Oggetto del Consiglio n. 1719 del 20 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1719/XIV - Interrogazione: "Stato di elaborazione della riorganizzazione delle strutture ospedaliere".
Viérin M. (Presidente) - Punto 6 dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - Grazie.
L'interrogazione dei colleghi segue una logica corretta e ringrazio di averla fatta anche perché pone l'attenzione su tutto il sistema e sulla sua sostenibilità. Le premesse in cui si dice di non togliere solo al Pronto soccorso sono vere. Non vi è l'intenzione di penalizzare quel settore, anche se la riorganizzazione del Pronto soccorso era necessaria, così come era stato indicato anche da tutti i sindacati oltre a essere stata approvata dalla V Commissione. Sui dubbi dei conti ho già presentato una prima documentazione in commissione che spero di poter discutere quanto prima. È chiaro che è in corso, come abbiamo detto più volte, un'analisi sul funzionamento della struttura, anche perché il settore dell'urgenza è particolarmente penalizzato dalla nuova normativa di turni e di riposi, rispetto a quando l'area dell'emergenza era basata soprattutto sulle 12 ore. Anche sui permessi l'unica osservazione è che nel precedente atto aziendale le riorganizzazioni erano state anche altre, nel senso che erano state tagliate otto strutture complesse e cinque dipartimenti, di cui tre amministrativi e due strutturali e funzionali sanitari. Era quindi una riorganizzazione che non avveniva in questi termini da tanto tempo. Pensi soltanto alla microbiologia, al laboratorio analisi, o al servizio di prelievi del sangue che rientrano ormai anche questi in un unico dipartimento e quindi qualcosa era già stato fatto.
Come abbiamo detto e come diceva anche la risoluzione, si impone una riorganizzazione più ampia. Essa deve tenere conto dei principi: contenuti nel decreto n. 70, che presenta vari indicatori: i posti letto, il numero di abitanti, eccetera. Nello stesso decreto c'è comunque l'articolo 3 che prevede che le Regioni a Statuto speciale possano riorganizzare i propri servizi, prevedendo degli standard a cui anche noi dobbiamo orientarci in questa riorganizzazione. Vi è soprattutto da considerare l'aspetto della sostenibilità di un sistema di cui guardavo ieri i dati: nel 2013 avevamo 274 milioni di finanziamento e nel 2016 ne abbiamo 232, anche se con grande sforzo dell'Amministrazione è stato previsto anche un secondo intervento e un ulteriore finanziamento. Lo stato della riorganizzazione. Sono state date delle indicazioni all'azienda di osservare quanto previsto dal decreto n. 70 e soprattutto di ragionare sulla sostenibilità del sistema rispetto al finanziamento che è stato dato. A breve sarà presentato il progetto aziendale che, come lei sa, sarà discusso e votato in V Commissione, come avvenne in passato.
Mi permetta solo alcune osservazioni. Quale risparmio c'è in una riorganizzazione aziendale? Cosa deriva da un taglio di una struttura complessa, di un dipartimento? Delle volte tagliare un dipartimento vuol dire risparmiare 20 mila euro all'anno e comunque nella futura programmazione, sarà prevista la costituzione di almeno due grandi Dipartimenti: Medicina generale e Chirurgia generale, mentre adesso abbiamo due Dipartimenti, Chirurgia generale e Chirurgia specialistica, che saranno sicuramente riorganizzati in un unico dipartimento, così come le Medicine specialistiche. Il risparmio sarà quindi pari a 40 mila euro. Analogamente trasformare una struttura complessa in una struttura semplice comporta un risparmio pari a 13 mila euro all'anno. Non sappiamo neanche se questi fondi, perché c'è una trattativa a livello sindacale nazionale, rientreranno a favore dell'azienda o saranno invece usati per il fondo aziendale di retribuzione dei medici. Se noi però togliessimo 10 primari, 10 strutture complesse, il risparmio sarebbe di 13 mila per 10, quindi di 135-140 mila euro. Non solo, qualcuno in Commissione faceva notare che abbiamo molte strutture semplici e la riorganizzazione andrà a rivedere anche questo, ma togliendo una struttura semplice, prevedendo però le norme contrattuali per chi ha cinque anni di incarico direttivo, è di 20 mila euro all'anno. Alcuni dipartimenti sono obbligatori per legge: si veda ad esempio il "materno-infantile", e se venisse tolto noi avremmo un risparmio di 200 mila euro sulle 20 strutture semplici tolte e su 10 primariati avremmo un risparmio di 140 mila euro, quindi con quei numeri che le ho dato arriveremmo ad un risparmio complessivo di 400-500 mila euro. Io penso quindi che il risparmio nelle riorganizzazioni deve essere fatto unendo le forze lavoro e utilizzando il personale con la flessibilità.
