Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2079 del 11 maggio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2079/XIV - Interpellanza: "Eventuale approvazione da parte del Consiglio regionale delle modifiche al piano di bacino di traffico".

Viérin M. (Presidente) - Il punto n. 27 è rinviato a domani per l'assenza dell'Assessore Donzel. Punto n. 28 dell'ordine del giorno. La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Con quest'interpellanza faccio riferimento alle tre delibere di Giunta n. 1944, n. 1945, n. 1946 del 23 dicembre dello scorso anno, relative all'approvazione dei programmi di esercizio per il periodo 2016 riferiti al trasporto pubblico locale. Ho dato uno sguardo abbastanza approfondito alle tre delibere e ho chiesto diversa documentazione all'Assessorato competente. Tra le varie cose che saltano agli occhi c'è la questione a cui faccio riferimento all'interno dell'interpellanza: i contributi che sono stati presi dalle diverse aziende per l'acquisto dei mezzi di trasporto pubblico locale, cioè degli autobus. Sono stati dati circa 7,8 milioni di euro dal 2009 al 2015 per rinnovare il parco autobus, quindi, sulla base di questo elemento e rispetto al fatto che la delibera allunga di molto l'anzianità degli autobus, ho fatto una serie di domande nell'interpellanza. In sostanza, chiedo se c'è stato e qual è stato il controllo rispetto ai fondi erogati e infine, visto il profondo cambiamento che c'è all'interno del piano del bacino del traffico con le delibere che sono state approvate, se tali variazioni hanno necessità di passare - secondo me, sì - attraverso l'approvazione del Consiglio.

Presidente - La parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Rispetto alle prime due domande, in passato il finanziamento pubblico per l'acquisto di autobus ha avuto luogo sia con risorse regionali che statali. Per quanto riguarda le risorse regionali, ciò è avvenuto per la maggior parte dei casi ai sensi della legge n. 15 del 9 maggio 1995: "Interventi regionali per investimenti nel settore del trasporto pubblico collettivo di persone", anche se esiste ugualmente un'altra legge regionale, la n. 11 del 27 maggio: "Interventi finanziari per incentivare le amministrazioni pubbliche a dotarsi di automezzi non inquinanti". In base alle procedure previste dalla citata legge n. 15/1995, la domanda per ottenere i contributi deve essere presentata alla struttura regionale competente in materia di trasporti entro il 31 gennaio di ogni anno. Le domande indicano i mezzi che si intendono sostituire e quelli che si intendono acquistare, unitamente al preventivo di costo. La Giunta regionale determina le spese di investimento ammissibili al finanziamento, previa istruttoria delle domande di contributo, con particolare riferimento ai seguenti criteri: precedenza alla sostituzione dei beni obsoleti e funzionalità dei beni in rapporto al servizio a cui sono destinati. La liquidazione avviene con provvedimento dirigenziale, su presentazione delle fatture debitamente quietanzate, delle carte di circolazione e dei certificati di proprietà. In genere al momento della liquidazione l'autobus oggetto della richiesta di contribuzione ha già ottenuto l'autorizzazione all'immissione nel parco rotabile regionale da parte dei competenti uffici. In base alla norma di cui sopra, risalente alla metà degli anni Novanta, quindi l'acquisto dei mezzi avviene da parte delle aziende che svolgono i servizi di trasporto e non da parte degli uffici competenti e non sono indicate particolari modalità di acquisto. Inoltre non trova applicazione il Codice dei contratti pubblici allora vigente per queste forniture, in quanto i beneficiari dei contributi non si configurano come soggetti che operano in virtù di diritti speciali o esclusivi, ma sono gli aggiudicatari di un appalto di servizio.

Per quanto riguarda i fondi statali, nell'anno 2013 le società concessionarie hanno beneficiato di un contributo di circa 681 mila, ai sensi del decreto ministeriale n. 735/2011, che prevede l'effettuazione di procedure concorsuali per l'acquisizione dei mezzi, quindi due sono le procedure e, rispetto alle prime due domande, è implicito che gli uffici non hanno provveduto a fare nessun tipo di acquisto.

Terza domanda: "quali sono i documenti che attestano e certificano che sono state seguite le procedure corrette per l'acquisto". Per quanto riguarda le norme regionali di cui sopra, i documenti richiesti sono le fatture quietanzate, le carte di circolazione e i certificati di proprietà. Per quanto riguarda i contributi statali, l'ufficio competente ha trasmesso al Ministero la seguente documentazione: protocollo d'intesa tra Regione e società concessionaria, provvedimento dirigenziale, pubblicazione di gara, lettera della società concessionaria di conferma d'ordine della fornitura, copie conformi delle fatture d'acquisto, copie conformi delle carte di circolazione, copie conformi dei certificati di proprietà, certificato di collaudo del Dirigente del Dipartimento dei trasporti, copia conforme del mandato di pagamento, copia conforme della quietanza di pagamento.

