Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1686 del 13 gennaio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1686/XIV - Interpellanza: "Promozione di iniziative volte a favorire sbocchi occupazionali per lavoratori e imprese valdostane in Svizzera".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 18 all'ordine del giorno. La parola al Consigliere Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Prima di Natale ho avuto la possibilità di seguire un seminario organizzato dalla Camera di commercio valdostana che riguardava le possibilità di intraprendere un'attività in Svizzera e le possibilità di lavoro in Svizzera per un privato che volesse fare qualcosa. Ho seguito questo corso che è durato un giorno sostanzialmente per riuscire a capire se effettivamente, al di là di una facile propaganda, ci sono degli sbocchi per i lavoratori valdostani, soprattutto quelli disoccupati in quel Paese o ci potrebbero essere. Effettivamente il quadro che ne è uscito - oltre ad essere un quadro abbastanza incoraggiante per quanto riguarda le imprese, perché il quadro normativo non è così complicato come si potrebbe pensare, ma è un qualcosa che può essere affrontato tranquillamente - è che anche dal punto di vista del privato ci potrebbero essere delle prospettive. Se dal punto di vista della Camera di commercio è stato fatto comunque uno sforzo, il corso ero fatto in maniera efficace, c'è stata una buona partecipazione, un eguale sforzo io penso sarebbe da auspicare da parte del Governo regionale per cogliere le opportunità che abbiamo, perché siamo comunque una regione di confine, certamente non abbiamo una situazione a livello di trasporto come può essere quella di altre regioni, per cui la Svizzera è immediatamente e facilmente raggiungibile, però delle prospettive ci sono. Allora perché non sfruttarle? Da questo punto di vista, per un periodo, al di là di qualsiasi ottimismo, sappiamo che la ripresa non sarà immediata, sappiamo che - e penso che questa sia la realtà, non una mistificazione - non potremo contare sul mercato del lavoro valdostano per far fronte alla disoccupazione che attualmente è cresciuta, agli inoccupati e soprattutto ai futuri giovani che si troveranno sul mercato del lavoro e troveranno notevoli difficoltà. Io direi che forse è arrivata l'ora, proprio per il fatto che ci sono dei rapporti particolarmente cordiali di collaborazione ultradecennale con i politici del Vallese nel Cantone di Vaud, magari di iniziare a fare qualche discorso per cercare uno sbocco di lavoro anche per i valdostani in Svizzera. Sappiamo che adesso il Franco è particolarmente forte, quindi una retribuzione anche per un lavoro magari non particolarmente qualificato diventa particolarmente interessante. Pensiamo solo ai nostri forestali che sono rimasti disoccupati e pensiamo alle migliaia di lavoratori che arrivano ogni anno in Svizzera in quei Cantoni per il lavoro nelle vigne, per la raccolta delle fragole, delle albicocche, degli altri frutti. Sono lavori che effettivamente potrebbero essere svolti da personale valdostano, anche perché non si tratta di fare una differenza di razza o nazionalità, ma sicuramente anche il valaisan sarebbe più contento di assumere persone che sono più vicine dal punto di vista culturale, conoscono già la lingua, avrebbero anche meno problemi a spostarsi, quindi avrebbe garanzie maggiori.

Senza farla tanta lunga, quello che si chiede quindi è se è possibile - e penso che lo sia - esplorare tutte le vie per fare qualche accordo con i vicini Cantoni e trovare uno sbocco per alcuni dei nostri lavoratori che magari qui, per tutta una serie di questioni, soprattutto il taglio di fondi come ad esempio per i forestali, non trovano più una collocazione. Se, oltre alle iniziative della Camera di commercio, che poi agisce in sinergia con le camere di commercio piemontesi e il Centro estero delle camere di commercio, è possibile fare uno sportello permanente a supporto delle ditte che vogliono affrontare il mercato svizzero, perché il corso è stato molto interessante, ma, data la potenzialità, sarebbe forse il momento di pensare che abbiamo finora sottovalutato un po' la possibilità di avere uno sbocco lavorativo in Svizzera. Questa è una sollecitazione che giunge proprio a seguito di una buona iniziativa di un ente regionale che sicuramente si è posto il problema, l'ha affrontato in prima battuta, ma ovviamente dobbiamo dare un seguito, perché anche riscontrando i vari pareri degli operatori, perché al corso c'erano degli operatori economici, non erano tutti come me che andavo ad ascoltare per cercare di farmi un'idea, effettivamente quello che serve è una specie di accompagnamento, una specie di supporto perché poi il fatto di portare, ad esempio, della merce in Svizzera pone tutta una serie di problematiche a livello doganale, quindi ci vuole un supporto che non deve essere un contributo economico, ma deve essere un contributo di conoscenze che vengono messe a disposizione di chi è interessato.

