Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1683 del 13 gennaio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1683/XIV - Interpellanza: "Valutazioni in ordine alla realizzazione di un impianto per la produzione di energia elettrica nel comune di Valpelline".

Follien (Presidente) - Punto n. 16 all'ordine del giorno. La parola al Consigliere Bertin per l'illustrazione.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

Questa è un'interpellanza che concerne la realizzazione di una centralina nel comune di Valpelline, una centralina sull'acquedotto. La vicenda risale a qualche tempo fa ed è già stata affrontata, la questione è stata sollevata dalla minoranza consiliare del Comune di Valpelline qualche tempo fa e riguarda essenzialmente la parte relativa alla proprietà delle condotte che servirebbero questa centralina. Per realizzare la centralina in questione, si costruirebbe una nuova condotta che in seguito diventerebbe parte dell'acquedotto comunale. Sia la centralina che la nuova condotta, secondo questo progetto, sarebbero di proprietà di un soggetto privato. La questione riguarda proprio quest'aspetto della proprietà. È una vicenda piuttosto complessa dal punto di vista tecnico, ma che potrebbe avere delle conseguenze anche piuttosto difficili nella gestione successiva dell'acquedotto. In pratica questo soggetto privato realizza una nuova condotta che in seguito farebbe parte dell'acquedotto comunale, ma questa nuova condotta, per ragioni strettamente finanziarie, sarebbe di proprietà del soggetto privato che cederebbe la proprietà soltanto alla fine dell'utilizzo della centralina, cederebbe al Comune questa condotta soltanto alla fine dell'utilizzo in ragione della fine della convenzione.

Questa questione relativa alla proprietà ha degli effetti piuttosto complessi, anche perché generalmente queste condotte degli acquedotti sono pubbliche e quest'aspetto può complicare la questione soprattutto in prospettiva, oltre a rappresentare una sorta di privatizzazione della distribuzione delle acque, rischia di generare dei problemi per quanto riguarda la futura attivazione del servizio idrico integrato soprattutto per quel che riguarda la gestione, il gestore del servizio idrico si troverebbe ad avere situazioni diverse relativamente alla proprietà delle condotte, cosa che da una prima analisi rischierebbe di produrre dei problemi piuttosto seri riguardo all'effettiva operatività di quest'aspetto, anche perché questa questione della proprietà delle condotte di un acquedotto è comunque una questione piuttosto singolare. Per questo ci chiediamo se vi sia un'analoga situazione in Valle d'Aosta riguardo alla proprietà delle condotte degli acquedotti e quali siano le valutazioni che fa il Governo regionale sulla questione della proprietà e soprattutto sulle possibili implicazioni riguardo alla gestione del futuro sistema idrico integrato in relazione proprio alla proprietà delle condotte degli acquedotti.

Presidente - Grazie Consigliere Bertin. La parola all'Assessore Baccega per la risposta.

Baccega (SA) - Grazie Presidente.

Come il Consigliere Bertin ha detto, è una questione che risale alla data della subconcessione rilasciata alla ditta Ceab nel 2013, che consentiva di derivare dalle vasche dell'acquedotto di Valpelline nel vallone di Arpisson. Nel 2015 la stessa società ha chiesto di apportare una variante non sostanziale alla subconcessione sopracitata, che consisteva nella scissione dell'unica subconcessione in due titoli differenti con la realizzazione di due impianti idroelettrici distinti e più precisamente: uno per la derivazione della vasca di carico della sorgente Arpisson a quota 2.031 metri e l'altra per la derivazione della vasca di carico delle sorgenti di Planes a quota 1756 metri. È un po' di storia, ma serve.

A seguito della comunicazione della Struttura pianificazione e valutazione ambientale dell'Assessorato territorio e ambiente è stato comunicato alla società che la variante richiesta, limitatamente alla derivazione alimentante la centrale di Fouillou, non era da sottoporre a procedura di VIA, mentre quella dell'impianto di Arpisson era da sottoporre a procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA e si è quindi proceduto all'istruttoria della sola parte relativa alla centralina di Fouillou. Nel 2015 la Giunta regionale approvava la subconcessione in variante e stabiliva che dovranno essere rispettate tutte le condizioni inserite nella convenzione tra il Comune di Valpelline e la società Ceab per l'utilizzo delle infrastrutture della rete acquedottistica comunale di Arpisson nel comune di Valpelline, approvata con la deliberazione del Consiglio comunale di Valpelline il 29 giugno 2015. Questa convenzione prevede che il privato realizzi una nuova condotta, che preleva l'acqua poco a valle della sorgente e la reimmette nella rete dell'acquedotto, dopo l'utilizzo idroelettrico, a monte del Paese. Questa condotta sarà quindi trasferita allo scadere della concessione - ma lei lo ha già detto - al Comune, nel 2043. Su questa convenzione si è espresso in modo favorevole lo studio legale che è stato coinvolto dal Comune di Valpelline a seguito di una richiesta di parere in merito alla procedura.

