Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1702 del 14 gennaio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1702/XIV - Interpellanza: "Azioni per contrastare la diffusione della processionaria del pino nelle foreste della regione".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 33 dell'ordine del giorno. La parola al Consigliere Nogara.

Nogara (UVP) - Merci Président.

Con quest'interpellanza il gruppo UVP non intende sfruttare la rabbia di chi deve subire i disagi per la presenza della processionaria del pino, sarebbe facile cavalcare questa situazione di disagio per fare del populismo, o dirvi: "un anno fa in quest'aula ve l'avevo detto", però è doveroso analizzare tecnicamente questa difficile situazione, ma è doveroso anche valutare che cosa si sta facendo. Fattore determinante per limitare questo fenomeno è la programmazione soprattutto degli interventi, di qualunque natura essi siano, con un piano a lungo termine, opzione che ad oggi non è stata presa in considerazione.

Le cause della diffusione sproporzionata di questo lepidottero defogliatore sono due essenzialmente: effettivamente quella che si continua a sentir dire è il clima, i cambiamenti climatici di questi ultimi anni, basti pensare che dal 2010 ad oggi l'aumento medio della temperatura invernale è di circa sei gradi. Altro fattore è l'interruzione quasi totale degli interventi per limitare la diffusione per diversi anni, sono diversi anni che non sono stati fatti - partiamo dal 2008-2009 - degli interventi importanti per limitare questo fenomeno. Io ho fatto qualche ricerca, ho trovato delle lettere alle stazioni forestali di fine anni sessanta dove l'allora dottor Liabel ordinava ai comandanti di stazione e si raccomandava di fare questi trattamenti nei periodi opportuni, perché c'erano degli attacchi importanti già in quel periodo.

Veniamo agli interventi che vengono effettuati dal Servizio silvicoltura. Si pubblicizza tanto e si parla tanto di endoterapia, che può essere fatta a pressione o assorbimento. Questo sistema personalmente l'ho provato quindici anni fa, si parla adesso di metodi innovativi, è un metodo che già da diversi anni si è provato. È un metodo che funziona anche, ma è un metodo molto costoso, che viene fatto in parchi ma soprattutto di case private, dove il privato non vuole tagliare la pianta per motivi affettivi e fa questo trattamento, ma fare questi trattamenti con questi costi da un'Amministrazione in un bosco o anche già nei parchi non sono interventi, secondo noi, eccezionali. Io sono andato a vedermi il sito di questa società, vorrei sapere che prodotti usano, io penso che il servizio abbia verificato, abbia controllato. A suo tempo noi usavamo un prodotto che va direttamente a colpire le larve, ma deve essere impiegato nei mesi di agosto e settembre, anche tutta questa pubblicità che in qualsiasi momento viene fatto...ma c'è un motivo perché si fa ad agosto e settembre: in questi mesi le larve sono al primo e al secondo stadio e se tu le uccidi in quel periodo, le limiti in quel periodo, non sono in grado di formare il nido. Se noi lo facciamo a fine novembre, com'è stato fatto ultimamente, i nidi sulle piante ci sono già e il pericolo rimane, perché se cade un nido per terra e un bambino lo apre, gli effetti sono sempre gli stessi. Vi dico questo perché ho un'esperienza personale, mi è successo portando i bambini al parco "Abbé Vescoz" su a Verrayes, non ci siamo accorti, c'era un nido per terra che era caduto da una pianta, una bambina l'ha aperto, l'abbiamo dovuta portare all'ospedale, perché questi pelucchi urticanti fanno sì che la cosa sia pericolosa. È per questo che vi dico che bisogna prendere in considerazione anche il periodo per fare questi trattamenti. Ci sono anche tantissimi altri trattamenti che funzionano: c'è il Bacillus Thuringiensis, c'è il Dimilin, che sono stati usati per la Lymantria su nel periodo a Pré-Saint-Didier, prodotti che funzionavano, però chiaramente sono dei prodotti pseudo-biologici, quindi bisogna prestare attenzione a come si usano. Come vi dicevo, questi trattamenti li abbiamo provati 15 anni fa a Champdepraz e a Châtillon e funzionavano. Ripeto: sono molto costosi e non sono proprio da sponsorizzare per poterli fare.

