Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2007 del 20 aprile 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2007/XIV - Interrogazione a risposta immediata: "Situazione di difficoltà di adesione alle misure previste dal Piano di sviluppo rurale nei settori delle colture specializzate".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 3.02 dell'ordine del giorno. La parola al collega Grosjean.

Grosjean (UVP) - Non so con che parole iniziare. Mi aspettavo di vedere un passo indietro da parte di qualcuno. Ieri è stato annunciato ufficialmente che la viticoltura e la frutticoltura per il 2015 e per il 2016 perdono le misure agroambientali, circa 1,2 milioni di euro, sono 600 mila euro all'anno, caro Assessore, a cui non abbiamo diritto perché i protocolli sono stati fatti in ritardo, perché i suoi uffici non hanno comunicato e perché tanto la viticoltura e la frutticoltura, secondo le sue parole, rappresentano solo il 10 percento dell'agricoltura, quindi poco interessa! Questo ha detto lei, ieri, alla riunione dei viticoltori.

Mi sembra veramente che lei abbia toccato il fondo sul modo di gestire l'Assessorato dell'agricoltura, sono veramente offeso da questo modo di gestire l'agricoltura. Il 29 settembre le avevamo chiesto di riorganizzare l'Assessorato costituendo un tavolo di lavoro e lei ha capito solo un piccolo pezzo, che era quello della gestione delle stalle, ma neanche quello è partito! Il prossimo Consiglio forse vi darò delle notizie sui finanziamenti che altre Regioni hanno ottenuto per le stesse tecniche (questo lo teniamo per la prossima volta). Oggi ci concentriamo su questo sistema veramente offensivo nei confronti di chi si alza al mattino per andare in un frutteto o in un vigneto. Avete fatto un Psr, avete messo delle misure agroambientali alle quali gli agricoltori dovevano conformarsi, la gente ha presentato la domanda nel 2015 con i parametri del vecchio Psr perché i parametri del nuovo non c'erano, e oggi, che stanno facendo l'adesione per il 2016, si sentono dire che non possono aderire perché ci sono queste nuove norme, soprattutto che devono disimpegnare il 2015 per non rischiare le sanzioni! La giustificazione degli uffici è che siamo arrivati ultimi a Bruxelles e che con noi sono stati molto più cattivi; certe pratiche in altre Regioni le hanno autorizzate, da noi purtroppo no.

Presidente - La parola all'Assessore Testolin.

Testolin (UV) - La situazione in essere che ha espresso il collega Grosjean discende dalle nuove regole contenute nel regolamento n. 1305 relativo ai pagamenti agro-climatico-ambientali dello sviluppo rurale.

Nella prima proposta di Psr rivolta alla Regione della Commissione europea nel luglio 2014 veniva confermata l'impostazione della scorsa programmazione, in particolare la riduzione dell'utilizzo di concimi chimici e di taluni trattamenti fitosanitari. Questa prima versione fu sottoposta al vaglio della Commissione europea e alla stessa non vennero rivolte osservazioni in merito al contenuto nella misura in correlazione ai criteri agro-climatico-ambientali definiti dal regolamento. È solamente con la successiva fase di negoziato (febbraio 2015) che la versione depositata a luglio 2014 venne totalmente cassata dalla Commissione europea. Nei successivi incontri protrattisi fino all'ottobre del 2015 sono state apportate una serie di modifiche, appurato che né le pratiche di difesa integrata ordinariamente applicate nella nostra regione, né quelle basate sulla mera riduzione degli input chimici potevano essere assimilabili a premio. Diventava invece imprescindibile individuare l'impegno agro-climatico-ambientale con un effetto positivo sull'ambiente che non facesse riferimento a pratiche già in uso sul territorio. In questa situazione di impasse, non potendo più fare riferimento ad uno storico, né ad un disciplinare di produzione integrata regionale poiché mancante della sezione relativa alle pratiche agronomiche, fu necessario proporre una serie di soluzioni alla Commissione al fine di concludere la misura e il programma. Gli interventi così come approvati nascono quindi da un confronto complicato con la Commissione europea, con le tempistiche ristrette e potendo informare il partenariato a proposito delle varie modifiche intercorse solamente attraverso i canali informativi a livello di sito e di tavoli permanenti, dai quali peraltro non sono emerse osservazioni, senza però un confronto tecnico in merito alle possibilità di attuazione degli interventi stessi.

Attualmente gli interventi approvati all'interno della misura a disposizione degli agricoltori sono sette. Causa la loro strutturazione, gli stessi risultano oggi essere non facilmente applicabili dalla maggior parte dei potenziali beneficiari e richiederà, da una parte, l'applicazione della prevista clausola di revisione per la campagna 2015 senza far incorrere gli agricoltori in sanzioni o recuperi e, dall'altra, impone un'immediata riconsiderazione degli interventi da inserire nel Psr, al fine di rendere la misura nel suo complesso più facilmente sottoscrivibile, permettendo l'adesione alla stessa da parte dei frutticoltori e viticoltori valdostani a partire dalla prossima campagna 2017.

Prenderò anch'io qualche secondo ancora, solo per onestà di informazione e correttezza nell'espressione dei dati, perché per le misure agroambientali dell'anno 2014, quindi le ultime pagate, i dati riportano un importo per la viticoltura pari a 232 mila euro su 470 posizioni di richiesta che, se applicate ai valori espressi secondo un confronto con la Regione Piemonte allo stato attuale con condizioni agro-climatiche di base, vorrebbe dire una perdita di 100 mila euro all'anno, la quale sicuramente non è trascurabile, ma per correttezza di informazione va spiegata com'è, non come vuole spiegarla il signor Grosjean.

Per ultima cosa, riterrei anche interessante fare delle attività ispettive in merito a quello che si può cambiare in corso d'opera e non focalizzarsi solamente alla fine di un percorso per evidenziare situazioni che già conosciamo.

Presidente - La parola al collega Grosjean.

Grosjean (UVP) - Per chiarezza, un viticoltore ieri le ha chiesto perché non ci associamo all'Assessorato dell'agricoltura del Piemonte.

Sul piano finanziario ci sono 600 mila euro all'anno per le misure agroambientali, c'è scritto qui: "Sostegno ai metodi di lotta integrata"...non so se la zootecnia fa lotta integrata. Lei ha parlato di viticoltura, io ho parlato anche di frutticoltura. Non ci sono limiti, fossero anche 10 euro, ma se abbiamo messo una misura e poi non diamo la possibilità di accedere, mi sorge anche il dubbio che lei abbia voluto trovare uno stratagemma per spostare questi soldi da qualche altra parte o per avere magari a fine Psr un tesoretto da utilizzare in qualche altro modo, perché alla fine non ci sono altre parole.