Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1937 del 22 marzo 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1937/XIV - Interpellanza: "Individuazione di giovani neolaureati da assegnare alle Unités des Communes a sostegno degli operatori rurali per lo sfruttamento delle risorse previste nel nuovo piano di sviluppo rurale".

Rosset (Presidente) - Riprendiamo l'ordine del giorno con il punto n. 27. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

Riprendiamo in quest'interpellanza un argomento che avevamo già affrontato appena un mese fa con un'altra interpellanza riguardante le ricadute sul territorio della programmazione europea in termini generali. Rispetto a quella volta, l'approccio è un po' diverso perché questa volta ci occupiamo del GAL (Gruppi di Azione Locale), ma sempre di programmazione europea si tratta.

Come l'altra volta, avevamo evidenziato, a nostro avviso, un costo eccessivo di tutta quella parte che riguarda la burocrazia e la gestione dei programmi di funzionamento degli stessi. Il funzionamento dei tre GAL che sono stati attivati nella programmazione 2007-2016, per quanto riguarda il solo funzionamento, assorbe dal 20 al 30 percento circa delle risorse complessivamente a disposizione. A nostro avviso, si tratta di una percentuale piuttosto significativa, anche eccessiva, questo tanto più che sono sempre dei costi che poi vengono dati a dei professionisti, che di solito sono sempre gli stessi, che in certi casi anche usare il plurale diventa addirittura esagerato, all'appannaggio di questi progetti sono spesso - per non dire sempre - gli stessi. Questi due elementi li abbiamo già evidenziati in un'altra occasione. Proprio per questo, prendiamo ad esempio il GAL dell'Alta Valle, su 1,976 milioni di euro 640 mila euro sono affidati per il funzionamento stesso del GAL, vale a dire il 33 percento, un terzo va in questa direzione, mentre per il GAL della Media Valle questa percentuale si abbassa al 23, tra l'altro, su una disponibilità maggiore di circa 2 milioni e qualcosa e ancora più basso per il GAL della Bassa Valle, una percentuale di circa un 1 percento in meno su un totale di 2,243 milioni. Totale del GAL: la percentuale per il funzionamento è di circa il 21 percento e in termini assoluti intorno ai 514 mila euro. Sono cifre notevoli, ci chiediamo se queste restano nell'ambito di quanto è previsto e soprattutto anche in funzione delle disparità all'interno di questi tre GAL dei costi di funzionamento.

Un altro aspetto che volevamo evidenziare è quello del fatto che manca un cambio generazionale alla gestione di questi programmi, sono sempre i soliti professionisti ed è necessario uscire da una dimensione esclusivamente burocratica per avere maggiore concretezza e assistenza concreta ai progetti e magari perché no? - questa è soltanto un'ipotesi - si potrebbero trovare altri meccanismi per affidare all'interno di ogni comunità ad un giovane neolaureato in materie vicino a quelle legate alle attività dei GAL un'attività di animazione più puntuale e di informazione rispetto alle possibilità: primo, per avere maggiore efficacia del lavoro e dei programmi, ma anche per formare nuove professionalità che in un secondo momento potrebbero tornare utili, anche perché, come evidenziavamo in un'altra occasione, tra l'altro, sostanzialmente con l'accordo anche del Governo regionale, c'è un problema di ricambio generazionale e di necessità di nuove professionalità all'interno di questo settore. Grazie.

Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Testolin.

Testolin (UV) - Grazie Presidente.

Rispondo volentieri a quest'interpellanza, riportando anche delle cifre che divergono un po' da quelle presentate dal collega Bertin, che si era premurato comunque di acquisire tutta una serie di informazioni, ribadendo, ad esempio, come i costi di gestione e di animazione dei GAL afferenti al periodo 2007-2013 sulla misura 431, che sono le risorse destinate a questo tipo di attività sul territorio, corrispondono al 17,2 percento della dotazione finanziaria spesa dal GAL Alta Valle d'Aosta, al 15 percento della dotazione finanziaria per il GAL Media Valle e al 17,1 percento della dotazione finanziaria per il GAL Bassa Valle, dove queste somme rientrano in tutti e tre i casi nei limiti regolamentari che fissano la somma massima delle spese di gestione e animazione nel 20 percento rispetto alla somma spesa sul totale della misura 413, e questo è imposto comunque da un regolamento che è stato evidentemente rispettato.

