Oggetto del Consiglio n. 2229 del 22 giugno 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2229/XIV - Approvazione di risoluzione: "Impegno per la regolamentazione dell'attività di ristorazione presso il proprio domicilio".
Rosset (Presidente) - Punto n. 26.03 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il collega Restano; ne ha facoltà.
Restano (UV) - In apertura di mattinata abbiamo trattato la possibilità di svolgere un'attività di ristorazione presso le abitazioni private (home restaurant), che si caratterizza per la preparazione di pranzi e cene presso domicili privati e per un numero limitato di persone trattati come ospiti personali, però paganti. È un'attività che si sta rapidamente diffondendo anche presso la nostra regione, oltre che presso il nostro Paese, grazie all'utilizzo quale promozione pubblicitaria delle piattaforme web.
A livello nazionale l'argomento è già stato trattato più volte in sede di Ministero dello sviluppo economico (che ha espresso dei pareri in merito), da parte del Ministero della salute e anche da parte della X Commissione della Camera (che ha espresso una risoluzione importante riguardante questo argomento).
Oggi l'argomento è approdato anche in Consiglio regionale ed è stato trattato dall'Assessore al turismo e commercio, che ha affrontato la questione guardandola dal punto di vista del suo Assessorato, quindi da un punto di vista commerciale e anche con uno spaccato per la parte fiscale, definendola non secondaria. In maniera molto sommessa e con molta umiltà, mi permetto di sottolineare in modo propositivo che c'è anche una parte dell'argomento che riguarda la salubrità degli alimenti e un aspetto che riguarda la lealtà commerciale. Solo per rendere l'idea di questo fenomeno, nel 2014 sono stati censiti circa 7 mila cuochi social, un volume di affari di 7,2 milioni di euro che ha interessato più di 300 mila persone per un importo di 194 euro a cena (generalmente si parla di cene). Questo a fronte di un impianto normativo che è datato - lo ha detto anche oggi l'Assessore nel suo intervento - non esistono riferimenti normativi dal punto di vista commerciale. In effetti la normativa risale agli anni Novanta ed è stata rivista nel 2010. In Valle d'Aosta la legge regionale di recepimento della normativa n. 287 è del 2006, il regolamento di applicazione n. 2 è datato 2007.
A livello europeo, dal punto di vista sanitario il regolamento CE n. 852/2004 aveva già trattato l'argomento al capitolo terzo. Il regolamento n. 852 è quello che riguarda la produzione degli alimenti - per i colleghi che non sono del settore - e il capitolo terzo parla di locali utilizzati principalmente come abitazione privata, ma dove gli alimenti sono regolarmente preparati per essere commercializzati, e detta una serie di specifiche alle quali ci si deve attenere. È vero che vi è un vuoto normativo: il nostro regolamento di recepimento del regolamento CE n. 2 che ho citato prima non recepisce questo tipo di attività.
Ora, la Valle d'Aosta è nota per essere all'avanguardia su tanti generi di attività, ed è chiaro che questo nuovo tipo di fare ristorazione ci mette un pochino in difficoltà, come mette in difficoltà tutto il Paese, perché se da un lato vi sono delle imprese, dei lavoratori soggetti a norme e a prescrizioni rigorose come quella italiana a tutela della qualità del servizio e degli alimenti prodotti, ma anche della salute della popolazione e della sicurezza dei lavoratori, dall'altra parte potenzialmente vi sono delle imprese scevre da vincoli e controlli. Questo può generare per esempio la mancata conoscenza sulla formazione degli addetti alla preparazione degli alimenti, se sono rispettate le modalità di conservazione degli alimenti, se vengono rispettate le modalità di controllo della filiera commerciale, quindi del trasporto. Non sappiamo quale sia quindi la tracciabilità e se viene applicato il regolamento di autocontrollo. Il vuoto normativo non vuol dire principalmente un divieto: è un vuoto normativo. La Valle d'Aosta - ho detto prima che generalmente è all'avanguardia nell'affrontare questi temi - dovrebbe fare una riflessione in merito.
