. Chiaramente riteniamo che sarebbe importante anche che fosse votato dalla maggioranza, comunque prendiamo atto di quanto avete risposto.

Presidente - Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Il Consiglio poi avrà una pausa estiva, se c'è l'impegno anche da parte vostra di venire, alla ripresa dei lavori, a presentarci quanto può essere questo vostro passaggio, noi ritiriamo l'ordine del giorno...alla ripresa dei lavori, al primo o al secondo Consiglio.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Per confermare che assolutamente diamo questa disponibilità.

Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. A questo punto credo che possiamo passare all'articolato della legge. Chiederei ai colleghi di portare un po' di pazienza, di rimanere in aula, evitando l'andirivieni. Articolo 1. Non ci sono richieste di intervento, pertanto dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 27

Favorevoli: 26

Contrari: 1

Astenuti: 5 (Bertin, Certan, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

Articolo 2. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 27

Favorevoli: 26

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

All'articolo 3 c'è l'emendamento n. 1 di ALPE. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Il nostro emendamento chiede di aggiungere alla lettera a), comma 1: "valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche", le seguenti parole: "ivi comprese la lingua francoprovenzale, le parlate della comunità walser, tramite corsi facoltativi nell'ambito della scuola, nonché le lingue della migrazione mediante corsi organizzati anche in ambito scolastico con l'aiuto dei mediatori interculturali".

Crediamo che questo passaggio non sia stato mai ricordato nella legge; è vero che parla di realtà locale, ma non viene mai specificato ed è vero che richiamerebbe in parte les adaptations che però su questo hanno seguito dei percorsi diversi, quindi un piccolo richiamo o comunque un rappel sulla legge, a nostro avviso, è importante. Credo sia assolutamente un emendamento di buon senso.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Naturalmente condividiamo il senso di questo emendamento; ci asterremo perché riteniamo che la lettera t) del medesimo articolo, quando parla di "promozione della consapevolezza della specificità valdostana, della conoscenza della cultura locale e delle istituzioni autonomistiche" già ricomprende anche la promozione del francoprovenzale e della lingua minoritaria walser.

Altro discorso poi sono le lingue della migrazione, su cui il discorso è credo diverso, più ampio e non penso sia questa la sede adesso di intavolare questo discorso. Credo che sui mediatori culturali già ci sia un progetto molto articolato, che viene portato avanti e non metteremmo neanche insieme questi due aspetti, perché per noi hanno una radice e una storia molto diversa. Sulla parte della valorizzazione della nostra cultura e di quella cultura a cui facevamo riferimento anche prima, quindi abbiamo dedicato un articolo ad hoc e le assicuriamo che l'attenzione per il mantenimento...pensiamo ad un ambito che lei conosce anche molto bene, quello del Concours Cerlogne, nonostante la difficoltà, stiamo cercando davvero di continuare ad investire, anche nella contrazione di risorse, abbiamo continuato ad investire in questo settore. L'attenzione su questo quindi sarà massima e riteniamo che nell'articolato ci siano già tutte le garanzie per continuare su questa strada.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Assessore Rini, mi lascia un po' sorpresa questo vostro passaggio, perché credevo che un inciso sulle lingue tipiche, in particolare della Valle d'Aosta, fosse assolutamente importante proprio in una legge che voi - come ha detto il Presidente Rollandin nel suo intervento - non volevate portare avanti il progetto de l'école italienne: questo sarebbe proprio un passaggio caratterizzante, del tutto indolore. Il passaggio che lei ha letto, a mio avviso, è molto italiano invece, lascia aperto un po' tutto e un po' niente, con la specifica che facevamo proprio sulle lingue, anche proprio andando a riprendere tutto un lavoro che nella scuola valdostana era stato fatto, anzi si era anche molto insistito e si erano messe anche tante risorse...credo che potesse essere abbastanza condivisibile.

Capisco anche il discorso un po' diverso delle lingue: si poteva anche eventualmente stralciare la parte, che comunque, a mio avviso, va tenuta in considerazione, però sulle lingue l'avrei mantenuta. Valuti lei, però chiaramente potrà avere un'altra evoluzione anche la nostra considerazione di quanto ci siamo detti adesso.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Collega, credo che la proposta che ha fatto possa essere condivisibile, quindi di mantenere il primo periodo, dove si parla di "potenziamento delle competenze linguistiche, ivi comprese la lingua francoprovenzale, le parlate della comunità walser". Ci fermiamo però a questo aspetto, perché l'altro aspetto richiede un altro tipo di approfondimento e credo che abbiamo sensibilità diverse.

