Oggetto del Consiglio n. 2259 del 14 luglio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2259/XIV - Interpellanze: "Maggiore coinvolgimento delle istituzioni e dei cittadini in merito all'individuazione degli immobili da adibire all'accoglienza dei migranti" e "Definizione dei criteri per l'assegnazione delle quote di migranti nei vari comuni ed individuazione degli edifici pubblici idonei per l'ospitalità".
Rosset (Presidente) - Procediamo con la discussione del punto 29 abbinato al punto 16. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (UVP) - I contenuti dell'interpellanza sono molto chiari per cui, per quello che riguarda l'illustrazione, mi limiterò a dire che il problema dell'emergenza migranti è un problema indubbiamente importante, a cui bisogna dare delle risposte. Quello che io sinceramente penso, è che è un problema che non va subito, non va imposto ma va gestito; e quando si parla di non subire, di non imporre, bensì di gestire, la mia opinione è che il coinvolgimento e la condivisione siano dei punti basilari per la gestione dei migranti. Lasciare che questo problema dell'immigrazione venga gestito esclusivamente dalle cooperative, da chi comunque partecipa ai bandi di gara per quello che riguarda l'aggiudicazione, senza coinvolgere o coinvolgendo molto poco i Comuni, le Amministrazioni comunali e i cittadini, comporta il rischio di creare un allarmismo, di creare comunque una sorta di contrapposizione in cui magari, proprio perché, non c'è un percorso condiviso, si rischia di arrivare magari poi a spiacevoli episodi. La Valle d'Aosta è conosciuta come una regione che sa fare accoglienza, una regione che per quello che riguarda il volontariato ha dei numeri da fare invidia ovunque, una regione in cui mai c'è stato il benché minimo disinteresse a collaborare con le scelte che a volte il Ministero impone, magari con tempi relativamente brevi. Detto questo, la mia convinzione è che non si possa fare a meno di coinvolgere i veri primi attori: le Amministrazioni comunali e i cittadini.
Se noi negli anni abbiamo visto che magari venivano principalmente utilizzate le strutture pubbliche, oppure strutture non più utilizzate, in questo momento, per quello che riguarda le società cooperative, vediamo crescere il numero dell'utilizzo di civili abitazioni. Per cui ci si rivolge ai proprietari, si paga i canoni di affitto e a volte siamo in mezzo alla vita sociale di paesi. Vanno gestite queste emergenze, proprio per evitare qualunque tipo di strumentalizzazione.
Questa interpellanza non nasce dalla volontà di fare un passo indietro rispetto alle continue richieste di ospitalità da parte del Ministero, ma va nel senso di evitare che le pagine dei giornali vengano riempite con Consigli straordinari convocati all'interno dei Comuni, con cittadini che si allarmano e soprattutto risposte del tutto parziali da parte degli operatori che si occupano di questo tipo di accoglienza e anche da parte delle strutture dirigenziali che rimpallano ai Comuni la responsabilità di negare la disponibilità di immobili. Può darsi che ci sia una non totale disponibilità da parte degli enti locali, ma coinvolgiamoli, soprattutto verifichiamo anche con le strutture regionali che, in questo momento, sono il più delle volte abbandonate.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli per illustrare l'altra interpellanza.
Morelli (ALPE) - Il tenore della nostra interpellanza è simile a quello del collega Gerandin. Premesso che noi riteniamo che la nostra Regione debba fare la sua parte per quanto riguarda l'accoglienza dei migranti, su questo non ci sono dubbi, ci piacerebbe capire in funzione di quali parametri vengono assegnati i numeri alle Regioni, perché prima ci sembrava che il criterio fosse quello della proporzionalità rispetto agli abitanti, adesso ci pare che il criterio sia un altro, ma non ci è ben chiaro quale sia.
