Oggetto del Consiglio n. 1724 del 20 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1724/XIV - Interpellanza: "Tempistica per la presentazione all'esame dell'Assemblea consiliare del piano regionale giovani".
Viérin M. (Presidente) - Punto 11 dell'ordine del giorno. La parole au collègue Bertschy.
Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.
Io darei non per illustrata l'interpellanza e aspetterei una prima risposta dell'Assessore, perché presentata l'interpellanza che, tra l'altro, è in ritardo come la data che chiedevo di presentazione del piano all'articolo 4, venerdì c'è stata la proposta di delibera sul piano, quindi, visto che la pubblicazione è stata fatta solo questa mattina, ho dato una rapida lettura alle 54 pagine, ma credo sia più opportuno a questo punto sentire l'Assessore e poi replicare. Grazie.
Presidente - Grazie collega. La parola all'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - Grazie.
Io penso che l'attenzione alle problematiche dei giovani di tutta l'Assemblea sia datata, rispetto a chi lavorava già qui, o negli Enti locali. Nel 2005 è stato fatto un gruppo di lavoro con l'idea di stimolare un protagonismo dei giovani e analizzare e preparare un piano, che poi ha portato alle linee guida nel 2007 e alla legge del 12 aprile 2013, votata all'unanimità, che prevedeva un percorso, sulle politiche giovanili.
La domanda si riferiva al ritardo, che se c'è stato è dovuto ad una difficoltà di applicazione in breve tempo della legge stessa che prevedeva proprio una tempistica particolare per alcuni passaggi: il primo era l'istituzione del comitato di coordinamento il cui iter si è concluso nel dicembre del 2013 non senza problemi, perché nel gruppo di coordinamento al punto n. 6, lettera n), erano previsti due rappresentanti del Forum regionale dei giovani di cui all'articolo 7, senza che lo stesso Forum fosse costituito, e quindi non potevano essere inseriti i loro due rappresentanti.
Un'altra difficoltà ci fu in riferimento al punto n. 8 che ha richiesto del tempo: "è istituito presso la struttura regionale competente in materia di politiche giovanili l'elenco delle associazioni giovanili". La legge quindi prevedeva l'istituzione di un elenco che poi è stato fatto e aperto ed è stato anche pubblicizzato, però sempre all'articolo 7 diceva: "per essere rappresentanti del Forum regionale dei giovani, gli organismi e le associazioni devono essere costituiti da almeno un anno". Nel 2013 quindi si è aperto questo nuovo elenco per l'associazionismo giovanile, è stato pubblicizzato affinché potesse essere aperto da un anno per poter partecipare all'elezione del Forum. Le dico che adesso l'iter è terminato e non sono molte le associazioni giovanili che si sono iscritte a quest'elenco nonostante la pubblicità: le associazioni sono in questo momento cinque. Le associazioni per essere iscritte a quest'elenco devono essere apolitiche: questa è una decisione del comitato organizzativo, ma soprattutto la discussione si è imperniata sul punto n. 7, cioè sull'istituzione degli "organismi di rappresentanza, dei Consigli territoriali dei giovani, del Conseil e del forum". Tra l'altro, l'età è tra i 14 e i 29 anni, con una rappresentanza difficile da organizzare per età ed esigenze diverse. I giovani in Valle d'Aosta in questa fascia d'età sono 19 mila.
Sui meccanismi elettivi si è discusso molto e il comitato di coordinamento ha agito rispettando lo spirito della legge, prevedendo cioè una partecipazione molto ampia alla costituzione degli organismi, ma, nonostante molti tentativi, il comitato di coordinamento ha poi intrapreso un percorso basato sulla periodicità, costituendo prima un forum delle associazioni per arrivare poi ad un'elezione più ampia, più partecipata proprio dei Consigli territoriali dei giovani e del Conseil régional des jeunes. Tra l'altro, c'è stato in questo periodo un problema, perché il CELVA doveva individuare due rappresentanti nel Forum regionale, ma a causa del rinnovo degli organi, il consorzio ha proposto di nominare questi rappresentanti con la nuova costituzione del nuovo Consiglio del CELVA. La proposta del piano è stata presentata a dicembre del 2015, e poi c'è stata ancora una discussione a livello dei vari Assessorati e nel giro di un mese sarà messa in approvazione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta.
Come facciamo a recuperare questo tempo? Intanto nella proposta di piano per i giovani c'è la costituzione del Forum, in una logica di mettere in moto una forma di elezione più ampia. La proposta del comitato di coordinamento e della Giunta è di avere otto giovani, uno per Unité, eletti approfittando di un meccanismo di elezione democratica e di tre rappresentanti delle associazioni di volontariato iscritte nell'elenco, poi un rappresentante dell'Università e un rappresentante di altre associazioni.
Qual è il problema adesso? Io penso che la logica del piano sia proprio quella di promuovere il protagonismo giovanile, di dare ai giovani la possibilità, accompagnati da chi non è più giovane, di percorrere un cammino di maggiore espressione, di maggiore presa di coscienza dei loro diritti, delle loro opportunità, dei loro problemi. Il piano sarà presentato nel giro di un mese, dopo la discussione in Consiglio regionale e l'elezione del Forum, che sarà determinante, perché permetterà ai giovani di diventare promotori a livello regionale di varie iniziative che auspichiamo a loro volta che coagulino il più possibile altri giovani attorno al piano, in modo di arrivare in un secondo tempo a votazioni che esprimino rappresentatività diverse.