Quarto quesito: "se è intenzione dell'Assessore competente portare all'approvazione del Consiglio regionale i cambiamenti del piano di bacino di traffico...", e vengono citate le tre delibere. Le citate deliberazioni e i susseguenti provvedimenti dirigenziali sono andati a modificare i rapporti contrattuali in essere con le aziende di trasporto nell'ambito di una più complessiva opera di contenimento della spesa pubblica prevista da specifiche disposizioni di legge in base a quanto previsto dall'articolo 8, comma 8, del decreto-legge n. 66/2014. Al contrario il piano di bacino di traffico si configura come lo strumento strategico di programmazione del sistema dei trasporti pubblici regionali e coinvolge anche altri settori quali la ferrovia, l'aeroporto e gli impianti a fune. Si tratta quindi di due livelli concettuali diversi: il piano contiene gli indirizzi, le linee guida per disegnare la rete del trasporto su gomma; con i contratti si dà attuazione nel modo migliore possibile, compatibilmente con i vincoli previsti dalle leggi di bilancio, a quanto previsto dal piano. Infatti i principi cardine del piano continuano a valere con la distinzione tra servizi minimi, indirizzati alla generalità delle utenze e servizi integrativi indirizzati a specifiche tipologie di utenti come gli studenti, i lavoratori o i turisti, organizzati come segue sulla base di percorrenze chilometriche stimate: servizi di lunga percorrenza sul Fondovalle in relazione all'Aosta/Courmayeur, Aosta/Pont-Saint-Martin, servizi extraurbani di vallata, di adduzione delle vallate laterali e Fondovalle, in appuntamento con le linee di lunga percorrenza o la ferrovia, servizi sub-urbani per le aree più densamente abitate con spostamenti di breve e medio raggio e di adduzione per le linee portanti, servizi urbani caratterizzati da spostamenti frequenti su percorsi brevi. È proprio a questo livello strategico che verosimilmente nel prossimo futuro dovranno concretizzarsi eventuali modifiche al piano, come, ad esempio, un ripensamento dei rispettivi ruoli di ferro e gomma, ora che è avvenuto il trasferimento delle competenze in materia di trasporto ferroviario - ne abbiamo parlato in questo Consiglio - e che nuovi scenari si prospettano per un migliore servizio di trasporto integrato alla luce dei recenti sviluppi relativi all'ingresso nel panorama valdostano di un importante operatore internazionale.

Presidente - La parola al Consigliere Cognetta.

Cognetta (M5S) - Dalla sua risposta appare chiaro che mentre un contributo statale di 681 mila euro dato nel 2013 ha portato con sé tutta una serie di documentazione e di bandi di gara, per quanto riguarda i 7,2 milioni di euro che restano, invece bastava una fattura quietanzata e già questo fa abbastanza riflettere su come distribuiamo i soldi pubblici.

L'altra cosa su cui invece dobbiamo riflettere è sul fatto che lei fa tre delibere in cui spende 25 milioni di euro a contratto, in aggiunta a quelli già spesi e tutto questo può passare allegramente facendo finta che sia un'altra cosa. Lei dice che non c'è bisogno del passaggio in Consiglio, io credo invece che ci sarebbe stata una grossa discussione, perché probabilmente andava fatta una gara per un unico bacino e non continuare ad essere diviso per tre. C'è anche giurisprudenza rispetto all'articolo 1467 del Codice civile in tal senso, ma d'altronde ci sarebbero da fare tutta una serie di considerazioni, quali, ad esempio, il costo del petrolio, che è sceso parecchio da quando è stata fatta la gara ad oggi, questa e tutta una serie di altre considerazioni che non sono state fatte...e si è cercato semplicemente di far passare che fossero un vantaggio per la Regione queste tre delibere. In realtà, siccome il diavolo sta nei particolari, è esattamente il contrario: il vantaggio lo hanno avuto le aziende. Noi abbiamo avuto solo una spesa superiore, che peraltro si estrinseca con un regalo rispetto agli anni di anzianità dei mezzi, che sono passati da 6 a 15 e questo ha permesso a chi doveva fare il proprio business di farlo in maniera ottimale.

Su quest'argomento ritornerò perché ho tutta un'altra serie di documentazione, quindi nel prossimo futuro, Assessore Marguerettaz, ne parleremo in maniera più approfondita e più specifica.