Oggetto del Consiglio n. 1994 del 6 aprile 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1994/XIV - Interpellanza: "Adozione di iniziative per la realizzazione di nuove politiche tariffarie nel settore energetico".
Rosset (Presidente) - Punto n. 46 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione chiede la parola il consigliere Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Torniamo su un argomento di cui abbiamo parlato in diverse occasioni in questo Consiglio e che è un tema molto sentito in primis da noi amministratori, ma anche dalla comunità: la possibilità di sconto sulle bollette.
Cercherò di riassumere quello che ci siamo detti in altre occasioni, avendo potuto percepire nelle precedenti iniziative un'unanimità di intenti sull'idea di avere nel tempo vinto delle battaglie storiche: quella della possibilità di essere proprietari della produzione di energia in Valle d'Aosta e quella della distribuzione dell'energia elettrica stessa. In questi ultimi anni, al di là poi della modalità, c'è stata la creazione del gruppo Cva, società partecipata regionale, che gestisce e si occupa di produzione e distribuzione dell'energia elettrica con tutti i crismi e le rivendicazioni che questa rappresenta. Quindi nella mission che questa operazione ha rappresentato nei suoi due volet, c'era sicuramente la logica di essere proprietari di un bene fondamentale. Già Emile Chanoux aveva citato questo bene come primario con una frase, la Vallée d'Aoste est fille de ses eaux, capendone l'importanza per una comunità come la Valle d'Aosta, che può essere povera a livello di beni primari, cioè di un'agricoltura di montagna difficoltosa, di un'industria di difficile appetibilità intesa come attrattività per il mercato, con un turismo che non sempre nelle epoche storiche è esistito, con l'emigrazione che abbiamo subito agli inizi del Novecento e non solo, nel corso della nostra storia, con un'industria turistica che oggi può rappresentare invece un volano interessante, ma abbinato a risorse che possano tra l'altro essere stimolanti anche per ciò che è la connotazione di una Valle d'Aosta green.
Nella mission del gruppo Cva, oggi rappresentata da questo colosso che noi tutti conosciamo, c'era anche quella di poter verificare la possibilità di far percepire alla comunità che essere proprietari di queste risorse significa anche rivendicare l'opportunità di avere degli sconti, magari anche con delle codificazioni diverse: maggiori agevolazioni per chi produce e altre differenti per l'utenza domestica, sempre compatibili con il mercato della concorrenza. Ma una cosa che oggi ancora noi vediamo a stento applicata, è quella di avere effettivamente degli sconti di energia possibili, perché nella guerra del mercato si è spesso tutti tempestati da vecchi e nuovi gestori, o comunque da gestori nazionali che propongono tariffe migliorative, mentre quasi mai questo avviene nelle politiche tariffarie della Cva.
Noi crediamo che sia giunto il momento, soprattutto in un momento di difficoltà e soprattutto con le nuove sfide che la Cva dovrà affrontare, di mettere in pratica una fattibilità di sconti alle famiglie, ai settori produttivi, alle partite Iva piuttosto che all'artigianato e a tutto ciò che oggi rappresenta l'ossatura economica della nostra Valle d'Aosta, per vedere se effettivamente ci sono delle possibilità intelligenti e per studiare delle formule che vadano incontro alla comunità. La gente ci dice: sì l'autonomia, sì la Cva, ma alla fine di tutte queste operazioni, di questa crescita dell'autonomia nel tempo attraverso non solo competenze, ma anche operazioni come questa, che cosa oggi è rimasto dei "vantaggi"? Non è per avvantaggiarsi rispetto a qualcun altro, ma per vivere direttamente un'agevolazione per un bene che è dei valdostani e che dovrebbe in primis rivolgersi a loro, nelle tariffe migliorative che loro desiderano.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Il collega con correttezza e puntualità ha sollevato un tema di grandissima attualità e importanza, e mi fa piacere che anche lei abbia sottolineato che c'è molta confusione. Io approfitto di questa occasione, per dire a tutti i cittadini valdostani di stare molto attenti a quei venditori ambulanti di energia, che vanno a bussare a casa delle persone offrendo contratti favolosi, a quelli che telefonano a casa offrendo una bolletta assolutamente vantaggiosa, per poi scoprire pochi mesi dopo che c'era il trucco. Questo avviene, perché stiamo passando dal servizio di maggiore tutela a quello del mercato libero che diventerà obbligatorio nel 2018, quindi tutte le grandi compagnie si stanno già muovendo.
