Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 73 del 11 febbraio 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 73/81 - INIZIATIVE PER LIMITARE LE CONSEGUENZE DERIVANTI DAI VINCOLI ALL'EDIFICAZIONE PER LA ZONA DI RISPETTO DELLE FERROVIE. (Approvazione di mozione)

Presidente - Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Nebbia e Tripodi.

MOZIONE

Il D.P.R. 11 luglio 1980, n. 753 "Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto", prevede nuovi vincoli territoriali in tutti i Comuni di fondovalle.

L'art. 49 del D.P.R. n. 753 recita: "Lungo i tracciati delle linee ferroviarie è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie ad una distanza, da misurarsi in proiezione orizzontale minore di metri trenta dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia".

In Valle d'Aosta, il territorio utile a fini edilizi (agricoli, civili o industriali) è notevolmente ridotto nei Comuni di fondovalle, oltre che per limitazioni naturali o per scelte dei piani regolatori, anche per la densità dei vincoli generati dalle infrastrutture esistenti quali strade, autostrade, oleodotti, elettrodotti (ed in futuro il metanodotto) e corsi d'acqua.

Il vincolo previsto per la ferrovia, oltre che essere sproporzionato in relazione alle caratteristiche ed alla funzionalità delle stesse, nelle condizioni orografiche del fondovalle coinvolge spesso aree situate con forti dislivelli rispetto al piano viabile.

Il Consiglio regionale pertanto

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per ottenere una revisione del D.P.R. n. 753, con un adeguamento alle condizioni specifiche della Valle d'Aosta, oppure a promuovere, in relazione alla competenza primaria in merito all'Urbanistica, apposito disegno di legge atto a limitare le conseguenze di eccessivi vincoli.

Presidente - Il Consigliere Nebbia intende illustrare la mozione, ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Evidentemente questa mozione ha un respiro diverso da quelle precedenti e vuole avere l'obiettivo di sollecitare la Giunta ad assumere delle iniziative. Con questo siamo coscienti che queste iniziative potranno non avere effetto, stante il carattere dei provvedimenti che sono stati assunti dal Parlamento, però riteniamo opportuno e necessario che la Giunta veda quali prospettive ci sono.

Richiamo rapidamente il testo della mozione per ricordare che le nuove norme che sono state emanate ultimamente prevedono un vincolo a lato della via ferrata di trenta metri. Sappiamo che già in questo Consiglio, in occasione di argomenti analoghi, cioè vincoli di distanza dalle strade regionali e statali e dalle autostrade, si era molto discusso poiché specialmente il fondovalle è attraversato per tutta la sua lunghezza da una serie di impianti pubblici, ciascuno dei quali rappresenta un peso ed un onere: c'è l'autostrada, c'è la strada statale, la ferrovia; ci sono gli elettrodotti, l'oleodotto; c'è la Dora, ecc.... I Comuni che si trovano nel fondovalle hanno quindi dei problemi per quanto riguarda il riattamento delle vecchie costruzioni oppure la costruzione di nuovi fabbricati, perché si trovano naturalmente condizionati.

Ricordo per esempio che Donnaz per buona parte dista meno di trenta metri dalla ferrovia, che altri Comuni, come Verrès, lo stesso Pont-Saint-Martin, oppure St-Vincent nella parte bassa, Châtillon, per non parlare poi dei Comuni di Aosta e dell'alta Valle, sono particolarmente condizionati da vincoli di questo tipo. Quindi riteniamo che questa nuova norma sia un peso ulteriore per la popolazione dei Comuni di fondovalle e riteniamo di sollecitare la Giunta ad individuare anche d'accordo con il Compartimento regionale per le ferrovie per il Piemonte e la Valle d'Aosta, la possibilità ed i modi per poter ovviare a questi inconvenienti almeno nelle parti di maggior interesse.

Presidente - Dopo l'illustrazione da parte del proponente Consigliere Nebbia, firmatario della mozione col collega Tripodi, è aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Clusaz, ne ha facoltà.

Clusaz (UV) - Concordo perfettamente con i presentatori della mozione per quanto riguarda il deliberato; molto meno invece sulle premesse, nelle quali sembra addirittura che la media e alta Valle non esistano. Allora ritengo necessario far presente che proprio in alta Valle, attualmente, dentro quei famosi trenta metri che dovrebbero essere di rispetto ci sono abitazioni, garages, strade comunali e regionali, e in qualche posto anche parte della cosiddetta superstrada. Ripeto, tutto nella fascia dei trenta metri. E queste non sono costruzioni abusive, ma regolarmente autorizzate dalle rispettive Amministrazioni comunali in base ai loro piani regolatori approvati o adottati. D'altra parte basterebbe seguire il tracciato ferroviario da Villeneuve a Morgex per rendersi conto di quanto ho detto.

