Oggetto del Consiglio n. 1727 del 20 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1727/XIV - Interpellanza: "Mancata utilizzazione dell'intera disponibilità finanziaria a valere sul fondo di rotazione microcredito FSE, costituito presso la Finaosta nell'anno 2013".
Viérin M. (Presidente) - Punto 14 dell'ordine del giorno. La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Président.
Quest'interpellanza, un po' com'è successo per il collega Bertschy prima, è un'interpellanza che è stata presentata prima della proposta che abbiamo esaminato in commissione per quel che riguarda la trasformazione del microcredito in microprestito. Per quel che ci riguarda, è la terza iniziativa che presentiamo con questo soggetto, per quel che riguarda quest'utilizzo del fondo di rotazione e vorrei proprio fare alcune considerazioni: la prima è che chiaramente dei quattro quesiti che poniamo io penso che l'unico che desti ancora un po' di interesse sia il primo, perché il resto bene o male è scritto nei contenuti della delibera, pertanto quello che è importante che si sappia sono i numeri riferiti all'importo definitivo erogato per quanto riguarda le microimprese valdostane.
Per quello che riguarda i contenuti, io le dissi, Assessore, all'atto del suo insediamento che non avrei avuto alcun motivo di schiacciare il pulsante e dirle che quando un'iniziativa è posta bene...e bisogna riconoscere che questa proposta di delibera che lei ha presentato in commissione e oggetto di quest'interpellanza è stata impostata nell'interesse delle imprese valdostane. Ora, a nostro parere, non è così importante se il merito sia tutto suo, Assessore, o dei suoi dirigenti se in qualche maniera abbiano influito le tre interpellanze che abbiamo dovuto presentare per arrivare ad un testo scritto bene nell'interesse delle imprese valdostane, oppure se è derivante da esempi che arrivano da altre Regioni o eventualmente da un'analisi di quelli che sono stati i contenuti, purtroppo non positivi, di quello che è stato il testo. Questa era la considerazione che intendevamo fare, era un sollecito per arrivare ad avere un atto che andasse in questa direzione e noi ci riteniamo soddisfatti per quello che riguarda i contenuti di quel testo di delibera che lei ha presentato in commissione. Su quello che è stato il passato evidentemente nella replica farò alcune considerazioni. Grazie.
Presidente - Grazie. La parola all'Assessore Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Grazie collega per aver posto correttamente la questione. Io mi permetto soltanto di evidenziare che la delibera che è stata esaminata recentemente in commissione è del 18 dicembre: questo per dire che abbiamo cercato con una certa sollecitudine di dare gambe ad un problema molto complesso. Trattandosi poi di una deliberazione che prevede tre atti molto complessi, perché si tratta di uno strumento di ingegneria finanziaria molto articolato, è chiaro che va bene fare in fretta e innovare, però non bisogna neanche improvvisare. La delibera è lì dal 18 dicembre ed è stata esaminata in commissione con un confronto molto utile e costruttivo anche per noi.
Bisogna partire da alcune considerazioni. Abbiamo a disposizione un fondo importante, c'è stato messo dal Fondo sociale europeo, di 4 milioni e mezzo a sostegno delle piccole imprese, imprese artigiane soprattutto e delle imprese commerciali. Il tentativo è stato subito quello di mettere a disposizione queste risorse (4,5 milioni), ma ci si è scontrati contro delle difficoltà oggettive in parte legate al fatto che soprattutto l'articolo 111 del decreto legislativo n. 385/1993 (Testo unico bancario) richiedeva alle imprese artigiane e commerciali, per poter accedere a questo beneficio, la cosiddetta "non bancabilità", cioè una dichiarazione molto pesante sulle condizioni economiche dell'attività, quindi in qualche modo questo è stato il principale vincolo alla non adesione a questo tipo di misura.
L'altra questione è che ovviamente si era pensato di mettere un tempo limitato per dare la possibilità di accedere a queste risorse, ma questo per via delle scadenze europee. Ora, noi possiamo rimettere in moto una misura diversa grazie al fatto che intanto beneficiamo di una deroga, quindi possiamo spendere queste risorse fino al 31 marzo 2017, dunque questo è il primo concetto fondamentale: ci è arrivata la possibilità di una deroga.
La seconda considerazione è che abbiamo guardato anche ad altre esperienze. Come ha detto lei, si guarda anche gli altri. Siccome in tutta Italia questo tipo di misura ha incontrato notevoli difficoltà, il caso della Puglia ci ha fatto capire...anche loro ad un certo punto hanno fermato la misura com'era costruita in prima battuta e hanno corretto il provvedimento: questo ci ha offerto lo spunto per superare l'ostacolo della cosiddetta "non bancabilità".