Questa risoluzione - e ringrazio i colleghi e tutti i Capigruppo per averla firmata, nonché la Giunta per la sensibilità dimostrata in merito - va in tale senso: nel senso positivo e propositivo. Si invita pertanto l'Assessore a venire in commissione per una riflessione in merito, anche insieme ai dirigenti del settore, affinché si vada a tutela delle attività già in essere che lavorano rispettando le norme, e si voglia anche affrontare il tema all'ordine del giorno, valutando i pro e i contro, magari rivedendo il regolamento n. 2 che, essendo datato, ha anche necessità di essere rivisto per tutte le attività di ristorazione oggi in essere e, se necessario, rivedendo anche la legge regionale n. 1. Questo è quanto ho già detto prima: tutela della sanità pubblica e anche degli operatori del settore del commercio e di somministrazione, per garantire delle leali forme di commercio e di somministrazione alimenti.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Morelli; ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Per esprimere il sostegno del nostro gruppo, che peraltro ha firmato questa risoluzione, sostegno che mi pare scontato, dal momento che la questione è stata sollevata da una nostra interrogazione di stamattina. Ho apprezzato la discrezione e il pudore del collega Restano nell'omettere il nome di chi ha sollevato il problema...ci sta, ma io invece riconosco al collega Restano il merito di essere passato immediatamente ai fatti proponendo una risoluzione che naturalmente ci vede favorevoli, perché riprende concetti che nella nostra interrogazione avevamo ugualmente espresso.
Ci si limita in questo caso al fenomeno dell'home restaurant, ma esiste anche il fenomeno della ricettività nelle case private, su cui, d'accordo con i rappresentanti di categoria, bisognerà fare un ragionamento analogo. Nella nostra premessa noi abbiamo detto a chiare lettere che consideriamo positivamente lo sviluppo di attività di ricezione e di ristorazione alternative e innovative, a patto che siano però svolte secondo le regole, e quindi ben venga questo impegno nei confronti dell'Assessore a presentare in V Commissione eventuali modifiche alla legislazione regionale vigente e ad aprire successivamente un ragionamento su tutto quanto concerne queste nuove pratiche in ambito turistico. Il nostro appezzamento sicuramente c'è nei confronti di questa risoluzione, così come il nostro voto positivo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Anch'io per associarmi alla risoluzione, quindi per dichiarare il mio voto favorevole.
La social economy che è esplosa in questi ultimi anni ha toccato tanti settori: quello dei trasporti, quello della ristorazione come quello della finanza; in alcuni settori c'è già stata una regolamentazione, in altri non c'è. Io credo che delle regole vadano messe e devono essere giuste, corrette, perché non è corretto secondo me dare dei vantaggi all'uno a scapito di altri. Cercheremo di farlo in commissione, quindi questa è una cosa che apprezzo moltissimo, perché dovrebbero essere fatte delle regole corrette, non - magari come avvenuto in altri momenti - a danno di qualcuno e a vantaggio di qualcun altro, sempre nell'ambito dello stesso settore.
Esprimo già un mio contributo per questa cosa, per quanto mi sarà possibile, perché ritengo che se noi come Valle d'Aosta riusciamo a fare una cosa del genere sarebbe un'altra medaglia da apporre sul petto della nostra Regione, che si porrebbe sicuramente all'avanguardia rispetto al panorama nazionale riguardo all'home restaurant. Anche quello che diceva la collega Morelli è importante, perché ci sono altri settori che secondo me andrebbero normati.
Un plauso per l'iniziativa, iniziativa che credo andrebbe ripetuta anche in altri momenti... si vede che con 28 forse le cose possono cambiare.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz; ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Anch'io accolgo con piacere questa risoluzione. Ringrazio il collega Restano, ma anche i colleghi di ALPE che hanno evidenziato questa problematica questa mattina.
