Oggetto del Consiglio n. 1723 del 20 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1723/XIV - Interrogazione: "Notizie in merito allo stato di attuazione delle disposizioni relative al trasferimento delle funzioni amministrative in materia di catasto all'Amministrazione regionale".
Viérin M. (Presidente) - Punto 10 dell'ordine del giorno. La parola al Presidente della Regione.
Rollandin (UV) - Per quanto riguarda la prima domanda del collega: "a che punto del percorso previsto dalla citata legge regionale è ad oggi il trasferimento delle funzioni catastali alla Regione", voglio ricordare che, per concretizzare il trasferimento delle competenze alla Regione, il decreto legislativo n. 142/2007 prevede l'approvazione di un atto d'intesa tra Stato e Regione per definire risorse finanziarie, umane, strumentali, organizzative da attribuire alla Regione. L'intesa avrebbe dovuto essere perfezionata entro quattro mesi dall'entrata in vigore della legge regionale n. 19/2008, entrata in vigore il 1° gennaio 2009. Come noto, quest'intesa non si è mai perfezionata nonostante le innumerevoli sollecitazioni in tal senso, formali e informali, effettuate nei confronti del Governo a causa dell'opposizione dell'Agenzia del territorio che ritiene che la norma di attuazione comprometta di fatto l'unitarietà del sistema catastale. Lei ricorderà la discussione infinita su questo, l'opposizione al trasferimento delle competenze - questa è la norma di attuazione - del catasto, per cui di fatto con quest'opposizione non si è mai potuto aprire questo tavolo per la trattativa. Ancora ultimamente abbiamo sollecitato questo punto, adesso ci sono delle iniziative che vanno nella direzione da noi auspicata, cioè di attribuire funzioni catastali a livello regionale. Noi quindi l'abbiamo avuta come norma di attuazione, però è inefficace perché è dal 2007 di fatto che aspettiamo.
"Quali sono i locali individuati per i futuri uffici catastali": era stato ipotizzato l'utilizzo degli uffici già destinati allo stesso fine dallo Stato, dato che il personale del catasto avrebbe dovuto essere trasferito alla Regione, cioè i locali che già utilizzavano potevano tranquillamente essere mantenuti. In coerenza con quanto sopra, il protocollo di intesa stipulato nel 2010 con l'Agenzia del demanio aveva previsto la ristrutturazione, a cura del Provveditorato opere pubbliche di Torino, della Caserma Mottino - cosa che poi è avvenuta - di proprietà statale ed il trasferimento in quella sede degli uffici dell'Agenzia del territorio, oggi incorporata nell'Agenzia delle entrate, per l'espletamento delle funzioni che sarebbero rimaste in capo ad essa, come, ad esempio, la conservatoria dei registri immobiliari. La ristrutturazione, come lei ha visto, è stata ultimata e l'Agenzia delle entrate si è trasferita, però continuando a svolgere anche le funzioni catastali. Di conseguenza, lo stabile di piazza della Repubblica messo a norma dalla Regione e lasciato libero a novembre 2015 dall'Agenzia delle entrate è in fase di approntamento per essere prossimamente utilizzato dagli uffici regionali del Dipartimento Enti locali, segreteria della Giunta e affari di Prefettura, tenendo conto che c'è stato questo passaggio che di fatto ha già sistemato la Caserma Mottino.
"Quante volte si è riunito il comitato di monitoraggio di cui all'articolo 3 della legge n. 19": il comitato di monitoraggio si è riunito a cadenza mensile dal luglio 2008 fino a febbraio 2009, dopodiché, a seguito dell'insorgere dell'opposizione da parte dell'Agenzia delle entrate, naturalmente non si è più riunito, in quanto non aveva motivo per farlo, non c'erano gli elementi.