Il terzo elemento è dato da un fattore di cui non nascondo aver beneficiato: è la stretta collaborazione che si è creata tra la struttura Attività produttive, la struttura Politiche formazione e occupazione e la collaborazione di Finaosta. Si è creato un tavolo con l'Assessore e i tre soggetti che ho citato e in quella situazione si è cercato di andare incontro a tutte le difficoltà. Credo che ci sia stato uno sforzo di sburocratizzazione che non ha precedenti, perché abbiamo tolto un corso di formazione che era vincolante all'accesso al credito; abbiamo posto come sportello dove si fa la domanda direttamente presso Finaosta (poi, se avrò il tempo, le farò notare anche una particolarità che abbiamo introdotto per gestire l'afflusso, speriamo numeroso, di domande rispetto a questo tipo di provvedimento), quindi sarà Finaosta il soggetto, quindi non c'è un passaggio di carte interno; siamo intervenuti sui tempi di risposta della misura; abbiamo tolto il nucleo tecnico di valutazione per quelle imprese che hanno bilanci consolidati, quindi, di fronte a tre anni di bilancio di un'impresa, si è quindi in grado di capire se questa è ormai fallita, che deve portare i libri in tribunale, quindi è in una situazione di insolvibilità totale, dunque abbiamo superato anche lì un ulteriore ostacolo burocratico rispetto alla valutazione. Vista l'importanza di mettere subito a disposizione queste risorse, poi abbiamo anche deciso di andare a sportello. Qui anche una novità: per gestire le domande a sportello e dare una risposta puntuale, si pone la domanda anche attraverso una semplice e-mail per fissare un appuntamento con Finaosta, quindi ogni imprenditore, ogni artigiano, ogni commerciante non perderà del tempo: quando verrà, avrà la sua prenotazione dal funzionario e in un'unica seduta farà direttamente la domanda. Vi è quindi, dal punto di vista burocratico, una collaborazione delle strutture e un'accelerazione che non ha precedenti proprio perché riteniamo importantissimo spendere queste risorse.
Per quanto riguarda la domanda che lei poneva su cosa è stato fatto, intanto sono state utilizzate importanti risorse, perché oltre 1 milione di euro è stato messo a disposizione. Ci sono alcune realtà artigianali e commerciali che hanno avuto delle difficoltà ad accedere a questo provvedimento, ma si pensa di chiudere questa prima fase del microcredito con un'erogazione pari a circa 1 milione di euro. Certo, abbiamo a disposizione 3,5 milioni di euro che sono fondamentali, perché ovviamente, essendo dei mutui, sono fondi europei che poi vanno a rialimentare un fondo regionale, quindi se li eroghiamo correttamente, nel rispetto di tutte le norme, ci ritroviamo con un potenziale negli anni a venire molto importante: questo mi dà l'opportunità anche di dire che per questo tipo di erogazione, che è un Fondo sociale europeo, questi mutui saranno a tasso zero.
L'altro elemento di forte innovazione e semplificazione, sulla base dell'esperienza, è stato quello di ridurre la quota obbligatoria di spese di investimenti, che era al 40 percento, ridurla al 30, perché molte aziende hanno un problema soprattutto di liquidità. Il 30 percento è la misura necessaria per rispondere ai requisiti generali del Fondo sociale europeo e dentro la parte delle spese di gestione si è creata una maggiore flessibilità nella possibilità di spostare queste spese da una voce all'altra, quindi dare anche una maggiore flessibilità all'artigiano, al commerciante nel gestire la parte di spese di gestione, perché è vero che si fa una sorta di mini business plan, però, nel momento in cui ci si trova di fronte alla realtà, può arrivare la fattura dell'ultimo minuto, l'incombenza dell'ultima ora e diventare quella determinante per l'attività, quindi c'è una flessibilità anche da questo punto di vista.
L'erogazione avviene immediatamente al 100 percento per le imprese che sono costituite. C'è una limitazione, un'azione di attenzione per quelle neo costituite, però per le neo costituite, visto il numero che sarà molto più esiguo, il nucleo tecnico di valutazione, avendo pochissime pratiche, ha garantito che si riunirà in tempi strettissimi e darà immediatamente risposta anche alle imprese neo costituite, per le quali comunque, avuto il parere del nucleo di valutazione, si ha immediatamente un'erogazione del 50 percento del mutuo, quindi un'erogazione importante. Da questo punto di vista, bisogna anche riconoscere che, al di là ovviamente di tutte le regole bancarie che verranno assolutamente rispettate, che sono dovute da Finaosta, c'è stata un'attenzione da parte di Finaosta a cogliere l'esigenza importante di venire in aiuto con un provvedimento come questo del microcredito. Grazie.
