Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2080 del 11 maggio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2080/XIV - Interpellanza: "Adozione di misure a tutela degli allevamenti minacciati dalla presenza del lupo".

Viérin M. (Presidente) - Il punto n. 29 è rinviato in attesa del Presidente della Regione, mentre il punto 30 è rinviato per l'assenza momentanea del Consigliere Bertin. Punto n. 31 dell'ordine del giorno. La parola al collega Nogara.

Nogara (UVP) - Torniamo di nuovo su un altro tema, che era stato trattato poco tempo fa qui in aula. Quando abbiamo trattato questo tema in uno degli ultimi Consigli, avevamo chiesto anche in seguito a quanto era stato organizzato dall'Assessorato in una serata a Verrès sulla presenza del lupo in Valle d'Aosta...erano stati forniti dei dati, c'erano state delle contestazioni anche in quella sede, perché al momento della presentazione di quella conferenza sul lupo diversi allevatori avevano posto delle problematiche importantissime. Noi, in base a tutti questi dati, a queste documentazioni, ci siamo informati e sono venuti a galla dei dati che non erano proprio quelli che erano stati detti. In Consiglio, Assessore, lei aveva quantificato in circa 8 esemplari la presenza del lupo in Valle d'Aosta e, da quanto è a nostra conoscenza, invece questi lupi non sono 8, ma sono senz'altro più di 20 e sono sparsi un po' in tutta la Valle. Abbiamo avuto le prime indicazioni della presenza del lupo proprio in avvistamenti precisi che sono stati fatti. Sono stati fatti degli avvistamenti precisi ad altitudini molto basse come nella zona di Saint-Marcel e di Brissogne, nella zona della collina di Nus, a Torgnon, a Champorcher, nel Parco del Gran Paradiso, nella Valle del Gran San Bernardo, si è visto anche qualcosa nella Valdigne e alla fine, facendo il conto degli avvistamenti, si arriva proprio ai numeri che ho detto.

Qui siamo di nuovo daccapo, nel senso che abbiamo il cinghiale, il cervo, il capriolo e adesso abbiamo anche il lupo. Tanti allevatori mi dicono che noi proteggiamo tutto, tranne i loro animali che dovrebbero essere protetti. Tutti gli allevatori di ovicaprini in questo momento pensano che da quest'anno in poi, se le cose rimangono come sembra che rimangano, non si potrà più mettere dentro nei recinti sia capre che pecore, perché nel giro di poco tempo tutte queste capre e queste pecore farebbero una brutta fine e qui io mi riferisco anche a quello che sta succedendo in Valchiusella, che è proprio dietro di noi. Lì sta avvenendo quello che avverrà qui fra poco tempo: non riescono più a tenere né capre, né pecore chiuse nei recinti, perché ci sono delle vere mattanze. Io le voglio segnalare quest'articolo che è stato pubblicato sulla Sentinella mi sembra della scorsa settimana, dove mettono tutti i numeri delle capre, dei camosci, dei cervi che sono stati uccisi da questi predatori, dai lupi. Già la grossa crisi che abbiamo in questo momento nel mondo agricolo, soprattutto nel mondo dell'allevamento, se ci aggiungiamo anche il lupo, io non so come la metteremo, perché qui i danni non vengono solo fatti agli allevamenti ovicaprini, ma anche ai bovini. Lei sa benissimo, Assessore, che d'estate vengono fatti tantissimi parchi dove soprattutto i manzi vengono lasciati incustoditi, soprattutto di notte, ma perché si poteva fare e si è sempre fatto, d'ora in poi penso che non si possa più fare. È già successo non molti anni fa ad un allevatore della zona che 34 bovini non si sono suicidati molto probabilmente, ma si parlava proprio di lupi che li avevano fatti scappare dal recinto e questi, spaventati, sono caduti in un dirupo uno dopo l'altro e sono tutti morti.

Alla luce di questa situazione, mi verrebbe da chiedere cosa facciamo noi come Amministrazione. Io sono andato a riprendermi il bilancio, che adesso ho messo via, perché era con i cinghiali, ma lo conosco a memoria e per i danni che provocano i selvatici sugli allevamenti zootecnici c'è zero, contributi non se ne danno più. Proprio in occasione della conferenza sul lupo c'erano degli allevatori che dicevano che sono tre anni che dovevano prendere i contributi per i recinti, poi si era parlato dei cani da mettere all'interno di questi allevamenti dove ci sono capre o pecore, tutte queste cose. Io mi chiedo: anche qui facciamo come il cinghiale, anche qui facciamo come tutte le altre cose, si snocciolano un po' di numeri e si dice: "stiamo cercando di fare il possibile, siamo tutti impegnati al massimo"...e arrangiatevi praticamente. Probabilmente, se ci troveremo in quest'aula qui fra un anno o due, ci troveremo a dire: "i danni provocati dal lupo sono ingentissimi" e lei mi citerà di nuovo tutti i dati, qui c'è da fare qualcosa. In Trentino hanno cominciato a sparare, in Francia hanno cominciato a sparare. Io non voglio essere drastico in queste cose qua, ma sono duemila anni che l'uomo combatte contro i lupi. Se abbiamo un numero esiguo di lupi, ci stanno anche gli ambientalisti e andrà tutto bene con loro, però noi non possiamo permetterci in una regione di allevamento in crisi come la nostra che, oltre a tutte le problematiche che ci sono, si aggiunga quella del lupo. Io spero che nella sua risposta qualche soluzione ce la possa dare, perché effettivamente il problema non è da sottovalutare.

