Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 74 del 11 febbraio 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 74/81 - INIZIATIVE PER LA FORMULAZIONE DI PROPOSTE PER IL RIMBORSO AGLI ARTIGIANI ED AGLI IMPRENDITORI INTERRESSATI DI QUOTE DELL'I.V.A.. (Approvazione di mozione)

Presidente - Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Minuzzo e Viberti.

MOZIONE

Preso atto delle insoddisfacenti risposte avute nell'adunanza del Consiglio regionale del 28 gennaio 1981, in merito all'interpellanza con la quale si chiedeva all'Assessore, "tenuto conto che il problema della diversa aliquota I.V.A. prevista nel D.P.R. n. 897 del 30.12.1980 e nel D.L. n. 693 del 31.10.1980, in particolare nell'art. 8, con i quali molte ditte artigiane che operano nel settore dell'edilizia si trovano ad essere in credito con l'Erario I.V.A. per diversi milioni", quali iniziative intendesse prendere per porre rimedio a questo stato di cose che possono avere grosse ripercussioni sulle aziende artigiane, mettendo così ulteriormente in crisi la già fragile economia valdostana;

Tenuto conto che, a più riprese, le categorie di artigiani e imprenditori interessati al problema si sono riunite chiedendo un intervento regionale per la risoluzione del problema;

Il Consiglio regionale

DELIBERA

di impegnare l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Guido Chabod, a:

1) prendere gli opportuni contatti con i Ministeri competenti e i parlamentari valdostani al fine di avere tutti gli elementi indispensabili alla formulazione di proposte valide per la soluzione del problema di cui in premessa;

2) riferire nell'ultima adunanza consiliare di marzo 1981 le risultanze di detti contatti.

Presidente - Illustra la mozione il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Innanzitutto, come proponenti, intenderemmo fare una precisazione nell'intestazione dell'oggetto 27, e cioè che non trattasi di rimborso I.V.A. agli artigiani, bensì di rimborso I.V.A. agli artigiani ed agli imprenditori interessati al problema, come chiaramente è detto nel testo della mozione.

Abbiamo presentato questa mozione a causa della nostra inesperienza; il Regolamento infatti prevede che un'interpellanza possa essere trasformata in mozione, e a causa appunto della nostra inesperienza non l'abbiamo fatto nella passata adunanza del Consiglio.

Ci siamo dichiarati in quella sede insoddisfatti delle risposte avute dall'Assessore in merito all'interpellanza presentata e sottoscritta anche dal collega Viberti, soprattutto quando l'Assessore ha detto che "non si può fare nulla perché la materia è di competenza dello Stato". Noi ci rendiamo conto che questa materia è di competenza dello Stato, però ci rendiamo anche conto che non sempre e comunque si deve soggiacere a quelle che sono le imposizioni statali. Abbiamo due parlamentari che rappresentano la Valle d'Aosta nel Parlamento italiano; abbiamo già detto nella passata adunanza consiliare che noi riteniamo che i nostri parlamentari e la Giunta regionale possono prendere le opportune iniziative per fa sì che si possa cercare di modificare un testo di legge che chiaramente crea dei grossi problemi agli imprenditori interessati a quanto specificato nella mozione.

In più chiediamo all'Assessore di riferire - mi sembra che abbiamo dato un lasso di tempo abbastanza ampio - nell'ultima adunanza consiliare del marzo 1981, per cui riteniamo che questa mozione possa essere benissimo accolta dal Consiglio regionale.

Presidente - È aperta la discussione sull'oggetto n. 27.

La parola al Presidente della Giunta, Mario Andrione.

Andrione (UV) - Io vorrei ancora una volta esprimere il mio stupore per un certo modo di presentare le cose. Il Consigliere Minuzzo ha adesso spiegato che non è competenza di questo Consiglio regionale il modificare le norme tributarie vigenti, ed è quello che abbiamo detto dai banchi della Giunta la volta scorsa; però la prima affermazione di questa mozione è: "Preso atto che le risposte date sono insoddisfacenti", e ci si chiede di dire che è insoddisfacente quello che poi in fondo viene affermato, anche se con parole differenti, dallo stesso Consigliere Minuzzo. Per cui per prima cosa per votare questa mozione chiediamo che sia stralciato il primo capoverso della medesima.

Seconda questione, che riguarda i parlamentari valdostani. Crediamo che qualsiasi Consigliere, addirittura qualsiasi cittadino possa rivolgersi ai parlamentari valdostani per avere da loro informazioni su quanto si svolge in Parlamento. Per quanto riguarda invece - se verrà accolta la mia proposta e voteremo la mozione - il prendere gli opportuni contatti con i Ministeri competenti, posso benissimo impegnarmi a richiedere ufficialmente al Ministro delle Finanze una declaratoria relativa agli intendimenti del Ministero e del Governo in materia di I.V.A. per l'artigianato e alle possibilità che il Ministero competente proponga delle modifiche in modo da non colpire in maniera ingiusta una certa categoria. Posso impegnarmi a farlo personalmente, in modo da dare una risposta che sia quella ufficiale del Ministero delle Finanze in materia di imposizione tributaria.

Presidente - Vi sono altri che chiedono la parola in sede di discussione generale?

Sulla proposta del presidente della Giunta, visto che nessun altro è iscritto a parlare e che nessuno chiede la parola, la parola al Consigliere Minuzzo.

Minuzzo (PSDI) - Per quanto riguarda lo stralcio proposto dal Presidente della Giunta, personalmente non ho nessun problema, perché quello che conta è il risultato, mentre la forma è un po' meno importante. Lascio comunque al collega Viberti, co-firmatario della mozione, la possibilità di esprimersi in merito.

