Oggetto del Consiglio n. 1732 del 20 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1732/XIV - Interpellanza: "Interventi finalizzati alla chiusura del ciclo rifiuti in ambito regionale".
Follien (Presidente) - Il punto n. 19 andrà trattato congiuntamente al punto n. 27 dell'ordine del giorno. Punto 20 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Questo Consiglio ha appena approvato il piano di gestione dei rifiuti per il prossimo triennio e già oggi torniamo a riparlare della questione, prima il collega Cognetta, adesso noi del gruppo di ALPE.
Torniamo sulla questione perché nel frattempo sono arrivate delle novità, a nostro avviso, interessanti e che potrebbero avere delle conseguenze importanti per il destino dei rifiuti in Valle d'Aosta. Nel piano con le normative che esistevano nel momento in cui il piano è stato approvato c'era una parte che prevedeva di esportare una parte dei rifiuti, quelli che sostanzialmente bruciano bene, ad alto potere calorifico, fuori dalla Valle d'Aosta per essere destinati ad impianti di incenerimento. Il collegato ambientale alla legge di stabilità dello Stato ha tolto una norma, che era quella che obbligava la Valle d'Aosta sostanzialmente a non poter chiudere il ciclo nella regione, ma ad andare su impianti fuori Valle, proprio agli impianti di incenerimento. È stato trascritto in legge, la legge ormai ha anche una sua dicitura autonoma, la n. 221/2015, per cui quel divieto, che era un ostacolo e che ha portato anche dei problemi dal punto di vista dei contenziosi che sono ancora in atto...perché una cosa che veniva contestata era l'impossibilità per la Valle d'Aosta di chiudere il ciclo in Valle e di avere un'autosufficienza, cosa che invece quest'articoletto ha eliminato. Visto che c'è stata un'evoluzione importante dal punto di vista normativo e che le ricadute possono essere non trascurabili, noi del gruppo ALPE chiediamo quali sono le intenzioni del Governo rispetto a quest'aspetto, cioè se è intenzione di andare in quella direzione, oppure, visto che la normativa ha di fatto tolto un obbligo, se si può ripensare ad altre scelte che noi riteniamo più virtuose anche dal punto di vista dell'assunzione delle responsabilità per la nostra Valle. Non portare più rifiuti fuori comporta sì un'agevolazione, ma comporta anche di assumerci delle responsabilità in più, perché ovviamente non si può dire: "noi, in base alla gerarchia, non inceneriamo, ma poi buttiamo tutto in discarica", perché giustamente bisogna fare un passo aggiuntivo: bisogna andare a fare finalmente quella prevenzione su cui ancora tante cose sono da fare, ma la sfida finale è quella: come riuscire a non andare ad incenerire e come non intasare le discariche e soprattutto come non far aumentare le tariffe, visto che ormai la strada intrapresa è quella che l'indifferenziato in discarica costa sempre di più, giustamente, ma come non incidere sulle tariffe dei cittadini, perché i risultati migliori con il sistema messo a regime fa sì che la sfida possa essere vinta in questo senso. Grazie.
Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Bianchi.
Bianchi (UV) - Grazie Presidente.
Il collegato ambientale alla legge di stabilità del 2014, approvato in via definitiva dal Parlamento il 22 dicembre 2015, riporta all'articolo 46 l'abrogazione della norma sul divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti aventi un potere calorifico superiore ai 13 mila KJ. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 18 gennaio, quindi ieri, e troverà applicazione il 2 febbraio 2016.
Nello stesso tempo il Governo, con l'articolo 8, comma 3, del decreto-legge del 30 dicembre 2015 (Proroga dei termini previsti dalle disposizioni legislative), ha previsto la proroga al 29 febbraio 2016 delle disposizioni che prevedevano lo slittamento dell'entrata in vigore del divieto previsto dalla legge n. 36/2003. Si ritiene però in ogni caso che detta disposizione non possa essere letta in modo semplicistico, come riprendeva lei, collega Roscio, tale da prevedere che i rifiuti urbani o i residui derivanti dal trattamento dei rifiuti possano essere tranquillamente collocati in discarica. In ogni caso allo stato attuale e tenuto conto di quanto prevede il Piano regionale di gestione dei rifiuti - perché prevedeva le due cose - approvato con legge regionale, vi è la possibilità di smaltire i rifiuti in discarica, compresi quelli aventi appunto un potere calorifico superiore ai 13 mila KJ, nella fase transitoria prevista dal piano stesso per i rifiuti attualmente smaltiti nei tre lotti di discarica in esercizio così come indicato dai capitoli 4 e 4.1 del documento di piano appena approvato, fase che terminerà con l'attivazione del nuovo sistema integrato di recupero e di smaltimento. Allo stato attuale, pertanto, non vi è l'esigenza di avviare all'incenerimento fuori regione rifiuti urbani.
