Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2068 del 11 maggio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2068/XIV - Interrogazione: "Notizie in merito alla non applicabilità dell'imposta di registrazione ai provvedimenti emanati in esecuzione dei piani di riordino fondiario".

Follien (Presidente) - Punto n. 12 dell'ordine del giorno. Pour la réponse, la parole à l'Assesseur Testolin.

Testolin (UV) - Per quanto concerne il quesito: "se gli uffici competenti dell'Assessorato hanno ottenuto una risposta in merito alla questione dell'Agenzia delle entrate e, se positiva, che destinazione avranno i fondi Finaosta attualmente impegnati che si renderebbero eventualmente disponibili con l'applicazione della nuova normativa", la legge del 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato), entrata in vigore in data 1 gennaio 2016, al comma 57 dell'articolo 1 recita: "Tutti gli atti e i provvedimenti emanati in esecuzione dei piani di ricomposizione fondiaria o di riordino fondiario promossi dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e dalle Comunità montane sono esenti da imposta di registro, ipotecaria, catastale e di bollo". Nell'esame di tale articolato, nel corso di una riunione effettuata con i vertici dell'Agenzia delle entrate, dell'Agenzia del territorio e della Conservatoria dei registri immobiliari, è stato ribadito che l'interpretazione della norma non dà adito ad alcun dubbio in merito all'applicabilità delle esenzioni ai riordini fondiari valdostani. Il verbale di tale incontro nel quale è stata riportata tale interpretazione è stato inviato all'Agenzia delle entrate per la validazione e siamo al momento in attesa della stessa.

Un elemento di incertezza risiede invece nel fatto che la norma è attualmente in vigore per l'anno 2016, ma che negli anni a venire potrebbe variare, così come d'altronde è già variata in precedenza. Al momento non occorre modificare il protocollo d'intesa siglato tra Regione e Agenzia delle entrate in data 2 settembre 2015, in quanto lo stesso contiene una clausola di salvaguardia per il contribuente nel caso di normativa a lui più favorevole. Poiché la delibera di Giunta regionale n. 9 del 8 gennaio 2016 non tiene conto degli sgravi fiscali nel frattempo introdotti dalla nuova normativa a favore dei riordini fondiari, tale provvedimento ha di fatto impegnato anche le risorse per gli oneri fiscali calcolati, ai sensi del protocollo d'intesa che rappresenta, a tutt'oggi, il limite massimo di spesa per i riordini fondiari valdostani, anche nel caso in cui future norme finanziarie modifichino sfavorevolmente la norma recentemente introdotta.

Si ritiene pertanto opportuno, anche alla luce dei tempi non ancora certi per la conclusione definitiva e delle pratiche amministrative delle procedure di riordino da parte dei consorzi, di mantenere impegnate le somme calcolate secondo il protocollo d'intesa, a garanzia di una certezza del completamento dei riordini fondiari e per scongiurare che il ripristino di norme fiscali più gravose possa pregiudicare l'iter a seguito di una mancata copertura finanziaria, così come invece attualmente è garantito dalla delibera del 8 gennaio. Questo è per dare un quadro il più possibile chiaro e complessivo della situazione.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Nogara.

Nogara (UVP) - Grazie Assessore. Il quadro è molto chiaro, ed è molto chiaro che bisogna fare in fretta. È anche quello che continuiamo a ripetere da diverso tempo in quest'aula, perché, come ha ben detto lei all'inizio della presentazione, se si dovesse di nuovo cambiare, visto che queste norme vengono cambiate alla velocità della luce da parte dello Stato, sarebbe molto importante definire la situazione dei nostri riordini fondiari. Infatti noi avevamo già chiesto qualcosa del genere il 2 febbraio, come le avevo chiesto nell'interrogazione. Il 2 febbraio 2016 le avevamo fatto notare che era uscita questa norma e avevamo la possibilità di non pagare quello che dovevamo pagare per fare questi riordini fondiari. C'è stata la riunione il 30 marzo 2016, che avevo già ricordato nello scorso Consiglio, in cui i suoi dirigenti hanno incontrato l'Ufficio delle entrate, e via discorrendo. È importantissimo che venga fatto al più presto questo protocollo d'intesa con l'Ufficio delle entrate, che queste cose vengano messe nero su bianco, perché tutti i piani di riordino fondiario in graduatoria non sono assolutamente ancora pronti per l'approvazione finale. Ci sono un sacco di problematiche: lotti da rivedere, inaspettate ipoteche o pignoramenti, sdemanializzazione di strade e canali irrigui, azioni legali, proprietà irreperibili, e c'è tutta una documentazione finale che si deve preparare. Risulta pertanto impossibile stabilire una data finale vicina per la stesura del decreto del Presidente della Giunta che approvi la nuova assegnazione di proprietà. È per tutti questi motivi che bisogna darsi una mossa.

È da molto che c'è l'argomento dei riordini fondiari. Era stato fatto addirittura il così definito "progetto pilota di Montjovet", approvato con DGR n. 5609 del 17 dicembre 2013, e pare che sia praticamente fermo, perché arenato a causa di problemi tecnici. È importante che questo progetto vada avanti, perché da questo progetto devono arrivare tutte le risposte per tutti gli altri progetti dei riordini fondiari. A questo punto quello che mi preoccupa tantissimo è proprio quanto detto dall'Assessore all'inizio: che entro il 2016 dobbiamo mettere a posto questi riordini fondiari da questo punto di vista e sotto questo aspetto, perché con la prossima finanziaria rischiamo magari di non trovarci più queste agevolazioni. Io spero che di questo voi ne siate consapevoli. Come dicevo, probabilmente è il caso non dico di darvi una mossa, ma una grande accelerata per questo progetto pilota di Montjovet, per poter dare gli elementi a tutti gli altri progetti che sono stati finanziati per partire e andare avanti.

Lei mi ha detto che sono stati messi anche dei soldi per queste spese prevedibili, e queste spese prevedibili teoricamente adesso non si dovrebbero più pagare all'Erario. Io vi ricordo - ed è la seconda volta che lo faccio - che noi ci troviamo con tutti i consorzi di miglioramento fondiario che spese di gestione tali che oramai non ce la fanno più neanche loro. Non si dà più un soldo per niente, gli unici soldi che si danno sono quelli stanziati quest'anno: 800 mila euro. Voglio anche ricordarvi che l'anno prima era 1 milione di euro, per legge era stabilito un contributo del 65 percento, e alla fine non è stato dato il 65 percento ma il 40 perché non erano sufficienti i fondi; quest'anno ne mettiamo 800 mila, 200 mila in meno.

Io vi chiedo, se avanziamo questi soldi che non dobbiamo dare all'Erario, se riusciamo almeno a spostarli su questo capitolo per poterne dare un po' di più ai consorzi che sono in grave difficoltà, anche perché, se non sbaglio, la presentazione delle spese 2015 deve avvenire entro il 30 giugno, perciò bisognerebbe sapere anche che disponibilità finanziaria c'è. Assessore, questi sono momenti importantissimi, e spero che sia lei che la Giunta li teniate presenti, perché altrimenti non solo con i nostri consorzi di miglioramento fondiario, ma anche con i riordini fondiari facciamo un'altra brutta figura.