Partirò con alcuni dati, per arrivare poi al ragionamento puntuale rispetto alla richiesta dell'interpellanza. Il distributore dell'energia elettrica che opera sul territorio della regione autonoma Valle d'Aosta, la Deval, nel 2014 è arrivato a distribuire circa 852 gigawatt/ora a 133 mila punti di fornitura sottesi alla propria linea di distribuzione. Tutti questi non sono dati interni, ma atti pubblici trasparenti che si trovano sul sito dell'autorità di gestione. Si evidenzia che questo quantitativo di energia distribuito negli ultimi anni ha subito un trend in leggera diminuzione, imputabile non solo alla crisi economica che ha fermato alcune importanti attività produttive o le ha rallentate, ma anche a un aumento dell'installazione di sistemi di generazione fotovoltaica e, io credo, a una crescente e spero sempre più diffusa cultura del risparmio energetico, su cui stiamo lavorando.
Al 31 dicembre 2015 la società Cva Trading, che dal 2013 ha incorporato Vallenergie, ha fornito energia elettrica a circa 92.600 punti di fornitura, appartenenti al mercato di servizio cosiddetto a maggiore tutela, e 25.500 punti appartenenti al mercato libero. Questo ci dice che la Cva già si sta muovendo per tempo, prima del 2018, verso il cosiddetto mercato libero. Dal dato del 2014 dell'autorità si ricava che circa l'89 percento sul totale dei punti di fornitura situati sul territorio regionale, sono riforniti da Cva Trading. Quindi ci sono tanti competitor, però in questo momento bisogna riconoscere che sul mercato l'azienda si sta muovendo molto bene, perché l'89 percento dei valdostani è collegato a Cva Trading. Relativamente ai punti di fornitura appartenenti al mercato libero, circa 4000 appartengono al segmento business e 21.500 al segmento retail (usi domestici, partite Iva, servizi condominiali). Quindi verso il mercato libero si sta muovendo già anche una realtà significativa di cittadini.
Con riferimento al cosiddetto costo in bolletta dell'energia, bisogna evidenziare che gli oneri amministrati e regolati dall'autorità, quindi incomprimibili, arrivano a seconda dei consumi quasi al 70 percento, da un minimo del 55 percento fino un massimo del 70 percento, quindi la quota residua su cui agire è un 30 percento della bolletta. Pertanto solo una parte del costo residuo è oggetto di riflessione circa la riduzione di prezzo e questa parte ha avuto una costante riduzione negli ultimi tre anni. Quindi il trend di costo di quella parte, cosiddetta 30 percento riscuotibile, è in costante diminuzione.
Per quanto riguarda l'attività di Cva Trading sul servizio di maggiore tutela, si segnala che le tariffe sono state direttamente fissate dall'autorità anche su quella parte del 30/45 percento, che però ha seguito questa linea di diminuzione del costo dell'energia che ci sta portando (1 gennaio 2016) ad avere una riduzione del 5 percento sul segmento di maggiore tutela. Questo è dovuto al fatto che c'è un complessivo calo dei costi, legato alla diminuzione dei prezzi del metano e del petrolio, che ha avuto delle ripercussioni importanti anche sul costo dell'energia elettrica. Sul costo del gas abbiamo una riduzione del 10 percento in bolletta e questa è anche l'occasione per comunicarlo ai cittadini.
