Oggetto del Consiglio n. 1993 del 6 aprile 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1993/XIV - Interpellanza: "Mancata effettuazione di uno studio degli ambiti inedificabili per la realizzazione di una pista trattorabile nel Vallone di San Grato nel comune di Issime".
Rosset (Presidente) - Punto n. 45 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione chiede la parola la consigliera Certan.
Certan (ALPE) - Più che sulla mancata effettuazione di uno studio, noi con questa interpellanza volevamo avere delle conferme da parte del Governo regionale riguardo l'iter che ha avuto, attraverso la deliberazione del 15 gennaio 2016, l'approvazione della variante sostanziale generale al Piano regolatore del Comune di Issime. L'8 gennaio la Giunta regionale ha incontrato il Sindaco e credo anche il capo del Dipartimento programmazione e difesa del suolo e risorse idriche, poi il 15 gennaio è stata approvata questa variante sostanziale, che di fatto apre a delle possibilità riguardo al vallone di San Grato nel comune di Issime.
È un argomento che già abbiamo approfondito negli scorsi Consigli, però ci interessa avere una conferma di quale modello vogliamo perseguire, al di là del fatto che tutti condividiamo che questo sia un territorio di grande interesse storico culturale, che sia necessario tutelarlo e che la tutela di un territorio non voglia dire necessariamente non intervenire. Siamo d'accordo sul fatto che è necessario intervenire e contrastare l'abbandono, quindi favorire e valorizzare anche le attività agropastorali che sono insediate sul territorio.
Lei, assessore Bianchi, ci aveva parlato nella sua risposta di volersi esprimere in sede di procedura di valutazione dell'impatto ambientale, quindi lei aveva garantito che ci sarebbe stato questo passaggio, perché lei ci dice che la legge lo prevede. Però leggendo la deliberazione della Giunta regionale del 15 gennaio, in particolare a pagina 25, c'è un passaggio che rammenta l'audizione che voi avete avuto in Giunta l'8 gennaio con il Sindaco di Issime e c'è un passaggio che, a mio avviso, va chiarito e vorremmo capire che cosa intendevate, perché potrebbe essere un passaggio penalizzante proprio per quei principi che lei ci ha detto nello scorso intervento in Consiglio. In particolare: "in accordo con il Sindaco e previa condivisione con il coordinatore del Dipartimento della programmazione difesa del suolo e risorse idriche, la Giunta non ha ravveduto la necessità di subordinare a uno specifico studio di approfondimento degli ambiti inedificabili la realizzazione di una pista trattorabile". Abbiamo già detto che sarebbe solo per favorire alcune frazioni, in particolare dove ci sono le attività agropastorali, che non andrebbe a intaccare i sentieri storici che già ci sono, se non in minima parte, e tutto questo lo condividiamo. Ma è la motivazione che ci sembra un po' debole o superficiale, e vorrei avere rassicurazioni da lei, perché dite che "uno studio specifico di approfondimento degli ambiti inedificabili comporterebbe un ulteriore aggravio economico e procedurale, tale da compromettere la realizzazione dell'opera e conseguentemente la valorizzazione delle potenzialità agropastorali del territorio, ostacolando gli indirizzi di contrasto all'abbandono" che ci siamo posti, quindi andando anche a comprometterne il recupero. Questo a me pare un passaggio dubbioso, un passaggio superficiale, un passaggio che noi non riusciamo a motivare e quindi ascolteremo la sua risposta per poi eventualmente aggiungere altro.
Presidente - La parola all'assessore Bianchi.
Bianchi (UV) - Cerchiamo di fare un po' di chiarezza. Una cosa è l'approvazione del piano regolatore che pianifica l'urbanizzazione e la pianificazione territoriale di un singolo comune, un'altra è una valutazione ambientale su uno specifico progetto che chiaramente segue un iter diverso. È chiaro che il piano regolatore non può entrare in merito ai singoli progetti. Questo per chiarire.
Provvedo a rispondere puntualmente alle domande che sono state fatte nell'interpellanza. Premetto che la Giunta regionale ha condiviso il giudizio della conferenza di pianificazione, che ha valutato il testo definitivo della variante sostanziale generale del Piano regolatore di Issime, circa il valore storico culturale e ambientale del vallone di San Grato, così come chiaramente espresso anche all'interno del Piano territoriale paesistico.
