Oggetto del Consiglio n. 2081 del 11 maggio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2081/XIV - Interpellanza: "Verifica dello stato di conservazione e la destinazione della collezione di materiale ferroviario "Righetti"".
Viérin M. (Président) - Point n° 30 de l'ordre du jour. La parole au collègue Bertin.
Bertin (ALPE) - Questa è una vicenda che risale a parecchio tempo fa, alla fine degli anni Novanta l'Amministrazione regionale acquistò per un valore di circa 50 milioni di vecchie lire una collezione appartenente al Signor Righetti di Grosseto. Questa collezione è particolarmente interessante perché contiene molti elementi provenienti dalla tratta ferroviaria valdostana sia di fine Ottocento che di inizio Novecento, ricostruisce l'epoca dell'arrivo della ferrovia in Valle d'Aosta. Un avvenimento, quello dell'arrivo della ferrovia, che ha segnato notevolmente la nostra regione e che ha rappresentato un elemento di modernità, di innovazione e di accessibilità. Il problema dell'accessibilità c'è sempre stato per una regione come la nostra, ma in quel momento l'arrivo della ferrovia rappresentò un fatto epocale, un cambiamento anche economico importante per la nostra regione. Le comunicazioni e lo sviluppo della nostra regione sono sempre stati collegati.
Ritorniamo a questa collezione, che aveva e ha un notevole interesse dal punto di vista storico proprio per le sue caratteristiche legate anche alla tratta ferroviaria della nostra regione. Questa collezione doveva servire per realizzare un museo o comunque uno spazio espositivo permanente sulla ferrovia in Valle d'Aosta, una cosa decisamente interessante, come dicevo, anche per il valore storico e simbolico che ha rappresentato l'arrivo della ferrovia in Valle d'Aosta. Ci chiedevamo pertanto, visto che in questi anni non abbiamo più sentito parlare di questa collezione, a che punto fosse l'allestimento di quest'esposizione permanente sulla ferrovia in Valle, quali erano poi gli intendimenti in merito a questa collezione e lo stato di conservazione di questi beni - che oramai dal lontano 1998 fanno parte del patrimonio dell'Amministrazione regionale, per cui sono di proprietà dei valdostani -,e purtroppo non sono stati valorizzati sinora, ci chiedevamo quali erano le intenzioni future dell'Amministrazione regionale.
Président - La parole à l'Assesseur Bianchi.
Bianchi (UV) - L'argomento affrontato, come ha ricordato lei, risale a molti anni fa, quindi credo sia utile riassumere brevemente il contesto normativo e amministrativo di riferimento visto che parliamo del 1998. La deliberazione del 1998, citata anche da lei nelle premesse, oltre ad approvare l'acquisto della collezione Righetti, stabiliva che il relativo materiale sarebbe stato preso in carico e conservato dal Museo minerario regionale, nell'ambito del quale sarebbero state perseguite le attività di valorizzazione museografiche del patrimonio ferroviario in Valle d'Aosta.
Il Museo minerario - e qui, se mi permette, apro una parentesi - è stato istituito con legge del 1992, aveva personalità giuridica di diritto pubblico e autonomia amministrativa. Il bilancio preventivo, così come il conto consuntivo, oltre al piano di attività, era trasmesso all'Assessorato della pubblica istruzione (vedi leggi regionali n. 6/1992 e n. 18/1995). Successivamente la legge regionale n. 12/2008, relativamente alla valorizzazione dei siti minerari dismessi, ha abrogato la legge istitutiva del Museo minerario che ha dunque cessato la sua attività. Quasi dieci anni prima (nel 1999) è stata stipulata una convenzione tra le Ferrovie dello Stato e il Museo minerario, nella quale si stabiliva che le Ferrovie autorizzavano il deposito di tale materiale ferroviario nel magazzino merci della stazione di Châtillon. Tale convenzione aveva la durata di un anno, quindi a far data dal 23 giugno 1999. Con una proroga tacita di un ulteriore anno arriviamo al giugno del 2000 e con la proroga parliamo del giugno del 2001.
Con la deliberazione che lei, collega Bertin, ha citato, quella del luglio del 2000, veniva deliberata la cessione da parte della Regione in comodato gratuito al Museo minerario della collezione Righetti. La conseguente scrittura privata, stipulata tra il Presidente della Regione e il Presidente del Museo minerario, aveva quale presupposto quello che il Museo minerario utilizzasse i beni elencati nella collezione nel contesto di attività finalizzate alla valorizzazione museografica del patrimonio ferroviario in Valle d'Aosta mediante l'allestimento di un'esposizione permanente sulle ferrovie. Il Museo minerario, finché ha operato e svolto la sua attività, per quanto si conosce, non ha mai valorizzato tale materiale.