Per le attività svolte nel mercato libero, Cva Trading fin dalla sua costituzione ha sempre avuto e continua ad avere una particolare attenzione al territorio valdostano, offrendo condizioni particolarmente competitive. Certo, siamo sul mercato e si presentano altri soggetti che cercano di fare offerte. Per quanto mi riguarda, posso segnalarle una attenzione da parte dell'Assessorato e che su alcune grosse realtà siamo intervenuti sollecitando Cva e avendo un riscontro molto positivo, perché si sono trovate le condizioni perché l'azienda mantenesse il suo contratto in essere. Andrebbe anche ricordato che Cva Trading è risultata aggiudicataria delle gare pubbliche indette da Inva negli ultimi due anni per la fornitura di energia alla pubblica amministrazione. Questo è un vantaggio che ovviamente si scarica su tutti i cittadini valdostani e che dimostra che Cva è competitiva sul mercato. Inoltre, a riprova della soddisfazione della clientela, si fa presente che l'indice di rotazione del cambio di fornitura, nonostante Cva abbia quasi il 90 percento delle quote, è complessivamente al di sotto del 5 percento. Quindi Cva è assolutamente competitiva rispetto agli altri attori del mercato. Certo, succede anche a me di ricevere la telefonata del singolo che mi dice che gli è stata offerta una situazione molto più vantaggiosa. Bisogna stare attenti, perché spesso a due o tre mesi di distanza si scopre l'inghippo di questa offerta vantaggiosa e spesso la persona ritorna poi a fare il contratto con Cva.
Tenuto conto dell'abolizione del servizio di maggiore tutela prevista nell'anno 2018, a seguito delle norme nazionali e del nuovo scenario di mercato, Cva Trading ha predisposto un'offerta commerciale in linea con le migliori offerte presenti sul mercato di riferimento, con cui la società ritiene di poter offrire ai clienti valdostani una buona opportunità per passare al mercato libero.
Questa è la situazione a oggi, poi io naturalmente colgo il suo messaggio e dico che - ma qui è forte quello che può essere un atteggiamento serio e responsabile di tutto il Consiglio regionale - in linea con i programmi di sviluppo, si può con Cva ragionare su uno sforzo ancora maggiore. Ma lei comprenderà che questo determina delle ricadute sui conti generali di Cva e su quello che non dobbiamo perdere e non deve essere toccato, che è la pianificazione degli investimenti. In un'ottica di ragionamento complessivo, naturalmente deve esserci lo sforzo di fare il possibile per rendere ancora più competitivo il nostro territorio, ma non dobbiamo poi, a seconda delle giornate o delle puntate del Consiglio regionale, non tenere conto dello sviluppo complessivo di una società, che è sul mercato e che deve tenere conto delle delicatissime regole di quest'ultimo. Nello specifico, quella di Cva è un'attività produttiva con un'attenzione particolare agli investimenti di lungo periodo e di grande respiro, perché le condizioni ambientali e climatiche stanno fortemente intaccando le nostre grandi riserve di acqua che sono i ghiacciai, quindi ci vuole una grossa cautela nel fare questi percorsi e bisogna guardare al lungo periodo, agli investimenti che ci garantiscano di non trovarci fra qualche anno con una società che poi, magari per eccesso di benevolenza in qualche momento, possa incontrare delle difficoltà. Quindi raccolgo con attenzione le vostre segnalazioni come gruppo del Uvp e dico che si deve riflettere in un'ottica che tenga conto di tutte le esigenze del gruppo.
Presidente - Chiederei all'Assemblea un po' di silenzio, perché effettivamente c'è difficoltà a seguire. Chi ha da discutere su determinati problemi, esca e lasci seguire i lavori a chi li vuole farlo! La parola al consigliere Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Grazie all'Assessore per la risposta anche tecnica e per tutta la serie di dati. Alcune considerazioni politiche. Intanto concordo con lei che ci sono dei venditori ambulanti di energia, ma farei attenzione perché nell'80 percento dei casi si tratta di Enel e io non me la sentirei di definirlo un venditore ambulante di energia. Le telefonate preponderanti sono da parte dell'Enel, che chiaramente è un competitor del gruppo Cva, il quale propone tariffe migliorative. Lo dico perché Enel è un nome che fa presa sull'utente.
Concordo sul fatto che ci sia oggi una grande affezione dei valdostani a Cva, ma facciamo attenzione: tanti valdostani sono con Cva, perché noi abbiamo uno spirito valdostano e prima di passare a un'altra utenza, con tutte le battaglie storiche che abbiamo fatto, ci pensiamo un attimo.
