Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1689 del 13 gennaio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1689/XIV - Interpellanza: "Interventi per garantire il maggior utilizzo possibile di mezzi pubblici di trasporto da parte dei dipendenti del comparto unico".

Viérin M. (Presidente) - Punto 21 all'ordine del giorno. La parola al Consigliere Ferrero.

Ferrero (M5S) - È indubbio che i tagli ai trasporti abbiano riguardato e penalizzato soprattutto i pendolari, i lavoratori e, in particolare, i lavoratori che vengono dalla Bassa Valle. Il problema del trasporto in Valle sappiamo tutti che è molto sentito e ci sono poche possibilità alternative quando viene a mancare un mezzo pubblico di linea che fa i collegamenti. Noto che manca l'Assessore, ma c'è il Presidente, quindi non ci sono problemi. Probabilmente l'Assessore non risente molto del problema dei trasporti, perché io volevo portargli proprio l'esempio dei dipendenti regionali che si recano da Aosta al suo Assessorato. Vedo che l'Assessore è arrivato...peraltro so bene che l'Assessore è un assiduo utilizzatore dei mezzi pubblici di trasporto...ovviamente scherzo, tutti sanno che l'Assessore ha quel mega SUV che da solo potrebbe trasportare tutti i dipendenti del suo Assessorato da Aosta fino alla sede...non è vero, non è un SUV da ventidue posti, ne ha venti, quindi non esageriamo.

Quando si va a fare un taglio di orari...io capisco che ci sono delle problematiche, e le problematiche ci sono, com'è stato evidenziato per la vallata di Champorcher, ma io ho sentito altre persone di Valtournenche che mi hanno detto: "accidenti, lo stesso pullman per i turisti, per i pendolari e per gli studenti", alla fine viene fuori una specie di pastrocchio in cui diventa veramente difficile utilizzare i mezzi di trasporto. Mettiamo poi che un turista voglia scendere dalla Valtournenche con un mezzo pubblico e arrivare alla stazione di Verrès o di Pont-Saint-Martin, non può fare il biglietto perché non c'è la biglietteria, quindi diventa una cosa comica, se non fosse tragica.

Porto all'Assessore un esempio, uno tra i tanti che ci sono nelle variazioni e nelle riduzioni dell'orario: un orario che collega la navetta che porta non solo i dipendenti, ma anche gli utenti all'Assessorato dei trasporti che è giù al vicino alla discarica. Non si sa bene perché, che punizione debba scontare l'Assessore Marguerettaz, ma questo lo chiederemo poi al Presidente Rollandin dopo. C'è un orario che è quanto meno strano, perché c'è una partenza da Aosta alle ore 7.00 con arrivo alle ore 7.17, quindi, partendo alle 7.00, chi arriva alle 7.17 giù all'Assessorato dei trasporti? Nessuno degli utenti, perché sappiamo che l'Assessorato apre ben dopo e stare fermi fuori dall'Assessorato in quella zona un'oretta in questo periodo non è una cosa proprio gradevole, anche se è stato allestito un gazebo con delle panchine, però per adesso non abbiamo ancora visto molte persone che lo utilizzano. La corsa successiva parte alle 8.00 da Aosta e arriva alle 8.17. Vi porto un esempio che riguarda i lavoratori del comparto unico, ma potrebbe riguardare anche altri lavoratori. Sappiamo bene che il lavoratore non può iniziare il lavoro, perché manca quest'elasticità, prima delle ore 8.00, però se parte alle 8.00 e arriva alle 8.17 e se prende magari un altro mezzo pubblico, automaticamente la sera deve recuperare e rischia di perdere nuovamente il mezzo pubblico che lo riporta a destinazione. Tenuto conto poi che il treno che arriva dalla Bassa Valle arriva alle 7.23, è ovvio che il lavoratore alle 7.00 non può prendere la navetta e, se prende quella delle 8.00, arriva alle 8.17, però perde circa un'ora. Questo è un semplice esempio, perché non è che si vuole privilegiare un lavoratore piuttosto che un altro, ma, quando si fa una riduzione, una rettifica o una razionalizzazione, bisognerebbe fare una cosa complessiva, una cosa che va a vedere non le esigenze del singolo, ma qui ci sono delle esigenze sia degli utenti che utilizzano le navette per andare all'Assessorato, sia dei dipendenti che utilizzano la navetta anche per andare all'Assessorato, perché poi alla fine sono tutti in macchina e sono tutti incavolati. Certo, perché diversamente per uno che abbia, ad esempio, famiglia e viene dalla Bassa Valle, è ovvio che se perde un'ora al mattino e perde un'ora la sera e perde un'ora e mezza sul treno, alla fine passa più ore in viaggio per arrivare al posto di lavoro che le ore poi che effettivamente sta in servizio: ecco perché ci riagganciamo alla questione anche del telelavoro, che può sollevare parzialmente questi problemi.

