Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1936 del 22 marzo 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1936/XIV - Interpellanza: "Riorganizzazione da parte dell'Azienda USL della struttura complessa di Medicina e Chirurgia d'urgenza e accettazione".

Rosset (Presidente) - Proseguiamo con il punto n. 28 per la momentanea assenza del Consigliere Bertin. Per l'illustrazione, chiede la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Grazie.

Perché quest'iniziativa? Qualche mese fa discutemmo in maniera esplicita, diretta della riorganizzazione all'interno dell'Azienda USL valdostana e facemmo una domanda puntuale al Governo regionale chiedendo proprio: "dove e come avete risparmiato qualche soldino pubblico?". La risposta ci fu data in maniera diretta questa volta e proprio sulla libera professione queste sono state le parole del Governo regionale: "si sono unificati i due Dipartimenti e il risparmio è stato di 20 mila euro, ma soprattutto si è ridotta la spesa della libera professione. Nel 2014 c'erano 800 mila euro di risorse aggiuntive, di cui 500 mila utilizzate per i turni in più e per l'emergenza che non ci sono più - così ci è stato detto - e si è ridotta notevolmente la spesa per il personale, quindi il risparmio complessivo è di circa 991 mila euro. Ora, è chiaro che questo risparmio e questa riorganizzazione non devono avvenire solo per il sistema di emergenza, infatti noi abbiamo stoppato la riorganizzazione, perché, come diceva qualcuno in Commissione - cioè noi, la parte della minoranza -, questo verrà effettuato anche da altre parti". Ho letto questo passaggio, dal nostro punto di vista, importante, dove si spiegano le scelte fatte dall'azienda un po' di mesi or sono.

Una piccola premessa. Nel dicembre 2014 la chirurgia d'urgenza passa dalla Medicina e Chirurgia d'accettazione e d'urgenza, che sapete tutti equivale al Pronto soccorso, alla Chirurgia generale (di questa cosa, apro una parentesi, ci sono pochissimi "esemplari" in tutta Italia). Come dire? Si priva il Pronto soccorso dei chirurghi d'urgenza che, oltre ad operare in urgenza, quindi devono essere reperibili, si occupano delle urgenze chirurgiche del Pronto soccorso; dopo un anno e mezzo i chirurghi d'urgenza ritornano invece in Pronto soccorso - e qui c'è un "ma", e gradiremmo avere invece una risposta puntuale dal Governo regionale - non in orario istituzionale o contrattuale, ma in libera professione. In libera professione vuol dire che, oltre il tuo contratto che hai, costo dell'azienda 80 mila, 100 mila, 120 mila, 130 mila, è possibile fare delle ore in più, farsele pagare dall'azienda: quest'ammontare al termine dell'anno viene riconosciuto a fronte delle ore in più. Tutto questo era stato detto e fatto solo pochi mesi or sono dicendoci che lì c'era stato il vero e grande risparmio.

Chiediamo quindi al Governo regionale di conoscere: "se è vero quanto riportato in premessa e se intende condividere tale scelta alla luce di quanto affermato nei mesi scorsi in relazione ai risparmi derivanti dalla riorganizzazione della Medicina d'urgenza e dalla forte riduzione della libera professione". Des deux l'une, o da una parte o dall'altra quindi c'è qualcosa che ci manca, o non abbiamo tutte le informazioni per fare il punto della situazione. Grazie.

Presidente - Per la risposta, chiede la parola l'Assessore Fosson, ne ha la facoltà.

Fosson (UV) - Grazie.

Molto volentieri le darò delle precisazioni e spero che lei mi ascolterà in un discorso molto tecnico. Quest'interpellanza mi permette anche con una premessa di rispondere sempre sull'argomento delle campagne di stampa di questi giorni, in cui, forse per una riorganizzazione che vogliamo fare, hanno cominciato a dire che i medici se ne vanno, i medici scappano: questo non è assolutamente vero, anche se c'è una dimissione fisiologica di alcuni medici per raggiunti limiti di età. Noi quest'anno faremo sette concorsi primariali, perché sette primari sono andati in pensione per questioni previdenziali.

