Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1692 del 13 gennaio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1692/XIV - Interpellanza: "Definizione dei criteri di priorità per l'accesso ai mutui per interventi migliorativi dell'efficienza energetica nel settore dell'edilizia residenziale".

Viérin M. (Presidente) - Punto 24 all'ordine del giorno. La parola al collega Roscio.

Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.

Oggi per la seconda volta torniamo a parlare di questioni legate all'efficientamento energetico, su come migliorare e risparmiare di più in diversi campi sia dal punto di vista degli edifici pubblici, ma in questo caso in maniera più specifica per gli edifici privati in generale.

Lo spunto di quest'interpellanza prende il via...già ne avevamo parlato con un ordine del giorno durante la discussione del bilancio, l'Assessore allora aveva detto che era in preparazione una delibera di Giunta che effettivamente è arrivata (la n. 1880), che, recependo la legge n. 13/2015, istituisce un fondo di rotazione mi sembra di 12 milioni nel complesso sul triennio 2015-2017 proprio per poter fare e realizzare degli interventi che migliorino l'efficienza energetica. Non si capisce leggendo la delibera quali sono i criteri di priorità che sono stati pensati per l'accesso a questi mutui. Siccome il range dei mutui va da 10 mila a 400 mila euro, quindi un range piuttosto ampio, non si capisce qual è l'obiettivo finale di questo fondo di rotazione, se si vogliono finanziare tutti gli interventi senza una priorità, quindi solo in base a come arrivano le domande, perché spetta poi alla Giunta stabilire questo, che deve essere ancora da scrivere negli avvisi che poi verranno fatti o se pure c'è dietro un obiettivo più ampio, che può essere paragonato proprio ad una pianificazione energetica, anche dal punto di vista dell'incentivazione, perché c'è una parte che dice: "misure per incentivare legate più o meno a bonus volumetrici", ma non si capisce concretamente cosa dovrebbe spingere chi possiede degli edifici privati a realizzare degli interventi che poi abbiano dei risvolti dal punto di vista del risparmio energetico, quindi anche dal punto di vista ambientale.

Noi siamo interessati molto a queste tematiche, tant'è vero che ne abbiamo già discusso, abbiamo fatto molte iniziative e siamo curiosi di sentire la risposta in merito. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Collega Roscio, la ringrazio per le sollecitazioni su questo tema, in particolare quest'interpellanza che ci permette di dire il lavoro che stiamo facendo, naturalmente continuando a recepire e ad ascoltare le sollecitazioni che arrivano dal Consiglio regionale rispetto all'applicazione della legge n. 13.

Come ha ricordato lei, siamo riusciti prima della fine dell'anno ad istituire il fondo, che è il primo atto, il primo passaggio necessario per andare ad articolare la delibera che poi erogherà effettivamente questo fondo. Da qui alla delibera che eroga le condizioni del fondo in mezzo ci sta ancora una delibera, forse la più delicata, che riguarda i requisiti minimi necessari per il riconoscimento delle opere e dei lavori che vengono fatti. Questa delibera dei requisiti minimi in particolare ci permette di adeguarci alle normative che sono entrate in vigore ad ottobre 2015, con il decreto 26 giugno 2015...con i due decreti che intervengono in modo abbastanza significativo nella normativa precedente. Questa delibera di cui ho la bozza in mano - sono oltre sessanta pagine - testimonia la complessità del lavoro che c'è dietro rispetto a questi requisiti minimi ed è frutto di un lavoro fatto tra i nostri uffici e il COA, che è particolarmente qualificato nello svolgere quest'attività e che ha già riscontrato tutte le problematiche di innesto con la normativa urbanistica.