Con riferimento al primo quesito: "quali sono le motivazioni che hanno fatto stabilire che 'la Giunta regionale, in accordo con il Sindaco di Issime, e previa condivisione col Coordinatore del Dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche, non ha ravveduto la necessità di subordinare ad uno specifico studio di approfondimento degli ambiti inedificabili la realizzazione di una pista trattorabile di sezione limitata, a servizio delle attività agrosilvopastorali di Mattu, Vloecki e Tofi (...)'". Richiamo l'attenzione su quanto riportato dalla delibera regionale n. 35 del 15 gennaio 2016, che ricordava la collega Certan, dove sono chiaramente espresse le motivazioni che hanno indotto la Giunta a escludere lo studio di approfondimento degli ambiti inedificabili per la realizzazione della trattorabile di servizio per quelle frazioni. Leggo testualmente: "Rammenta infine che in occasione dell'audizione del Sindaco del Comune di Issime nella riunione della Giunta regionale dell'8 gennaio 2015, ai sensi dell'articolo 15 comma 12 della legge regionale n. 11/1998, la Giunta, in accordo con il Sindaco e previa condivisione con il coordinatore del dipartimento, non ha ravveduto necessità di subordinare ad uno specifico studio di approfondimento degli ambiti inedificabili - quindi si sta parlando degli ambiti inedificabili, non di un progetto o della strada e via dicendo - la realizzazione di una pista trattorabile di sezione limitata - a servizio sempre di quelle frazioni - come previsto comunque al comma 4 delle lettere i) e j) dell'articolo 27 bis delle norme tecniche di attuazione richieste dalla conferenza di pianificazione. Infatti la prescrizione di approfondire ulteriormente il grado di rischio per la realizzazione di una infrastruttura avente finalità agrosilvopastorali e non di una proprietà pubblica che peraltro la disciplina della delibera regionale n. 2939/2008 ammette anche in aree ad alta pericolosità, comporterebbe un aggravio economico procedurale tale da compromettere la realizzazione dell'opera e conseguentemente la valorizzazione della potenzialità agrosilvopastorale del territorio, ostacolando gli indirizzi di contrasto all'abbandono che sono un obiettivo centrale della pianificazione territoriale della Regione. Poiché tale abbandono troppo spesso comporta il degrado del patrimonio edilizio esistente di particolare interesse storico, fenomeno sensibile nel vallone di San Grato, il cui valore storico culturale è tale da richiedere un'apposita disciplina anche per la viabilità agrosilvopastorale, in genere non normata dal piano regolatore. Tale indirizzo è coerente con il Piano territoriale paesaggistico della Valle d'Aosta, in particolare con gli articoli 26 e 40 del Ptp stesso e delle norme di attuazione."
In estrema sintesi, la Giunta regionale non ha ravveduto la necessità di subordinare la realizzazione di una pista trattorabile a uno specifico studio di approfondimento degli ambiti inedificabili - questo cercavo di spiegarle, collega Certan - in quanto la normativa regionale non lo prevede, dispone cioè che non ci sia obbligo per questa tipologia di infrastruttura. Il condizionare a ciò la realizzazione di un collegamento a servizio di struttura agrosilvopastorale in uso, avrebbe comunque pregiudicato la sostenibilità economica dell'intervento, portando pregiudizio al permanere delle aziende agricole e conseguentemente alla gestione dei fondi, ovvero alle attività che supportano le condizioni del paesaggio agrario, il cui pregio è indiscusso e la cui conservazione sta a cuore a tutti.
L'Amministrazione comunale o comunque il consorzio non stanno procedendo a un'ipotetica progettazione di una strada comunale, bensì a una strada silvopastorale non di proprietà pubblica, che peraltro la disciplina della delibera regionale n. 2939/2008 ammette anche in aree ad alta pericolosità. Quindi questo studio comporterebbe un ulteriore aggravio economico sugli ambiti di frana: stiamo parlando di frana, non della progettazione, cioè di cose che sono già state fatte.
Lei mi dice che l'ha già visto, collega Certan, ma lei mi parla di strada, di pista, mentre io le sto dicendo che l'approfondimento non era sulla progettazione della strada, bensì sul discorso delle frane, cosa che era già stata vista. Quindi un ulteriore approfondimento sicuramente avrebbe avuto dei costi esosi.