Come giustamente diceva il collega Gerandin, non si tratta di mettere in dubbio l'accoglienza ai migranti, si tratta di definire come meglio gestire, come meglio governare, come meglio approcciare questo tema. La nostra interpellanza pone alcune questioni in modo più puntuale, le riprendo rapidamente: "quali sono i Comuni attualmente interessati dai centri di accoglienza"; "quali sono i prossimi già stabiliti"; "come saranno individuati i successivi e con quali criteri di ripartizione numerica"; "se è intenzione del governo regionale definire indirizzi cogenti agli enti gestori che vadano nel senso della creazione di centri più piccoli", perché io ho assistito all'incontro che c'è stato a Villeneuve, dove il dirigente, il dottor Vitali, ha spiegato che sono stati definiti dei numeri, per quanto riguarda la dimensione dei centri, che vanno da otto a venticinque. Otto o venticinque c'è una certa differenza, noi ci chiediamo se non siano stati anche definiti dei criteri per far sì che i numeri dei centri siano il più possibile dei numeri ridotti. È evidente che accogliere venticinque persone nello stesso punto all'interno di un paese piccolo, può creare qualche problema in più rispetto all'integrazione. Noi siamo certi che i cittadini valdostani faranno di tutto per favorire l'integrazione, perché il migrante, finché è uno sconosciuto, può destare diffidenza ma, nel momento in cui lo si vede tutti i giorni per strada e si comincia a sapere qual è il suo nome, l'atteggiamento delle persone poi cambia.
Altra questione che poniamo, emersa proprio in quell'incontro: spetta alle cooperative la scelta della tipologia dei migranti ed è stato affermato in quella riunione che la cooperativa in questione sceglie i migranti maschi singoli giovani, perché, per motivi diversi che adesso non sto qui a sintetizzare, accogliere le donne è più problematico. Accogliere delle famiglie è ugualmente problematico, è più semplice accogliere migranti maschi singoli. Quindi chiediamo qual è il criterio con il quale le cooperative scelgono.
Infine, riprendiamo la questione già sollevata dal collega Gerandin e che è stata ripresa durante quell'incontro: è stata fatta una ricognizione degli edifici pubblici di proprietà regionale che potrebbero prestarsi all'accoglienza dei migranti?
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Les questions étant présentées ensemble, je crois qu'il est mieux d'y répondre singulièrement.
Pour ce qui est de l'interpellation du collègue Gerandin, je précise que l'accueil des migrants ne relève pas des compétences de la Région, mais de celles de l'État ; il s'agit d'une remarque qui n'est pas insignifiante. Je crois que très souvent on imagine que tout ce qui se passe relève de la compétence de la Région, ce qui n'est pas vrai. Les intentions du Gouvernement régional en la matière n'ont malheureusement qu'une valeur relative et cela car nous agissons en application de nos prérogatives préfectorales, à savoir dans le cadre des décisions prises par le gouvernement italien. Je voudrais le souligner, parce que ce n'est pas escompté.
Cela dit, je tiens à vous rassurer que la Présidence prend en considération toutes les préoccupations légitimes des communes et de la population de la Vallée. C'est pour cela qu'elle travaille en étroite collaboration avec les syndics et les forces de l'ordre sur les différents points sensibles et je veux, à ce sujet, profiter pour remercier les différents syndics qui ont pris en charge ce problème qui n'est pas secondaire, étant donné que, selon les cas, il y a quand même toute une série d'aspects à régler. Il est compréhensible que certaines peurs et incertitudes émergent par moment, mais il est également vrai qu'elles sont souvent le fruit des émotions plus que du raisonnement. Je tiens à dire que les résultats de la gestion de l'accueil des migrants en Vallée D'Aoste sont positifs, grâce à la collaboration de tous et aussi grâce à la maturité et à la solidarité de notre communauté et je crois que celle-ci est une autre remarque correcte à faire. C'est là un résultat qui doit tenir compte de la pression continue du Ministère, qui chaque semaine nous demande d'accueillir de nouveaux réfugiés. C'est un résultat auquel nous sommes parvenus, notamment grâce à un appel d'offres pour l'accueil des réfugiés, qui responsabilise les sujets et les coopératives gérant ces structures. Cela en y équilibrant la concentration des demandeurs d'asile, puisque les structures peuvent en accueillir, comme l'a dit la collègue Morelli, de 8 à 25. Et les raisons pour lesquelles on a réduit ces paramètres sont évidentes, car, comme vous le savez, il y a aussi l'utilisation d'hôtels qui ne sont plus utilisés, il y a différentes structures et le maximum est 25 migrants justement pour avoir une gestion correcte et surtout afin qu'il n'y ait pas de problèmes dans les rapports avec les populations des différentes communes : il y a la petite commune et la grande commune et le discours doit être réglementé d'une façon correcte.
"Quanti sono attualmente i migranti ospitati in Valle, i numeri per comune e qual è il tetto fissato dal Ministero?". Au 12 juillet, la Vallée d'Aoste accueille 287 citoyens étrangers qui ont demandé la protection internationale, alors que nous disposons de 313 places dans les structures d'accueil.