Presidente - Se ho capito bene, l'emendamento arriva fino a "walser" e si ferma lì la discussione. Pongo in votazione l'emendamento come proposto dall'Assessore. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Metto in votazione l'articolo 3. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 27

Favorevoli: 26

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

Articolo 4. Stesso risultato. Dichiaro aperta la votazione sull'articolo 5. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 26

Favorevoli: 25

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

Articolo 6. Stesso risultato. Articolo 7. Stesso risultato. Articolo 8. Stesso risultato. All'articolo 9 c'è l'emendamento n. 2 di ALPE, che ha parere negativo da parte delle Finanze, per cui non sarà messo in votazione. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Gli emendamenti n. 2, n. 3 e n. 5 che ALPE aveva presentato erano in qualche modo legati al potenziamento e al piano di potenziamento, in particolare riferiti alla scuola secondaria di primo grado, quindi questi emendamenti sono stati riassorbiti nell'ordine del giorno che, insieme ai Capigruppo di maggioranza, abbiamo votato precedentemente. Erano chiaramente degli emendamenti di natura politica, che chiedevano proprio un impegno riguardo al potenziamento per la scuola. Prevedevano anche un piano di assunzioni da definire successivamente, però chiedevano proprio un impegno in questo. È stato tutto ripreso nell'ordine del giorno, quindi gli emendamenti n. 2, n. 3 e n. 5 li ritiriamo.

Presidente - All'articolo 9 in sede di coordinamento formale il comma 4 è traslato come comma 4bis dell'articolo 17. Metto quindi in votazione l'articolo 9, con il comma 4 traslato all'articolo 17. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti: 25

Favorevoli: 24

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

All'articolo 10 ci sono gli emendamenti n. 3 e n. 4 di ALPE. L'emendamento n. 3 è stato ritirato; qualcuno vuole illustrare l'emendamento n. 4? Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - È semplicemente l'inserimento della parola "aggiuntiva" al primo paragrafo: "ai fini della copertura dei posti di cui al comma 1 è istituita la dotazione organica del potenziamento dell'offerta formativa aggiuntiva". È una questione tecnica lessicale, chiediamo quest'aggiunta.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Collega Certan, noi non accogliamo questo emendamento perché tecnicamente ci hanno detto che è una precisazione che non si ritiene opportuno portare avanti perché va a modificare l'intento dell'articolo.

Presidente - Dichiaro aperta la votazione sull'emendamento n. 4 di ALPE. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 7

Favorevoli: 7

Astenuti: 26 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)

Il Consiglio non approva.

Metto in votazione l'articolo 10. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 27

Favorevoli: 26

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

All'articolo 11 l'emendamento di ALPE è stato ritirato. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Questo articolo riguardava in particolare il potenziamento o comunque la costituzione delle cattedre della scuola secondaria di primo grado, sulla quale siamo intervenuti con l'ordine del giorno. Adesso vorrei capire tecnicamente come funziona: se questo articolo rimane così, oppure se sarà oggetto di modifiche, di integrazioni, di non so che cosa...quindi sarebbe importante chiaramente capire. Noi avremmo votato contro questo articolo, vorremmo capire da parte vostra che impegno c'è.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Noi intendiamo mantenere la formulazione di questo articolo perché crediamo e riconfermiamo la bontà delle scelte in esso contenute: l'innalzamento delle ore frontali, la rimodulazione delle ore di tecnologia e conseguentemente quelle dell'insegnamento della matematica e delle scienze. Altra cosa, invece, è l'impegno che abbiamo preso con l'ordine del giorno di farci carico di quelle situazioni che da queste scelte poi nascono, quindi questo è sicuramente un passo in avanti ulteriore che abbiamo fatto oggi e lo abbiamo fatto tutti insieme.

