Oggetto del Consiglio n. 2017 del 20 aprile 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2017/XIV - Interrogazione: "Iniziative per contrastare il fenomeno del bullismo nelle scuole".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 14 dell'ordine del giorno. La parole à l'Assesseur Rini.
Rini (UV) - Parliamo di un tema importante, di un tema delicato che spesso sentiamo essere lontano da noi. In realtà succedono poi dei casi, alcuni sono venuti anche agli onori della cronaca e quindi ringrazio il collega Fabbri per darci l'occasione di fare il punto su questa tematica.
L'accordo interistituzionale Cittadinanza a scuola, la Citoyenneté à l'école, è stato siglato nel dicembre 2014 tra la Regione autonoma Valle d'Aosta per il tramite dell'Assessorato dell'istruzione e cultura e gli enti e gli organismi che promuovono la cittadinanza attiva e la legalità sul territorio valdostano. Ci tengo anche a dire che questo è un accordo non blindato, non chiuso, ma abbiamo visto che nel tempo diversi enti, diversi organismi hanno aderito a questo protocollo e quindi hanno capito la necessità di supportare con un'azione unica e sinergica e con una regia che sia davvero unitaria tutta quella serie di azioni per non rischiare, come talvolta era successo, di fare eventi spot che poi non venivano monitorati o messi in rete tra le diverse istituzioni scolastiche, e non solo.
All'interno di questo accordo sono stati realizzati nel corso dell'anno scolastico 2015/2016 diverse iniziative di formazione per i docenti e una serie di attività di sensibilizzazione per gli studenti, quindi sul doppio fronte. Entro un po' nel dettaglio, sicuramente dimenticherò qualche progetto, ma andiamo a vederne alcuni, come per esempio l'Arma dei Carabinieri, che con l'iniziativa "I Carabinieri a scuola" ha proposto incontri specifici e puntuali su stalking, bullismo e cyber bullismo nelle scuole della regione (quest'ultimo un fenomeno sempre più allarmante, anche perché subdolo da riconoscere e da identificare). Parallelamente a questo, la Polizia di Stato ha promosso anche per l'anno in corso una campagna importante che negli anni ha visto anche un crescendo di risorse investite a livello soprattutto umano, una campagna educativa itinerante che da tre anni riscuote un'adesione massiccia e importante da parte delle istituzioni scolastiche, con una partecipazione sempre più numerosa di classi di studenti valdostani. Questo progetto si chiama "Una vita da social", l'avrete visto perché è importante anche a livello di presenza fisica con questo grande tir che viene piazzato in piazza Chanoux che attraversa tutta l'Italia e tutte le regioni. Tra i temi trattati da questa iniziativa ci sono proprio dei focus importanti sui social network, sul cyber bullismo e sull'adescamento in rete. Il personale della Polizia postale poi, con l'ausilio di slide, ha fornito agli alunni consigli utili, semplici e mirati per navigare in rete in modo sicuro. Sono stati proiettati dei video sempre sul cyber bullismo e alla fine dell'incontro alcune classi hanno visitato la sala operativa della Questura di Aosta, dove è stato spiegato loro anche come contattare le Forze dell'ordine e come non aver paura ad esternalizzare anche quei piccoli segnali che nascondono dei problemi e delle situazioni ben più gravi e ben più allarmanti.
Ancora: sul sito delle scuole valdostane (Webécole), alla pagina Cittadinanza e Costituzione sono pubblicate le iniziative didattiche realizzate dalle scuole nel corso degli anni precedenti relative al fenomeno del bullismo e del cyber bullismo. Un seminario "A scuola di cittadinanza, riflessioni e progettualità" si svolgerà ad Aosta presso la biblioteca regionale il 29 aprile prossimo e permetterà di illustrare ancora una volta le iniziative in atto e di presentare la scheda di rilevazione. Questo è importante, perché oltre a mettere in atto una serie di eventi, bisogna poi avere la forza e l'attrezzatura per recepire i ritorni concreti, pratici di questi interventi, monitorare per andare a correggere anche nell'anno successivo. Infine esiste il gruppo interistituzionale salute (Gis) che è composto dai rappresentanti dell'Assessorato dell'istruzione e cultura e dall'Assessorato della sanità, e da agenzie che attivano iniziative di promozione della salute a scuola e della prevenzione del disagio sul territorio. Ovviamente questo organismo si occupa anche della prevenzione al bullismo.