Volevo solo fare una precisazione al Presidente della Giunta. Ho detto chiaramente che noi ci siamo dichiarati insoddisfatti per la risposta avuta, che diceva che la Regione non può far nulla. La Regione non può far nulla nella misura in cui non vuol prendere delle iniziative; se prende delle iniziative può darsi che possa essere partecipe a un cambiamento di quelle che sono le norme vigenti nello Stato italiano. Tutto lì.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Non vale certo la pena di non far votare una mozione come questa per attaccarsi a due frasi; tanto l'insoddisfazione resta comunque rispetto a quanto risposto quel giorno in Consiglio, e non solo l'insoddisfazione, ma anche un ricordo poco felice, perché allora il Presidente della Giunta fece delle affermazioni circa la normativa I.V.A. in campo europeo, che già allora ritenemmo assolutamente false. E già allora pregammo il Presidente della Giunta di far parlare la carta e non, come sempre, di abbandonarsi a facili considerazioni che gli sono permesse dalla conoscenza dei termini giuridici.

Di conseguenza ribadisco che l'insoddisfazione in quell'occasione è stata presente, ma se condizione per vedere intervenire in questo settore la Giunta è togliere quelle due parole, non sono certo io ad avere delle difficoltà e, mi pare di capire, neppure il mio collega. Di conseguenza personalmente accetto lo stralcio del "Preso atto della insoddisfacente risposta". Togliamo "insoddisfacenti", suggerisce il collega: "Preso atto delle risposte avute"; può andar bene? Allora, signor Presidente, potremmo togliere la quarta parola all'inizio della mozione - insoddisfacenti - e credo che non ci siano altri problemi.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Decisamente non riesco mai a formulare in maniera abbastanza chiara il mio pensiero, e quindi chiedo scusa al Consigliere Viberti. Io non metto in dubbio, e non mi permetterei di mettere in dubbio, che il Consigliere Viberti sia insoddisfatto; anzi mi dichiarerei insoddisfatto io qualora fosse soddisfatto lui. Quello che ho messo in dubbio è l'opportunità di chiedere alla maggioranza, in particolare alla Giunta regionale che ha dato quelle risposte, di dichiararle, votando, insoddisfacenti. Mi sembra leggermente paradossale, e mi sono permesso di dirlo.

Quindi, preso atto che il Consigliere Viberti è insoddisfatto, prego il Consigliere Viberti di prendere atto che noi consideriamo invece quelle dichiarazioni soddisfacenti.

Non è difficile, e non c'è bisogno di termini giuridici per capirlo.

Presidente - Dobbiamo solo concludere se togliere la parola "insoddisfacenti" o meno; questo lo devono dire i colleghi Minuzzo e Viberti.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Evidentemente il Presidente della Giunta sta perdendo la memoria, perché non ha capito quello che io ho detto. Io ho capito quello che ha detto lui, e infatti ripeto che la mia insoddisfazione permane, e capisco benissimo che la maggioranza non possa accettare di votare un documento del genere. Io intendevo dire però che tutto il Consiglio dovrebbe essere insoddisfatto di come il Presidente della Giunta continua a menare per il naso i colleghi Consiglieri. Spero di essermi definitivamente spiegato, perché la risposta del Presidente, che la normativa I.V.A. sarebbe al 2% per scelta della CEE, è una panzana grossa come una casa, ed è vergognoso che il Consiglio venga menato per il naso in questo modo. Quindi la risposta era insoddisfacente.

Presidente - Poiché è chiusa la discussione generale e ci sono dichiarazioni di voto, vorrei sapere esattamente da parte dei proponenti se è cancellata la parola "insoddisfacenti". Il testo del deliberato rimane uguale?

Do lettura della mozione iscritta all'oggetto n. 27, con la cancellazione dal testo della quarta parola della prima riga, cioè: "Preso atto delle risposte avute nell'adunanza del Consiglio regionale..." e la correzione del titolo richiesta dal Consigliere proponente, cioè: "Iniziative per la formulazione di proposte per il rimborso agli artigiani ed agli imprenditori interessati di quote dell'I.V.A.".

MOZIONE

Preso atto delle risposte avute nell'adunanza del Consiglio regionale del 28 gennaio 1981, in merito alla interpellanza con la quale si chiedeva all'Assessore, "tenuto conto che il problema della diversa aliquota I.V.A. prevista nel D.P.R. 897 del 30.12.1980 e nel D.L. n. 693 del 31.10.1980, in particolare nell'art. 8, con i quali molte ditte artigiane che operano nel settore dell'edilizia si trovano ad essere in credito con l'Erario I.V.A. per diversi milioni", quali iniziative intendesse prendere per porre rimedio a questo stato di cose che possono avere grosse ripercussioni sulle aziende artigiane, mettendo così ulteriormente in crisi la già fragile economia valdostana;

Tenuto conto che, a più riprese le categorie di artigiani ed imprenditori interessati al problema si sono riunite chiedendo un intervento regionale per la risoluzione del problema;

Il Consiglio regionale

DELIBERA

di impegnare l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, Guido Chabod, a:

1) prendere gli opportuni contatti con i Ministeri competenti e i parlamentari valdostani al fine di avere tutti gli elementi indispensabili alla formulazione di proposte valide per la soluzione del problema di cui in premessa;

2) riferire nell'ultima adunanza consiliare di marzo 1981 le risultanze di detti contatti.

Presidente - Metto in approvazione la mozione.

Esito della votazione:

Presenti: 31

Votanti: 30

Astenuti: 1 (Consigliere Pedrini)

Favorevoli: 30

Il Consiglio approva.