Devo ringraziare da questo punto di vista la collaborazione dell'Assessore Bianchi e dei suoi uffici che ha permesso anche di fare un primo incontro anche con i professionisti che poi dovranno in qualche modo essere i primi attuatori di queste norme attraverso le progettazioni relative alla riqualificazione energetica, che ci hanno consentito di superare alcune difficoltà. Questo tipo di impostazione relativa ai requisiti minimi quindi sta procedendo e spero al più presto in tempi brevissimi di depositare questa delibera, che sarà propedeutica a quella in cui dovrà essere affrontata anche la questione dei criteri di priorità.

Un aspetto altrettanto importante nel percorso di riflessione rispetto a questi requisiti di priorità è stato che nella rielaborazione di questi requisiti minimi in applicazione dei decreti ministeriali abbiamo anche tenuto conto del lavoro fatto dalle principali Regioni di riferimento per noi: Lombardia, Emilia-Romagna, che hanno completato i loro lavori sono negli ultimi mesi del 2015. Noi quindi siamo a ridosso di queste esperienze che abbiamo ritenuto importanti come punto di riferimento per la loro autorevolezza prima di elaborare una nostra disciplina, nel senso che un confronto nel recepimento della disciplina nazionale ci è sembrata una cosa opportuna e di buon senso. In questo modo siamo riusciti a fissare le asticelle previste dalla normativa nazionale per raggiungere i requisiti minimi e sono cose di un certo impegno.

Successivamente naturalmente terremo conto anche di altri aspetti. Avevamo già avuto un confronto proprio con lei, credo, o con il collega Chatrian rispetto anche all'andamento dell'economia italiana rispetto alla riqualificazione energetica degli edifici. Il settore dell'edilizia non ha assolutamente subito la crisi ed è quello che dagli ultimi dati de Il Sole 24 Ore è in piena espansione. Abbiamo quindi la necessità e l'urgenza di accelerare su questo fronte, quindi ecco il ringraziamento a chi ci sollecita in quest'aula, perché permette di rendere pubblici alcuni dati importanti come questo, che in questo settore c'è una grossa risposta, è il settore che non ha conosciuto la crisi nel campo edilizio e che addirittura adesso sta vedendo un rilancio estremamente importante. Anche di queste considerazioni quindi andremo a tenere conto, cercando eventualmente di trovare le formule per privilegiare quegli interventi che magari hanno un carattere di ristrutturazione importante, funzionali quindi all'isolamento termico di ampie porzioni dell'involucro edilizio con eventuale adozione di soluzioni impiantistiche performanti.

È ipotizzabile però che tutta questa quota di mutuo prevista dal 2015, 2016 e 2017 non venga messa a bando tutta in una volta, ma si possano ipotizzare delle tranche per vedere anche quali sono le risposte, le tipologie di risposta degli utenti per articolarle durante l'anno. Partire subito con una tranche in primavera e poi vedere qual è la risposta su questo settore e poi ipotizzare delle tranche successive per andare a rispondere sia a quelle esigenze che lei richiamava di una pianificazione generale, ma anche per vedere, essendo iniziative di privati, qual è la risposta. Non è escluso quindi che si possa anche seguire una metodologia aperta di accettazione delle richieste, quindi a sportello, ma torno a parlare di cifre non dell'intera quota del mutuo, fissando criteri non eccessivamente selettivi per gli interventi più modesti da un punto di vista edilizio e per quelli esclusivamente impiantistici, stabilendo però altresì una corrispondente quota della disponibilità finanziaria autorizzata. Avere quindi due quote di mutuo: una per le risposte immediate, come sollecitava lei, che rappresentava come ci siano dei piccoli interventi, definiamoli così, quelli di cambiare le caldaie che abbiamo visto sono importanti, che se noi li mettiamo in una graduazione unica insieme agli altri interventi, rischiano di finire in fondo e di essere esclusi. Se noi creiamo due canali, naturalmente questo è oggetto anche di confronto con il Governo regionale, io qui sto anticipando delle ipotesi di lavoro che poi affronteremo in un confronto con la maggioranza e con la Giunta, proprio per dare risposta immediata, per far partire immediatamente dei lavori sia di sostituzione impiantistica, come vedevamo stamattina, ci sono delle criticità, sia dall'altra parte per aprire la possibilità a grandi interventi che agiscano su interi condomini. Solo che in quel caso ci vuole un certo tempo per predisporre un progetto. Immagino solo la fatica che deve fare l'amministratore di un condominio per cominciare a convincere i condomini a fare un intervento significativo, che avrà il sostegno del mutuo, ma che certamente potrebbe, da un punto di vista della riqualificazione ambientale, avere un impatto enorme. Immaginare di riqualificare interi condomini è una cosa bellissima. Dall'altra parte, ha anche un impatto dal punto di vista del lavoro, del riscontro nel settore edilizio altrettanto significativo. Questa metodologia di accoglimento delle domande potrà essere conformata anche dalla differenziata tempistica necessaria per l'elaborazione delle proposte, visto che i progetti più complessi ed articolati sottintendono ovviamente elaborati tecnici più complessi rispetto a quelli necessari per la semplice sostituzione di una caldaia. Si tratta comunque di un approccio innovativo rispetto a mutui in essere a livello regionale, come si può evincere dalla deliberazione di Giunta regionale che ha previsto la costituzione dell'apposito fondo di rotazione e lo schema di convenzione con Finaosta per la gestione del fondo stesso, per cui la prima applicazione della metodologia fornirà gli elementi utili per modificare successivamente, tramite bandi successivi, ove necessario, i criteri e l'allocazione delle risorse.