Io ho qualche dubbio legato alla non conoscenza specifica di questa materia, materia complessa di cui mi ero interessato in maniera non tanto approfondita qualche tempo fa, più per interesse personale e per curiosità, materia proprio legata a queste forme di economia condivisa che richiamava il collega Cognetta, credo si chiami sharing economy o una formula di questo genere. È una materia che ha delle complessità che sicuramente vanno al di là degli aspetti di cui il Consiglio regionale o le commissioni deputate possono comunque approfondire al di là di questi aspetti. Però penso che ci sia una positività nell'approfondire un tema come questo, tema che oggi a livello nazionale innesca dei dibattiti, perché queste nuove forme di economia condivisa, che non sono forme di economia in competizione rispetto alle tradizionali attività di ristorazione o alle altre tradizionali attività per esempio ricettive, sono comunque attività che in qualche modo possono integrare per esempio dei piccoli redditi, possono aiutare contesti familiari e piccoli contesti economici, quindi io credo che sia utile quanto meno approfondire.
Il collega Restano ha richiamato un parere negativo del Ministero dello sviluppo economico. Oggi come oggi, da quello che mi risulta, a parte quattro o cinque proposte di legge che sono state presentate dal Movimento Cinque Stelle, dal PD, dal PdL - quindi è molto trasversale l'argomento in Parlamento - questa rimane l'unica indicazione ed è un'indicazione molto rigida relativa al fatto che questo tipo di attività richiedono comunque un iter autorizzativo, una formazione, una comunicazione preventiva e via dicendo. Richiamando questo, lo stesso Ministero dice che, al di là degli aspetti puramente legati alla salute pubblica, all'autorizzazione, ci sono poi questioni legate tanto alla fiscalità quanto al problema della tracciabilità digitale, perché il sistema di prenotazione avviene tramite email, tramite social: è una questione abbastanza grande.
Personalmente parteciperò ai lavori perché ho un interesse molto personale, sperando di poter dare un contributo e sperando davvero che la Regione riesca comunque a dare il proprio contributo per risolvere un problema che oramai sta assumendo anche una dimensione piuttosto consistente. Noi voteremo quindi a favore di questa risoluzione.
Presidente - Non ci sono altri interventi, chiudo la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz; ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Come ho avuto modo di dire questa mattina, questa iniziativa non è coerente con nessuna norma approvata oggi in vigore, quindi vuol dire che queste attività si pongono al di fuori di ogni attività lecita. Questo è quello che mi dicono gli uffici, quindi effettivamente manca una norma specifica, ma non è che non ci sono delle norme: oggi, paradossalmente - come ha correttamente citato la collega Morelli - le norme sostanzialmente sono identiche a quelle dei ristoranti, quindi bisognerebbe aprire una SCIA, bisognerebbe fare tutta una serie di attività.
Io invito alla massima cautela, perché non c'è nessuna copertura, nessuna garanzia - così come ha avuto modo di esprimere la collega Morelli - per coloro che fanno un'attività alberghiera impropria. Noi abbiamo avuto questo caso eclatante a Saint-Vincent in cui degli alloggi erano utilizzati per un'attività di ospitalità pseudo-alberghiera e quindi c'è stata una sanzione della Guardia di finanza. Per cui, qualora vi sia un'evidenza di queste attività, oggi in teoria tutti gli organi di controllo hanno la possibilità d'intervenire, perché c'è il pagamento di un corrispettivo, c'è un'attività che rischierebbe di essere di ristorazione abusiva. Rispetto a questo il lavoro che possiamo fare è sicuramente interessante, andremo a prendere tutte le esperienze che ci sono in modo tale da creare dei riferimenti. Sono però prioritari alcuni principi fondamentali e questa attività deve essere assolutamente regolamentata.
Presidente - Non ci sono richieste per dichiarazione di voto, possiamo passare alla votazione.
Dichiaro aperta la votazione.
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Con questo riscontro possiamo chiudere i lavori di questa giornata e del Consiglio regionale.
L'adunanza termina alle ore 18:36.