"Se corrisponde al vero la circostanza che sarà necessario ancora un minimo di cinque anni per l'attuazione della legge regionale di cui si tratta": i tempi di attuazione della legge n. 19 non dipendono dall'Amministrazione regionale, ma dall'opposizione dell'Agenzia al trasferimento delle competenze. È una situazione che, come avrà seguito, anche a livello nazionale è molto complessa e, purtroppo, le opposizioni dell'Agenzia hanno sempre bloccato gli interventi che c'erano stati anche a livello di Ministero. Ad onor del vero, ci sono stati anche incontri specifici, però le difficoltà...poi c'era anche il discorso legato al trasferimento del personale per cui rischiava di avere dei problemi nell'ambito delle varie questioni sindacali. Quindi questo ha ulteriormente frenato questo passaggio, per cui ad oggi siamo ancora - e l'abbiamo fatto ancora ultimamente - a sollecitare che ci sia lo sblocco da parte dell'ufficio competente per dare a noi la possibilità di utilizzare finalmente questa potestà, perché per assurdo c'è una legge regionale che dice cosa si deve fare ma questa legge non è mai stata attuata. Abbiamo anche fatto lettere dicendo che non sapevamo più chi denunciare per impossibilità di agire e di lavorare secondo quello che la nostra legge prevede. Purtroppo tutto si è arenato nei meandri che rappresentano o comunque vedono interessati più fattori, per cui ad oggi siamo ancora purtroppo a fare questa sollecitazione che le ho appena ricordato. Grazie.
Presidente - Grazie Presidente. La parola al collega Ferrero.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
Questa questione, che potrebbe essere vista come secondaria, è tutt'altro che secondaria, perché ad un certo punto si vede qual è la fragilità anche della questione delle norme di attuazione e delle famose intese che si devono raggiungere con lo Stato. Qui in sé la legge era un'ottima legge, ma per diversi aspetti, non perché ci dobbiamo accaparrare tutto, ma perché - io faccio un esempio concreto - in materia, ad esempio, di estimi catastali abbiamo delle situazioni che sono assurde, perché qui ad Aosta abbiamo dei fabbricati che sono stati costruiti negli anni Settanta, Ottanta, fine anni Sessanta, che avevano un ascensore ed erano stati classificati per quello "A1", ossia come abitazioni di lusso. Il problema è che queste persone adesso per il fatto che hanno sostanzialmente l'ascensore e per il fatto che all'epoca gli impresari con la categoria...all'epoca non c'erano ancora l'ICI, l'IMU, tutte queste cose, tu avevi il fabbricato classificato di lusso, tu dicevi: io vendo un fabbricato di lusso e avevi un valore aggiunto. Il problema qual è? Il problema, peraltro abbastanza diffuso, è che ci sono comunque centinaia di persone che pagano le abitazioni di lusso e sostanzialmente hanno un alloggio che è paragonabile ad un alloggio delle case popolari. Qualcuno dirà che queste persone potrebbero fare ricorso. Una persona ha provato a fare ricorso e ha fatto ricorso in tutti i gradi, però ha speso 15 mila euro, alla fine ha vinto, però ha aspettato sette-otto anni. Il problema è che, pur avendo vinto, i condomini dello stesso condominio hanno fatto riferimento a quello che era successo e da parte dell'Agenzia delle entrate è stato detto che ognuno di loro avrebbe dovuto ricorso e dimostrare che il suo non ha le caratteristiche di immobile di lusso. Se la Regione potesse disporre effettivamente delle competenze del catasto, questo poteva essere risolto.
Qui si guarda sempre che ci sono questi comitati di monitoraggio, ma poi i comitati di monitoraggio monitorano e guardano che cosa sta succedendo. Io adesso non faccio dell'ironia, ma dico in questo momento in cui ci sono dei rapporti particolarmente cordiali con il Governo nazionale, non è possibile fare una sollecitazione affinché si arrivi magari ad una soluzione della questione? Perché è una questione non è trascurabile. Approfittando di questa cordialità di rapporti, che ci porti magari anche qualche risultato o qualche accelerazione nell'esaminare le cose. Si chiede quindi un intervento legittimo, perché abbiamo la nostra legge, legittimo perché è una norma di attuazione, da un punto di vista legislativo, abbiamo tutto il quadro completo. Adesso che qualcuno poi si impunti per questioni che paiono più legate al fatto di perdere il piccolo potere che si ha amministrando anche la questione degli estimi catastali...ma dovremmo cercare di uscire da questa logica. La sollecitazione quindi che mi permetto di fare al Presidente è di magari cercare di andare in questa direzione. Grazie.
