Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2102 del 12 maggio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2102/XIV - Interpellanza: "Piano di assunzione in materia di formazione professionale".

Viérin M. (Presidente) - Comunico l'assenza dell'assessore Perron per motivi istituzionali e riprendiamo i lavori di con le tre iniziative ispettive rinviate ieri. Punto n. 27 all'ordine del giorno. La parola alla consigliera Certan.

Certan (ALPE) - La nostra interpellanza sugli adeguamenti, tema à la une di cui si sta parlando in relazione alla formazione professionale, è per avere delle spiegazioni, ma nello stesso tempo anche per essere propositivi, visto che mi sembra una questione ancora da trattare e che lei sta sviluppando. La formazione professionale è un tema molto attuale, soprattutto in questo momento in cui c'è una riflessione in atto riguardo alla citoyenneté. Lei lo sa, Assessore, perché è un percorso che abbiamo fatto insieme, che tipo di cittadini vogliamo formare e quale genere di percorso professionale si vuole mettere in campo per i futuri cittadini, anche in vista dell'occupazione che c'è in questo momento e dei settori occupazionali che stanno chiedendo giovani formati, ma che siano stati anche abituati a lavorare o comunque a fare un percorso di formazione professionale.

Lei è venuto in Commissione, abbiamo avuto un confronto e lei ci ha portato a conoscenza di quanto sta facendo per andare a ultimare il quadro della formazione professionale, che sappiamo non essere completo in Valle d'Aosta, perché manca tutto un percorso che non è mai stato fatto. Crediamo che questo percorso sia estremamente interessante e, a nostro avviso, utile alla Valle d'Aosta.

Andiamo alle domande puntuali. C'è tutto il dibattito - abbiamo preso visione delle bozze e di quello che è stato prodotto - sulle adaptations e sull'adeguamento alla "buona scuola", che tra le altre cose dà un amplissimo spazio all'alternanza scuola/lavoro, alla formazione professionale e a tutte le sue sfaccettature. Vorremmo sapere se gli obiettivi e i contenuti di questo documento sono stati visionati e adeguatamente presi in considerazione dagli insegnanti della scuola secondaria e in particolare delle scuole professionali. È un settore molto particolare e, a mio avviso, deve essere preso in carico dagli insegnanti che operano già o che comunque hanno esperienza nella formazione professionale. Questa è la prima domanda, per capire se si sta chiudendo un percorso sulle adaptations, anche riguardo alla formazione professionale.

Il secondo punto è più specifico e concerne la competenza primaria che noi abbiamo come Valle d'Aosta sull'istruzione professionale. Volevamo capire se, in merito al percorso per il completamento della formazione e dell'istruzione professionale in Valle d'Aosta, lei ha in mente un piano di assunzioni particolari, perché crediamo che sia possibile farlo. Ci rendiamo conto che sono dei percorsi che vanno costruiti pian piano, visto che non c'erano o che comunque non erano completi, però volevamo capire se ha previsto o pensa di prevedere per i prossimi anni dei piani di assunzione specificatamente per la formazione professionale.

Presidente - La parola all'assessore Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Ringrazio la collega per aver portato all'attenzione dell'aula questa interpellanza che ci permette, in qualche modo, di far capire che anche il Consiglio regionale attribuisce pari dignità alla formazione professionale. L'interpellanza pone dei temi che sono naturalmente di grande attenzione da parte dell'Assessorato all'istruzione, che sta portando avanti una delicatissima riforma e gli adattamenti alla nostra specifica realtà autonoma, all'interno del mondo dell'istruzione e della formazione professionale. Come avevo detto già in altre occasioni, si è costituito un gruppo di lavoro già da febbraio dell'anno scorso, che lavora di concerto tra l'Assessorato all'istruzione e cultura e l'Assessorato alle attività produttive, per la parte che segue la formazione professionale. Quindi c'è una equipe polivalente che segue gli sviluppi di quest'attività.

Per andare nel merito delle sue domande, molto puntuali e che meritano grande attenzione, naturalmente non si potrà prescindere dal percorso delle adaptations, che sappiamo essere molto complesso e che deve aprirsi al confronto con una pluralità di soggetti, avendo anche dei riscontri, rispetto ai lavori che i gruppi stanno facendo, dalle istituzioni scolastiche e da tutto il mondo della scuola. L'istruzione e la formazione professionale dovranno in qualche modo partire dai risultati dell'impostazione nuova che verrà data alla scuola media, che avrà un cambiamento organizzativo molto importante con ovvie ricadute anche sul modello di adaptations, e raccordarsi con quelle che saranno le adaptations nell'istruzione secondaria di secondo grado.