Presidente - La parola all'Assessore Testolin.

Testolin (UV) - En réponse à la question de l'interpellation: "quali sono le iniziative che si intendono intraprendere per tutelare i conduttori di aziende di allevamento minacciate dalla presenza di lupi sul territorio regionale", la présence du loup sur le territoire régional et les possibles dommages qu'il peut provoquer au secteur de l'élevage sont naturellement source d'inquiétude au fur et à mesure que le nombre d'exemplaires signalés augmente. D'après les données de surveillance contenues dans le rapport du Corps forestier de la Vallée d'Aoste et de la Structure régionale Flore, Faune, Chasse et Pêche du 9 mars dernier, on compte au minimum deux meutes de loups, chacune composée par trois ou par quatre exemplaires, l'une à l'adret et l'autre à l'envers de la zone moyenne et de la Basse Vallée. Le rapport estime, en outre, la présence de quelques exemplaires solitaires dans les zones de la Haute Vallée, comme vous venez de dire, probablement il s'agit de jeunes à la recherche d'un territoire où s'installer. Pendant les derniers deux mois le nombre d'exemplaires signalés est augmenté par rapport au passé, bien que pour la plupart des cas il s'agisse d'observations multiples des mêmes animaux ou encore de chiens confondus avec des loups. Il y a toutefois la possibilité qu'en Haute Vallée aussi puisse subsister une présence en permanence de loups, probablement trois ou quatre animaux, voire deux couples.

Cette situation impose aux éleveurs, avec le retour de la belle saison et donc de la sortie des troupeaux, la nécessité d'adopter toutes les mesures possibles pour diminuer le risque d'agression, en premier lieu de pratiquer une conduite et une garde appropriées et efficaces. Cette bonne pratique d'élevage met le patrimoine zootechnique à l'abri non seulement du loup, mais aussi des attaques de la part de groupes de chiens sans surveillance et de la perte accidentelle du bétail.

Pour ce qui est des mesures de compensation du dommage provoqué par le phénomène de prédation, je précise qu'elles sont toujours en vigueur selon la loi n° 17 du 2010 et de ses délibérations d'application et on cherchera évidemment de poser le maximum de l'attention du point de vue financier pour les soutenir. On est, en outre, en train de travailler sur l'efficacité des certaines techniques de prévention et sur l'éventuelle révision de ladite loi.

À niveau national, ce que vous souhaitez, le nouveau plan national de gestion du loup a été récemment mis à point et il sera approuvé officiellement dans les mois à venir. Ce nouveau plan comporte des innovations importantes y compris la possibilité d'abattre des individus "pour prévenir des sérieux dégâts aux moissons, au bétail et aux animaux domestiques, aux forêts, à la pêche, aux eaux et à d'autres propriétés, ou bien pour des raisons de santé et de sécurité publique ou pour d'autres raisons d'intérêt général y compris celles à caractère social, économique et environnemental". Cette possibilité sera évidemment de toute façon soumise à l'approbation du Ministère compétent et à la suite de la présentation d'un rapport détaillé. Cela pour dire que j'ai eu l'occasion de me confronter même avec des éleveurs d'autres régions, voire du Piémont, qui ont souligné l'importance et la nécessité de ce type de mesures plutôt que des mesures de prévention qui se sont démontrées parfois inutiles et ils souhaitent, eux aussi, qu'on puisse aller dans cette direction, comme indiqué par la loi nationale elle-même.

Presidente - La parola al Consigliere Nogara.

Nogara (UVP) - Praticamente ve ne lavate le mani, nel senso che gli allevatori devono fare in modo di tutelarsi, non possono più lasciare le bestie fuori come facevano, probabilmente, per fare una cosa così, bisognerà prendere del personale e, visto che i nostri agricoltori navigano già in buone acque, lo faranno senz'altro. Prenderanno personale, metteranno cani, metteranno tutto affinché il lupo possa vivere tranquillamente e possa sbranare quello che vuole. Tra l'altro, una grossa contestazione era stata fatta perché, per lo studio del lupo, dei suoi spostamenti, la sua genealogia, dalla Comunità europea mi pare che abbiano stanziato una decina di milioni di euro, quindi per lo studio del lupo si mettono 10 milioni di euro, per far massacrare magari ovini e caprini non si mette niente e per i bovini ancora peggio. Questa è la situazione.

Lei mi dice che ha parlato con gli allevatori, degli allevatori di ovini, di bovini e caprini con cui ho parlato non ce n'è uno che abbia detto: "sì, dobbiamo fare così perché bisogna...", sono tutti disperati. Se questa è la linea che anche noi vogliamo adottare, va bene. Non so cos'altro aggiungere.