Oggetto del Consiglio n. 2069 del 11 maggio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2069/XIV - Interrogazione: "Difficoltà delle medie e piccole aziende agricole a diversificare la produzione e a promuovere la loro attività".
Follien (Presidente) - Punto n. 13 dell'ordine del giorno. Per la risposta, la parola all'Assessore Testolin.
Testolin (UV) - "Se è a conoscenza e se è stata fatta una riflessione sul fatto che la nostra Regione abbia una normativa particolarmente stringente e complicata nei confronti delle piccole e medie aziende che vogliano innovare diversificando la produzione, integrandosi con altri settori, e promuovere la loro attività": questo è il quesito posto per questa interrogazione. Mi permetto di fare una piccola e breve premessa per evidenziare come il quesito risulti non particolarmente chiaro, in quanto l'interrogante avrebbe magari potuto esplicitare meglio le normative e le attività a cui si faceva riferimento, per riuscire a fornire una risposta più puntuale alle richieste. Pertanto la risposta andrà a declinare alcune opportunità ed elementi relativi alla diversificazione delle attività per le aziende agricole valdostane.
L'importanza della diversificazione nell'ambito agricolo valdostano è emersa chiaramente dall'analisi di contesto del Psr, che evidenzia come la diversificazione rivesta un ruolo centrale per l'integrazione del reddito e la sostenibilità delle aziende. Da tale analisi emerge come la trasformazione dei prodotti e la vendita diretta costituiscano un forte valore aggiunto per la competitività. In effetti, la sostenibilità delle aziende agricole si lega spesso ad una diversificazione produttiva e a delle attività aziendali che integrano il reddito d'impresa. Importanti e ben sviluppate sono inoltre le attività di diversificazione legate al turismo con una sessantina di strutture agrituristiche attive sul territorio, per un numero di posti letto e coperti disponibili decisamente importante. In tale direzione il Psr 2014/2020 offre delle possibilità alle aziende agricole valdostane di diversificare la propria produzione agricola, e un'importante dotazione finanziaria è stata riservata alle misure 4.1.1 rivolte agli agricoltori, singoli o associati, che prevede una serie di interventi fra i quali la realizzazione di fabbricati destinati alla trasformazione e commercializzazione, l'acquisto di attrezzature, arredi e mezzi agricoli e l'impianto di colture specializzate. La stessa misura sotto il titolo 4.1.2 è stata prevista anche per i giovani agricoltori e prevede le stesse opportunità di investimento. Un'altra opportunità di diversificazione è fornita dalla misura 6.4.1 che sostiene gli investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra agricole. Nello specifico, essa intende favorire la multifunzionalità delle aziende agricole, mantenere e creare nuove opportunità occupazionali tramite il sostegno alla creazione e allo sviluppo dell'offerta agrituristica e delle fattorie didattiche.
La legge regionale n. 29/2006 (Nuova disciplina dell'agriturismo) offre la possibilità di svolgere l'attività di fattoria didattica con lo scopo di favorire la multifunzionalità in agricoltura e la differenziazione dei redditi agricoli. Nel 2009 e nel 2015 sono stati svolti dei corsi per operatori di fattorie didattiche, a cui hanno partecipato circa 45 persone. Ad oggi le aziende operanti nel panorama valdostano sono una decina e a breve se ne aggiungeranno alcune. Un interessante supporto in ambito di diversificazione è altresì costituito dalle attività formative. Per citarne alcune, nel 2015 e 2016 tramite il Projet Formation è stato organizzato un corso per la lavorazione delle carni che ha visto la partecipazione di una decina di persone, mentre al fine di permettere agli agricoltori di diversificare le colture sono stati organizzati in passato interventi formativi inerenti ad esempio l'orticoltura e le piante officinali. Nei primi mesi del 2016 si è inoltre svolto un corso per piccoli frutti e frutta a guscio organizzato dall'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali e tenuto dall'Institut Agricole Régional che ha riscontrato un buon interesse dei 25 partecipanti, sia per la parte pratica che per quella teorica. Tali iniziative, unite ad altre attività formative quale quella destinata ai giovani agricoltori, possono e potranno senz'altro continuare a rappresentare in futuro un'interessante occasione per gli agricoltori valdostani per esplorare nuove opportunità e per diversificare l'attività della propria azienda. A questo proposito, proprio per cercare di andare nella direzione di acquisire informazioni da parte di chi dovrà essere formato nel prossimo futuro, si è pensato di coinvolgere nella redazione del nuovo protocollo di sviluppo dei corsi per i giovani agricoltori anche coloro che hanno recentemente partecipato a questo tipo di corsi, per condividere eventuali nuovi percorsi che si possono intraprendere in questo senso, per dare delle risposte che possano essere sempre più coerenti con le necessità che un'azienda agricola può incontrare, soprattutto nelle prime fasi della sua attivazione.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Come gruppo abbiamo presentato questa iniziativa volutamente con le briglie più larghe e non facendo una domanda puntuale, perché volevamo conoscere e sapere dal punto di vista...non normativo, perché grazie all'Assessore quello ce l'ha fornito, in qualche misura ha detto dove state cercando di investire, ma l'obiettivo era andare un po' oltre. Pertanto "oltre" vuol dire come poter stimolare l'innovazione su questo settore, come poter diversificare, come poter sburocratizzare e come poter promuovere la filiera corta, cioè il prodotto che viene prodotto dall'azienda.