Rispetto alla seconda domanda: "quali modalità di concreta incentivazione alla realizzazione degli interventi si intendono porre in atto", per la concreta incentivazione degli interventi si è optato per un tasso fisso annuale del 2 percento, in conformità ad altre misure regionali. Questa è una decisione ormai uniforme, sulla quale riteniamo di dover confermare questo tipo di approccio. Le ulteriori misure di incentivazione possono riguardare la possibilità di modulazione dell'entità del mutuo, che potrà arrivare al 100 percento delle spese ammissibili, in modo da differenziare gli interventi secondo una logica di premialità che tenga conto dei criteri che abbiamo precedentemente delineato. Mutui naturalmente di quindici anni, ma poi ovviamente sarà anche possibile ragionare, a fronte di un'importante progettazione che serve per realizzare i progetti di riqualificazione di interi condomini, l'erogazione di una tranche del 40 percento del mutuo ad avvio lavori e successivamente modulare le successive tranche del mutuo a seconda dell'evoluzione dei lavori. Stiamo quindi lavorando in modo molto accelerato per arrivare a proporre al più presto questo tipo di deliberazione che riteniamo importante proprio per le ragioni che lei stesso ha addotto nella presentazione.

Si dà atto che dalle ore 17.19 presiede il Vicepresidente Rosset.

Rosset (Presidente) - La parola al Consigliere Roscio.

Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.

Grazie Assessore per la risposta. Credo che su questo tema occorrerà tornare, perché comunque non sono sufficienti i cinque minuti di replica per argomentare in maniera esaustiva.

Noi partiremmo da una considerazione: che le norme europee, che poi sono state recepite anche a livello nazionale, stabiliscono che ci sono degli obiettivi stringenti e in tempi anche abbastanza brevi, che sono i famosi contenimenti, che gli edifici devono arrivare addirittura ad essere quasi a consumo zero, sia quelli pubblici entro il 2019, che quelli privati entro il 2021, quindi i tempi sono abbastanza ristretti per arrivare lì. È per quello che intendevamo dire che bisogna essere molto concreti, perché altrimenti non riusciamo assolutamente a raggiungere quegli obiettivi; quando chiedevamo di chiarire quali erano gli obiettivi politici, non tecnici, intendevamo questo. Quando io vado a cercare di capire com'è il patrimonio residenziale valdostano, secondo quello che abbiamo capito nelle commissioni...si può ipotizzare che lo Stato sia piuttosto spostato verso edifici a non alta prestazione energetica, ma piuttosto bassa: abbiamo molte case in classe G o, peggio, e non tante case in classe di efficienza alta. Dal nostro punto di vista, quindi lo scopo interessante era quello che è più conveniente come benefici per la collettività spostare case che sono in classe G alla classe C, piuttosto che non spostare case dalla classe B in classe A: questa è la prima idea. Si possono fare queste valutazioni...

