Oggetto del Consiglio n. 1684 del 13 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1684/XIV - Interrogazione: "Risultanze dei controlli effettuati sugli impianti termici in esercizio sul territorio regionale".
Follien (Presidente) - Punto n. 8 dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Ringrazio i colleghi che hanno chiesto dei chiarimenti estremamente tecnici, per cui in una prima parte magari farò una premessa che cerca di spiegare, di chiarire in maniera sintetica, ma naturalmente tutti i dati sono a disposizione dei Consiglieri che hanno posto la questione.
Per quanto riguarda la prima richiesta: "quale sia la percentuale di dati sul totale contenuti nel catasto energetico regionale relativa agli impianti termici in esercizio sul territorio regionale", i dati naturalmente sono precisi, abbiamo attualmente caricati sul catasto impianti termici 9818 impianti, che sono dislocati in modo abbastanza uniforme su tutto il territorio regionale. Naturalmente, essendo più alta la concentrazione di edifici nel fondovalle, la percentuale di impianti caricati sul catasto del fondovalle è maggiore, ma tutti i Comuni valdostani sono stati interessati da quest'operazione. Siamo ancora naturalmente lontani dalla registrazione complessiva del numero di impianti da verificare, perché un calcolo presuntivo porterebbe a circa 58 mila i potenziali impianti da registrare. Possiamo quindi dire che siamo arrivati ad un sesto di questa registrazione, però il dato confortante che mi pare di portare all'attenzione è che quando siamo partiti con questa procedura nel 2014 venivano implementati nel catasto energetico regionale circa trenta-quaranta impianti al mese, adesso siamo a cinquecento-seicento. C'è stato veramente un crescendo e quindi se queste percentuali dovessero confermarsi, sicuramente i tempi per ridurre questa forbice tra gli impianti ancora da accatastare e quelli già accatastati si ridurrebbe fortemente in tempi sensibilmente più brevi. È importante rilevare che in questo percorso naturalmente un ruolo lo svolgono i soggetti. Quest'operazione è fatta direttamente dai manutentori e dobbiamo, da un certo punto di vista, tenere conto del fatto che andando anche ad imporre procedure più stringenti dobbiamo stare attenti - è l'unica precauzione che mi permetto di avere su questo - che questo non ricada sul costo aggiuntivo all'utenza, nel senso che magari una buona norma dice: "acceleriamo", però poi il rischio è che l'impresa faccia pagare gli oneri di quest'attività ulteriore all'utenza, che sarebbe una cosa che dovremmo in qualche modo cercare di evitare visti i tempi che corrono.
In effetti qualche ritardo nel caricamento dei dati c'è da parte delle imprese, però torno a dire che questa è una criticità che va rilevata. I dati però fanno emergere una situazione interessante per quanto riguarda questi circa 9800 impianti accatastati, perché questi danno una fotografia molto positiva della situazione in Valle d'Aosta. Praticamente, rispetto a quest'indagine, emergerebbe che il 44,6 percento degli impianti sono a gas naturale (metano), il 36,9 percento GPL, il 18,3 gasolio e praticamente è residuale o scomparsa ormai la nafta. Questa quindi è anche l'occasione per dire che in presenza di questi dati c'è un messaggio forte alla popolazione valdostana di allinearsi a questa che è una tendenza forte della nostra comunità di aver sostituito ormai quasi dappertutto la nafta e quindi quelli che hanno ancora questo tipo di impianti che guardino con attenzione l'evoluzione che è in corso.
Per quanto riguarda invece i controlli che sono stati effettuati fino ad oggi, ci si è attenuti alle disposizioni previste dalla norma e la struttura competente, avvalendosi del Coenergia, ha organizzato, sulla base dei criteri stabiliti dalle deliberazioni, il sistema dei controlli, che sono stati condotti dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA). I controlli sono stati condotti esclusivamente tramite accertamento documentale. Al fine dell'effettuazione di tali accertamenti, il responsabile dell'impianto selezionato era tenuto a trasmettere all'ARPA copia del libretto di centrale dell'ultimo rapporto di controllo tecnico, rapporto di efficienza energetica ai sensi del DPR n. 74/2013. Era accettata anche la trasmissione di documentazione in formato elettronico esclusivamente se presentata tramite PEC. I risultati di tali controlli hanno evidenziato, anche a seguito di successive integrazioni documentali presentate dai responsabili degli impianti, diverse carenze. Sui 57 controlli effettuati solo 36 possono essere considerati positivi, i restanti 13 presentavano carenze notevoli, mentre gli altri 8 invece mancanze di minore rilievo.