Presidente - Possiamo mettere in votazione l'articolo 11. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 26

Favorevoli: 25

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

L'emendamento n. 6 di ALPE introduce un articolo 11bis, che ha il parere negativo delle Finanze. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Questo emendamento aggiuntivo, che non ha compatibilità finanziaria, perché chiede chiaramente un impegno finanziario maggiore, era per in qualche modo costituire un potenziamento dell'organico di sostegno, per permettere di avere continuità nelle sedi e proprio la titolarità sui posti di sostegno, perché riteniamo - è una discussione avvenuta in commissione, ma non solo - che ci siano delle categorie di studenti che hanno necessità di avere più attenzione.

È chiaramente un impegno politico, è un emendamento che voleva avere un impegno politico: sappiamo che la costituzione degli organici è complessa e spesso viene richiamato il fatto che, da un punto di vista giuridico, dobbiamo seguire le norme nazionali, ma noi vorremmo che fosse possibile avere una titolarità e una maggiore continuità almeno sui posti di sostegno, sia al comma 1 che al comma 2, anche se il comma 2 è stato superato perché ripreso nell'ordine del giorno che abbiamo votato.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Collega Certan, sul concetto e il principio di continuità sfonda davvero una porta aperta: noi ci crediamo e abbiamo cercato in tutti i modi, anche in seno alla V Commissione, di cercare di portare avanti questo principio. In particolar modo, con il collega Marquis abbiamo provato proprio a codificare anche un principio di questo tenore, come quello che lei oggi presenta in quest'aula e che ci trova nel merito completamente d'accordo.

Farei una piccola precisazione. La continuità per noi è fondamentale non solo sui soggetti in difficoltà con delle disabilità, è importante e fondamentale in generale. Tante volte ci arrivano sollecitazioni anche dai genitori dei ragazzi stessi, e anche dai docenti, e ci si trova ovviamente in difficoltà di fronte al continuo cambiamento di metodo anche da parte di un insegnante rispetto ad un altro, quindi su questo sicuramente noi siamo d'accordo. Tanto più diventa fondamentale la continuità nei casi più fragili per creare un rapporto, che è innanzitutto un rapporto fiduciario tra l'insegnante e il ragazzo in questione. Noi quindi su questo le garantiamo che ci batteremo per trovare un qualsiasi minimo appiglio legislativo al quale agganciarci. Ricordo ancora una volta l'insistenza con cui abbiamo cercato, il collega Marquis in particolare, di portare avanti questo emendamento e questa previsione, ma ad oggi questa previsione non può essere inserita in una norma, perché cozza con il nostro ordinamento e con la previsione che prevede che lo stato giuridico degli insegnanti sia di competenza esclusiva statale. Oggi il collega Marquis nella sua relazione ha ricordato questo aspetto e ha sottolineato come una possibile soluzione sarà la regionalizzazione del corpo docente. Sappiamo quanto questa strada sia una strada in salita, una strada dibattuta in primis dal mondo della scuola e dei docenti stessi. Noi ci siamo, siamo pronti ad affrontare con i docenti questa discussione. Al di là di questo, penso che anche in sede di trattazione ministeriale con il Ministro e con le sue strutture, proveremo in tutti i modi a farci carico di questa criticità, come di altre, perché in questi giorni, grazie proprio a questo dibattito, e se c'è una cosa positiva che la legge n. 107 ha fatto su tutto il territorio nazionale, ma anche sul nostro territorio valdostano, è stata quella di risollevare tante questioni che forse erano latenti e che per anni forse non abbiamo preso in mano. A questa, come altre situazioni, quindi proveremo davvero a trovare una soluzione anche di accordo direttamente con il Ministero. Noi quindi siamo costretti ad astenerci perché non possiamo come legislatori - e le chiedo eventualmente di ritirarlo con questa volontà chiara che le esplicitiamo - perché noi ci siamo in questa battaglia con voi perché crediamo che sia un punto veramente importante.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Credo che l'intento fosse questo chiaramente. Lei ha parlato anche di continuità in generale e su questo credo che un dibattito sarebbe interessante non solo con i docenti, ma anche con i dirigenti scolastici perché in alcune istituzioni è codificato, è prassi garantire la continuità e ci sono dirigenti scolastici che sono particolarmente attenti e propongono un'offerta formativa agli alunni sicuramente più qualificata laddove si mantiene. È chiaro che è un dibattito che deve tenere conto di tanti aspetti. Credo che su questo sia importante, anche in sede di discussione con il Ministro, riuscire ad ottenere qualche passaggio in più. Credo che anche la territorialità, la configurazione geografica della Valle d'Aosta chieda anche questo. Non è un passaggio banale, mi fermo qui, ma vorrei che fosse in qualche modo tenuto in considerazione.