Rispetto al discorso che facevamo, si deve accettare che la norma del 25 novembre 2015 sugli orari di lavoro ha stravolto veramente tutta l'organizzazione: per esempio, in Pronto soccorso c'era il turno normale di un medico che lavorava il mattino e la notte, adesso, quando si lavora la notte per 11 ore, non può più fare un altro turno; questo ha portato anche nelle regioni vicine ad una grande apertura delle assunzioni che prima non c'era, per esempio, in Piemonte. Soprattutto quindi sull'emergenza abbiamo delle difficoltà, emergenza di anestesisti assunti in Valle e, alcuni di questi che hanno voluto tornare in Piemonte, nella loro regione d'origine. Faccio presente che molti dei medici che sono andati via dalla Valle d'Aosta nel tempo sono andati via per fare poi i primari, perché il nostro ospedale è un posto dove il medico e il chirurgo vengono formati in un certo modo. Questa questione degli orari ha sicuramente portato ad una nuova organizzazione, è una nota europea.

Premetto che non sono d'accordo, sui suoi dati in percentuale, perché io li davo in minuti, ed è chiaro che se da due minuti diventano quattro minuti, è sempre il doppio, cioè il 50 percento. Però se andiamo a vedere le attese dell'ictus in una regione come l'Emilia-Romagna, il codice giallo è 13 minuti, questo lo dico per un aspetto nostro.

I dati che io le do qui sono dati firmati dal Direttore generale. La riorganizzazione ha voluto far sì non che non ci fosse più il chirurgo, ma che il chirurgo fosse in sala operatoria, anche perché in tutti gli ospedali d'Italia ormai si va verso il medico unico di accettazione e di emergenza, anche perché c'è la nuova specializzazione che si è fatta largo in tutta Italia come in Francia.

Cercando di rispondere con queste premesse, cioè la necessità del medico unico, come in tutti i Pronto soccorso e mandando i chirurghi in sala operatoria...si è mantenuta ancora la presenza del chirurgo; non è vero che sono tornati i chirurghi: i chirurghi sono tre, attualmente destinati al Pronto soccorso e sono ancora in questo servizio, anche perché non tutti i medici, nonostante la preparazione e il corso di formazione, sono ancora pronti a fare il medico unico dell'emergenza. Sono attualmente in servizio 15 dirigenti medici, alcuni con limitazioni in questo servizio, mentre l'organico del MCUA, quando è avvenuta la riorganizzazione, era di 18 dirigenti medici più il responsabile, quindi adesso sono 15.

Che cosa ha fatto l'azienda? L'azienda ha sicuramente messo in moto tutto un programma di assunzioni regolari con un bando a tempo determinato attraverso colloqui e un concorso per posti a tempo indeterminato: questo è quanto è stato fatto. Le dico ancora per onestà che in questo momento ci sono tre gabinetti medici aperti tutto il giorno: due medici e uno con capacità chirurgiche con il chirurgo, tre tutto il giorno più il medico per le osservazioni e i ricoveri temporanei, in più anche il dirigente che è di supporto quando c'è un'urgenza e questi sono due di notte, più una reperibilità. Con un ospedale tutto attorno, con molti chirurghi sempre disponibili a venire, con una rianimazione che è a dieci metri, in cui di giorno ci sono tre anestesisti sempre presenti, quindi in una situazione molto coperta per quanto riguarda i turni. Comunque provvisoriamente, in attesa che questi bandi siano espletati, si è aperta una LPA che non utilizziamo più da nessuna parte, che prima però era una LPA aggiuntiva, rispetto al fatto che avevano dei progetti: ecco perché si è ridotto quello che si poteva ridurre e non si è più utilizzata la LPA. In questo momento invece la LPA è stata sostitutiva, non aggiuntiva, immettendo nel servizio del Pronto soccorso alcuni medici che la volevano fare. I medici che vengono a farla sono dei medici che lo fanno chiaramente a titolo volontario, ma di alte capacità, nel senso che sono medici con un'anzianità, che hanno lavorato per molto tempo in Pronto soccorso quando quel reparto non aveva un organico suo - io per 20 anni almeno ho fatto notti e giorni in Pronto soccorso -, per cui provvisoriamente questi medici con un possesso di una specializzazione medica chirurgica equipollente faranno qualche turno sostitutivo e così di notte qualche chirurgo lavorerà nei turni non in organico al Pronto soccorso, turni però in cui sono sempre coinvolti medici e professionisti di alta esperienza.

