Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1992 del 6 aprile 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1992/XIV - Interpellanza: "Indizione di eventuali gare d'appalto per l'aggiudicazione del servizio di smaltimento delle carcasse di animali".

Rosset (Presidente) - Punto n. 44 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione chiede la parola il consigliere Nogara, ne ha facoltà.

Nogara (UVP) - Abbiamo voluto portare questa interpellanza per aiutare il mondo degli allevatori valdostani, perché non so se siete tutti a conoscenza di cosa succede quando muore una mucca o un vitello in una stalla. In questo momento, quando succede un fatto del genere, un'azienda in Valle d'Aosta viene a prendere e a portare via l'animale e questo costa all'allevatore 300 euro più Iva, ma se è molto lontano si paga anche qualcosa di più, dai 360 ai 380 euro. Lo smaltimento di un vitello costa 120 euro. Poi ci sono delle cose particolari, perché c'è una ditta del Piemonte che viene a ritirare questi animali: le mucche a 220 euro, invece che 380, e i vitelli a molto meno.

Per aiutare questo settore, noi in questa interpellanza abbiamo chiesto se è possibile fare qualche tipo di appalto. Io so che anche l'Arev si era interessata a queste problematiche e già nel 2014 aveva chiesto all'Amministrazione regionale di essere aiutata in questo settore.

Cercando su internet, senza neanche impegnarmi troppo, ho trovato diverse Regioni italiane che invece di smaltire gli animali domestici come stiamo facendo noi adesso, prevedono di portare i piccoli animali o i bovini in dei carnai, oppure li mettono sotto terra, anche perché si tratta di piccoli numeri. Mi riferisco alla Regione Toscana, al Piemonte che collabora con un consorzio, poi ci sono l'Abruzzo, il Veneto e anche la Sicilia. Io non vedo perché non si possa fare la stessa cosa qui da noi e lo chiedo all'Assessore alla sanità.

Quando a un allevatore muore una capra o una pecora, potrebbe essere come per uno stambecco o un camoscio che muore in montagna e rimane lì. Se qualcuno ha un po' di esperienza in questo settore, sa benissimo che dopo due o tre giorni non c'è più niente, tra corvi e volpi. Tra l'altro, l'Assessore sa benissimo che i famosi carnai li usa anche il Corpo forestale per gli animali che trovano. Si potrebbe, con la collaborazione dell'Assessorato alla sanità, individuare delle zone dove mettere questi animali, perché nel giro di due o tre giorni verrebbero completamente mangiati da corvi, volpi e altri predatori; c'è il gipeto che è fisso qui in Valle d'Aosta e che si nutre di carcasse.

Oppure, in diverse zone della Valle d'Aosta si potrebbe prevedere l'interramento di questi animali. Non è una cosa terrificante: basta trovare delle zone dove non ci siano delle sorgenti o altre problematiche e si interrano gli animali. Questo sarebbe un aiuto.

Tra l'altro, un allevatore che volesse portare la mucca morta o i vitelli o altri animali all'azienda Zora di Alessandria, non può neanche farlo. Questo è particolare, perché una volta che il veterinario diagnostica la morte dell'animale per cause naturali, non penso che caricarlo sul trattore e portarlo alla Zora, con un risparmio per l'allevatore, non si possa fare. Far portare via un vitello costa 120 euro, ma se voi portate un vitello per venderlo quando l'Arev organizza il mercato, non ti prendi neanche 100 euro. Costa di più portarli via da morti che venderli da vivi: siamo all'assurdo!

Proprio per questo motivo le chiedo, Assessore, se si può impegnare in questa iniziativa. Io penso che sia quasi obbligatorio mettersi d'accordo con l'Assessore alla sanità per avere una sinergia, se si pensa di portarli nei carnai o di interrarli. Io sono stato dieci minuti al computer e ho tirato fuori sei o sette Regioni che lo fanno. Non vedo perché altre Regioni italiane lo possano fare e noi qui in Valle d'Aosta non possiamo.

Presidente - La parola all'assessore Testolin.

Testolin (UV) - Una premessa, prima di rispondere puntualmente alla domanda che è stata posta dal collega, per sottolineare che questa interfaccia con l'Assessorato e con l'Arev esiste già. Le casistiche suggerite anche in quest'aula sono già state affrontate da un anno a questa parte, evidentemente con un interlocutore che è l'Assessorato alla sanità, il quale su determinati passaggi ha un approccio dettato dalle norme attualmente in essere, sulle quali comunque stiamo cercando di confrontarci con assiduità e con continuità, sia come Assessorato all'agricoltura, sia con le associazioni di categoria.