Per quanto riguarda gli interventi con le squadre forestali a tempo indeterminato, a parte il numero limitato di operai (25) che si hanno per fare questi interventi, io ho seguito le fasi di questi interventi: vengono fatti i nidi bassi dalla squadra del Servizio silvicoltura e i nidi alti dalla squadra di Oreiller con la cella, in un posto si passa due volte, io dico anche i costi, queste cose non sono l'ideale. La chiusura dei cantieri è stata fatta nel periodo che faceva più freddo, per carità, ci sono state le feste, bisogna sapere anche quando si interviene, perché gli interventi devono essere fatti nei periodi più freddi dell'anno. Bisogna monitorare questi momenti per poter intervenire, se andiamo quando abbiamo le larve tutte in giro, perché fa caldo, vi assicuro che tagliare i nidi serve a poco o niente. Giornate come queste sono l'ideale per fare questi tipi di lavoro, perché effettivamente diminuisce la popolazione.

Per quanto concerne le trappole a ferormoni, si è pubblicizzato anche tutto questo posizionamento delle trappole, va benissimo, ma queste trappole servono per monitorare e per capire dove l'anno dopo ci saranno i grossi attacchi e, se lei va a chiedere ai tecnici che hanno fatto questo lavoro dove hanno preso tante farfalle, se lei va a vedere adesso, è bianco di processionaria. Serve per monitorare, funziona per abbassare la popolazione solo quando ci sono degli attacchi sporadici e non come questi attacchi qua.

Ora, passiamo a quello che si dovrebbe fare. Io le ho detto che ci vuole molta programmazione. Per avere programmazione, bisogna fare una cosa importante: la conversione dei popolamenti, che è la cosa principale da fare così una volta per tutte si risolve il problema. Alla gente bisogna parlare, non si può pensare che in un anno mettendo dei soldi si risolve il problema, questo è un lavoro che si deve fare negli anni.

Io prima di dirle queste cose, per non dire delle stupidaggini, ho passato il mese di dicembre a fare tutto un giro circa i rimboschimenti di Aosta fino a Saint-Pierre e, siccome era anche il mio lavoro, mi sono reso conto di tantissime situazioni. Noi abbiamo praticamente su tutto l'Adret dei rimboschimenti. Le assicuro che sono dei rimboschimenti di pessima qualità, dove fortunatamente abbiamo una rinnovazione di latifoglie al di sotto di questi rimboschimenti. La prima cosa da fare è sfruttare questa fortuna che abbiamo, tagliare il popolamento dominante, che è instabile e non ha nessun valore e migliorare quello che abbiamo sotto per farlo salire, per aiutarlo perché se lo lasciamo così, facciamo seccare anche quello che c'è sotto. Questo è il primo lavoro che c'è da fare, perché facendo questo lavoro noi ci risolviamo per sempre il problema della processionaria in quelle zone, perciò una conversione dei popolamenti e, quando ci troviamo vicino alle scuole, vicino ai municipi, nei parchi, tagliamole queste piante e piantiamo delle latifoglie. È anche meglio, si tagliano queste piante che possono provocare addirittura dei problemi di rottura di rami, vicino alle scuole, con la neve, si tagliano queste piante e si piantano delle latifoglie.

Questo trattamento può essere tranquillamente effettuato in questo momento a costo zero, perché sono già dei soldi che sono stati investiti, con i cantieri a cui diamo l'appalto, invece di mandarli a fare dei danni dove bisognerebbe lavorare con professionalità, li si manda in questi rimboschimenti dove non fanno sicuramente dei danni, li si fa tagliare tutto quel popolamento instabile che c'è e si tira fuori la rinnovazione che c'è, questo si potrebbe fare da domani e io le dico che, facendo un lavoro del genere, in sei o sette anni la popolazione della processionaria la si riduce dell'80 percento, poi bisogna sapere quello che si fa, perché io facendo i giri che ho fatto sono andato a Conclonaz dove sembra essere un disastro. Adesso a Conclonaz siete in ritardo, perché lì con il caldo che ha fatto le larve sono già tutte interrate, bisogna andare in altri posti a lavorare.