Sui costi si precisa che il costo orario lordo azienda per un'ora di servizio notturno in libera professione a favore dell'azienda è di 45 euro, mentre il costo orario medio di un dirigente medico dipendente è di circa 60 euro all'ora, il costo annuale medio è di 90 mila euro per un debito orario medio contrattuale di 1500 euro all'anno. In questo momento quindi in un modo temporaneo viene usata la LPA con dei professionisti di alta esperienza per supplire a questi turni che saranno coperti da bandi, con evidentemente anche un risparmio, anche se non è quello che cercavamo, perché noi, come dicevo, andiamo verso il desiderio di coprire tutti i turni e gli organici di un servizio come quello del MEA.

Presidente - La parola al Consigliere Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Incastrare tutta "l'architettura" non è semplicissimo, però è molto semplice invece focalizzare il dato tecnico-politico, Assessore Fosson. Prima li caccia dal Pronto soccorso e poi li fa rientrare dalla finestra...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

...un attimo, c'è un di cui...io l'ho ascoltata Assessore...li fa rientrare dalla finestra in LPA. Cosa vuol dire? In libera professione. Questo è il dato politico.

Secondo dato: lei ci ha fatto queste affermazioni che io ho letto poc'anzi, a fine novembre la legge era già approvata, quindi conoscevano perfettamente qual è la legge di modifica degli orari di lavoro.

Terzo dato. Lei sa che non c'è una delibera, l'azienda ad oggi non ha fatto nessuna delibera, c'è una letterina che mette in campo quello che lei sta dicendo. C'è una piccola lettera all'interno dell'azienda, dove va a dire proprio le stesse cose che lei oggi mi ha confermato sull'importo giusto: 45 euro l'ora, sui turni, giusto in Pronto soccorso, giusto anche il discorso dell'accettazione d'urgenza, chirurgia equipollente. Tutto giusto. C'è una piccola letterina interna. Lei è venuto in Consiglio tre-quattro mesi fa a dirci: "stiamo andando in quella direzione", si cambia la direzione? Si fanno delle delibere all'interno dell'azienda dove si dice: "ragazzi, qui il conteggio non sta più in piedi, abbiamo bisogno - come diceva lei - di medici in Pronto soccorso, abbiamo dei professionisti validi, possiamo farli lavorare durante la notte, li paghiamo in libera professione - l'ha detto lei, lo dico anch'io - oltre al loro orario di lavoro", e lo scrivete nero su bianco su una delibera, non su una letterina che fate girare nel giro di qualche settimana e, di conseguenza, si va nella direzione che dicevo poc'anzi. Oggi quindi lei ci conferma che si riapre a tempo praticamente determinato, l'ha detto lei, però il dato politico è che c'è di nuovo la libera professione in Valle d'Aosta per "X" mesi, saranno 3, 6 o 12 mesi. Prima cacciano i medici dal Pronto soccorso, li fanno rientrare dalla finestra in libera professione e non c'è neanche una delibera aziendale, cioè l'USL non ha fatto neanche la delibera. Noi siamo un po' preoccupati, ma all'interno dell'azienda esiste un'organizzazione? Cambiare idea è legittimo, cambiare posizione è legittimo, poi bisogna dare gambe e corso mettendo in campo degli atti amministrativi che dicano nero su bianco cosa state facendo, altrimenti è la giungla! Le assicuro che all'interno la giungla in questo momento è alta, tant'è vero che neanche i cambi di direzione vengono formalizzati con degli atti amministrativi. Il dato più delicato, più fragile è che prima si decide di andare verso Courmayeur, poi in pochi mesi si decide di andare verso Pont-Saint-Martin e poi non si ufficializza neanche l'atto amministrativo per dare gambe e corso a quello che si è deciso, cioè di riaprire la libera professione in Valle d'Aosta al costo di circa 45 euro all'ora oltre al contratto, un costo azienda possiamo dire di 80-100-120 mila euro annui: questo è dovuto all'organizzazione del manager all'interno della nostra Azienda USL.

Noi terremo alta indubbiamente l'attenzione, il profilo proprio perché riteniamo che un'azienda debba fare i propri passi, le proprie modifiche, uno, con dei regolari atti amministrativi e, due, che la popolazione tutta valdostana sappia che tre mesi fa è stato detto in quest'aula: "stiamo azzerando la libera professione perché ce la facciamo, perché ha senso, perché risparmiamo", da poche settimane si sta riaprendo un'altra strada che è quella di nuovo della libera professione. Come dicevo prima nelle premesse, des deux l'une, ma non tutte e due però. Grazie.