Rispondendo al primo quesito, non risultano altri casi analoghi, ad esclusione degli acquedotti frazionali che distribuiscono le acque assolvendo una funzione pubblica, ma con un'infrastruttura di proprietà privata. Nel caso specifico il soggetto privato conserva la proprietà di un tratto della condotta per il periodo della concessione e ne utilizza altri tratti esistenti nella proprietà del Comune. In ogni caso il nuovo tratto è già previsto che sia dato alla fine della concessione al Comune e, come specifica il parere legale appositamente richiesto dal Comune, anche nel periodo di esercizio della concessione il diritto dell'ente ad attraversare la condotta di proprietà del privato è una servitù di uso pubblico e pertanto, a norma dell'articolo 823 del Codice civile, non è estinguibile e non è idonea a formare oggetto di diritti a favore di terzi ed è tutelabile in via amministrativa dal Comune, questo vuol dire che siamo alla stregua di un bene demaniale.

Rispondendo al secondo quesito: "quali siano le valutazioni del Governo regionale...", il Comune di Valpelline ottiene il rifacimento di un tratto di acquedotto ex novo, che, secondo gli studi, era diventato un po' un colabrodo per effetto delle diverse perdite e ha la garanzia della manutenzione delle opere per ogni intervento necessario alla loro conservazione di un'altra parte. Sul tratto che risulta di proprietà privata viene costituita una servitù di uso pubblico non estinguibile, non idonea a formare oggetto di diritti a favore di terzi e tutelabile in via amministrativa dal Comune come affermato dal parere legale, come ho detto poco fa. Nel caso specifico l'operazione consente il risparmio dei costi di investimento e economie gestionali per il Comune a fronte del permesso dell'utilizzo di condotte di acqua potabile, secondo una precisa e puntuale convenzione riconosciuta nell'atto di subconcessione di utilizzo idroelettrico delle acque. La finalità e la garanzia della distribuzione idrica non viene messa in discussione visto che la produzione idroelettrica viene prima che sia possibile l'utilizzo dell'acqua potabile. Queste iniziative che permettono di conservare in mano comunale la gestione della distribuzione dell'acqua potabile con i risparmi dei costi non possono quindi che essere accolte favorevolmente. In sede di rilascio delle subconcessioni di derivazione si vigilerà affinché queste operazioni siano tali da non compromettere la finalità pubblica delle infrastrutture e siano regolate da precise e puntuali convenzioni che salvaguardino il ruolo pubblico, come in questo caso.

Concludendo si ha quindi una valutazione estremamente positiva, dove il rapporto pubblico/privato si concretizza in notevoli benefici per la collettività.

Presidente - Grazie Assessore. La parola al Consigliere Bertin per la replica.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

Non entro nel merito delle scelte del Comune di Valpelline, anche se ho molte perplessità sull'affare, come lo presenta lei. Secondo me, la questione non è proprio da porre in questi termini, non è un cosiddetto "contratto win-win" in cui vincono tutti, qui non è propriamente così. La questione, al di là dell'aspetto relativo al Comune di Valpelline, è più generale e riguarda questa modalità di intervenire sugli acquedotti ed è proprio legato al futuro, se mai ci sarà, un servizio idrico integrato per la gestione di tutte queste reti e condotte da parte di un soggetto unico che si troverebbe nella condizione di avere all'interno del suo patrimonio da gestire diverse tipologie di proprietà: private, pubbliche e quant'altro. Il fatto poi che questa sia l'unica situazione in Valle d'Aosta di questo genere testimonia anche il fatto che è una pratica piuttosto sconsigliabile da un punto di vista generale, anche perché i beni che fanno parte del demanio pubblico non dovrebbero e non potrebbero essere concessi in leasing, perché di fatto poi se questa pratica andasse avanti, i Comuni cederebbero parte del loro acquedotto, riacquistandolo dopo vent'anni, o nel caso di una nuova condotta riprendendo questa nuova condotta soltanto alla fine della convenzione con il privato e nel frattempo il privato utilizzerebbe questa condotta come garanzia per un leasing o qualcosa del genere. Nell'eventualità che questa società, che ha dato in leasing questo suo bene, fallisse, non so quali conseguenze potrebbe avere questa situazione.

Non è così chiara e così limpida la questione relativa alla proprietà e, secondo me, nei termini generali, per una gestione futura del servizio idrico integrato, questo è un elemento di debolezza che potrebbe avere conseguenze più gravi in un secondo momento, quando e se questo servizio sarà mai attivato, ma la legge statale e regionale prevede che lo sia. Pertanto starei attento, sarei molto meno entusiasta di come sembra essere lei rispetto a queste pratiche, che, da una parte, introducono elementi privati in una distribuzione di un servizio che dovrebbe essere come tale pubblico come l'acqua, quando c'è di mezzo l'acqua, un bene comune come si dice, in questa prospettiva dovrebbe essere gestito.

In termini generali, a mio avviso, questi interventi sugli acquedotti, queste micro centraline dovrebbero essere realizzate nel caso dai Comuni, se proprio si devono realizzare, e dovrebbe essere di proprietà dei Comuni in house o qualcosa del genere, perché se benefici ci devono essere, questi benefici dovrebbero ricadere sulla collettività comunale e non essere trasferiti a soggetti privati. In generale, al di là di questo, c'è proprio un problema relativo alla proprietà della condotta, che, a mio avviso, è stata un po' sottovalutata.

Sulle questioni prettamente tecniche ritorneremo magari eventualmente in un secondo momento, ma mi sorprende un po' questa valutazione estremamente positiva su quest'aspetto della proprietà delle condotte in termini generali. Grazie.