Oggetto del Consiglio n. 1677 del 13 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1677/XIV - Interrogazione: "Iniziative per una maggiore diffusione del telelavoro nell'ambito del comparto unico regionale".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 10 all'ordine del giorno. La parola al Presidente della Regione.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Per quanto concerne la prima domanda del collega: "quante sono le domande di telelavoro pervenute...", ad oggi sono pervenute 21 richieste di attivazione di progetti di telelavoro.
"Quante hanno avuto favorevole accoglimento": tutte le richieste pervenute hanno avuto esito favorevole e pertanto sono attualmente attivi 21 progetti di telelavoro, di cui 19 domiciliari e 2 in convenzione presso altri enti.
Terza domanda: "se corrisponde al vero che non sono state programmate iniziative di adeguamento della normativa regionale volte a favorire l'ampliamento del numero dei lavoratori fruitori del telelavoro", si ricorda che il telelavoro in ambito regionale è normato dagli articoli 73 bis e 73 sexies della legge n. 22/2010, come introdotto dalla legge regionale n. 2/2013, oltre che dall'accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali il 30 aprile 2014. Per il numero non si ritiene necessario procedere ad una rivisitazione della materia a livello normativo, considerando che le disposizioni attuali, oltre ad aver fatto della nostra Regione un territorio d'avanguardia in questo campo rispetto a tutte le altre, sono adeguate a disciplinare e favorire il telelavoro, come già adesso danno tutte le possibilità. Va ricordato infatti che l'articolo 73 quinquies della legge n. 22/2010 stabilisce che ogni ente del comparto individui, nell'ambito della propria programmazione triennale dei fabbisogni delle risorse umane, i posti di lavoro telelavorabili e il numero massimo di progetti individuali attivabili. Non vi è alcun contingente massimo dei posti di lavoro, quindi la programmazione è libera, pertanto il numero di lavoratori che possono fruire del telelavoro rimane in possibile aumento in maniera indefinita, sono legate ai programmi.
Per quanto riguarda l'Amministrazione regionale, ogni anno il Dipartimento del personale effettua una ricognizione presso tutti i coordinatori dell'Amministrazione regionale affinché verifichino la possibilità di attivare nuovi progetti di telelavoro. Negli anni passati si è proceduto anche ad invitare i coordinatori per un incontro illustrativo delle attività di telelavoro e sui requisiti necessari per l'attivazione dei nuovi progetti ed è stato organizzato un convegno con quest'obiettivo per promuovere tale modalità di lavoro. A seguito della prossima ricognizione presso i coordinatori, che avverrà nel corso dei prossimi mesi, da gennaio a febbraio, si riunirà il Comitato per il telelavoro di cui all'articolo 73 bis, comma 3, della legge n. 22 e in tale occasione verrà fatta la ricognizione dei progetti di telelavoro attivati presso tutti gli enti del comparto pubblico della Regione.
Credo di aver risposto e che sia sufficientemente possibile attivare questo meccanismo.
Presidente - Grazie Presidente. La parola al collega Ferrero.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
Io vorrei far presente al Presidente Rollandin due possibili criticità, due possibili miglioramenti nei confronti dei quali si potrebbe prendere qualche iniziativa. In generale, da parte dei dirigenti si nota ancora una certa diffidenza nei confronti del telelavoro: questo è un dato di fatto, perché è una modalità nuova. Sposti un dipendente, ti sembra quasi di perdere il controllo sul dipendente, è anche comprensibile questa cosa, quindi ci vorrebbe una sensibilizzazione nei confronti dei dirigenti per far capire loro che effettivamente non è una questione di perdere il controllo. Tant'è vero che, da indagini che sono state fatte anche a livello nazionale, il lavoratore che può svolgere il lavoro a casa - è provato statisticamente - ha una crescita di produttività, c'è una diminuzione delle malattie, perché il giorno che magari ti senti anche un pochettino non in forma sei comunque a casa tua, lavori lo stesso e quindi non prendi malattia, e una diminuzione dei permessi, perché, essendo a casa propria, tutta una serie di problemi personali che magari richiedono un permesso, o comunque un giorno di ferie, vengono risolti perché, essendo a contatto con l'ipotetico problema, ovviamente uno se ne sta a casa.
Vi è poi da considerare, per quanto riguarda la Valle d'Aosta, anche la questione tutt'altro che indifferente degli spostamenti. Noi ad ogni posto di telelavoro togliamo una persona o dalla strada, o comunque dai mezzi pubblici, una persona che inquina meno e soprattutto anche una persona che occupa in meno degli spazi di uffici, perché anche in questo caso - lo dicono le statistiche - alla fine il costo della postazione di telelavoro nell'alloggio del dipendente è inferiore al costo del dipendente che occupa un ufficio, quindi, da questo punto di vista, è una questione di sensibilità, ma lo potete fare solo voi nei confronti dei dirigenti. Io mi ricordo anche, quando lavoravo all'Assessorato del turismo, che effettivamente, guardando le effettive possibilità e guardando i posti che sono stati messi a telelavoro, i posti erano veramente stringati rispetto alle possibilità. Ci sono certi tipi di lavoro che non hai il contatto con il pubblico, sono pratiche che svolgi direttamente, che puoi fare a casa, trasmettere con il computer, tenendoti in collegamento e, di conseguenza, che puoi fare tranquillamente senza nessun danno a carico dell'Amministrazione.
Mi permetterei anche, dato che ci saranno poi questi incontri, di sollecitare una cosa: estendete, com'è successo in altre Regioni, il telelavoro anche ai part-time, perché adesso al part-time il telelavoro è precluso. Non mi riferisco ad un part-time che faccia il 30 percento, ma se per uno che fa il 70 percento ci fosse la possibilità...dato che i part-time comunque adesso iniziano a pesare come realtà nell'ambito della pubblica amministrazione, perché attualmente il part-time che vuole fare il telelavoro, in base alla normativa, deve tornare a tempo intero, quindi c'è anche questa questione che pregiudica un po'. Fate una valutazione sulla possibilità dell'estensione al part-time, proprio perché il part-time è tutt'altro che un fenomeno ristretto, è un fenomeno che ormai nell'ambito del comparto unico ha un suo peso.