Per rispondere nel merito al quesito posto dall'interpellanza, cioè se si intenda "anche tramite l'Arev, prevedere gare d'appalto per il servizio di smaltimento delle carcasse animali che prevedano tariffe inferiori a quelle attuali al fine di sostenere gli allevatori valdostani", siamo a ricordare che nel corso dell'ultimo anno la problematica, che prima vedeva un appalto in essere, gestito dall'Arev con dei costi molto elevati, è stata affrontata sempre tramite l'Arev con un programma assicurativo che prevedeva il rimborso agli allevatori da parte dello Stato del 50 percento del premio assicurativo pagato dagli allevatori, tramite le risorse del piano assicurativo nazionale. Si segnala tuttavia come tale iniziativa non abbia trovato il favorevole riscontro da parte degli allevatori valdostani, a causa da un lato della scarsa attitudine del comparto verso tali forme assicurative di protezione, dall'altro il costo di rimozione troppo elevato, nonostante l'appalto, che ha per certi versi reso meno interessante questa operazione nel suo complesso.

Nel confermare la difficoltà per la nostra Regione di avere appalti concorrenziali, causa una situazione morfologica decisamente particolare rispetto ad altre realtà e una forte dispersione territoriale delle aziende, si segnala che negli scorsi mesi si è provveduto, in stretta collaborazione con l'Assessorato alla sanità e con l'Arev stessa, ad approfondire i contatti con un consorzio operante nella regione Piemonte, perché evidentemente con dei numeri diversi si possono anche ipotizzare delle soluzioni differenti, dal quale stiamo attendendo dei riscontri. L'Arev ha fornito una serie di dati relativi alla realtà valdostana - la quantità di capi smaltiti, le distanze percorse e tutta una serie di numeri - che servano a capire quali possano essere le proposte, in merito all'applicazione dei premi e delle tariffe messe in atto dalle ditte autorizzate all'esecuzione del servizio, per verificare con loro se un ampliamento del loro servizio possa tornarci utile per abbassare i costi da sostenere nella nostra regione. Una volta concluse tali elaborazioni, potranno essere effettuate le opportune valutazioni in merito da parte dell'Arev e dell'Assessorato, per verificare se andare avanti in questa direzione o se trovare qualcosa di alternativo.

Contestualmente, per avere anche un'opportunità di confronto su un'altra ipotesi, abbiamo eseguito una verifica su altre situazioni già in essere in altre regioni. L'Assessorato si è attivato per reperire delle informazioni in merito a come altre realtà alpine simili alla nostra - perché evidentemente le casistiche di pianura sono diverse da quelle di montagna - abbiano affrontato la questione. Si segnala che, sia dal punto di vista normativo e sanitario, sia per quanto concerne l'aspetto tecnico operativo, siano ancora in corso degli approfondimenti e le valutazioni del caso, anche per capire quali possono essere i costi ed eventualmente le infrastrutture da allestire per gestire diversamente un appalto di questo genere. Anche qua, l'obiettivo è di arrivare a capire quale può essere un appalto strutturato in maniera diversa da quello concepito fino a oggi, in modo da avere due opportunità da mettere a confronto e per poi fare una scelta congiuntamente con l'associazione degli allevatori.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Nogara.

Nogara (UVP) - La ringrazio, Assessore, per la sua risposta. Come ho detto quando ho iniziato a esporre l'interpellanza, un'attenzione particolare la chiedo a lei e all'Assessore Fosson per vedere di verificare immediatamente dove poter mettere questi pochi animali. Penso che non sia così difficile, visto che i numeri sono veramente esigui, studiare se è possibile fare dei carnai in diverse zone della valle, oppure avere la possibilità di seppellire queste carcasse sottoterra. Il consorzio del Piemonte penso non sia così interessato, perché i nostri numeri sono veramente bassi. Queste sono le due cose interessanti e penso che sia abbastanza veloce sapere se si possa o non si possa fare una cosa del genere.

Se non si può fare, per venire incontro agli allevatori, visti i prezzi esorbitanti, chiedo di nuovo a lei, Assessore Fosson, di permettere il trasporto con dei mezzi personali degli animali all'azienda Zora, con la dichiarazione del veterinario. Se l'animale è morto per cause naturali, non penso che ci siano così grandi problemi a poterli trasportare dentro il cassone di un trattore o cose del genere. Per l'allevatore sarebbe una spesa molto inferiore. Io chiedo di valutare questa diverse opportunità, per venire incontro a un settore che è già veramente in crisi.

Noi abbiamo una società che ritira gli animali a 380 euro a mucca e ne arriva una dal Piemonte che li ritira a 220: queste stranezze! Purtroppo questa società del Piemonte non copre tutta la valle, ma si ferma ad Aosta, perché gli viene troppo oneroso dover andare in alta valle a caricare. Però cerchiamo di intervenire, perché se ci sono delle situazioni del genere, magari con l'interramento, con il carnaio o con un appalto si può andare incontro a questo mondo degli allevatori. Questa non è né una mozione, né una risoluzione, ma un'interpellanza, però io chiedo se in breve tempo mi potete dare qualche risposta.