Presidente - Ricordo che l'emendamento ha il parere negativo, quindi non viene messo in votazione. Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Per una piccola precisazione anche per rispetto ai colleghi che hanno partecipato ai lavori della commissione. Com'è già stato ribadito stamattina dall'Assessore, avevamo presentato un preciso emendamento in commissione a riguardo, proprio per la sensibilità che credo da parte di tutte le forze politiche c'è su questo argomento, l'emendamento in Consiglio riprende un argomento che purtroppo in commissione si è fermato, perché non c'è ad oggi la legittimità di un provvedimento che dia maggiori garanzie e maggiore continuità e sostegno. È un tema che con soddisfazione credo l'Assessore, da parte di tutti, dovrà riprendere per portarlo su una scala più ampia anche rispetto alla contrattazione, che per ora non risponde a quello che tutti auspichiamo (la regionalizzazione), o quanto meno che intendiamo approfondire. I colleghi della commissione di maggioranza quindi sanno che su questo emendamento si è lavorato, ma per ora non è possibile andare oltre una volontà politica.

Presidente - Dichiaro aperta la votazione sull'articolo 12. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 27

Favorevoli: 26

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

Articolo 13. Stesso risultato. Articolo 14. Stesso risultato. Articolo 15. Stesso risultato. All'articolo 16 c'è l'emendamento n. 7 di ALPE con parere negativo. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Su questo emendamento che vorremmo solo poter illustrare, mi pare che avessimo anche già fatto una mozione. Per la formazione continua dei docenti è stata ripresa la normativa nazionale, che eroga la somma di 500 euro ad ogni insegnante titolare a tempo indeterminato. Noi crediamo che la Valle d'Aosta, che in alcuni casi sa derogare, sa fare delle eccezioni, dovrebbe tenere in considerazione gli educatori del Convitto regionale Federico Chabod, che sappiamo avere un contratto di scuola come gli insegnanti di scuola primaria, quindi è un impegno non insostenibile. Mi pare che siano una ventina gli educatori a tempo indeterminato, su questo manterremo la dicitura, ma credo che sarebbe importante proprio per il ruolo e per il compito che hanno. Su questo, tra l'altro, c'era stato un impegno, una fuga in avanti - non so bene - del collega Viérin, che aveva detto che avrebbe trovato la soluzione su questo, quindi noi ci auspichiamo che adesso in sede di DL sia fatta la proposta per poter in qualche modo riconoscere questo contratto di scuola primaria agli educatori del Convitto.

Presidente - Per la risposta chiede la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Io le riporto quello che già le avevo detto in sede di discussione dell'ordine del giorno avvenuta in quest'aula, con la premessa che spero non risulti ovvia, ma che è reale, dell'importanza che sappiamo rivestire il Convitto Federico Chabod per l'intera Regione Valle d'Aosta, quindi questo è fuori da ogni discussione.

Purtroppo la tematica ci ha investiti e sa che è di difficile soluzione, soprattutto in questa fase, poiché vi è un contenzioso aperto, un contenzioso che non riguarda solo la nostra Regione, qua ci troviamo ancora una volta in materia di stato giuridico del personale, perché sa meglio di me che ci si è agganciati proprio allo stato giuridico per il diniego. Pertanto, qui ci troviamo ancora una volta con le mani legate per lo stato giuridico e non possiamo derogare da questa disposizione. Ora, c'è un contenzioso in atto, un contenzioso che non riguarda solo la Regione Valle d'Aosta, ma che si estende anche alle altre Regioni italiane.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Noi crediamo, Assessore, che questo fosse assolutamente un impegno politico, al di là dello stato giuridico o meno. Sul contenzioso sappiamo, siamo a conoscenza, speravamo che nel nuovo progetto politico, siccome c'era stato un impegno di un membro dell'attuale Esecutivo a trovare una soluzione, tra la nostra risoluzione e il DL ci sarebbe stata la soluzione. Ci rendiamo conto che oggi ancora non l'avete affrontato, speriamo che venga ripreso quanto prima.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Non per entrare in contraddittorio, credo che il clima di oggi sia tutt'altro che teso, io però vorrei sottolineare come non sia corretto dire che non si è affrontata questa tematica. Mi creda, collega Certan, che, proprio per l'importanza capitale che ricopre questa istituzione nel nostro territorio da un punto di vista peraltro non solo e meramente scolastico, ma con una valenza ben più ampia, ci siamo fatti carico dei lavoratori del Convitto con tanto impegno. Purtroppo ad oggi non c'è una soluzione: qui, come per gli altri casi che prima abbiamo ricordato, la strada della regionalizzazione darebbe una risposta immediata, ma come sopra si potrebbe dire: abbiamo quelle difficoltà.