Sui tempi le ho già risposto, e saranno molto brevi, perché la necessità comunque dell'azienda, verificata in questi giorni di fronte alle nuove turnistiche, è cambiata, soprattutto nell'emergenza bisognerà fare delle assunzioni, o bisognerà comunque prevedere una copertura di turni o una revisione, o una deroga che aspettiamo dal Ministro. Nel giro di 20 o 30 giorni l'azienda presenterà un'ipotesi di riorganizzazione che per legge sarà portata in V Commissione per la sua approvazione.
Presidente - Grazie. La parola al Consigliere Fabbri.
Fabbri (UVP) - Grazie Assessore per la sua risposta. Questa nostra interrogazione andava proprio nell'ottica del precedente atto che avevamo presentato in Consiglio nello stimolare la risposta ai dubbi e ai problemi che abbiamo sulla nostra sanità. Questa riorganizzazione, a nostro avviso, è soprattutto volta a rendere possibile e sostenibile la nostra sanità. Già gli stanziamenti che sono stati fatti durante la legge del bilancio prevedono degli aggiustamenti in corso d'opera che ci fanno sospettare che quella cifra non sia sufficiente a sostenere la sanità valdostana. Sappiamo che c'è stato un inserimento nel bilancio, la possibilità di rimpinguare il finanziamento sanitario in corso d'opera, sono stati introdotti i ticket sulla farmaceutica e da lì si desume di introitare circa 3 milioni di euro, quindi delle cifre sostanziose. Il fatto stesso che gli investimenti per gli adeguamenti tecnologici della sanità vengano finanziati extra bilancio con i 17 milioni che sono stati prospettati nei tre anni e che debba essere un altro Assessorato a gestire queste cose lascia prevedere che andremo incontro a dei problemi non indifferenti. È chiaro che tutto questo comporterà una riorganizzazione della sanità ospedaliera. Se quest'organizzazione della sanità ospedaliera che lei prevede comporta poi dei risparmi così esigui, siamo ancora più preoccupati circa la sua sostenibilità.
C'è qualche contraddizione, perché lei ha prospettato dei risparmi minimali rispetto a questa riorganizzazione. In realtà, poi dai documenti che ci sono stati dati la riorganizzazione del DERA, se i dati sono quelli che ci sono stati forniti, ha comportato 900 mila euro di risparmio. Noi quindi ci augureremmo che nella sostanziale, vera riorganizzazione, non solo in un gioco di riposizionamento delle strutture, ci siano dei risparmi un po' più consistenti, perché effettivamente già ci sono tutti questi campanelli d'allarme, se poi non incidiamo profondamente sui costi, non so dove andremo a finire, ci sarà una maggiore compartecipazione di nuovo della popolazione. Che ci sia la volontà di affrontare il problema lo dobbiamo ammettere, naturalmente è anche una volontà obbligata.
Leggendo poi quelli che sono gli aggiornamenti del piano sanitario regionale, ci sono dei punti che, secondo noi, sono estremamente importanti e su cui mi auguro che ci sarà il coinvolgimento di tutte le parti interessate proprio per riuscire tutti insieme a capire dove va la nostra sanità, cosa possiamo permetterci e cosa non possiamo più permetterci, anche seguendo l'indicazione del decreto n. 70, che lei giustamente ogni volta ci ripropone.
Per quanto riguarda quello che dicevo, l'aggiornamento del piano sanitario, noi l'abbiamo tutti naturalmente letto approfonditamente, io riporto solo un virgolettato in cui si intravvede quella che sarà una grossa riorganizzazione della nostra struttura ospedaliera, si dice che "la sproporzione tra offerta specialistica ospedaliera regionale e il bacino d'utenza della popolazione valdostana è effettivamente insostenibile". Posso metterci un punto interrogativo? È difficile, è sostenibile? Speriamo di sì. Ci auguriamo di fare veramente un'analisi approfondita di questa situazione con tutti gli attori del caso per vedere insieme di sostenere un bene primario comune per tutta la nostra popolazione.