Cercherò in modo estremamente sintetico di rappresentarle, quale sia la riflessione in atto da parte nostra, rispetto al recepimento e alla costruzione di un percorso specifico di adaptations per l'istruzione e la formazione professionale. La prima cosa che va considerata è che noi stiamo facendo uno sforzo importante per introdurre il sistema duale, con un forte posizionamento delle ore nelle attività di laboratorio e anche di quelle in azienda, nel laboratorio artigianale o nell'attività commerciale. Questo ci fa dire che dovremo per forza pensare delle adaptations estremamente particolari e adattate a questa realtà, tenendo conto dello sforzo che si farà negli altri settori. Perché è ovvio che, a seconda degli impegni che verranno presi nell'istruzione secondaria o dell'attività nella scuola media, non è che, dopo che si sarà sviluppata un'attività, poi chi andrà nell'istruzione e formazione professionale quell'attività la perderà. Quindi dovremo avere il riscontro di quanto sarà fatto nella scuola media, per poter dire come potremo dare continuità a questo percorso, sapendo anche che abbiamo iniziato un difficile cammino di riposizionamento culturale di questo modello, perché l'istruzione cosiddetta duale in Italia non esiste e non c'è culturalmente in tutti i soggetti che dovranno fare questo percorso. Come ho più volte detto, se sulla carta abbiamo fatto una rivoluzione in Valle d'Aosta, affinché questa rivoluzione non finisca in un "bagno di sangue", bisognerà fare dei percorsi dolci e sarà necessario che culturalmente le persone siano preparate a questo salto di qualità.

Lei ha introdotto anche un tema, che non è parte di questa interpellanza, sostenendo che tutte le volte che diciamo di fare più attività o più laboratori, dobbiamo stare attenti alla cittadinanza. Certo che sì! Ma la cittadinanza non si traduce in ore di italiano, in ore di francese, in ore di matematica. Si traduce nel fatto che prima bisogna assumere il concetto di lavoro nella sua valenza culturale. Se chi svolge queste attività all'interno di questi percorsi, che sono di scuola attraverso la formazione, non ha questo approccio, è chiaro che diventa tutto più difficile. Tra l'altro, un interessante incontro sulla cittadinanza europea fatto alla scuola dell'Ipla - presenti il Presidente della Regione e l'assessore Marguerettaz - è stato anche l'occasione per ribadire che oggi il concetto di cittadinanza si allarga: non ci basta più Dante, perché abbiamo bisogno di Shakespeare, di Goethe, di Cervantes, per non parlare per noi valdostani di Molière e di Victor Hugo.

Come fare tutto questo, come portare questa cosa all'interno di uno spazio, dove tecnicamente le ore tradizionali sono più ridotte? È uno sforzo non indifferente in cui il ruolo del francese, e anche dell'inglese, diventa importante, perché la sollecitazione che arriva adesso dal mondo del lavoro è di far studiare l'inglese, anche a chi fa il tecnico all'interno di un'industria siderurgica o metalmeccanica. Oppure, la conoscenza del francese di qualità nel settore turistico è richiestissima ed è evidente che, anche nel settore per esempio dell'acconciatura o dell'estetica, parlare più lingue diventa fondamentale. Ma questo dobbiamo farlo senza trasformare tutta la scuola valdostana in un liceo linguistico. È una sfida non indifferente e molto complessa. Quello che le posso dire è che non siamo certamente vicini a un traguardo, ma che c'è un'importante riflessione in stretto coordinamento con l'Assessorato all'istruzione e cultura.

Per quanto riguarda il cosiddetto piano di assunzioni, ribadisco il concetto: riforma radicale, rivoluzionaria, però a piccoli passi. Non è che abbiamo un vero e proprio piano di assunzioni, perché stiamo facendo dei piccoli passi. Il bando che ci sarà per il prossimo autunno riguarda per il momento soltanto l'area del benessere, quindi, rispetto agli orari di insegnamento che verranno messi a disposizione, sostanzialmente non ci sarà una grossa crescita oraria, perché già prima c'erano i biennali e, andando a inserire il duale, non è che noi abbiamo al primo anno già una crescita esponenziale. Crescono alcune ore di attività in questo settore che, per quanto riguarda la parte dell'istruzione pubblica, sono gestite all'interno del piano regionale e quindi sono già state previste all'interno dell'organico delle istituzioni di istruzione di secondo grado, pertanto quelli sono già ricompresi nell'organico che è stato deliberato dall'Amministrazione. Per quanto riguarda questa parte, siamo a delle modifiche non sostanziali, per cui sarei prudente a parlare oggi di un piano di assunzione. Abbiamo delle disponibilità orarie in più, ma non possiamo annunciare piani di assunzione, perché sarebbe creare delle false aspettative, in un percorso di assestamento di questo sistema che è ancora complesso.