Per quanto concerne il trattamento e l'avvio a recupero e smaltimento dei rifiuti urbani nelle diverse situazioni di piano, è chiaro che la Regione intende rispettare puntualmente le prescrizioni normative, ivi comprese quindi le tipologie di rifiuti che potranno essere collocati in discarica. È bene tenere peraltro presente che è in forte evoluzione a livello comunitario la revisione della normativa riferita alla gestione dei rifiuti urbani, ivi compresa la disciplina delle discariche. In particolare, in data 2 dicembre 2015, la Commissione europea ha licenziato un documento che riporta la proposta di revisione delle direttive sui rifiuti e sulle discariche, così come predisposta a seguito della fase di consultazione pubblica conclusasi con la proposta di una direttiva presentata nel luglio del 2014. A seguito dell'approvazione di tale nuova direttiva, lo Stato italiano dovrà novellare la norma contenuta nella parte quarta del decreto legislativo del 3 aprile 2006 n. 152, ma soprattutto quella contenuta nel decreto legislativo 13 gennaio 2003 n. 36 sulle discariche.
Da informazioni fornite dal Ministero dell'ambiente in occasione di una recente riunione tecnica già nella scorsa settimana, gli Stati membri e la Commissione si sono riuniti per la definizione del testo di direttiva comunitaria di recepimento degli indirizzi contenuti nel documento sopra richiamato. Le principali novità riguardano non solo i maggiori limiti che saranno fissati per il recupero certo dei rifiuti valorizzabili, ma anche i limiti molto restrittivi di smaltimento in discarica dei rifiuti urbani, ancorché residuali dal trattamento. Appare chiaro pertanto che nell'individuazione delle modalità di gestione dei rifiuti, ivi compresi quelli residui da trattamento, si dovrà tenere conto anche dell'evoluzione normativa in materia. Sarà in ogni caso cura dell'Assessorato informare la commissione competente sull'evolversi di questa normativa.
Preme peraltro sottolineare che gli obiettivi gestionali posti dal nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti risultano pienamente coerenti anche con le nuove disposizioni riportate nel documento del 2 dicembre 2015: quello riguardante la Commissione europea. Documento che non modifica affatto ma potenzia la corretta applicazione della gerarchia di gestione dei rifiuti, obiettivi che il Governo regionale è fortemente impegnato a perseguire, sempre più volto ad un utilizzo residuale della discarica. Grazie.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Eravamo quasi alla buona notizia, nel senso che l'evoluzione normativa degli ultimi 20 anni, soprattutto a livello europeo, va verso l'istituzione di adempimenti sempre più restrittivi sul conferimento in discarica e che vanno sempre di più a premiare l'economia ciclica e il recupero di materiale. Adesso quindi si va giustamente in quel solco, su cui la nostra Regione ha dettato dei principi con il piano, però la loro attuazione è ancora un percorso che è in fase di realizzazione e quindi non l'abbiamo ancora visto. Dicevo quasi una buona notizia, perché la buona notizia poteva essere quella che è vero che non c'è ad oggi l'esigenza, ma quella che la Regione Valle d'Aosta decideva di non ricorrere all'incenerimento, perché l'idea era quella di andare a potenziare invece tutte quelle iniziative per arrivare all'economia circolare, la riduzione, quindi anche il non conferire in discarica materiale non trattato. Ovviamente seguiremo il tema, ma ci pareva questa nuova norma, questo vincolo che era stato tolto qualcosa che andasse nella giusta direzione per agevolare il lavoro e per fare un percorso virtuoso nella nostra regione. Grazie.