Rispondendo alla seconda domanda, probabilmente può emergere qual è la discrasia nell'interpretazione dei dati. Sottolineiamo che le discordanze significative tra le somme spese e la sola gestione di animazione dei tre GAL non corrispondono a quello che è stato utilizzato per le spese tecniche, ma diversamente è se tali cifre si sommano alle spese per l'attuazione dei progetti realizzati direttamente dai GAL, dove emergono effettivamente delle significative differenze che sono dettate dal numero di progetti realizzati dai vari GAL, che nello specifico sono stati quattro per l'Alta Valle, cinque per la Media Valle e due in Bassa Valle, il che porta effettivamente a degli importi che sono diversi a seconda del GAL di riferimento. A questo proposito, io ho preparato uno schema riepilogativo che posso far avere al collega se lo ritiene opportuno.

Per quanto riguarda la terza domanda che porta su quella che sarà la gestione dei prossimi GAL, effettivamente l'input che viene lanciato è un po' l'input che l'Amministrazione regionale intende passare a chi sarà il gestore dei nuovi gruppi di azione locale, cioè quello di utilizzare il meno possibile di risorse da destinare alla progettazione, ma di utilizzare il più possibile delle risorse per "ritornare" sul territorio degli interventi che abbiano una certa efficacia ed efficienza. A questo proposito, però va anche sottolineato che nei prossimi mesi uscirà il bando per la determinazione di chi andrà a gestire questo nuovo gruppo di azione locale per il periodo 2014-2020, ma sarà compito del GAL stesso e non nell'Amministrazione regionale andare a ricercare le risorse che dovranno gestire quest'attività da un punto di vista tecnico-amministrativo. Evidentemente, a mio avviso, sarebbe opportuno che si trovassero delle risorse interne all'Amministrazione da valorizzare e da formare anche in questo senso, soprattutto per l'approccio a tutte le normative molte volte anche complesse che i fondi europei richiedono, in questo modo andando a risparmiare una somma anche importante da destinare invece a delle attività da svolgere sul territorio, a degli interventi puntuali, e su questo concordiamo, lo sforzo e l'indicazione dell'Amministrazione saranno assolutamente in questo senso, la decisione non sarà però dell'Amministrazione nel rispetto dei ruoli delle varie figure in campo. Grazie.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

La priorità, come sottolineavo in precedenza e come sottolineava anche lei, è quella di ridurre al minimo questi costi di funzionamento dei GAL per avere il massimo di ricaduta sul territorio delle attività. Certamente l'Amministrazione magari non potrà farlo direttamente, ma quest'aspetto è nell'interesse della collettività. Pertanto, visto che la Regione è il principale attuatore, ha comunque un dovere di controllo su questi aspetti e deve mettere come priorità quella di contenere al massimo le spese relative al funzionamento di questi GAL, come concordavamo. Se poi mi passerà la documentazione, la analizzerò nel dettaglio.

La premura che avevamo rispetto a questa programmazione era quella di mettere in evidenza che bisogna massimizzare i risultati sul territorio, minimizzando tutti questi aspetti, costi di funzionamento che pesano comunque in modo significativo, andando a rendere più efficiente l'attività di animazione sul territorio con un contatto diretto con chi poi i risultati di questi programmi li deve comunque gestire, evitando il più possibile di utilizzare i soliti circuiti, cercando anche, come dicevamo, di creare nuove professionalità all'interno o all'esterno dell'Amministrazione. Questa deve essere un'altra delle priorità in questo settore, che sta diventando sempre più importante anche in ragione della diminuzione delle possibilità finanziarie dell'Amministrazione regionale. Grazie.