Presidente - Dichiaro aperta la votazione sull'articolo 16. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 27

Favorevoli: 26

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

All'articolo 17, come già precedentemente enunciato, vi è il coordinamento formale per cui il comma 4 dell'articolo 9 è traslato al comma 4bis dell'articolo 17. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Vorrei dire due parole riguardo a questo passaggio, che riprende la formazione obbligatoria, che crediamo essere uno degli aspetti più importanti di questa legge per gli insegnanti. Il comma che viene riportato dall'articolo 9 all'articolo 17 riguarda la sostituzione per quanto riguarda la scuola dell'infanzia primaria in casi di formazione. Credo che su questo sia da riconoscere che è stato sicuramente uno sforzo, ma anche un passaggio importante.

Approfitto di questo articolo, dopodiché su altri non entreremo in dettaglio, per dire che sarebbe importante capire in tutti gli articoli in cui si citano le delibere di Giunta che verranno fatte...dove si demanda alle delibere di Giunta sarebbe poi importante capire come queste delibere verranno formalizzate, perché è chiaro che anche questi testi di legge potrebbero assumere una strada oppure un'altra a seconda della delibera. Faccio un discorso che è cumulativo di tutti gli articoli, però sarebbe poi importante sicuramente capire di più.

Presidente - Non ci sono altri interventi. Dichiaro aperta la votazione sull'articolo 17 con il coordinamento formale. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 27

Favorevoli: 26

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

Articolo 18. Stesso risultato. Articolo 19. Stesso risultato. Articolo 20. Stesso risultato. Articolo 21. Stesso risultato. Articolo 22. Stesso risultato. Articolo 23. Stesso risultato. Articolo 24. Stesso risultato. Articolo 25. Stesso risultato. Articolo 26. Stesso risultato. Articolo 27. Stesso risultato.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio, ne ha facoltà.

Roscio (ALPE) - A nome del gruppo ALPE, due considerazioni a seguito di questa giornata di discussione, che comunque ha avuto un disegno di legge in ingresso (DL n. 90) sulla scuola, dove stamattina abbiamo espresso la nostra posizione contraria - e non mi ripeto -rispetto soprattutto al metodo, ma anche ai contenuti, che rimangono in parte irrisolti, come già prima detto bene prima dalla mia collega Certan, su alcune cose dove non si vanno a toccare certi aspetti. Al di là di quello, l'esito che noi riteniamo comunque in parte positivo, che è stato quello del confronto che ha portato soprattutto all'assunzione dell'impegno politico da parte dell'Assessore su un importante piano di stabilizzazione, ma anche sul potenziamento dell'informatica nelle scuole medie - che poi è ancora tutto da declinare, ma comunque l'impegno è stato preso - e anche a fornire nuove opportunità di formazione specialistica per gli insegnanti di sostegno. Noi, in merito a questo, non possiamo che dire che, pur rimanendo nel suo impianto inalterato rispetto a quello che era stamattina, vi sono state delle aperture che in qualche modo vanno a migliorare - anche se noi non riteniamo in maniera completa come avremmo voluto - questo DL; comunque, rispetto alla posizione di contrasto e alla posizione contraria che abbiamo avuto in commissione, il nostro voto oggi in quest'aula, per quanto abbiamo detto, sarà di astensione. Questa vuole essere una sorta di apertura di credito per quanto detto oggi dal Presidente e dall'Assessore su alcuni aspetti, che noi non riteniamo secondari e che seguiremo nella loro evoluzione: ecco il motivo della nostra astensione e non del voto negativo.