Je voudrais souligner qu'on a dit qu'en théorie les migrants sont tous sous protection internationale, condition qui devrait être par la suite examinée par une commission compétente. La commission compétente devrait nous dire combien sont vraiment sous protection internationale et combien devraient être renvoyés au pays d'origine. Mais comme vous le savez, cet examen est effectué très lentement par rapport au nécessaire et si par hasard la réponse est négative, il y a immédiatement le recours, qui peut être discuté en permettant la présence des migrants sur lieu. Vous comprenez, c'est un peu gênant, car il y a déjà la réponse, mais il y a quand même une objection ; cela pour dire que le problème est plutôt compliqué, en sachant, lorsque la commission a décidé, qui a le droit et qui ne l'a pas ; il y a un recours et donc on ne peut pas se prononcer. Tout de même il s'agit d'un aspect à ne pas sous-estimer.
Pour ce qui est de la réponse ponctuelle, le nombre de migrants présents est le suivant : Aoste 108 ; Verrès 22 ; Antey-Saint-André 15 ; Châtillon 47 ; Saint-Marcel 16 ; Nus 10 ; Saint-Christophe 25 ; Sarre 8 ; Villeneuve 22 ; Morgex 14.
Le nombre de migrants que le Ministère nous demande d'accueillir est actuellement de 486 ; ce chiffre évolue en fonction de celui des migrants qui débarquent en Italie, selon le mode de calcul adopté par la Conférence Unifiée du 10 juillet 2014. Chaque fois que 10 mille migrants débarquent, 29 sont attribués à la Vallée d'Aoste, conformément au seuil d'accès au Fonds national pour les politiques sociales, qui est de 0,29% pour notre Vallée.
"Se è intenzione del Governo regionale di coinvolgere maggiormente e in che modo CELVA". En application de ces attributions préfectorales, je veux le rappeler, on a mis en place, depuis 2014, un organisme de liaison, la Cellule de coordination régionale pour résoudre les situations critiques liées à la présence temporaire de citoyens étrangers en Vallée d'Aoste. Cet organisme, qui constitue un cadre privilégié et général de discussion et de partage, se compose des représentants des structures suivantes: Affaires préfectorales; Assessorat de la santé, du bien-être et des politiques sociales, pour tout ce qui est des visites et de la partie sanitaire; Département régional des politiques du travail et de la formation, en conséquence du fait qui sont sur place; Département de la protection civile et des sapeurs-pompiers; Questure; Agence USL; Conseil permanent des collectivités locales. Donc, tous les organes sont dans ce Comité, qui a été justement prévu pour gérer les fonctions de raccord. En fonction des sujets traités, certaines autres personnes peuvent être invitées à participer aux réunions de la Cellule de coordination régionale, à savoir les représentants des associations territoriales œuvrant dans le secteur de l'immigration, ou des organisations internationales de protection, ainsi que les gérants des structures d'accueil, ou les représentants des communes concernées et d'autres sujets éventuellement intéressés. Nous sommes également prêts, comme toujours, à aborder des questions ponctuelles dans le cadre des organisations spécifiques.
Pour ce qui est de la recherche des immeubles, je rappelle que celle-ci est du ressort des organismes gestionnaires, sur la base d'un avis public ; on a prévu les appels d'offres afin de diffuser la demande. Les solutions possibles repérées sont examinées de concert avec les syndics concernés et des rencontres d'information sont également organisées à l'intention de la population. Je dois avouer qu'il y a eu aussi des syndics qui ont tenu des assemblées publiques, des rencontres entre la population et les immigrés pour examiner les différents points ou les problèmes qui se posent d'un cas à l'autre.
Je pense que la réponse à la deuxième question de la collègue Morelli, pour une partie est la même ; elle l'a posée sans polémique et de manière équilibré et nous permet de discuter une fois de plus sur cette question. De la politique régionale on a parlé ; en effet, la Vallée d'Aoste, comme toutes les autres Régions, participe à l'accueil des demandeurs d'asile ; pour ce qui est des composants des différentes communes, j'en ai déjà parlé. Pour le restant, je crois d'avoir répondu aux questions de l'un et de l'autre.
Evidemment, vous savez de quel ordre sont les choix qu'on a faits. Je dois seulement dire que, en ce qui nous concerne, on a toujours essayé d'avoir la disponibilité préalable pour accueillir - selon les numéros qui nous sont imposés - le quota des migrants et, jusqu'à présent, la gestion a été conduite, je crois, d'une façon convenable.