In conclusione vorrei dire una cosa, secondo me, determinante nell'intervento per la processionaria: è indispensabile avvalersi della professionalità degli specializzati in silvicoltura del Corpo forestale valdostano e non solo per monitorare gli attacchi di questo lepidottero e contare i nidi che ci sono in giro, ma per organizzare, programmare e decidere le strategie vincenti per limitare questo fenomeno così devastante. Assessore, i miei ex colleghi che lavorano al Servizio silvicoltura sono specializzati in queste cose e, invece di mandarli a contare i nidi, o capire dove ci sono stati attacchi di processionaria, questi specializzati devono organizzare il lavoro sul territorio, perché sono in grado di fare tutte queste cose che io le ho enunciato adesso: organizzare questi tagli, capire dove si possono fare i primi tagli, monitorare dov'è importante intervenire o meno. Adesso noi ci troviamo con la processionaria del pino che è a 1900 metri di altitudine, non è mai stata a queste altitudini e monitorare vuol dire capire dove si devono fare gli interventi e dove si può incidere per limitare questo fenomeno. Grazie.

Presidente - Grazie collega. La parola all'Assessore Testolin.

Testolin (UV) - Grazie Presidente.

Premetto che tutto quello che è stato detto dal collega Nogara è stato analizzato ampiamente all'interno delle discussioni con il Servizio silvicoltura e il Servizio forestazione e le stazioni forestali in modo da trovare delle soluzioni. Quello che si ritroverà nella risposta puntuale alle domande che sono state fatte coincide a grandi linee con quello che è stato affermato poc'anzi e saranno oggetto comunque di attenzione e di sviluppo tutte le riflessioni che sono state portate all'attenzione di quest'aula in questa presentazione.

Per rispondere in modo puntuale alle domande dell'interpellanza, in merito al primo punto: "se abbia intenzione di assumere altri operai forestali, oltre i 25 addetti, oppure ricorrere a ditte specializzate per una rimozione più efficace dei nidi delle processionarie". Si segnala che, a seguito del monitoraggio effettuato dal Corpo forestale della Valle d'Aosta sul territorio regionale al fine di valutare la diffusione e l'intensità dell'attacco della processionaria del pino, i territori di Villeneuve, Saint-Pierre, Sarre ed Aosta sono risultate le aree maggiormente interessate dalla diffusione dell'insetto, tutta la parte dell'Adret. Alcuni popolamenti, in particolare nel comune di Sarre, hanno subito una forte defogliazione già nel corso dell'autunno a causa, come già citato, delle elevate temperature che hanno caratterizzato questo periodo, questo ha indotto le larve della processionaria ad una maggiore attività trofica con un conseguente precoce sviluppo degli stati larvali, che allo stato attuale sono in anticipo di circa tre mesi rispetto al ciclo normale. In queste zone una percentuale rilevante di nidi risulta ormai vuota, in quanto le larve sono già scese a terra e tale situazione in pratica vanifica un eventuale intervento della lotta mediante la raccolta dei nidi stessi, così come affermato anche dal collega.

Preso atto della suddetta situazione, si è comunque proceduto nello scorso mese di dicembre alla raccolta dei nidi da terra tramite gli operai forestali nelle aree urbane pubbliche che sono state segnalate sia dai Sindaci che dalle stazioni forestali. Tale attività sarà integrata nel corso delle prossime settimane con l'asportazione dei nidi raggiungibili solo con il cestello telescopico, mentre il completamento della raccolta in suddette aree ad elevata priorità è stato invece affidato ad una ditta specializzata in possesso del requisito di tree climbing su alberi, in cui la raccolta non è possibile né per terra, né con cestello telescopico. Parallelamente alla raccolta dei nidi nel mese di novembre è stata effettuata e affidata ad un'impresa specializzata l'attività di trattamento endoterapico su circa 140 piante nelle pertinenze delle aree pubbliche. L'endoterapia ha comportato una sensibile riduzione dell'attività della processionaria su tali esemplari, con garanzia di protezione triennale. Verificato che, per quanto attiene alle aree forestali, non è possibile procedere alla raccolta dei nidi in modo completo, ma che, in relazione all'altezza dei nidi dal suolo e alla difficoltà orografica delle stesse, questa raccolta potrebbe interessare solo una percentuale minima di nidi, non si ritiene opportuno integrare al momento la manodopera presente con ulteriore assunzione di operai da destinare a tale attività.

