Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1679 del 13 gennaio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1679/XIV - Interrogazione: "Azioni intraprese dall'Amministrazione regionale per scongiurare la chiusura della biglietteria della stazione ferroviaria di Pont-Saint-Martin".

Follien (Presidente) - Punto n. 12 dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.

Mi permetteranno i colleghi di inquadrare il tema delle biglietterie in un contesto più ampio. Le biglietterie sono un servizio che Trenitalia offre in autonomia qualora il flusso e qualora i dati e la funzionalità abbiano un certo volume, al di sotto del quale Trenitalia, per mantenere l'apertura delle biglietterie, chiede un contributo agli enti territoriali o alla Regione. Sostanzialmente per le stazioni, per le biglietterie di Pont-Saint-Martin, di Châtillon, di Verrès, di Pré-Saint-Didier la richiesta era almeno di 30.000 euro a biglietteria più IVA e questo veniva definito all'interno di un accordo commerciale stabilito con l'Amministrazione regionale. Ora, se è giusto o meno che Trenitalia scarichi un servizio sull'Amministrazione regionale è altro discorso, ma questo è lo stato dell'arte.

Come tutti sapranno, la contrazione delle risorse ha portato ad avere dei capitoli di bilancio che hanno una disponibilità ridotta rispetto al passato. Avendo acquisito la competenza in materia ferroviaria, abbiamo iniziato un dialogo serrato con Trenitalia, che ovviamente ci aveva comunicato che, in virtù del capitolo specifico, riteneva che le risorse non fossero sufficienti e che avrebbe fatto dei tagli. Ricordo che in quell'accordo commerciale abbiamo sia gli sconti per gli abbonamenti, sia il corrispettivo per l'apertura.

Per quanto attiene la funzionalità e l'emissione dei biglietti, Trenitalia ci dice che non vi sono dei problemi. Nello specifico ci dice che a Pont-Saint-Martin, in virtù dei vari accordi, ci sono ben cinque punti che possono emettere dei biglietti singoli, gli abbonamenti mensili per residenti della Valle d'Aosta, l'abbonamento settimanale ridotto della Valle d'Aosta, il biglietto di corsa semplice agevolato con il 25 percento di sconto o il biglietto di corsa semplice agevolato con il 50 percento di sconto. I punti sono: un punto Sisal in viale Emile Chanoux, 136; un punto Sisal punto servizi Sir in una tabaccheria in via Nazionale per Donnas; un altro punto Sisal, bar via Nazionale per Carema; una tabaccheria di nuovo in via Emile Chanoux e un esercente del Lotto in via Boschetto. Da questo punto di vista, quindi Trenitalia ci dice che ci sono almeno cinque punti, oltre all'emissione in stazione, l'emettitrice automatica che può dare un servizio.

Ovviamente sappiamo, ci rendiamo conto che questi servizi non sono completamente paragonabili ad un servizio di presidio della biglietteria ed è per questo che, nell'ambito della rinegoziazione generale del contratto di servizio, stiamo cercando di fare una trattativa che è una trattativa complessiva. Non vi nego che questa trattativa è una trattativa che in questo momento vede i rapporti tra la Regione e Trenitalia molto tesi, perché dobbiamo definire l'ammontare dei servizi pregressi che vedono delle cifre molto lontane e, senza la definizione delle cifre pregresse, diventa difficile definire i servizi futuri. Noi abbiamo avuto modo di vedere in Consiglio regionale che siamo subentrati in un contratto dove l'importo è 8,6 a chilometro, quindi se questo fosse l'importo, noi abbiamo modo di negoziare l'apertura della biglietteria di Pont-Saint-Martin, della biglietteria di Châtillon e della biglietteria di Verrès. È chiaro che le pretese di Trenitalia sono non dico il doppio, ma quasi. Capite che se non riusciamo a definire quest'aspetto lo dico senza voler esagerare ed esasperare i rapporti: capite che è molto difficile trattare con un soggetto che è monopolista, perché ovviamente utilizza lo scudo umano. Non è che noi abbiamo una possibilità di negoziare, perché la decisione, per esempio, della chiusura di Pont-Saint-Martin è una chiusura unilaterale. Ci dicono: "i soldi che ci date non bastano più, quindi noi chiudiamo". Delle due l'una: o noi paghiamo esattamente quello che loro ci richiedono, oppure subiamo questo chantage.

La nostra intenzione è quella di lavorare affinché il contratto di servizio comprenda queste prestazioni accessorie senza strapagarle. Rispetto a questo, devo dire che stiamo anche cercando di coinvolgere il Ministero, che ovviamente deve fungere da garante. È impensabile che una Regione come la nostra sia costretta in questa fase a subire delle richieste che sono delle richieste unilaterali: o si paga quello che ti chiedono, oppure ti chiudono i servizi. Sono, da questo punto di vista, preoccupato anche per il prosieguo della trattativa. È veramente un'anomalia italiana quella di avere un monopolista che, da questo punto di vista, fa quello che vuole.

Presidente - Grazie Assessore. La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie Assessore.