À ce propos, je remercie aussi les coopératives et tous ce qui ont travaillé, car ils ont maintenu une attitude importante, une attitude active vis-à-vis des migrants, en essayant aussi de prévoir, en accord avec les communes disponibles, de les insérer dans un système de travail qui ne soit pas en contradiction avec l'appel d'offres des autres travaux nécessaires dans les communes, mais d'une façon volontaire, pour travailler dans les conditions que les différentes communes prévoient.
Presidente - Per la replica ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (UVP) - Non è la Regione a farne richiesta, su questo non c'è ombra di dubbio, perché sono richieste che provengono direttamente dal Ministero, per cui la Regione deve farsene carico.
Per quel che riguarda i numeri non li commentiamo, perché più che altro è un discorso a livello informativo e la ringrazio se riuscirà a farci avere una copia dei dati che ci ha illustrato.
Per quello che riguarda invece il modello organizzativo, sapevamo di questo comitato per l'emergenza abitativa, e secondo me anche le regole erano condivisibili, modelli condivisibili, però poi probabilmente alla fine qualche intoppo c'è stato, perché abbiamo visto sindaci che dichiaravano che il coinvolgimento non vi era stato; questo è quanto è stato dichiarato, Presidente, poi può darsi che qualcuno sia stato più informato e altri meno.
L'iniziativa aveva solo lo scopo di affermare, come era stato detto in presentazione, che un problema serio come quello dell'immigrazione va condiviso in primis con gli amministratori locali. Per cui, se queste modalità, se questi comitati vengono integrati di volta in volta con i sindaci interessati, a noi fa sicuramente piacere; come ci fa piacere che ci sia una sorta di formazione preventiva, prima di vedersi arrivare in centro al paese degli immigrati che poi creano una sorta di allarmismo, il più delle volte ingiustificato dove basterebbe un po' più di informazione.
Questo anche perché - e lei l'ha detto molto bene - il discorso della valutazione sul diritto d'asilo da parte della Commissione ha dei tempi assolutamente lunghi che superano, mi pare, abbondantemente due anni, per cui al di là di una definizione di chi abbia diritto o meno, rischia di esserci una permanenza con dei numeri e dei tempi non brevi.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Nous avons écouté avec beaucoup d'attention votre réponse ; entre autres, nous vous saurions grés de pouvoir acquérir les données, si vous pouvez nous faire avoir une copie. Merci.
Peu de choses à ajouter par rapport à ce que vient de dire le collègue Gerandin ; nous n'avons pas de doutes, comme vous, sur la civilité de la population et sur la collaboration des syndics ; malgré les polémiques, cela a été évident qu'il y a toute la collaboration nécessaire de la part des gens et des administrations locales ; toutefois, nous pensons qu'il faut aussi faire attention à créer les conditions pour que cette collaboration soit maintenue et soit favorisée.
Les rencontres avec la population, on nous a dit, sont des rencontres tardives et il faudrait d'abord préparer le terrain.
Nous savons que c'est un problème le fait que les débarquements sont continus et donc notre Région, comme toutes les autres Régions, est sous pression quotidiennement et il faut résoudre les problèmes de manière rapide et donc il est peut-être difficile de créer les conditions idéales, mais je crois qu'un effort dans ce sens il faudrait le faire. Comme il faudrait faire un effort dans le sens de la dimension des centres d'accueil, parce que, comme je le disais tout à l'heure, entre 8 et 25 personnes il y a une différence et donc il faut essayer de créer des centres à dimension correcte par rapport à la communauté qui reçoit les migrants ; dans une petite commune, l'impact est évidemment plus fort. Nous comprenons également que pour les coopératives le fait de gérer des centres de 25 personnes leur permet de faire des économies d'échelle, mais nous croyons aussi que les quotas prévus de 35 euros par personne soient des quotas qui permettent aux coopératives de pouvoir bien gérer l'accueil.
Pour ce qui est des problèmes concernant toute la procédure pour la concession de l'état de réfugié, c'est un problème, car en augmentant le nombre des requêtes, les temps aussi se prolongent, ce qui veut dire que les personnes peuvent séjourner dans nos communes pendant un an et demi, deux ans, ce qui est un problème, évidemment.
Donc, nous croyons que le problème est géré de manière correcte, mais qu'il faut également essayer de concilier la gestion avec les exigences des communes et des populations.