In riferimento al secondo punto: "quali indicazioni abbia avuto sulle modalità di risoluzione del problema della processionaria dal confronto con San Michele all'Adige", si evidenzia, come risulta dalle informazioni assunte dalla Provincia di Trento, come gli esperti della forestazione di San Michele all'Adige abbiano concordato che tra i metodi di controllo della processionaria del pino e a limitato impatto ambientale vi sia la distribuzione sulle chiome del Bacillus Thuringiensis Kurstaki (BTK), un insetticida biologico a bassissima tossicità per l'uomo e per gli animali superiori, sebbene nocivo per tutte le categorie di lepidotteri. La maggiore efficacia del trattamento si ottiene distribuendo il prodotto a fine estate, quando le larve si trovano nei primissimi stadi di sviluppo, mentre la distribuzione effettuata in epoca più tardiva richiede l'impiego di dosi elevate e non elimina la presenza dei nidi. Il Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento, viste le intese popolazioni della processionaria nell'anno 2015 che hanno interessato in modo disomogeneo alcune zone boscate con prevalenza del pino nero, è intervenuta su circa 400 ettari in esclusiva adiacenza delle viabilità principali con trattamenti localizzati a base di questa sostanza, principio attivo che si chiama Floray 48, utilizzando un atomizzatore da terra. Nell'attività di comunicazione inerente la problematica la stessa Amministrazione provinciale ha altresì ricordato alla popolazione l'obbligo della lotta dovuto dal DM n. 31/2007, che impone ai proprietari e ai conduttori delle piante infestate di intervenire a loro cura e spese, invitando inoltre la popolazione alla massima attenzione nella frequentazione dei boschi infestati dal parassita.

In merito all'ultimo punto: "se siano allo studio e intenda porre in essere ulteriori iniziative per contenere l'attacco della processionaria del pino sulle foreste di pino silvestre della nostra regione", si segnala come al momento, oltre alle attività di raccolta dei nidi e all'esecuzione dei trattamenti endoterapici nelle aree urbane pubbliche e nelle aree forestali, la struttura Forestazione e sentieristica tramite gli operai forestali sta collaborando con alcune Amministrazioni comunali per la creazione di un cuscinetto intorno ai nuclei abitativi limitrofi alle pinete, con taglio dei pini neri e silvestri presenti. L'intervento prevede l'abbattimento degli alberi e la loro depezzatura e sramatura, la raccolta dei nidi presenti, la scortecciatura del legname al fine di prevenire l'attacco di insetti scolitidi, la cippatura della ramaglia per evitare il carico di incendio. In particolare, per le attività in corso nel comune di Sarre, a seguito di una specifica ordinanza emanata dal Sindaco, mentre a seguito di specifiche richieste di alcuni Comuni è previsto il taglio di esemplari singoli di pino nelle aree urbane proprio per sradicare alla radice questo tipo di problematiche. Il Corpo forestale della Valle d'Aosta nei prossimi mesi proseguirà l'attività di controllo delle popolazioni maggiormente colpite dal lepidottero, valutando i danni causati dalle defogliazioni, al fine di definire lo stato di salute delle pinete e si procederà inoltre nella stagione estiva al monitoraggio - che, come ricordato, è un monitoraggio non è una soluzione - della presenza del lepidottero mediante la posa di trappole a feromoni che possono dare le informazioni necessarie per gli eventuali interventi di lotta fitosanitaria ritenuti necessari. Tra questi, anche a seguito delle buone risultanze dell'attività di lotta condotta dalla Provincia di Trento di cui al punto precedente, si sta valutando anche la possibilità di intervento da terra con trattamento con Bacillus Thuringiensis Kurstaki nelle aree forestali limitrofe ai centri abitati e alla viabilità ordinaria, da eseguirsi a fine estate proprio per intervenire sulle larve nel periodo ideale.

Detto questo, anche l'avvicendamento all'interno dei boschi caratterizzati dalla forte presenza di pino nero con dei tagli selettivi che possono permettere al novellame, soprattutto di latifoglie, di poter crescere è stato preso in seria considerazione, si stanno facendo delle valutazioni in questo senso e sicuramente questo tipo di suggestione dovrà essere portata avanti nel prossimo futuro, così come anche credo sia stato suggerito all'interno dell'interpellanza.

Questo è un po' il panorama delle attività che si cerca di mettere in piedi che, prese singolarmente, non saranno sicuramente risolutive, ma che potranno dare comunque una risposta nel loro complesso.

Presidente - Grazie Assessore. La parola al Consigliere Nogara.

Nogara (UVP) - Merci Monsieur le Président.