Globalmente si parla del famoso piano di bacino di traffico che dovrebbe essere ridefinito e rideterminato in maniera complessiva, perché basta andare in piazza Chanoux per vedere degli autobus - ne possiamo vedere almeno una decina - vuoti costantemente in tutte le corse che si avvicendano in piazza. Ci sono quindi questi carrozzoni che viaggiano con l'autista che fa la fermata in automatico, non sale nessuno e non scende nessuno. Quello che si chiede quindi è se è possibile, al di là del contenuto dell'interpellanza, rivedere o mettersi a rivedere il famoso piano di bacino di traffico con tutti i problemi che ne derivano, perché capiamo che è una questione complessa, ma adesso che si continua a tagliare, a ridurre e a variare gli orari ovviamente bisognerà prendere qualche parametro per fare queste variazioni. Senza - e lo ripeto - voler fare la battaglia per i regionali piuttosto che per i lavoratori del Carrefour o per i lavoratori di un'altra parte, però cinquanta da una parte, cento dall'altra e duecento dall'altra ancora, alla fine con questi tagli sostanzialmente si sono scontentati tutti e si è ridotto un servizio che si chiama servizio pubblico di linea, ma di pubblico non ha più nulla, perché se semplicemente gli orari e le corse vengono determinate in base alle disponibilità di denaro, tagliamo così e poi vediamo che cosa rimane, però non mi pare che questo sia un grande servizio alla collettività.

Presidente - La parola al Presidente della Regione.

Rollandin (UV) - Pensando che fosse una cosa seria e che fosse in effetti collegata alle premesse dell'interpellanza, mi sono messo di buzzo buono per cercare di rispondere in modo adeguato, invece era tutta un'altra roba, che ne so io del treno delle 7.15, delle 7.35! Tutto il resto che hai sbrodolato sono effettivamente dei punti che rientrano nel traffico locale, nel trasporto locale. Io pensavo che qui fosse una roba da guardare nel suo insieme e facesse pendant con il discorso fatto al mattino correttamente del telelavoro, quello è stato corretto e giustamente avevamo risposto.

Qui io ho cercato di prepararmi, ma, al di là di dirle quelle cose che forse non la soddisferanno, devo dirle che ad oggi, per quanto riguarda la questione che mi ha scritto - non quello che mi ha detto, perché sennò sono fuori tema io, nel senso che rispondo a qualcosa che non era previsto -, il Dipartimento personale ci ha segnalato che al momento non risultano segnalazioni da parte dei dipendenti regionali al fine di estendere l'orario degli uffici e la conseguente attività oltre l'arco previsto dalle 8.00 alle 18.00. Questo era un po' il sunto, cioè dire: c'è l'esigenza di essere più flessibili all'entrata o all'uscita? Questa onestamente io l'avevo presa come una motivazione che aveva e che ha un senso.