Dalle ore 18:35 assume la presidenza il Vicepresidente Marco Viérin.

Viérin M. (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fabbri, ne ha facoltà.

Fabbri (UVP) - Il nostro gruppo voterà convintamente questa legge, che ha avuto un iter travagliato e, nonostante in qualche modo può essere sembrato accelerato, ha avuto un iter estremamente approfondito. È stata l'occasione per rivedere un sistema scolastico; è stata l'occasione per ribadire e mantenere le peculiarità e le grandi caratteristiche della nostra "Buona scuola", quindi è una legge che mantiene ciò che ha di buono, ma che proietta anche nel futuro la nostra scuola. La proietta nel futuro perché è importante che ci si dia una specie di scossa in questo momento, in cui particolarmente i nostri giovani stanno soffrendo, offriamo loro nel potenziamento, grazie a questa legge, un futuro migliore.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Il collega Roscio ha già ampiamente chiarito la nostra posizione, due parole riguardo al DL che sicuramente è arrivato in aula - e lo ribadiamo - in modo frettoloso. Si sono trattati argomenti assolutamente profondi e di importanza direi anche capitale per la scuola, che però sono stati trattati in modo assolutamente superficiale. Riteniamo però anche che in questi giorni si sia comunque fatto un percorso, che noi chiaramente in buona fede, ma in totale fiducia, crediamo possa essere utile non tanto al gruppo ALPE, quanto piuttosto a tutto il mondo della scuola e che si sia aperto un dibattito, o comunque una volontà di trattare gli argomenti delicati come quelli della scuola, che sono trasversali a tutte le forze politiche, sono trasversali a tutta la società, in modo comune e complementare. Magari rimanendo sulle proprie posizioni anche diverse, ma l'importante è riuscire ad enucleare tutte le problematiche, perché spesso non c'è una soluzione, ma ce ne sono diverse.

Riguardo ai passaggi che sono stati fatti, noi ribadiamo anche la nostra contrarietà riguardo ad alcuni punti che la maggioranza ha ritenuto chiave...dei passaggi fondamentali che noi riteniamo invece non essere stati abbastanza approfonditi. In particolare, ad esempio, nella legge ci sono argomenti che sono tipicamente di organizzazione della scuola e poi ci sono invece degli aspetti che entrano comunque in modo molto importante, che riguardano aspetti pedagogici, didattici, linguistici, che sono più legati ai contenuti e che, a mio avviso, dovevano essere sicuramente trattati in modo diverso: mi riferisco alle adaptation, a tutto il testo e al percorso fatto dalle stesse, che oggi il Consiglio regionale non prenderà in considerazione, ma verrà fatta "solo" una delibera di Giunta. Credo che quel percorso di principi, di contenuti e di indicazioni pedagogiche curricolari debba essere dibattito di confronto fra le varie forze, ma debba ancora essere motivo di approfondimento. Lo so che la Commissione intergovernativa fra i nostri rappresentanti e gli ispettori del Ministero si è già tenuta e credo che anche in quella sede si sia aperto un dibattito molto interessante riguardante soprattutto l'inserimento dell'inglese nel metodo che non mi piace definire CLIL, ma lo definisco così per convenienza e in questo momento per opportunismo, ma credo che questo dibattito debba essere ripreso, non possa essere lasciato tout court, oggi probabilmente questo DL passerà. Il nostro voto - come ha detto il collega Roscio - rispetto alla commissione cambia e diventa di attenzione, solamente perché lasciamo aperta la possibilità veramente di avere nuovamente un confronto su questo testo delle adaptation, che, a nostro avviso, è un lavoro di inizio, ma non può essere un lavoro chiuso che diventa organico ormai al lavoro delle scuole, degli insegnanti. A nostro avviso, questo testo non so in che termini...il gruppo con gli ispettori si è incontrato, ha dato il suo parere, noi chiediamo però che ci sia la possibilità dal mese di settembre di riaprire un confronto, al di là degli aspetti organizzativi, dal punto di vista pedagogico e didattico proprio per migliorare ancora più questa legge. Credo nell'interesse di tutti i valdostani, non sono nostri.