Presidente - La parola all'Assessore Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Collega, io la ringrazio sentitamente per quest'interpellanza che ci permette di dire quello che si sta facendo, quello che c'è già e che dalla sua presentazione mi sento di dire che condivido pienamente, perché già in altre occasioni ho avuto modo di dire che nella ricerca dell'occupazione in questi ultimi anni bisogna leggermente allargare il compasso con il quale si prende in esame la ricerca dei posti di lavoro. Sicuramente la Svizzera che non è così lontana, è molto interessante.

La sua interpellanza poi mi ha richiamato degli antichi ricordi di quando ero ragazzino, perché andavo a trovare i nonni che lavoravano nelle vigne di là, ci stavano sia in primavera che in autunno, mia madre ha lavorato là, il fratello di mia nonna poi ha finito per stabilirsi là. Ho persino dei cugini che vivono nel Vallese, quindi ricordi dell'infanzia che sono riaffiorati e che permettono di far capire però alla realtà valdostana l'importanza di questo mercato. Quello svizzero è un mercato di particolare interesse per la Valle d'Aosta. Nel terzo trimestre del 2015 - sono gli ultimi dati disponibili che abbiamo - è stato il primo mercato per export valdostano, con un valore di 26 milioni di euro ed un aumento del 5,7 percento rispetto allo stesso periodo del 2014. Premesso che la Chambre non è un ente distinto dall'Amministrazione regionale, oltre il contributo che noi diamo alla Chambre per funzionare, devo ringraziare il Presidente della Chambre per lo stretto rapporto di collaborazione che ha con l'Assessorato, per cui molte misure sono anche concertate.

Il seminario a cui lei ha partecipato - e mi fa piacere che ci siano dei Consiglieri attenti al mondo del lavoro e a quello che si fa - non è un'iniziativa estemporanea: è parte di una strategia di più ampio respiro che io cerco di riepilogarle in maniera molto sintetica. Dal punto di vista della formazione, sono stati organizzati diversi seminari dedicati a lavorare e vendere in Svizzera: ottantotto partecipanti; alla vendita dei prodotti alimentari all'estero: trentuno partecipanti, perché naturalmente le norme della Svizzera non sono quelle dell'Unione europea, quindi questo tipo di informazione, come lei avrà visto partecipando, è fondamentale per poter accedere a quel mercato; naturalmente sono stati esaminati aspetti legali, fiscali, logistici del mercato UE ed extra UE: cinquantadue partecipanti; anche al business english per le imprese turistiche, commerciali, produttrici trentuno partecipanti. A queste si sono affiancate missioni tecnologiche e commerciali riservate alle imprese valdostane e finalizzate alla nascita di nuove sinergie con realtà imprenditoriali svizzere. Ricordo che, fra l'altro, importanti multinazionali svizzere si sono insediate in Valle d'Aosta, tra queste la SICPA di Arnad, quindi c'è anche una collaborazione da questo punto di vista con il territorio svizzero.

Per quanto concerne invece la promozione, il mercato svizzero è stato oggetto di particolare attenzione e di apposite campagne di comunicazione dedicate alle principali manifestazioni estive e invernali, alle iniziative organizzate in occasione di EXPO, oltre che altre opportunità offerte dal Tax Free proprio con l'obiettivo di sensibilizzare il mercato elvetico alle produzioni di qualità delle imprese valdostane. Non a caso, per la prima volta come fiera, la Foire de Saint-Ours, noi siamo presenti con una promozione significativa in Svizzera che non era mai stata fatta. Questo mi ha anche permesso di cogliere come anche di loro spontanea iniziativa molti imprenditori valdostani, sollecitati probabilmente anche da queste iniziative, stanno facendo promozione anche con fondi personali in Svizzera per dire che c'è molta attenzione a quel territorio.

