Oggetto del Consiglio n. 1676 del 13 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1676/XIV - Interrogazione: "Autorizzazioni al prelievo di materiale ghiaioso dalla Dora Baltea nella piana di Montjovet".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 9 all'ordine del giorno. La parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Grazie Presidente.
È una materia disciplinata dal piano regionale della tutela delle acque, che è stato approvato dal Consiglio l'8 febbraio 2006 e dalla direttiva tecnica per la programmazione degli interventi di gestione dei sedimenti degli alvei, di attuazione del piano dell'assetto idrogeologico. Sono provvedimenti che definiscono i criteri, gli indirizzi e le prescrizioni per una corretta gestione dei sedimenti all'interno degli alvei e dei corsi d'acqua. La procedura che viene applicata dagli uffici è quella prevista dalla deliberazione della Giunta n. 66 del 16 gennaio 2009, che definisce le procedure tecnico-amministrative relative al rilascio di autorizzazioni e concessioni idrauliche da parte della Regione. È consuetudine, in particolare in autunno di ogni anno, che le ditte che dispongono di impianti di lavorazione di inerti segnalino la presenza di cumuli di materiale ghiaioso e sabbioso in vari tratti della Dora Baltea. Si tratta di aree dove tradizionalmente sono stati autorizzati, nel passato, interventi di pulizia degli alvei dei corsi d'acqua. Le segnalazioni sono quindi oggetto di verifica da parte dei tecnici dell'Assessorato competente e, solo se i cumuli sono tali da restringere in modo significativo l'alveo, si procede con l'avvio della procedura tramite avviso pubblico sul sito internet della Regione per l'individuazione dell'impresa che dovrà effettuare l'intervento di disalveo a seguito del pagamento del canone demaniale. Di anno in anno quindi non tutte le segnalazioni pervenute sono accolte, così come sono invece autorizzati, con le medesime procedure, interventi in aree non segnalate dalle imprese ma dove, a seguito di verifiche, si è ritenuto necessario effettuare il disalveo da parte dei tecnici regionali.
Per rispondere al quesito n. 2, nell'autunno del 2015 non è pervenuta alcuna segnalazione, mentre nel 2014 erano stati indicati diversi punti critici, tra i quali quello oggetto dell'interrogazione da parte di una ditta di Champdepraz. A tale segnalazione era stato risposto con una nota il 20 febbraio 2015, a firma del Coordinatore, che gli accumuli presenti nell'alveo della Dora Baltea non ostacolavano il regolare deflusso idraulico e pertanto non sussisteva l'esigenza immediata di provvedere alla rimozione del materiale nel tratto di corso d'acqua segnalato. Va sottolineato che la situazione è costantemente monitorata dai tecnici regionali. Al momento non si intravvedono motivazioni tecniche tali da modificare il giudizio espresso fin qui.
Presidente - Grazie Assessore. La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Président.
La ringrazio Assessore. Ha fatto un po' il riepilogo sia di quella che è la normativa in materia, ma anche di quelle che erano state nel passato le richieste per quel che riguarda quel tratto. Io penso che sarebbe sufficiente che lei un giorno che va in Bassa Valle si fermasse un attimo sul ponte che attraversa la Dora a Montjovet e desse semplicemente un'occhiata: vedrebbe che ci sono degli accumuli nel centro del torrente che sono poco sotto il livello degli argini. Lì sappiamo che sono stati fatti nel passato degli interventi importanti di messa in sicurezza degli argini, ma è palese che in quell'area c'è un accumulo molto alto, anche perché è l'area in cui la corrente è forse minore. Le dico questo perché non penso che la Valle d'Aosta in questo momento possa permettersi eventualmente di investire delle risorse, magari quando il danno è fatto. Noi crediamo che sia opportuno prevenire certe cose e, attenzione, anche se è un'area considerata esondabile e quant'altro, quella che poi dovrebbe permettere l'esondazione della Dora, noi siamo convinti che, se riusciamo a far rimanere la Dora negli argini, sia meglio per tutti.
Considerate che in quell'area, al di là di quelli che sono terreni agricoli e aziende agricole, ci sono anche stabilimenti industriali, noi abbiamo una ditta del gas in quell'area. Io mi ricordo dell'alluvione del 2000, quando abbiamo girato la Valle d'Aosta per recuperare i bomboloni e quant'altro, per cui sinceramente io penso che quell'area meriti un'attenzione particolare. Lo dico a lei, Assessore - io non so chi sono i tecnici che hanno detto che non c'è la necessità, non so chi sono e non mi interessa neanche saperlo -: vada e si fermi sul ponte e provi a traguardare quello che riguarda il livello. Io ho delle foto, se vuole gliele faccio anche vedere, ma penso che, traguardando a vista, si renderà conto che è meglio prevenire, anche perché, tra l'altro, tra le altre cose sono entrate in più per la Regione, non sono spese. Noi crediamo che se, come nel 2014, è stata manifestata la disponibilità da parte di qualcuno interessato, bisogna proseguire in quella direzione per riuscire ad evitare che poi ci sia una tracimazione con pagamenti di danni e disagi alla popolazione, e l'ho detto, ci sono anche attività industriali, penso che le sia chiaro, non è che l'acqua poi devia dove ci sono depositi di gas o quant'altro... Evitiamolo, procediamo in questa direzione, io non le dico che deve autorizzarlo domani mattina, facciamo l'iter che c'è. Le ripeto: è sufficiente che si fermi sul ponte, guarda in prospettiva, lei vede che nel centro ci sarà almeno un metro e mezzo di altezza di accumulo di materiale, per cui alla fine gli argini sono molto limitati. Noi siamo veramente convinti che prevenire sia meglio che curare. In questo senso abbiamo già risorse limitate per gli interventi anche in merito alla legge n. 5 e quant'altro, usiamoli magari per casi eccezionali, ma, dove c'è un minimo di prevenzione e si può prevenire, facciamolo! Grazie.