Dalle ore 18:41 riassume la presidenza il Presidente Rosset.

Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Esprimo, a nome del nostro gruppo, la soddisfazione sia per la discussione che per l'esito del dibattito e anche per le integrazioni e i contributi che nel tempo si sono aggiunti.

Noi abbiamo partecipato con convinzione al lavoro di costruzione di questo disegno di legge e siamo consapevoli che i metodi sono anche sostanza, ed è perciò che accogliamo e abbiamo accolto con favore l'emendamento, l'ordine del giorno che va nella direzione, che peraltro è quella che da sempre il nostro gruppo auspica, ma credo sia di comune rilevanza e di comune necessità quella della massima condivisione. Quando ci si corresponsabilizza e si condivide, è sempre meglio assumere delle decisioni soprattutto in ambiti così delicati in solitudine.

Accogliamo anche con piacere l'apertura di credito di ALPE, che sappiamo appassionata della tematica, sicuramente competente e riconosciamo anche l'importante contributo, al di là di certe situazioni forse dovute alla tensione, di cui personalmente chiedo pubblicamente scusa ai colleghi. Sono convinto che anche il collega Cognetta, al di là del metodo che legittimamente, dal suo punto di vista, contesta, nel prosieguo possa apprezzare il lavoro fatto da tutti noi nell'esclusivo interesse dell'intera comunità educante. Ho imparato questo metodo, mi sono approcciato alle tematiche della scuola con una certa prudenza e mi hanno insegnato che la comunità educante è davvero quell'ampio contenitore che racchiude non solo gli insegnanti ma anche i genitori, gli utenti.

Voglio dire che questo non è un testo ideologico in nessuna delle sue parti: è un testo tutto rivolto, a mio parere, ad uno scrupolo educativo. Noi qua ci siamo fatti davvero degli scrupoli, che questo testo, questa legge vada nella direzione di apportare dei benefici ai nostri ragazzi, a tutti i giovani della nostra comunità. Questa è la nostra Buona scuola, questo è davvero, a nostro parere, il nostro testo di riferimento.

Approfitto ancora per ringraziare tutti coloro che in queste settimane hanno dato il loro contributo, di qualunque tipo questo sia stato; tutti coloro che sono stati auditi e - ribadisco - anche i tecnici, i funzionari e i dirigenti che ci hanno supportato e in alcuni casi sopportato, perché è stato anche un lavoro veramente di tessitura e un lavoro faticoso in queste settimane.

Presidente - Altri interventi per dichiarazione di voto? Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Il mio sarà un voto di astensione, anche a seguito degli importanti ordini del giorno che sono stati approvati. È qualcosa di più di un'apertura di credito verso di lei, Assessore, nel senso che gli impegni politici che si è presa sono degli impegni a mio parere importanti, che probabilmente non saranno così facili da rispettare, però noi saremo presenti e monitoreremo affinché vengano rispettate le volontà politiche espresse negli ordini del giorno.

Raccolgo con sommo piacere l'invito fatto dal collega Bertschy sul trovare una mediazione non solo sul merito, ma anche sul metodo: mi pare la cosa più saggia nell'interesse dei valdostani.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Consentitemi davvero di intervenire in chiusura di questa giornata importante. Oggi sicuramente si scrive una pagina importante per la scuola nel suo complesso, io credo che oggi, al di là di questo fatto, si sia esercitato in quest'aula un bell'esempio di lavoro di sintesi, un bell'esempio di collaborazione e io di questo davvero, colleghi, ve ne sono grata.

Rispondo molto brevemente e colgo anche il suggerimento della collega Certan sugli adattamenti. Volutamente anche in quel caso abbiamo cercato di fare nostre le preoccupazioni del mondo della scuola andando ad inserire la sperimentazione come elemento fondamentale proprio degli adattamenti. Questo vorrà dire due cose principalmente: la gradualità del loro inserimento, quindi oggi, quando parlavo di quei famosi 2200 bambini che saranno coinvolti in questa sperimentazione, ho detto 2200 perché saranno i bambini delle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Al di là di questo, però, al di là della gradualità, ci sarà anche il monitoraggio, che vorrà dire fermarsi, valutare, capire se il modello che abbiamo proposto è un modello valido e correggere, non avere paura di modificare, di ricalibrare, di rimodellare questo percorso così importante per il nostro territorio. Non facciamo quindi di certo fatica ad accogliere la sua richiesta: quella di tenerci aggiornati, di rivederci, di monitorare puntualmente questo percorso, perché solo così potremo migliorarlo e farlo crescere.