Con riferimento invece al secondo quesito: "quando è avvenuta la 'previa condivisione col coordinatore del Dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche'". L'audizione del Sindaco è avvenuta l'8 gennaio 2016, quando all'ordine del giorno era iscritto l'esame della deliberazione riguardante il Piano regolatore di Issime, nella cui occasione è stato affrontato il tema dello specifico studio di approfondimento degli ambiti inedificabili, a cui subordinare la realizzazione delle piste trattorabili e si è concordato con il Sindaco di eliminare tale vincolo preliminare, qualora tale intendimento fosse risultato non in contrasto con la normativa di riferimento. L'11 gennaio, il coordinatore del Dipartimento programmazione difesa del suolo e risorse idriche evidenziava che per gli usi agricoli si poteva anche prescindere da quel tipo di approfondimento". Sul nuovo testo, quindi, non è stata formulata alcuna osservazione e si è continuato con l'approvazione. Pertanto, una volta verificata con i servizi regionali competenti la compatibilità della modifica al testo del deliberato con la disciplina di settore, la stessa è stata introdotta nella seduta di approvazione e approvata il 15 gennaio 2016. Questo è stato l'iter.
Grazie.
Presidente - La parola alla consigliera Certan.
Certan (ALPE) - Grazie Assessore. Lei ci ha citato quello che anche noi abbiamo letto sulla delibera, che è pubblica e che è stata pubblicata. Benissimo, ma è proprio quello che noi abbiamo letto ad averci lasciato dei dubbi e su cui vogliamo degli approfondimenti. Provo a fare anch'io chiarezza, perché la differenza fra piano regolatore, studio di impatto degli ambiti inedificabili e valutazione di impatto ambientale, la conosciamo anche noi e ci è chiara, Assessore, non abbia dubbi. Noi stiamo chiedendo altre cose.
Lei sa benissimo che questo vallone è un bijoux, è un gioiello della nostra regione e c'è una grande discussione da diversi anni su quale sia il modello di sviluppo che noi vogliamo dare a questa zona. Credo non ci sia nessuno contrario al suo sviluppo e alla sua valorizzazione, ma forse la discussione che è sempre stata avviata è su quale modello scegliere. Valorizzazione dell'intero vallone e delle sue strutture architettoniche storico culturali? Sviluppo di strade agropastorali per sostenere il potenziamento solo dei sentieri e non delle trattorabili? Questa è la discussione.
Certo che la situazione ideale non si trova mai e si deve a volte cercare dei compromessi, per cui bisogna fare delle progettazioni e passare attraverso le leggi. Con questa interpellanza noi non abbiamo detto che quello che voi avete fatto non fosse previsto dalla legge: l'abbiamo capito che si può fare e non l'abbiamo messo in discussione. Abbiamo chiesto però delle motivazioni, perché ci sembrano un po' banali, superficiali e, credo di poter dire, poco concrete, soprattutto poco lungimiranti.
Lei dice che fare un ulteriore studio - quelli degli anni 2008 e 2009 li abbiamo chiesti con l'articolo 116, quindi abbiamo tutto - comporterebbe un dispendio di risorse che non avrebbe senso, perché si limiterebbe alla trattorabile. Allora, vede che siamo arrivati un po' al punto. Certo che il progetto della trattorabile sarà un'altra cosa, però è altrettanto certo che si è già deciso di farla in un certo modo. Noi chiediamo: sono state valutate altre alternative?
Mi pare che ci siamo un po' risposti con questo suo sorriso, Assessore. Voi avete già in qualche modo risposto: voi volete fare quello, mentre noi siamo a un altro punto. Va benissimo che sia possibile andare avanti con la variante al piano regolatore e tutto il resto, ma con quale modello? A noi pare che voi abbiate già deciso - ma non è così chiaro nella delibera - e che abbiate già bypassato: togliamo tutto quello che fa spendere ulteriori risorse, perché non potremmo fare la trattorabile. Scegliere un modello per il vallone di San Grato non è una cosa solo del Comune di Issime, ma riguarda l'intera Valle d'Aosta e anche l'Amministrazione regionale, perché ha un impatto collettivo, non solo su quel comune.
Abbiamo capito: ci ritorneremo e cercheremo di essere ancora più puntuali nelle domande.
