Oggetto del Consiglio n. 1970 del 5 aprile 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1970/XIV - Interpellanza: "Revisione della tempistica per l'effettuazione delle visite presso l'Ospedale regionale".
Follien (Presidente) - Punto n. 22 dell'ordine del giorno. Per la risposta, la parola all'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - Sì, grazie.
Quello che lei propone, cioè una revisione della tempistica per le visite presso l'Ospedale Parini, è sicuramente logico e dovrebbe già essere attivato e funzionante da tempo. Infatti le attività ambulatoriali in azienda USL della Valle d'Aosta sono da anni gestite da un centro unico di prenotazioni che organizza le agende di numerose specialità concordate secondo i tempi di visita. Infatti la visita non viene prenotata dalle 14.00 alle 16.00 perché tiene conto di un orario preciso, prevedendo i 30 minuti nella maggior parte delle visite. È necessario quindi rivedere e analizzare il perché ci sono state delle code, e nell'interpellanza non c'è scritto in quale settore specifico. È chiaro che questa tempistica prevista in modo preciso può alterarsi, può saltare per delle emergenze, perché il professionista ha un contrattempo e in quel momento non può partecipare. È anche vero che è un periodo di riorganizzazione; il fatto della legge europea che diminuisce le disponibilità degli operatori in ospedale, delle necessità di riposi, sta comportando un'esigenza di riorganizzazione che è già partita con la riassunzione di personale. È stata comunque disposta un'analisi per quello che lei segnala, per vedere in che settore ci sia stata questa criticità. Grazie.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Viérin Laurent.
Viérin L. (UVP) - Grazie Presidente.
Questa iniziativa, un po' sulla falsariga di altre iniziative che abbiamo presentato, ha semplicemente un obiettivo: riuscire a semplificare le cose che tante volte ci sembra impossibile possano succedere. L'organizzazione e il metodo in ogni cosa sono fondamentali, perché se non ci sono metodo e organizzazione...magari abbiamo anche le più belle strutture, le più belle cose del mondo, ma occorre organizzarsi in modo adeguato. Quello che succede agli utenti in questo periodo - lasciamo stare il passato - è una carenza nel sistema di prenotazione sia delle visite, ma anche dei trattamenti che devono essere fatti, la maculopatia uno su tutti; ci sono queste persone che vanno, si fanno curare l'occhio periodicamente, e il sistema di prenotazione prevede che uno si prenota e gli si fissa un orario. Ora io mi chiedo: se si sa che questa persona passa all'una o alle due del pomeriggio, perché lo si fa venire alle 9.30? Domanda. Le persone dicono che una o due ore ci possono stare, ma tutta la mattina...persone che tra l'altro ci chiedono se non possiamo organizzare in modo diverso; visto che viene dato loro un appuntamento alle 9.30, magari che ad un altro paio di persone venga dato appuntamento alle 11.00 e ad altre ancora che sia dato un appuntamento alle 13.00. Questa è semplice organizzazione! Non sono grandi temi politici o ideologici e tante volte impegnarsi in un settore significa andare a verificare queste cose.
Noi spesso segnaliamo puntualmente, e non ci sembra neanche il fatto di andare sul caso singolo, ma quando ci sono diverse segnalazioni nasce il sintomo che magari qualcosa non funziona. Il ruolo di Consigliere, che sia di maggioranza o di opposizione, non è quello di andare dietro a tutto ciò che succede. Siamo però a disposizione della comunità e dobbiamo recepire tutto ciò che proviene dalla comunità, sapendo che siamo dei filtri e dovremmo essere in grado di capire le lamentele alle quali si possono dare rapide risoluzioni, lamentele magari non proprio fondate al 100 percento, ma quando siamo davanti a casi che prevedono una semplificazione ci permettiamo di dire che probabilmente basta un minimo di riorganizzazione. Non pensiamo che "quel giorno" ci siano centinaia di persone che vadano per quelle visite specifiche; il giorno è fissato da loro, l'orario è fissato da loro, pertanto gli utenti si chiedono perché devono aspettare quattro o cinque ore. Questa non è la classica interpellanza sui tempi d'attesa, però fa parte di una metodologia che con pochi aggiustamenti potrebbe riuscire a far funzionare meglio le cose, che poi è l'obiettivo che noi tutti stiamo perseguendo.
Lei conosce meglio di tutti noi com'è codificata quella parte di organizzazione, e non facciamo responsabilità alle persone; semplicemente le persone, pur con la buona volontà, se l'organizzazione messa in piedi è di un certo tipo, probabilmente lavorano male anche loro e devono anche loro rispondere agli utenti in un certo modo. Se quindi si riuscisse - e poi ce lo farà sapere, Assessore - ad organizzare in modo tale che, se uno prenota una visita e gli si fissa l'orario delle 9.30, ci sia nel primo lasso temporale un tot di utenti fissati allo stesso orario e gli altri vengano poi scalati nel corso della giornata, come è in ogni momento di codificazione organizzativa in tutti i settori, è meglio. Perché poi effettivamente diventa un disagio non solo sui tempi di attesa, ma anche fisico, si è lì per curarsi, non si è in fila alla Posta per la pensione, quindi è anche un momento delicato, un momento di vita e di salute che si deve già affrontare, e tante volte riguarda le persone anziane.
Le chiediamo quindi di farci la cortesia, nella riorganizzazione, di avere un occhio di riguardo e di attenzione anche alle tempistiche e alle complicazioni provenienti da un settore che spesso dà esiti buoni o molto buoni a livello di terapie, ma organizzativamente ha qualche falla. È importante riuscire ad ovviare a queste cose, perché sono molto sentite dalla comunità, e credo che lei lo sappia meglio di noi, perché ha operato tanti anni in quel settore, da amministratore e da medico, e quindi sa quanto è delicato. Grazie.
