Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2070 del 11 maggio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2070/XIV - Interrogazione: "Esiti dell'accordo transattivo tra Casa da gioco e uno studio legale di Torino in merito ad un contenzioso con la Sitav".

Follien (Presidente) - Punto n. 14 dell'ordine del giorno. Per la risposta, la parola all'Assessore Perron.

Perron (UV) - Sul punto n. 1, il legale che ha agito contro la società per ottenere il pagamento dei compensi professionali è un legale che aveva assistito in passato in una pluralità di contenziosi, sia di cognizione che di esecuzione forzata di rilevante interesse economico, facenti parte del contenzioso importante che lei conosce, Sav-Sitav legato al passaggio della proprietà della Casa da gioco. Per due di questi contenziosi, l'attore ha instaurato due procedimenti monitori per ottenere il pagamento dei propri compensi professionali dalla Casino S.p.A., dopo la revoca del mandato. Questo è giustificato dal fatto che erano troppo elevati i compensi professionali richiesti per la difesa. Il legale di fiducia dell'attore aveva richiesto il pagamento del credito residuo complessivo del cliente, quantificato in 909 mila euro oltre a cassa previdenza avvocati, Iva e interessi moratori. Il Casinò ha instaurato due giudizi di opposizione dinanzi al tribunale di Torino nei confronti dei decreti ingiuntivi notificati. A seguito di numerosi contatti tra le parti, esse si sono determinate a transigere tutto il contenzioso, sia giudiziale che stragiudiziale, alle seguenti condizioni: abbandono a spese compensate dei giudizi pendenti: Casinò, senza nulla riconoscere delle pretese dell'attore, si è obbligato a corrispondergli a titolo transattivo, in aggiunta a quanto già oggi corrisposto, l'importo di 460 mila euro, che è un importo in solo conto capitale. A seguito delle numerose sentenze favorevoli alla Casa da gioco, Casino S.p.A. ha avviato azioni legali sia civili che penali contro le società soccombenti e i loro rappresentanti legali per il recupero delle somme liquidate in sentenza, tra cui quelle versate al legale procedente nell'ambito della transazione. Questa è la fotografia della situazione.

Sul punto n. 2: "a quanto ammontino le spese legali affrontate nell'ultimo triennio", per farle una fotografia in contabilità, i costi per le spese legali sono inseriti nel conto spese legali e notarili e il bilancio lo proverà. Gli importi sono questi: anno 2013, 240 mila euro; anno 2014, 269 mila euro; anno 2015, 441 mila euro; per l'anno 2016 sinora sono 219 mila euro. Di questi, dell'anno in corso, 164 mila euro sono i compensi pagati a seguito dell'atto transattivo che le dicevo.

Sul punto n. 3, per farle un quadro sintetico del contenzioso, nell'ultimo triennio sono giunti a sentenza 31 contenziosi che si sono conclusi in questo modo: in 24 casi l'azienda ha vinto, in 7 casi c'è stato un accordo conciliativo (l'azienda non è soccombente in nessun caso). Di questi, ci sono 18 cause di lavoro, l'azienda ha vinto in 13 casi, non ha perso in nessun caso, e in 5 casi si è raggiunto un accordo conciliativo. C'è una causa con le organizzazioni sindacali che si è chiusa con un accordo conciliativo, ci sono 4 cause contro i fornitori, in 3 casi l'azienda ha vinto e in un caso si è raggiunto un accordo conciliativo; c'è una causa di diritto amministrativo dove l'azienda ha vinto, c'è un contenzioso ex Sitav-Sav di 7 cause tutte vinte dall'azienda. Questo è il quadro delle cause legali nell'ultimo triennio.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Gerandin.

Gerandin (UVP) - Era per fare un po' il quadro della situazione per quello che riguarda la parte legata al vecchio contenzioso relativamente alla vertenza Sitav.

Rispetto alla prima risposta che mi ha dato, Assessore, noi eravamo a conoscenza che l'avvocato in questione era un consulente, era il legale dell'azienda, ma eravamo anche a conoscenza di un accordo che la società aveva sottoscritto con l'avvocato in questione, un accordo dove tra le altre cose c'era un concordato per quello che riguardava l'ammontare delle spese. Lei non ha detto nulla, ma a noi risulta che c'è stata una comunicazione da parte dell'allora responsabile del Casinò - parlo del dottor Frigerio - in cui di fatto si decise di interrompere questo tipo di collaborazione. Lei mi ha dato tanti dati e qualcosa ho preso; le chiederei se riuscisse magari a darmi il riepilogo. Sarebbe anche interessante capire qual era il termine economico del concordato fissato a priori con l'avvocato in questione, i contenuti della lettera con cui il dottor Frigerio ha rescisso questo tipo di collaborazione, così almeno avremmo un quadro di raffronto con quanto emerso nella transazione definitiva, perché a noi risulta che il concordato di spese fosse minore rispetto alla transazione fatta dalla società. È chiaro che quando uno interrompe un rapporto di collaborazione e si ritiene libero...probabilmente questo legale ha pensato bene di chiedere la tariffazione alla società secondo i parametri di legge applicati in questi casi.

Sul secondo quesito, se una società negli ultimi quattro anni ha speso più di 1 milione in cause legali, probabilmente qualcosa da ripensare all'interno dell'organizzazione della società c'è. Poi è una società che ha dei fatturati importanti, ma a mio modesto parere non è giustificabile spendere più di 1 milione per parcelle legali su contenziosi, tanto più che si tratta di una società in house, vale a dire totalmente a partecipazione pubblica. Che ci sia 1 milione di spese legali per cause in quattro anni sinceramente mi preoccupa. Per quello che riguarda i contenziosi, le chiederei di darmi il dettaglio se riesce, con tanti dipendenti soprattutto le cause di lavoro emergono, però se riuscissimo ad andare verso meno contenziosi e probabilmente un po' più di flessibilità nei rapporti anche di carattere lavorativo, probabilmente avremmo dei risultati migliori anche per quello che riguarda i bilanci finali.