Il piano ha tre grandi settori: quello della comunicazione, della valorizzazione delle intelligenze creative e il terzo della formazione lavoro. Il nostro impegno, e penso quello di tutti, è proprio di favorire il lavoro di questo Forum e la possibilità di aiutare quest'organismo nello studiare prima e nell'applicare poi, con il nostro aiuto e con la nostra collaborazione, i contenuti del piano giovani che dovrà dare alle generazioni che hanno una minore età la possibilità di essere presenti, per un protagonismo giovanile che entri direttamente nelle scelte politiche future della Valle d'Aosta.
Presidente - Grazie. La parola al Consigliere Bertschy.
Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.
Grazie Assessore. Avessimo voluto costruire un'interpellanza polemica, ce n'erano tutte le possibilità, perché dal 2013 al 2016 i giovani si sono scontrati con una legge che purtroppo fa affrontare loro direttamente la dura realtà della burocrazia e di tutte le difficoltà che ne conseguono. Mi ricordo quanto tempo abbiamo passato a discutere di questa legge, perché allora si faceva all'interno del CELVA, insieme all'Assessorato...ed era stato costruito un gruppo di lavoro che aveva lavorato con estrema attenzione e competenza all'argomento...quanta attenzione si faceva proprio a questo problema delle rappresentanze, conoscendo bene il mondo dei giovani. I giovani non hanno più voglia di farsi costruire una rappresentanza in senso assoluto, non vogliono costruirsi schemi troppo rigidi intorno, hanno voglia di essere dinamici e di poter dire la loro in ambienti che purtroppo le leggi non riescono a descrivere in una maniera migliore di quello che è stato fatto.
Detto questo, è chiaro che se pensiamo ai 19 mila giovani tra i 14 e i 29 anni che abbiamo in Valle d'Aosta, se a questi ragazzi dobbiamo dedicare tutta l'attenzione che va dedicata oggi alle difficoltà che i giovani vivono in Valle d'Aosta, in Italia, in Europa e nel mondo, perché la società non dà loro la possibilità di immaginare un futuro così roseo e importante come quello che c'è stato per le generazioni precedenti, io auspico veramente che d'ora in avanti si abbia la voglia e la forza di affrontare con grande energia il lavoro da fare. Immagino anche che i rappresentanti più giovani che sono qui abbiamo intenzione di dare una scossa, perché non c'è tanto bisogno di una legge che faccia giocare i nostri giovani, la visione non è neanche più quella di qualche anno fa: oggi c'è bisogno di una legge che dia risposte importanti soprattutto in termini di disoccupazione, di lavoro e di formazione.
Il dato dei giovani in Valle d'Aosta, il documento tra l'altro - l'ho letto velocemente - è un documento di facile lettura, che dà delle indicazioni interessanti, il dato dei giovani che sono non occupati e non in periodo di formazione in Valle d'Aosta è un dato comunque ragguardevole: sono il 19 percento, circa 3300 ragazzi; sicuramente è minore di quello che è il dato italiano (26 percento), però è un dato che è in crescita dal 2004 in maniera esponenziale e importante. Di questi 3300 giovani circa 1500 sono presi in carico dai centri per l'impiego, però si capisce che c'è assoluta necessità di dare loro risposte e in questo senso io immagino, non avendo ancora letto in maniera puntuale le azioni che il piano propone, che si debba fare grande attenzione ad individuare un percorso che integri in quest'azione che è rivolta ai giovani l'altro piano: il piano per i giovani che è stato di recente approvato sulla proposta dell'Assessorato delle attività produttive, quello che ha circa 12 milioni di euro mi pare al suo interno e dove la competenza 1, quella che riguarda proprio la formazione dei giovani, ha circa 10 milioni di euro in disponibilità. Vi invito quindi da subito a ragionare perché non ci sia quella dispersione in tanti piccoli rivoli di risorse importanti che possono dare invece risposte al tema principale oggi: o poter studiare e continuare a formarsi, o poter trovare un lavoro. Garanzia giovani è stata una scommessa italiana, la Valle d'Aosta ha recepito, ci ha creduto, mi pare sui risultati bisognerà poi fare dei ragionamenti, perché non mi pare che ci sia stato ad oggi un grande risultato.
L'invito - per non andare più in là, perché avremo modo di farlo nella commissione e quando ci verrà presentato e illustrato nel dettaglio il piano - è non vedere l'articolo 4 del piano come l'unica indicazione di lavoro verso i giovani, perché mi pare che le risorse all'interno dell'Amministrazione regionale siano di più e diano la possibilità di un'attenzione maggiore.
Concludo dicendo che ai giovani dobbiamo dare non solo risposte in termini di rappresentanza, ma risposte in termini di operatività anche con degli investimenti, perché il problema oggi è legato a cosa possono fare, a come possono divertirsi e a come possono stare insieme per costruire, con serietà da parte loro, ma anche da parte nostra, possibilità di crescere in una Valle d'Aosta che dia loro risposte, com'è stato fatto per tanti anni verso le generazioni che oggi sono invecchiate. Grazie.