Tutto questo è racchiuso in una domanda che lei ci dice generica e poco puntuale, ma proprio perché era voluto, Assessore Testolin, noi vorremmo fare con lei e con il Governo qualche considerazione a voce alta. Lei sa che gli standard progettuali della nostra Regione impongono investimenti mediamente molto più alti rispetto a tutte le altre Regioni limitrofe, e anche alpine. Provo a spiegarmi meglio, Assessore. Come poter ammortizzare gli investimenti messi in campo? Prima domanda. Secondo: dopo decenni di aiuti regionali e comunitari, l'allevamento valdostano non è in grado di camminare con le proprie gambe, questa è la criticità. Voi potete dirci tranquillamente che ne siete a conoscenza, ma quali le azioni e quali le soluzioni? Terza considerazione: forse non è arrivato il momento di premiare il merito anche sui futuri investimenti, piccoli, medi o grandi? Cioè premiare l'idea, premiare il layout imprenditoriale, premiare chi è più bravo di altri per potersi mettere sul mercato e soprattutto chi merita di più? Queste un po' le domande che abbiamo posto con questa iniziativa. Assessore, volevamo poi provare a rimettere al centro l'allevatore e non le misure che lei ci ha citato, volevamo fare un passo indietro e provare a rimettere al centro l'allevatore. Io non so se a lei queste considerazioni vengono fatte, a noi vengono fatte in maniera giornaliera. Qui ci sono da una parte meno soldi e dall'altra la burocrazia sta aumentando in maniera vertiginosa, e io penso che su questo noi dobbiamo fare qualcosa. In più, dobbiamo indirizzare le scelte nel lungo periodo almeno attraverso un meccanismo meritocratico e non più piallare tutti allo stesso livello. Non è forse arrivato il momento, per le piccole e medie imprese provare a trovare dei meccanismi, anche legislativi, per premiare le gestioni più virtuose, premiare chi è più bravo a mettere in campo nuove idee, nuove filiere e soprattutto poi dare anche la possibilità di promuovere quel prodotto? Da una parte abbiamo un Assessorato lento, una macchina lenta, delle agenzie che sono state create e che alla fine non stanno facendo le cose per cui sono nate, diversi servizi a pagamento e, dall'altra parte, non si trovano degli sbocchi per poter migliorare questa che è la criticità principale, cioè l'allevamento valdostano ad oggi non è in grado di camminare con le proprie gambe.
Cosa si può fare? Innanzitutto eliminare i carrozzoni, eliminare i doppioni, eliminare possibilmente gli sprechi, e forse anche andare a rivedere quegli investimenti di chi ancora oggi decide di investire su questo settore, che non sia obbligato a spendere dal punto di vista edilizio il doppio o il triplo rispetto ad altre regioni perché qualcuno lo ha deciso, cioè la politica, in modo che non ci sia la possibilità di ammortizzare subito e avere delle rendite, delle redditività più alte in un settore dove sappiamo che il pubblico deve dare una mano, compensando quella poca redditività. E che non sia viceversa, che non sia un aiuto all'edilizia ma un aiuto all'allevatore, che non sia un aiuto diretto al progettista, ma un aiuto diretto a chi fa l'allevatore e a chi fa l'agricoltore, in modo che al termine dell'anno il bilancio dell'azienda sia positivo, però non solo con l'aiuto pubblico, perché a monte c'è una redditività molto più forte e le nostre normative non hanno obbligato certe operazioni immobiliari a costare il doppio rispetto ad altre regioni.