Rispetto alla sua esigenza, che diceva di non fare cose estemporanee, ma di dare una risposta puntuale e costante, esiste lo sportello SPIN2 della Chambre, che è sempre attivo con un servizio di assistenza e follow-up per tutte le imprese che sono interessate ad aprirsi a nuovi mercati, non solo quello svizzero. Chi è interessato ad avere informazioni sull'estero può trovare una consulenza permanente sui singoli Paesi. Da questo punto di vista, quindi siamo certi che continueranno queste iniziative e, in accordo con l'Agenzia delle dogane, verrà aperto presso la Chambre, a partire dai primi mesi del 2016, uno sportello di informazione integrato in materia di esportazione delle merci. Le sue sollecitazioni quindi sono assolutamente gradite e in linea con quanto sia la Chambre, sia l'Assessorato stanno spingendo in quella direzione, naturalmente non vuol dire che non lavoriamo per far crescere lo sviluppo in Valle d'Aosta, ma proprio in un'ottica di allargare il raggio d'azione.

Per quanto riguarda invece il fronte dell'occupazione, il Dipartimento delle politiche del lavoro si occupa direttamente di mobilità internazionale, attraverso la gestione dei programmi EURES e EURODYSSÉE. In particolare, il servizio EURES (European Employment Services), attraverso il suo portale e i suoi consulenti, si occupa di fornire informazioni riguardo alle offerte di lavoro in 32 Paesi, di ottenere le informazioni sulle condizioni di vita e di lavoro. Sul portale si trovano tutte le offerte di lavoro dei Paesi UE, ma la cosa interessante è che, oltre ai Paesi UE, c'è anche l'informazione su Svizzera, Liechtenstein e Norvegia, quindi questo ci permette di dire: "attenzione alla Svizzera, ma guardiamo tutte le opportunità di lavoro che si creano in Europa". Il servizio ha gestito offerte di lavoro anche specificamente con alcune aziende svizzere. In particolare, per la Svizzera, che è un membro attivo di questa rete EURES, dal 2002 le attività del personale EURES sono autofinanziate dalla stessa Svizzera da un fondo di assicurazione svizzero contro la disoccupazione, senza alcun contributo UE; la partecipazione Svizzera a EURES è regolamentata da un accordo con l'Unione europea.

Qui sulla Svizzera sul fronte occupazionale però non posso non vedere delle ombre che si profilano all'orizzonte, che sono quelle che lei certamente conoscerà del referendum che è stato votato dalla popolazione svizzera nel febbraio 2014. In questo senso il suo ragionamento: "cerchiamo noi che abbiamo dei rapporti particolari come valdostani con la Svizzera di vedere cosa si potrà fare", perché, a seguito di quel referendum, a partire dal 2017 verranno fissate delle quote molto rigide. In questo senso sono d'accordo con lei che bisognerà attivarci. Mi permetta una battuta: la visita che feci nel Jura con il Presidente del Consiglio Viérin credo che potrà a questo punto magari tornare utile, anche alla luce del fatto che in quella visita ero relatore per quanto riguarda la formazione professionale e proprio lì prendemmo alcuni spunti del progetto che stiamo realizzando adesso con l'Istruzione per attivare quei canali di formazione, ispirandoci proprio dalla grande esperienza che hanno in Svizzera. Il valorizzare quindi questi rapporti di amicizia...fra l'altro, quelli del Canton du Jura sono invitati alla Foire de Saint-Ours e credo sarà l'occasione anche per affrontare temi come questo e vedere, stante oggi una normativa in cui è possibile promuovere il nostro lavoro in Svizzera, come affrontare quello che sarà il 2017, partendo già adesso perché nel 2016 potremmo mandare là dei giovani, ma non vorremmo che poi questo ci tornasse come boomerang che chi ha fatto fatica, si è formato per trovare un lavoro in Svizzera ce lo ritroviamo nel 2017 che non può più andare di là, perché gli svizzeri hanno detto: "gli italiani non li vogliamo". Questo è il delicatissimo tema adesso dell'immigrazione in Europa. Noi non abbiamo la possibilità di fare politica estera come Valle d'Aosta, però è certo che, come rapporti di amicizia e quant'altro, è possibile vedere se si aprono dei ragionamenti sulle quote.