Noi sicuramente non entriamo nel merito delle politiche strategiche di un'azienda come Cva, ma facciamo un discorso politico e lo facciamo quando leggiamo le bollette. Sulle bollette il 75 percento del costo è di trasporto! La gente chiede questo: non potete fare niente? Ma al di là di questo, attenzione a dire che noi vogliamo una Valle d'Aosta green, perché per chi oggi ha fatto investimenti sull'energia pulita (pompe di calore, fotovoltaico), abbiamo creato un'indipendenza da altre fonti, cioè gasolio e carburanti, ma con dei costi elevatissimi, perché per tutto un certo periodo altri utenti hanno applicato una certa tariffa per chi aveva queste possibilità, mentre Cva non l'ha fatto subito, lo sta facendo adesso e ci stiamo lavorando, come lei ha confermato.
Se l'89 percento dei valdostani oggi rimane a Cva, è anche perché abbiamo costruito negli anni una credibilità rispetto a questo. Ma noi crediamo anche che, visto che la produzione di Cva spesso è superiore a quella che è l'esigenza del territorio, una politica tariffaria migliore potrebbe addirittura attrarre ancora più utenti valdostani e non solo. Noi non entriamo nel merito delle politiche tariffarie, ma probabilmente -non lo sappiamo - a utenti che non sono già loro clienti non arrivano le telefonate da Cva. Però noi crediamo che con una tariffa ancora più vantaggiosa si darebbe un beneficio ai valdostani, ma anche la possibilità di acquisire fette di mercato ancora più importanti.
Crediamo che la cultura del risparmio energetico, di cui lei parla, si faccia capire alla gente soprattutto se ci sono dei risparmi, altrimenti la gente ritorna sul gasolio. Se vuole, le porterò esempi di chi ha un tornio e vive di energia elettrica, di quanto paga rispetto ad altri che hanno fatto altre scelte, tanto che a un certo punto pensa di prendersi un gruppo elettrogeno per risparmiare! Questo non va bene.
Io prendo atto con soddisfazione, perché ci interessa la prospettiva e risolvere i problemi da oggi in avanti. La questione più importante dell'ultima parte del suo intervento, secondo me, è di costituire un raccordo. Lei dice che siamo stati sollecitati da grosse realtà, siamo intervenuti su Cva e i risultati sono arrivati, ma ci sono anche tutte le piccole realtà che magari non vengono a trovarla e non vanno a trovare nessuno: a costoro cosa gli diciamo? Magari non li conosciamo neanche, perché la gente paga e sta zitta, mentre tanti si lamentano.
Quello che noi cerchiamo di far capire è che sarebbe importante riuscire a creare una codificazione del mondo che voi rappresentate, cioè quello delle imprese, dei piccoli distributori, dei commercianti, dei consumatori. Sarebbe importante riunire un tavolo per riuscire a fare una verifica, compatibilmente con quello che si può fare, perché è inutile dire che facciamo una cosa se poi non si può farla. Però noi crediamo che agevolando ulteriormente le politiche tariffarie, daremmo un beneficio ai valdostani e faremmo sicuramente anche il bene dell'azienda, perché avrà ancora più utenti. È questo che stanno facendo gli altri e come lo fanno gli altri, lo potremmo ben fare anche noi, in quanto Cva. La politica aggressiva di prendere fette di mercato, come la fanno gli altri? Ti chiamano e ti propongono una simulazione sull'ultima bolletta per dimostrarti il risparmio.
Al di là del trucco, che c'è o che non c'è, noi vorremmo che effettivamente oggi i valdostani possano percepire che il commerciante, il grande industriale, il piccolo artigiano, l'utente domestico può pagare meno queste bollette, soprattutto se ha fatto scelte di vita sul risparmio energetico, perché così si incide su una comunità e così si va nella direzione di educare al green e a ciò che è una capacità di cambiare. Ma se la gente paga di più, difficilmente la faremo cambiare.