Praticamente ci verrebbe da dire che condividiamo completamente la risposta, perché la nostra forza politica oggi è minuscola rispetto al monopolio che abbiamo ereditato e che lo Stato ben volentieri ci ha sbolognato con quella parte di contratto 2011-2014 tutta da definire, lasciandoci un contratto vecchiotto che parlava di 8,6 e mettendo in condizioni Trenitalia di venire a taglieggiare la Valle d'Aosta.

Se condivido, se condividiamo completamente la risposta, vorremmo marcare decisamente il passo rispetto invece a come siamo arrivati a questa situazione. Nel Patto di stabilità alla firma di luglio noi abbiamo portato a casa una competenza definitiva, e ben venga, però allo Stato dovevamo lasciare la responsabilità di quello che aveva fatto fino ad oggi; poi noi potevamo anche prenderci la responsabilità di andare avanti da oggi in avanti, ma lo Stato aveva un contratto e questo contratto pretendeva di essere pagato e Trenitalia giustamente, con lo scudo delle persone, più volte l'ha sollecitato. Le voglio dire, a nome del gruppo, quindi che condividiamo. Forse sarebbe stato meglio insieme capire come entrare in una situazione come questa, perché che il Senatore Lanièce dia segni di risveglio non può che farci piacere, partendo dal fondo. Se fossimo partiti dall'altro lato della Valle d'Aosta, forse avremmo avuto segnali più confortanti, perché non è tanto sul perché si è arrivati alla chiusura dell'Aosta/Pré-Saint-Didier - in termini economici abbiamo anche condiviso la scelta finale, perché i soldi non vanno sprecati -, ma che da lungo tempo ci si dimentichi che la ferrovia è importante anche per la Valle d'Aosta, e non solo per l'Alto Adige, il Trentino, tutte le altre regioni di montagna, allo Stato forse andava ricordato prima. Sottolineiamo quindi con piacere che il Senatore faccia quest'intervento, sappiamo anche che è un intervento un po' rischioso, perché è vero che il Ministero deve fare da garante, è vero che oggi la competenza è nostra e lei l'ha riconosciuto...che sia l'inizio di una vera battaglia, di una vera strategia per difendere in qualche maniera un diritto che ci viene negato giorno dopo giorno.

Noi comprendiamo la difficoltà di trattare in questo senso qua, però siamo rimasti soli a trattare con un gigante. Forse se prima a questo gigante avessimo tolto la terra da sotto i piedi, forse oggi non sarebbero tutti così pretenziosi nei nostri confronti. Va bene quindi l'intervento del Senatore, speriamo che il prossimo sia: "la volete smettere di toglierci il diritto di avere un futuro con una linea di importanza strategica come la linea ferroviaria". Su questo credo che anche negli incontri che avremo noi ribadiremo la nostra posizione, perché è giusto che chi ci difende a Roma possa portare finalmente sul piano di una discussione nazionale le difficoltà che viviamo.

Per venire alla biglietteria di Pont-Saint-Martin, evidentemente Trenitalia la fa semplice: "ci sono cinque punti", alla persona che arriva da Milano gli dici: "vai a cercare uno di questi cinque punti", questa persona comincia a girare tutta la mattina prima di trovarne uno e dice: "mah, guarda come in Valle d'Aosta sono ben organizzati", e questo evidentemente non è colpa in questo momento di chi governa.

Siamo d'accordo anche sul fatto che tutto vada riportato nell'unico contratto, perché se gli daremo 17, 18, 20 milioni, voglio ben vedere che debbano ancora pretendere un accordo commerciale come quello presentato nel 2006, che gli riconosceva più di 600 mila euro, quindi ci mancherebbe solo che pretendessero ancora i soldi per avere un accordo...quindi sulla strategia politica condividiamo. Il Sindaco di Pont-Saint-Martin l'ha capito questo? Bene, la difesa d'ufficio della biglietteria, però bisogna anche trovare un sistema poi di fare fronte comune con gli Enti locali, perché ricordava lei, in Alta Valle non c'è da tempo - oggi non c'è neanche più la ferrovia, quindi non c'è bisogno della biglietteria -, ma in Media Valle a Châtillon non è stato sostituito il personale. Quest'estate è cominciata la rotazione delle biglietterie e ci troviamo oggi con questa scelta, ma la paura è che poi a cascata si vada a completare anche verso l'ultima biglietteria territoriale che è rimasta. L'importanza delle biglietterie è per il servizio che danno, ma anche per la sensazione di vita che creano, perché credo sia importante arrivare in Valle d'Aosta e trovare una stazione aperta, gestita, ordinata come in tutti gli altri Paesi. Abbiamo recepito con favore la presa di posizione del Comune di Pont-Saint-Martin attraverso il suo Sindaco. Crediamo che in qualche maniera quest'argomento vada portato in tutti gli Enti locali e non debba rimanere una battaglia isolata per la biglietteria, ma deve diventare una battaglia degli Enti locali, della Regione, delle associazioni, di tutti i settori economici e sociali per la ferrovia, che parta da Pont-Saint-Martin ben venga, però che sia un lavoro che non ci si dimentichi o non ci si ricordi solo quando il problema è riferito al proprio Comune.