Io credo che questo sia un percorso che sta prendendo la giusta direzione, perché è monitorato e soprattutto è una messa in rete dei diversi attori che, a diverso titolo, in una diversa dimensione, in una diversa modalità devono però fare la loro parte; credo anche che sia importante cominciare con un'opera di sensibilizzazione. Prima ho parlato di due soggetti coinvolti: gli insegnanti e gli alunni, ma non dimentichiamoci delle famiglie. Ritengo che quello che deve allarmare è proprio questo fenomeno dilagante del cyber bullismo, perché è una dimensione difficile da capire e soprattutto da identificare per individuare quali siano gli strumenti migliori per intervenire. Comunque l'attenzione è alta, e le assicuro che il mio Assessorato, in totale collaborazione con l'Assessorato della sanità, stanno davvero tenendo alta l'attenzione su questa tematica.
Presidente - La parola al collega Fabbri.
Fabbri (UVP) - Ringrazio l'Assessore, soprattutto ringrazio tutti gli attori che lei ha nominato e che si occupano di questo problema, che sappiamo essere molto grave, un problema che tante volte rimane sotto traccia proprio per la sua tipologia, proprio perché è un modo subdolo di ricattare i ragazzi più deboli, più fragili, che da soli non hanno il coraggio di far emergere la cosa. Ecco perché è così importante che tutta la società, la scuola in primis, venga in aiuto di queste persone e cerchi di far emergere il problema.
La sua risposta è stata esaustiva e la ringrazio; non mi ha detto però se questo fenomeno numericamente ha avuto dei numeri importanti oppure no...no, per fortuna, no. Invece il numero dei ragazzi che hanno fatto percepire il fenomeno è in aumento o è in diminuzione? Comunque sono tutte cose sicuramente monitorate, di cui potrò benissimo avere risposta in un secondo tempo.
Per fortuna devo dire che la nostra società, la nostra scuola sta reagendo bene a questo problema, tutti insieme lo stanno affrontando, lo stanno monitorando e lo tengono ben presente. Ricordo delle belle campagne di spot negli anni scorsi, quando si potevano fare maggiori investimenti. Vorrei stimolare ancora di più coloro che si occupano del fenomeno a prenderne atto. Non vogliamo con questo dare l'impressione di ingigantire il fenomeno, ma di dargli il giusto peso. Non più tardi di un anno fa, la dirigente scolastica disse che dobbiamo essere vigili sulle problematiche degli studenti, anche al di fuori delle mura scolastiche, perché ciò che nasce come un innocuo gioco nella scuola può trasformarsi in un grave problema, tenendo anche presente, come lei diceva, che questo modo di approcciarsi al web sta aggravando la cosa sempre di più.
Mi piace ricordare anche le parole del Presidente Rollandin, il quale diceva che vogliamo i nostri giovani sani e svegli; per questo aderiamo con entusiasmo e determinazione alle iniziative che sono poste in essere per affrontare questo tipo di problema. Effettivamente abbiamo bisogno di giovani che siano accompagnati in questo loro periodo più difficile, che è l'adolescenza, anche perché - e qui mi ricollego ad un tema che abbiamo già discusso nell'ultimo Consiglio - non c'è solo questo pericolo, c'è un pericolo ben maggiore che è quello dell'uso di sostanze stupefacenti.
Il nuovo direttore del Serd valdostano ha lanciato un grido d'allarme fortissimo sull'uso delle sostanze stupefacenti, soprattutto quelle che sono percepite dai giovani con una pericolosità minore, proprio perché sono di facile acquistabilità e perché danno quel senso di appartenenza al gruppo da parte dei giovani che è estremamente pericoloso.
Ringrazio qui tutte le istituzioni che si occupano del problema, e vorrei dire di tenere la guardia molto alta, perché questa generazione sta veramente correndo dei grossissimi pericoli.