Ricostruire tutti i passaggi non è stato sicuramente semplice, anche perché l'Assessorato del territorio e dell'ambiente nel suo assetto attuale si è occupato incidentalmente del Museo minerario solo a far data dal 2009, a seguito dell'abrogazione della legge istitutiva del Museo minerario, avendo l'esigenza di recuperare i beni minerari di interesse storico, culturale da destinare all'istituendo Parco minerario. Precisamente il Coordinatore del Dipartimento territorio e ambiente, con nota del luglio 2009, chiedeva alla struttura competente in materia di musei di disporre della consistenza patrimoniale finale del Museo minerario, com'è prassi a pochi mesi dalla chiusura dell'ultimo bilancio, cioè quello del 2008. Con propria nota, sempre del luglio 2009, la Sovrintendenza per i beni culturali trasmetteva quindi al Dipartimento territorio e ambiente il verbale del Consiglio direttivo del Museo minerario relativamente all'approvazione del conto consuntivo di chiusura e contenente la comunicazione del Presidente del Museo stesso, avente ad oggetto la trasmissione del consuntivo all'Assessore all'istruzione e cultura di allora, con annessa definitiva consistenza patrimoniale attiva e passiva al fine di procedere alla liquidazione della stessa.
A seguito di tale nota e della relativa istruttoria tecnica e contabile, la Giunta regionale, con deliberazione n. 2503 del 11 settembre 2009, approvava le modalità e i termini per il trasferimento delle funzioni e delle dotazioni finanziarie e strumentali del Museo minerario alla Regione. In particolare, la Giunta regionale deliberava l'individuazione delle sedi concesse in uso alla Fondazione Grand Paradis quale luogo fisico per la custodia dei beni mobili di interesse minerario trasferiti dal Museo alla Regione in attesa dell'individuazione della sede del centro di documentazione del Parco minerario. Si tratta di materiale di varia natura legato all'attività mineraria, come strumentazione, vestiario, documentazioni che risultavano iscritte senza valore economico al patrimonio del Museo ubicato a Cogne negli edifici 3 e 4 del complesso minerario. Dagli atti trasmessi all'Assessorato della cultura e provenienti dall'abrogato Museo minerario emerge quindi che non c'è nulla che riguardi materiale ferroviario, nemmeno nei conti d'ordine dove, secondo i principi contabili, dovrebbero comparire i beni concessi o ricevuti in comodato.
Per quanto di competenza quindi dell'Assessorato, esso è impegnato nella valorizzazione dei siti minerari dismessi. Stiamo presentando un progetto ALCOTRA relativamente al recupero delle miniere di Cogne, però null'altro. Relativamente invece al comodato d'uso gratuito al Museo minerario del materiale della collezione Righetti, nel momento in cui il comodato ha cessato la sua attività, il materiale avrebbe dovuto essere nella disponibilità del comodante, ossia della Regione, ciò non è mai avvenuto.
Rispetto ai due punti dell'interpellanza, dopo un confronto con i colleghi, chiaramente io rispondo in quanto il tutto è passato al Parco minerario, le posso dire che al momento non siamo in grado di dare informazioni precise circa lo stato di conservazione dei beni della collezione Righetti e non è tra le priorità procedere con l'allestimento dell'esposizione delle ferrovie della Valle d'Aosta.
Presidente - La parola al collega Bertin.
Bertin (ALPE) - Devo dire che sono particolarmente sorpreso della risposta. In pratica ci siamo persi la collezione Righetti, ci siamo persi un vagone ferroviario. Le ultime notizie risalgono alla stazione di Châtillon di 10 anni fa, adesso non sappiamo più dov'è questa collezione Righetti...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...sono 15 anni, bisogna essere precisi. L'ultima volta che abbiamo avuto notizia della collezione Righetti era in un vagone ferroviario nella stazione di Châtillon, adesso l'abbiamo persa e mi sembra una cosa veramente surreale, un film comico-demenziale. Suggerirei alla Regione di mettere una taglia, magari qualche cittadino valdostano alla finestra ha visto passare una carrozza ferroviaria e può segnalare all'Amministrazione regionale la presenza di questa collezione Righetti: wanted, come fanno nei film americani. Chiediamo la collaborazione dei cittadini, se qualcuno sa dirci dov'è finita questa collezione Righetti che era depositata su un vagone ferroviario...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...adesso Marguerettaz precisa...Marguerettaz già ha perso gli aerei, adesso ha pure perso la carrozza ferroviaria, questo è sintomatico dello stato dei trasporti della Valle d'Aosta. Siamo veramente in un film tra il demenziale e il tragico, perché adesso noi scherziamo, ma qui ci sono anche delle responsabilità. Questa collezione ha comunque un valore significativo e poteva essere una risorsa da sfruttare. Quando è stata acquistata, è stata comunque pagata e poteva rappresentare un valore e certamente ancora spero nella collaborazione dei cittadini per il ritrovamento della carrozza perduta e spero che magari in un secondo momento riusciremo a valorizzare questa collezione. Francamente non posso neanche dire di essere insoddisfatto della sua risposta, mi pare di essere finito in una commedia.