Presidente - La parola alla consigliera Certan.

Certan (ALPE) - Grazie Assessore. Credo che il percorso da lei delineato sia estremamente interessante. Un paio di riflessioni. Sicuramente in Valle d'Aosta la formazione professionale poteva essere fatta in un modo diverso ed essere anche molto più competitiva. Il tasso di abbandono e di dispersione scolastica in Valle d'Aosta è alto e credo che debba essere tenuto in considerazione. Probabilmente è stato messo in piedi un sistema di formazione che non rispondeva a tutte le esigenze che forse il territorio e anche gli studenti si aspettavano, perché per la dispersione e l'abbandono scolastico ci sono tutta una serie di motivazioni, anche sociali e di tutt'altro tipo che non vado adesso a trattare, ma sappiamo che è un fenomeno non unicamente legato al percorso che la scuola valdostana offre. Riteniamo tuttavia che nella scuola professionale la Valle d'Aosta avrebbe potuto fare molto di più, pur avendo delle eccellenze, e lo sottolineo.

Quello che lei dice riguardo al sistema duale e all'alternanza è vero e l'enjeu è tutto lì. Si tratta di fare formazione, di creare dei cittadini consapevoli, formati, istruiti, ma con un sistema scolastico che risponda alle proprie caratteristiche e alle proprie esigenze, cioè di avere a fianco anche tutto un percorso molto più concreto e pratico nel lavoro. Questo è proprio quello che forse è mancato nell'istituzione di grandi licei, che poi si sono rivelati o dei doppioni o un fallimento, perché di fatto parliamo di questo. Invece, probabilmente c'era bisogno di un percorso formativo molto più concreto e più legato all'alternanza scuola/lavoro.

Sottolineo, ma non lo esplicito qui, che c'è una leggera differenza fra il sistema duale e quello di alternanza scuola/lavoro, legato alle attività che fanno con le imprese. Secondo me, entrambi sono percorribili in Valle d'Aosta e possono uno sostenere l'altro. Quando lei parla di differenza oraria tra lavoro frontale e lavoro in azienda o lavoro pratico, lavoro concreto, lavoro sperimentale, credo che sia davvero questo il percorso da continuare a fare. In qualche modo alcuni dei nostri istituti già lo fanno e l'Institut Agricole in parte ce l'ha. Il problema è che poi non è stato fatto tutto il percorso, per tutta una serie di motivazioni anche valide.

Sono d'accordo con lei che bisognerà mettere in piedi un sistema duale con anche Molière, Hugo e Shakespeare fra i protagonisti. Erano autori molto pratici ed erano molto concreti nei loro scritti, quindi io credo che non sarà difficile inserirli. È una questione di metodo ed è per questo che oggi abbiamo insistito come gruppo Alpe sul problema, perché siamo a un momento cruciale delle adaptations. Credo che non si tratti solo di come inserire il plurilinguismo o come riuscire a coordinare meglio tutto il discorso linguistico che ci caratterizza, ma anche di scegliere un metodo. Tutto il dibattito che c'è all'interno dei collegi docenti, non solo delle istituzioni dell'istruzione primaria o secondaria di primo grado, è proprio su questo, su chi e con che metodo insegnerà. A livello teorico si può scrivere qualsiasi cosa, però bisognerà poi fare in modo che quello che si scrive, sia praticabile, sia efficace e sia efficiente per la nostra regione; non basta scriverlo. Condivido con lei che quindi il discorso linguistico dovrà essere estremamente legato all'aspetto metodologico e sicuramente tenere conto delle caratteristiche della Valle d'Aosta. Lei ha parlato del turismo, ma penso a tutto il sistema ancora legato all'agricoltura, piuttosto che alle discipline di montagna.

Sul piano assunzioni lei è stato molto cauto, ma sappiamo che lei è capace di essere anche ardito e coraggioso, per cui le chiediamo di percorrere con un po' più di coraggio questo percorso. A mio avviso, lì c'è uno spazio per andare a sopperire, laddove non è possibile in questo momento assumere altri insegnanti.