Il Dipartimento del personale, peraltro, rappresenta che di norma l'attività prestata al di fuori di tale orario è considerata non ordinaria e pertanto soggetta ad una maggiorazione economica differenziata per posizione contrattuale, con maggiori costi per l'Amministrazione, però non è esclusa, quindi tanto per dire che è prevista. Chiaramente come logica si danno gli orari che sono legati a quello che è il pubblico. Occorre inoltre segnalare che la distribuzione dell'orario di lavoro nei diversi settori dell'Amministrazione regionale è improntata a criteri di flessibilità finalizzati all'assolvimento delle esigenze organizzative così come indicate dai competenti dirigenti, quindi si è lasciato anche un discorso organizzativo fatto dai dirigenti, che quindi possono conoscere meglio la situazione lavorativa dei propri dipendenti. A tal fine, l'Amministrazione regionale ha introdotto fin dal 2010 nuove disposizioni in merito alla determinazione degli orari di lavoro con l'obiettivo, pur rispettando le esigenze funzionali della struttura organizzativa di riferimento del dipendente, di ottenere una maggiore semplificazione e una maggiore flessibilità degli stessi, in modo da permettere il miglioramento della qualità della prestazione da parte del personale, la valorizzazione del capitale umano e la conciliazione lavoro/famiglia, quindi questo è esplicitamente detto nel contratto. L'orario di lavoro ordinario del dipendente regionale è quindi articolato in cinque giorni nella fascia oraria 8.00-18.00, con un'area di ingresso 8.00-9.00, quindi già lì c'è una prima flessibilità, e una sola fascia obbligatoria dalle 9.00 alle 12.00. Questa fascia obbligatoria, come lei mi insegna, è legata soprattutto allo sportello, alla presenza delle persone, tale da consentire la massima concentrazione della presenza, quindi la massima interrelazione giornaliera dei dipendenti.

Ancora: è stata prevista la contabilizzazione del dovuto totale a livello mensile calcolato su sette ore e dodici minuti giornalieri, con un obbligo giornaliero minimo di sei ore e massimo di nove ore, quindi già con questo c'è una compensazione molto ampia, quindi io rispetto le sette ore e dodici, anche se ho questi scarti legati a possibili evenienze o orari differenziati, quindi c'è una flessibilità importante.

L'articolazione dell'orario di lavoro appare pertanto caratterizzata da una marcata flessibilità piuttosto che da una rigidità, per cui, considerati complessivamente le esigenze organizzative degli uffici, gli orari di apertura al pubblico, le aree estese di flessibilità utilizzabili dai dipendenti che risultano ampiamente rispettose dei principi di conciliazione lavoro/famiglia, non si ritiene attualmente necessario intervenire a modifica dell'attuale impianto organizzativo degli orari come Regione, perché sono in grado di assolvere e di rispettare queste eventuali flessibilità necessarie per il rapporto lavoro/famiglia. Eventuali esigenze personali e individuali peraltro possono, come sempre, essere prese in considerazione con il ricorso alla mobilità all'interno dell'Amministrazione, tenuto conto che in particolari settori l'orario di lavoro è strutturato al di là della fascia 8.00-12.00, rendendo quindi possibile soddisfare le esigenze particolari.

Credo di aver dato un po' un quadro di com'è articolata l'Amministrazione soprattutto nel punto che credo interessasse anche lei, cioè la flessibilità, al di là dell'articolazione come lei ricordava poi degli orari, dei mezzi di trasporto rispetto agli orari di arrivo, dove ci può essere ancora un'articolazione diversa. Sul fatto però dell'articolazione vera degli orari all'interno della pubblica amministrazione c'è una flessibilità che pochi hanno. In questo modo la contabilizzazione è veramente in grado di assorbire tutte le evenienze possibili che sono legate al discorso lavorativo. Spero di avere risposto alla domanda che mi aveva fatto. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

La risposta c'è. La flessibilità di cui parlavo io è un'estensione della flessibilità in entrata che soprattutto per i mezzi di trasporto, treno e navette per quanto riguarda la cintura di Aosta e Aosta, effettivamente viene a mancare, perché è in quella mezz'ora che si giocano magari due ore di disponibilità del tempo del lavoratore. Era in questo senso che volevo vedere se era possibile, ma, da quanto mi ha accennato il Presidente Rollandin, parrebbe che, in presenza di situazioni particolari, si possa magari anche fare una deroga, che ovviamente non riguarda tutti, perché se uno abita ad Aosta e lavora ad Aosta, non deve venire alle 7.30, ma è ovvio che se uno deve utilizzare il mezzo di trasporto, magari viene anche dalla Bassa Valle e prende il treno... In questo senso quindi era una sollecitazione per avere un'idea da parte del Governo regionale sull'indirizzo da trasmettere, anche per quanto di competenza, ai dirigenti...che, senza derogare all'elasticità dell'orario che già ci sta, ma proprio per il fatto che il problema si presenta all'entrata, si potesse magari avere un occhio ulteriore di riguardo ai problemi familiari e alle altre cose.

Chiederò poi al Presidente Rollandin perché ha spedito giù l'Assessore Marguerettaz alla discarica, ma me lo dirà dopo, non pretendo che me lo dica adesso.