Esiste poi anche un importante programma che si chiama EURODYSSÉE, che mi permetto qui di ripresentare, che permette gli scambi per quanto riguarda i tirocini formativi.

Concludo semplicemente per richiamare alla sua attenzione che è in corso di approvazione anche il Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera, che farà partire iniziative nella sua direzione. Le comunico che direttamente dai nostri centri per l'impiego presso aziende svizzere sono stati collocati, per esempio, nel Cantone di Berna sei elettricisti, un giardiniere, un piastrellista, quattro cuochi, un pizzaiolo e a Ginevra due autisti di pullman, quindi le possibilità di trovare lavoro in Svizzera ci sono per il 2016. Dovremo, come ha giustamente sottolineato lei, lavorare perché questo non si interrompa bruscamente nel 2017. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente. Grazie Assessore.

Ci sono delle prospettive, c'è qualcosa. Quando c'è qualcosa, bisogna riconoscere che c'è qualcosa in campo. Lo sforzo che, a mio avviso, dovrebbe essere fatto è lo sforzo che riguarda proprio il lavoro stagionale, sul quale, secondo me, abbiamo delle grosse potenzialità che si potrebbero anche realizzare con dei corsi di formazione ad hoc che la Regione fa per il tipo di lavoro che è richiesto in Svizzera e, di conseguenza, ci si innesta in un meccanismo in cui si dà già una specie di lavoratore qualificato e si rende più appetibile quindi il lavoratore valdostano rispetto a qualsiasi altro tipo di lavoratore.

Sui portali EURES, su queste iniziative effettivamente sono andato a dare uno sguardo. Ci sono delle possibilità che riguardano soprattutto lavori che hanno una certa qualificazione, quindi sono anche a livello di consultazione non dico complessi, perché non lo sono, però richiedono già tutta una serie di conoscenze, che magari...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...certo, possono anche venire supportate le persone nell'affrontare queste cose, ma magari se parliamo di lavoratore forestale o un lavoratore che ha una bassa specializzazione, ha già una maggiore difficoltà ad affrontare anche questi strumenti o comunque questi portali informatici.

Dal punto di vista delle iniziative, ce ne sono molte, quello che potrebbe comportare una riflessione è magari il fatto di costruire anche un sito regionale, o all'interno del sito della Regione un qualcosa di riepilogativo di tutte le opportunità che ci sono. Sarebbe ad esempio interessante inserire nel sito quello che è stato comunicato nel corso del seminario, perché sarebbe una specie di vademecum che consentirebbe già anche alla persona che magari è in cerca di lavoro di farsi un'idea. Il problema è anche di raccordare tutti questi strumenti che sono messi a disposizione dei valdostani, perché ad un certo punto faccio il corso da una parte, però poi devo andare allo sportello, ma se ho già un panorama unico, riesco a farmi un'idea e poi magari affronto in maniera più efficace il problema del lavoro, perché alla fine sembra sempre che, quando un esponente della Giunta, il Presidente del Consiglio o il Presidente della Regione si recano nel Canton del Jura nel Vallese, vadano per farsi una mangiata, tornano qua, si chiudano baracca e burattini e non si è combinato niente. Sarebbe bello riuscire a concretizzare anche, ad esempio, 50 posti di lavoratori stagionali nelle vigne, che partono da Aosta - prima erano dei forestali - e riescono a farsi la stagione; sappiamo bene che adesso con il Franco a quei livelli, anche se gli stipendi non sono particolarmente alti per gli svizzeri, sono un bel gruzzolo e riusciamo a risolvere il problema.