Assessore, il discorso qui è proprio un discorso di programmazione. Quello che voglio dirle è che, per carità, mettendo dei soldi, prendendo delle squadre adesso, non si risolve un granché. Se lei adesso ha delle disponibilità finanziarie, si possono dare degli appalti esterni per fare quegli interventi che le ho spiegato dei rimboschimenti, ma qui ci dev'essere una programmazione che parte da quest'anno e dura per quattro-cinque-sei-sette anni per arrivare ad una conclusione. Qui non bisogna rasare tutte le piante, perché ci sono delle situazioni importanti dov'è auspicabile tagliare la pianta e ripiantare immediatamente magari una latifoglia, ci sono delle situazioni in cui va benissimo utilizzare il Bacillus Thuringiensis, perché funziona dato nei periodi giusti, ha funzionato benissimo a Pré-Saint-Didier quando c'era la Lymantria e, siccome agisce su tutti i lepidotteri, si può usare. A Pré-Saint-Didier l'abbiamo dato con l'elicottero, però è chiaro, capisco che non si possono affrontare delle spese del genere, ma se si va con l'erogatore come ha detto, nei posti dove c'è una maggiore concentrazione di persone, se c'è un'area attrezzata (io penso a Bellon a Sarre, o a queste zone qua), è auspicabile fare degli interventi del genere.

Io ho fatto un altro lavoro però, se le può servire, in questi mesi, a dicembre: mi sono fatto delle piccole aree di saggio in tutta la collina, che significa prendere le dimensioni del bosco, calcolare quanti nidi ci sono e moltiplicare per gli ettari. Ho fatto un calcolo che può essere più o meno giusto: ho calcolato che solo nella parte dei rimboschimenti ci sono due milioni di nidi. Con i cantieri forestali l'anno scorso ne abbiamo tagliati tredicimila. Immaginate che se non ci sono delle operazioni coordinate, tante operazioni non si arriva a niente. Noi continuiamo a tranquillizzare le persone, perché facciamo l'endoterapia alle piante, ma non serve a niente, bisogna fare degli interventi coordinati con i tagli e i rimboschimenti.

Lei ha fatto anche riferimento a quello che è privato. Guardi che noi come Corpo forestale abbiamo lavorato tantissimo sul privato, quasi tutto sul privato per fare degli interventi. Abbiamo lavorato con i decreti, abbiamo fatto il decreto, perché c'era il pericolo fitosanitario, si fa il decreto per il rimboschimento, perché tutti questi rimboschimenti se sono su terreni di privati, non è che se li sono piantati i privati, è sempre il pubblico che li ha piantati facendo il decreto e avvertendo del pericolo di dilavamento del terreno e si facevano gli impianti. Adesso si può intervenire benissimo sul privato facendo un decreto per gravi problemi fitosanitari e si interviene sul privato facendo i tagli. Io li ho fatti per anni per lavorare su tutti i rimboschimenti, facendo cure colturali. È chiaro che il legname si lascia a disposizione del privato, perché è di sua proprietà, però gli interventi per gravi problemi fitosanitari si risolvono con i decreti e questo è un sistema per lavorare immediatamente. Le ripeto, Assessore, se noi mettiamo una squadra esterna, un'impresa esterna a fare un taglio silvicolturale in una parte comoda del bosco, dove si può ottenere qualcosa, se vediamo le piante in piedi e se facciamo un taglio del genere, guardi che alla fine se fa i conti, il prezzo è lo stesso. Tanto vale prendere queste squadre, e avete la possibilità di fare dei lotti dove ci sono grossi attacchi di processionaria, e fargli fare gli interventi di questi rimboschimenti per tirare fuori tutta la rinnovazione di latifoglie che c'è sotto questi rimboschimenti di pino nero. Le assicuro che nel comune di Aosta ne ho visti tantissimi, sia a Sarre e a Saint-Pierre. Bisognerebbe che lì i forestali, che sono le persone addette a questi lavori, sono quelli che sanno quello che fanno, dovrebbero fare questi piani.

I feromoni sono sempre stati venduti come una lotta attiva, adesso lei mi parla di monitoraggio; considerate tutte le dichiarazioni che fanno i suoi dirigenti sul fatto che i feromoni sia una lotta attiva, li avvisi che non è vero, solo questo volevo dire.

Io ho contattato dei miei colleghi svizzeri per sapere anche se c'erano novità importanti sulla processionaria del pino, mi hanno tutti consigliato questa dispensa, che è una dispensa interessantissima. Io me la sono letta e sarebbe forse da farla leggere a tante persone, se vuole, gliela do anche ed è così semplice che non fa altro che ribadire tutti i concetti che in questo momento noi le abbiamo esposto. Grazie.