(interruzione dell'Assessore Donzel, fuori microfono)

...quindi l'idea politica era quella di aiutare chi è messo peggio per arrivare ad efficienze più basse magari, ma che, dal punto di vista complessivo della regione, avevano il vantaggio migliore.

Ci sono poi altre questioni, perché la delibera recepisce quanto previsto dalla legge. Il nostro timore è che poi ad un certo punto si facciano le cose molto corrette dal punto di vista formale, ma, dal punto di vista dei risultati concreti, si ottenga poco, perché vedo che nella delibera si richiamano spesso i consumi standard, le situazioni climatiche, che sono importanti, però purtroppo non sono molto legati ai consumi reali, che sono alla fine quelli più importanti. Faccio un paio di esempi, che così si capisce meglio: una seconda casa, che magari è un colabrodo totale dal punto di vista energetico, un condominio a Cervinia che andrebbe magari riconfigurato totalmente, magari è poco importante fare una riqualificazione e finanziare un mutuo su quell'edificio, perché l'occupazione annua è magari di quindici-venti giorni all'anno, anche se sta in una zona climaticamente sfavorevole, anche se è un colabrodo dal punto di vista energetico, alla fine il danno che comporta è limitato. Altro esempio sono le scuole, gli edifici pubblici dove...

(nuova interruzione dell'Assessore Donzel, fuori microfono)

...va bene, può andare bene anche per...le piace di più condominio? Un condominio colabrodo energetico ha questa situazione, che io lo riscaldo moltissimo, ci sono gli abitanti con l'appartamento a nord che congelano e gli abitanti con l'appartamento a sud che hanno le finestre aperte nello stesso condominio, anche questo, dal punto di vista dei consumi standard, mi dà delle valutazioni che sono completamente discordanti rispetto ai consumi reali.

Altro esempio: anche nell'efficienza. Siccome quando io vado a fare gli indici di prestazione energetica, gli scarti rispetto al reale sono anche del 30 percento, può succedere che quello che mi aspetto, anche in positivo, è completamente diverso, tale da farmi arrivare quasi in un'altra classe energetica fra i consumi che io ipotizzo dal punto di vista di standard e i consumi reali. È per quello che noi riteniamo che i consumi reali siano più importanti rispetto agli standard che vengono adottati normalmente e alle valutazioni climatiche.

Altra questione: noi avevamo visto che per incentivare forse occorreva istituire una sorta di obbligo per spingere chi è nelle condizioni peggiori. So che non è facile, che bisogna studiare queste cose, però se noi abbiamo dei vincoli derivanti dalla legge, rischiamo di sforare e di non riuscire ad arrivare concretamente a dei risultati, d'altronde esiste già una legge sulla casa che non ha dato i risultati che venivano auspicati, magari sono stati limitati anche dei danni.

Un'altra cosa a cui bisognerebbe prestare attenzione è che è vero che il problema è complesso, ma bisognerebbe ragionare su cose per quanto possibile semplici, perché quanto più gli interventi che vado a fare sono semplici e generali e riguardano l'interezza dell'edificio...qualcosa c'è già per quanto riguarda i condomini: c'è la possibilità di andare a fare degli interventi, ma il rischio di adempiere con delle valutazioni molto puntuali, molto precise nei dettagli rischia di produrre alla fine dei documenti molto precisi, molto interessanti, ma alla fine di fare molta burocrazia e di avere poca concretezza dal punto di vista dei risultati, che forse è la cosa più importante che l'Assessorato, ma tutti noi ci auspichiamo. Grazie.