Per i controlli previsti per la stagione termica 2015-2016 si prevede la possibilità di effettuare delle ispezioni in loco sugli impianti che, dai controlli documentali effettuati nelle stagioni termiche precedenti, sono risultati negativi. C'è quindi la volontà di non solo limitarsi a prendere atto di una situazione, ma di intervenire in modo puntuale. Tali ispezioni effettuate da tecnici abilitati allo specifico corso, ai sensi del decreto legislativo n. 192/2005, saranno disciplinate da una nuova delibera della Giunta regionale, la cui proposta è in fase di elaborazione, da un protocollo d'ispezione redatto da Coenergia in collaborazione con ARPA, seguendo le linee guida nazionali proposte da ENEA e in linea con quanto disposto dal DPR n. 74/2014 e dalle norme tecniche di settore. Da una parte quindi si può rilevare una tendenza in linea di massima, sulla base delle proiezioni che abbiamo, positiva per l'evoluzione che è in essere, quindi anche di questo bisogna ringraziare tutta la comunità valdostana di una sensibilità che si sta attivando in questa linea e che in un inverno un po' particolare come questo ha già permesso ai cittadini valdostani di beneficiare della profonda trasformazione che è stata messa in atto dalle famiglie, che, rispetto ad altre realtà, abbiamo beneficiato sicuramente di condizioni ambientali migliori. Dai controlli effettuati però emerge che naturalmente resta ancora da fare, bisogna tenere presente e molto attenta e vigile l'attenzione su questi temi, tant'è che non a caso, come magari emergerà anche in successive discussioni che faremo su altre interpellanze, stiamo proponendo, anche in modo efficace e sostenuto dall'Amministrazione regionale, quella che chiamiamo una riqualificazione complessiva degli edifici, perché non si tratterà soltanto di avere delle caldaie più efficienti o utilizzare dei combustibili che hanno minor impatto ambientale, ma si tratta soprattutto di consumare meno, che è l'obiettivo della legge n. 13/2015. Da questo punto di vista, quindi mi sembra che siamo sulla strada giusta, anche se è evidente che sarebbe necessaria un'accelerazione su questo fronte. Mi piace sempre dire che queste cose andrebbero fatte ieri, però rilevo la precauzione che bisogna anche procedere tenendo conto che ciò non comporti ulteriori aggravi di costi all'utenza in un momento particolarmente difficile come quello che stiamo vivendo.
Presidente - Grazie Assessore. La parola al Consigliere Roscio per la replica.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente. Grazie Assessore Donzel per la risposta.
La nostra iniziativa prendeva spunto da una constatazione in merito alle condizioni ambientali. Se si vanno a vedere i dati di inquinamento soprattutto per quanto riguarda le polveri, i dati dell'ARPA sull'ultimo mese che hanno preceduto le piogge, i dati sono impietosi, la media delle polveri è stata quasi al livello massimo: 45 sul massimo di 50 consentito. I superamenti sono stati 13 in un mese, quindi significa che un giorno su due eravamo al di sopra dei livelli consentiti dalla legge, quindi questa è una situazione che con l'aria di montagna che si dovrebbe respirare nella nostra regione ha poco a che vedere, quindi la situazione è pesante da quel punto di vista.
Noi sappiamo che in questa situazione importano tre fattori: le attività produttive, il riscaldamento e i trasporti. Proprio sul riscaldamento ci siamo concentrati, lei, Assessore, ci ha dato dei dati praticamente ammettendo che ci sono delle criticità ed effettivamente è così, perché la base di partenza per fare qualunque scelta è la conoscenza dei dati, io sulle caldaie valdostane ho solo un sesto dei dati, quindi ho meno del 20 percento di conoscenza di quali sono le caldaie valdostane ad oggi sul territorio e immagino anche che chi fornisce i dati...non siano di quelle messe nelle condizioni peggiori. Lei ha parlato di caldaie a nafta o caldaie ad olio combustibile che sono sparite, io la inviterei a fare un giro ogni tanto nei Paesi valdostani: di fatto ancora oggi ci sono caldaie ad olio combustibile e caldaie a nafta e le assicuro che dove ci sono si sente la presenza, perché, rispetto ad una caldaia a metano o anche a GPL, la differenza in termini di emissioni è notevole.
Noi vorremmo sollecitare una cosa, rilevando il miglioramento sull'inserimento dei dati che lei ha detto, quindi siamo aumentati di dieci volte al mese, e questo è positivo...vorremmo capire anche che tempi l'Assessorato si dà per riuscire ad avere un censimento completo delle caldaie valdostane, quanti anni ci vorranno, perché per arrivare a 58 mila caldaie, a 500 caldaie al mese, ci vanno 100 mesi, quindi è ancora lunga la cosa. Condividiamo che l'accelerazione non debba avere ricadute sui costi, però bisognerebbe magari studiare concretamente come riuscire a fare, perché se non si possono fare azioni perché burocraticamente troppo complicate, o perché sono dei costi alla fine si va nella rassegnazione. Da questo punto di vista, quindi, se possiamo essere da stimolo, ben venga.
Noi riteniamo che, siccome uno dei tre fattori che peggiorano l'aria è il riscaldamento - e ne parleremo in seguito, perché abbiamo un'altra iniziativa sulla legge n. 13 e magari ci sarà modo di poter argomentare meglio - l'idea di andare a risparmiare prima che andare a valutare l'impiantistica ci trova d'accordo. Certo, che bisognerebbe portare avanti tutte queste iniziative in maniera collegata in qualche modo, ma ribadisco che il fatto che noi ad oggi abbiamo solo un sesto della conoscenza sul totale è più che una criticità: è veramente una grande mancanza di dati, su cui noi speriamo che l'Assessorato cercherà per il futuro prossimo di porre un aggiustamento nel più breve tempo possibile, perché se dobbiamo aspettare 100 mesi, che sarebbero 8 anni di attesa prima di avere la conoscenza dei dati e facciamo in tempo a vedere qualunque cosa, insomma, in questo tempo.