Presidente - Grazie. La parola al Consigliere Gerandin.
Gerandin (UVP) - Grazie Presidente.
La ringrazio, Assessore, perché con questa proposta di delibera e anche per quel che riguarda le modifiche riferite alle direttive e al piano operativo avete messo nero su bianco quello che noi sosteniamo da maggio. È da maggio che noi abbiamo detto che questa forma di finanziamento come era stata impostata era stata ideata da qualcuno che la Valle d'Aosta probabilmente non la conosceva, perché arrivare dopo un risultato...perché di risultato dobbiamo parlare, Assessore, perché, al di là di tutto, c'erano stati 389 soggetti che avevamo manifestato interesse, ne erano stati avviati 311 al percorso formativo, oggi siamo arrivati ad una sessantina di finanziamenti per 1 milione di euro, a fronte di 4,5 milioni in questo momento in cui c'è questa grave difficoltà di rilancio della microimpresa, le piccole imprese, gli artigiani, le attività commerciali e agricole sono in grande difficoltà. A nostro parere, c'è stata un'impostazione totalmente errata e noi la ringraziamo, Assessore, perché questo provvedimento va nella giusta direzione: quella che noi avevamo sostenuto da maggio e bastava provare ad interessarsi a cosa dicevano ad un imprenditore quando si recava in una banca e chiedeva un'autorizzazione alla non bancabilità. Gli rispondevano semplicemente: "no, ma guarda tu sei un soggetto a credito, tu sei uno di quelli che hanno pagato regolarmente", per cui quelli che non erano bancabili erano solo quei soggetti che alla fine veramente avevano grosse difficoltà, erano i cattivi pagatori. Non era questo il senso della legge, noi l'abbiamo sostenuto da subito.
Noi non possiamo...come dire? essere più che soddisfatti, però io dico a margine di tutto questo...non è una critica che deve fare lei, ma almeno una critica sbagliata a quest'impostazione dobbiamo farla, facciamola tutti assieme. Io non voglio avere nessun tipo di merito, non ci interessa, il provvedimento va nella giusta direzione, perché con questo provvedimento, al di là della bancabilità, come giustamente lei ha sottolineato, è stato creato un altro percorso totalmente diverso, perché, quando le domande istruttorie vanno dirette alla Finaosta e non passano più alla struttura competente, e c'è solo una valutazione di tipo formale, questo significa semplificare la vita. Quando sparisce il tutoraggio e il percorso formativo...è quello che in parte ha condizionato, perché quanti si sono avviati al percorso e poi si sono tirati indietro? Quando parliamo di nucleo di valutazione e monitoraggio solo per le imprese costituenti, è la giusta direzione. Quando poi arriviamo a dire che il finanziamento è al 70 percento di spese correnti e al 30 percento di investimenti, sono le difficoltà di cassa che vive ogni comune imprenditore, ogni comune commerciante, ogni comune agricoltore che in questo momento magari ha mancanza di disponibilità di avere il contributo che aspetta da anni. Questo per dire che se da parte nostra è corretto dire quando un provvedimento è fatto bene, io continuo ad insistere. La delibera è fatta bene, attenzione, perché nella delibera si riprendono tutte queste scelte che erroneamente sono state fatte nel passato. Io concludo proprio dicendo che, a nostro parere, un po' di coraggio ogni tanto ci va. Per fortuna, che c'è la Regione Puglia, ma non è una risposta, ogni tanto un po' più di coraggio ci va. Noi che conosciamo la realtà valdostana, l'imprenditorialità dei valdostani, le difficoltà che hanno i valdostani e anche, per nostra fortuna, anche un po' di beni che hanno avuto in eredità, che permette di dire che comunque un minimo di bancabilità c'è, però hanno difficoltà ad avere della liquidità...questa è la giusta direzione, per cui io concludo dicendo: meno male che è stato fatto questo provvedimento.
Occorre più attenzione in futuro, avere un po' più di coraggio. Sarebbe bello che fosse la Puglia a prendere esempio dalla Valle d'Aosta. Chiudo senza voler fare nessun tipo di polemica, perché quando noi immettiamo sul mercato, adesso saranno solo 3,5 milioni perché 1 milione è già stato assegnato, ma 3,5 milioni di liquidità a tasso zero per i valdostani, noi ci siamo e ci saremo sempre. Grazie.