Concludo davvero anch'io con dei ringraziamenti. Ho ringraziato voi, colleghi, in primis per la giornata di oggi, ma anche per il percorso che ci ha portati fino a qui. Ringrazio anch'io la struttura, perché questi due anni che poi hanno portato oggi alla presentazione di questo disegno di legge ci hanno visti molto impegnati su questa tematica, impegnati su tavoli diversi con posizioni diverse, ma credo tutti insieme caratterizzati da un elemento comune: quello dell'entusiasmo. Ci abbiamo creduto, magari abbiamo sbagliato qualche passaggio, non sempre tutto ci riesce come probabilmente vorremmo, ma ci abbiamo messo tanto impegno e ci ha messo tanto impegno tutto il personale che ha lavorato e l'ha fatto con davvero impegno e serietà. Ringrazio quindi anch'io il Sovrintendente agli studi, Fabrizio Gentile, i dirigenti della struttura dell'Assessorato Clarissa Gregori e Danilo Riccarand per l'aiuto fondamentale e per l'impegno che hanno dimostrato davvero in questa fase, in questo percorso. Grazie anche alla mia Segreteria, alla Segreteria dell'Assessore e dell'Assessorato, perché copio quanto detto dal collega Guichardaz: non solo ci ha e mi ha supportato, ma soprattutto mi hanno sopportato in una fase delicata. Portare avanti una riforma, non è mai cosa facile e farlo in un settore come quello scolastico è un percorso sicuramente in salita, ma quando poi si arriva ad un risultato come quello di oggi, credo che il merito sia davvero di tutti.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Juste deux mots pour faire deux remarques. La première : je crois que les collègues sont très attentifs à ce qui se passe à propos de l'école au niveau européen et il y a de plus en plus une mise en évidence des modèles d'école. Je crois qu'en France on est en train de discuter le modèle d'école, les matières qui doivent être prévues dans les écoles de deuxième degré ; la même chose est en train de se passer en Allemagne et en Angleterre. Il s'agit, donc, d'un débat ouvert, très important, car il va donner les orientations qui, relativement à ce qui se passe en France par rapport à l'Angleterre, sont vraiment très différentes quant au système à adresser à nos élèves, pour leur avenir.

Je prends l'exemple de cela pour dire qu'à mon avis, le vrai investissement que nous faisons dans notre région concerne les jeunes et les jeunes sont l'école. Nous parlons d'une partie importante, une partie significative, jusqu'au lycée. En plus il y a l'Université ; il ne faut pas oublier que là il y a un engagement important, nous venons d'orienter les jeunes vers le nouveau secteur du tourisme, avec un nouvel engagement dans l'économie touristique pour faire de façon qu'il y ait de plus en plus de jeunes préparés qui soient à même de gérer, d'être insérés dans la nouvelle économie. Je crois que la nouvelle Université que nous sommes en train de préparer, les accords avec l'école polytechnique de Verrès...je crois qu'il y a une orientation qui va s'insérer dans un système de culture dans son ensemble et de préparation des jeunes, que je crois être très important.

Aujourd'hui l'approbation de cette loi est un pilier du système d'école valdôtaine, dans lequel nous nous reconnaissons, sur lequel nous voulons miser pour le futur et pour lequel nous avons donné des orientations qui évidemment doivent être réglées petit à petit. Cela afin de les adapter de plus en plus selon les modèles que nous croyons les plus convenables pour le futur de notre économie, de notre culture et surtout pour se rendre compte que cette autonomie a donné la possibilité à nos jeunes d'avoir une préparation adéquate à leur futur.

Presidente - Non essendoci altre richieste di intervento, possiamo mettere in votazione il testo predisposto dalla V Commissione con gli emendamenti approvati, nella sua complessità. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 27

Favorevoli: 26

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.