Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1675 del 13 gennaio 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1675/XIV - Interrogazione: "Valutazione del rapporto entrate uscite del bilancio della società Monterosa S.p.A. relativo alla stagione 2015-2016".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 7 all'ordine del giorno. La parola all'Assessore Marguerettaz.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle 9.56 alle 10.50.

Presidente - C'è un problema tecnico per quanto riguarda la gestione della parola relativamente alle postazioni degli Assessori e a quelle del tavolo della Presidenza. Il punto 7 è già stato letto. La parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Nella prima domanda si chiede: "a quanto ammontano, suddivise per comprensori, le spese sostenute per l'innevamento artificiale dall'inizio della stagione fino al 31 dicembre". Relativamente alle spese sostenute per l'innevamento artificiale dall'inizio della stagione fino al 6 gennaio, in assenza di consuntivi certi sul costo dell'energia e del personale, rilevati i consumi di acqua effettivi e applicati i costi convenzionali unitari, si può stimare quindi sulla base dei costi convenzionali che i costi sostenuti assommino a: Antagnod circa 50 mila euro, Estoul Palasinaz 25 mila euro, Champorcher 10 mila euro, Weissmatten 15 mila euro, Monterosa comprensorio principale 325 mila euro.

Seconda domanda: "a quanto ammontano gli incassi derivanti, rispettivamente per i medesimi comprensori...", le entrate finanziarie nel periodo dal 1° ottobre, data di inizio della prevendita, al 6 gennaio il fatturato risulta essere inferiore di 2,132 milioni di euro, il 52 percento di differenza rispetto allo stesso periodo della stagione precedente. Gli incassi specifici sono i seguenti: Antagnod 93.390 euro, Estoul Palasinaz 61.950 euro, Champorcher 61.852 euro, Weissmatten 163.802 euro, Monterosa comprensorio principale 2,534 milioni di euro.

"Quali sono le valutazioni", quindi la terza domanda. Le condizioni meteo sfavorevoli dell'inizio della stagione hanno comportato una contrazione significativa degli incassi e delle prenotazioni alberghiere rispetto agli anni precedenti. Come detto, l'incasso al 6 gennaio cumulato per tutti i comprensori è inferiore di 2,132 milioni rispetto alla stagione precedente. Considerate tali criticità, la politica aziendale è stata orientata verso la razionalizzazione e il contenimento dei costi. Nello specifico non sono stati rinnovati i contratti di consulenza ad alcune figure amministrative e tecniche per circa 134 mila euro. A causa della mancata apertura della totalità degli impianti, non è stato assunto personale stagionale ed è stata razionalizzata la gestione delle casse per circa 306 mila euro; sono state modificate le politiche di gestione del trasporto merci e dei parchi gioco per circa 40 mila euro; sono stati ridotti i costi di consulenza esterna per circa 12 mila euro; sono stati modificati i calendari di apertura in funzione dell'assenza di neve dei comprensori più piccoli, risparmi ancora non quantificabili. Tali azioni, seppure significative, hanno comportato un risparmio totale comunque non paragonabile al mancato incasso. L'andamento della restante parte della stagione ovviamente oggi non è valutabile, difficilmente si potrà recuperare quanto perso, ma queste ultime nevicate ci danno un minimo di speranza. Sembrerebbe che qualche tour operator nuovo straniero, in virtù proprio delle nevicate che hanno favorito il comprensorio valdostano, si sia interessato per le settimane future.

Presidente - Grazie Assessore. La parola al collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

È importante analizzare questi dati e si è presa una stazione non a caso: la Monterosa, che già nel 2014 nella relazione che aveva fatto il famoso Commissario Cottarelli nella Spending review risultava tra le società ed era esplicitamente indicato che già dal 2012 aveva un passivo e rientrava quindi in quel fenomeno di società pubbliche partecipate che sostanzialmente senza l'intervento dei fondi regionali, o comunque di fondi pubblici, non si poteva sostentare. Sapere che ci sono 2.132.000 di euro di incasso in meno io penso che debba fare riflettere sicuramente gli Amministratori della società, ma anche la Giunta regionale, perché questi cambiamenti climatici ormai sono dei cambiamenti permanenti. Non si può parlare come una volta di un evento eccezionale, è un qualcosa che si ripete. Addirittura c'è uno spostamento quasi della stagione, con un buco che però poi non viene ripianato dagli incassi che ci sono successivamente. Questo per dire che anche nella vicina Svizzera stanno rivedendo completamente il modello dello sci invernale, un modello che ormai - e dobbiamo farcene una ragione - non si può dire che sia in decadenza, ma è in una fase di discesa. Se si guarda anche all'età media degli sciatori, si vede che l'età media degli sciatori è abbastanza alta, lo sci non riesce più ad attrarre i giovani anche per un semplice motivo: perché è costoso venire a sciare, perché spostarsi è costoso, la benzina o il gasolio costano molto, il prezzo degli impianti di risalita, giustamente perché sennò non starebbero in piedi, è comunque alto e quindi la fascia degli italiani si riduce e si va a pescare un po' il turismo straniero, che è il turismo dell'Est: i polacchi, i russi, per i quali adesso è diventata una moda e, di conseguenza, rimpiazzano parzialmente.

È ovvio che se partiamo da un dato del genere, io penso che dobbiamo anche chiederci se siamo disponibili per altri dieci anni a ripianare i milioni di euro che mancano alla Monterosa. C'è poco da dire, io lascio il beneficio del dubbio ai nuovi amministratori, ma non penso che abbiano né bacchetta magica, né che facciano dei miracoli, ma qui andiamo incontro, se andrà bene, a 1.500.000-2.000.000 di euro di passivo anche per il 2016 e probabilmente avremo un effetto del genere anche sulle altre società.

Quello che vorremmo capire è se il Governo regionale è disponibile a sacrificare tutti gli anni milioni di euro che poi vengono tolti ad altri servizi alla cittadinanza: vanno a finire nei tagli ai trasporti, nei tagli alle spese sociali, nei tagli alle spese alla sanità. È questa la scelta che si vuole fare o vogliamo ripensare il modello, vogliamo affiancare allo sci un'altra serie di attività che nel periodo in cui non c'è neve possano effettivamente attrarre dei turisti - in Svizzera stanno facendo uno studio e una riflessione di questo tipo -, oppure noi mettiamo sempre dei milioni di euro per ripianare i debiti? Certamente lo sci e le stazioni sciistiche hanno un indotto che poi va a finire sugli alberghi, sulle attività di somministrazione di alimenti e bevande, vogliamo esaminare un modello che in certe zone è stato attuato, in cui le stazioni funiviarie e i complessi ricettivi fanno squadra assieme e, di conseguenza, gli utili degli uni vanno a ripianare le perdite degli altri, quindi si raggiunge magari un equilibrio? A qualcosa però bisogna pensare. È questo che chiediamo noi: una strategia di uscita, perché non ci sarà una via d'uscita, questo problema noi lo avremo nei prossimi anni e non ci possiamo permettere queste perdite.