E qui devo fare un'altra considerazione: se pensiamo che quella linea attualmente ha un binario solo e permette una velocità di trenta chilometri orari, e se tanto mi dà tanto, chiedo a quei luminari della scienza nonché sostenitori della ferrovia come soluzione per lo smaltimento del traffico commerciale internazionale da e per il Monte Bianco, chiedo, dicevo, dove andranno a finire parte dei Comuni dell'alta Valle. La risposta è semplice: faranno la fine dei villaggi della Valgrisenche in seguito alla costruzione della diga di Beauregard.

Comunque sono perfettamente d'accordo sul deliberato, che in definitiva è poi quello che conta; personalmente opterei per la seconda alternativa, e cioè quella del disegno di legge regionale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.

Lustrissy (DP) - Anche noi siamo d'accordo sulla mozione proposta dai Consiglieri del Partito socialista e vorremmo cogliere l'occasione per fare alcune considerazioni all'interno del Consiglio. Dobbiamo purtroppo constatare che Parlamento e Governo non tengono conto del D.P.R. 616 e dell'emanazione delle norme di attuazione, e dobbiamo richiamare l'attenzione dei colleghi Consiglieri sul fatto che tutte le volte che si tratta di adottare provvedimenti che incidono sul territorio di ogni singola Regione - e in modo particolare per quanto riguarda la Regione Valle d'Aosta - questi interventi e questi provvedimenti dovrebbero essere attuati sentite le Regioni. Altrimenti non avrebbe più senso l'art. 6 delle norme di attuazione della legge 196 del '78, laddove dice che per l'attuazione dei Piani urbanistici regionali lo Stato è tenuto ad esercitare gli interventi di propria competenza. E questo sia sul piano operativo concreto, sia sul piano delle disposizioni e delle limitazioni alle norme regionali per la edificabilità. Cioè tutte queste situazioni devono essere discusse poi, sul piano concreto, con la Regione.

Orbene, noi notiamo che da un po' di tempo a questa parte si ignorano tranquillamente queste norme di attribuzione di competenze agli Enti locali, e che lo Stato, e in modo particolare i Ministeri per conto loro, continuano ad ignorare tranquillamente le Regioni ed assumono dei provvedimenti senza rendersi conto di qual è la situazione per ogni singola regione.

Quanto meno in provvedimenti come quello citato nella mozione dovrebbe essere sempre presente una norma di salvaguardia per cui per tutte le questioni riguardanti i singoli Enti locali territoriali, in modo particolare le Regioni e in modo ancor più particolare le Regioni a Statuto Speciale e tutti i provvedimenti devono essere adottati previa intesa con la Regione. Questa è una condizione "sine qua non" per legittimare certi provvedimenti emessi dal Governo e dal Parlamento.

Pertanto noi siamo d'accordo con questa proposta, e riteniamo che tra le iniziative da intraprendere da parte della Giunta presso il Governo e il Ministero competente, dovrebbe esserci anche l'esigenza del pieno rispetto delle norme istituzionali di ogni singolo Ente, cioè che non si cerchi di scavalcare con provvedimenti quali i decreti amministrativi o i decreti presidenziali, che sono sempre attuati in delega di qualche altra norma, le competenze degli Enti locali, continuando a comportarsi come se non fosse successo niente nel nostro Paese dopo l'anno 1970.

Presidente - Vi sono altri che intendono prendere la parola sull'oggetto n. 26? Non c'è nessuno iscritto a parlare, non c'è nessuno che chiede la parola.

La parola al Consigliere Nebbia, quale proponente della mozione.

Nebbia (PSI) - Solamente per chiarire il significato di un termine che mi pare sia stato frainteso. Quando nel testo della mozione, nelle premesse, si parla di Comuni di fondovalle, si intendono quelli al fondo della Valle centrale, cioè da Pont-Saint-Martin a Pré-Saint-Didier compreso, direi Courmayeur, anche se la ferrovia non ci arriva ancora.

Per quanto riguarda gli altri aspetti sollevati da Lustrissy, sono perfettamente d'accordo con lui, perché molto spesso con provvedimenti settoriali, quali questo che parla di norme in materia di polizia e sicurezza, si superano le competenze che sono delle specifiche Regioni e quindi diventa difficile, se non molte volte impossibile da parte delle Regioni, esercitare le loro competenze, perché vengono trasferite, o almeno si tenta di trasferirle ad altri settori dello Stato.

Non ho altro da dire, se no appunto di sperare che la mozione venga votata e che la Giunta, assumendo le iniziative e i provvedimenti che dovrebbe assumere, faccia poi in un secondo tempo anche una relazione al Consiglio sui risultati di questi contatti e sulle iniziative che ha preso.

Presidente - Ci sono dichiarazioni di voto? La parola all'Assessore al Turismo Urbanistica e Beni Culturali, Pollicini.

Pollicini (DP) - La mozione fa riferimento al D.P.R. 753, che parla esplicitamente di "nuove norme di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto". Evidentemente, come diceva il Consigliere proponente, la Regione non ha potestà legislativa in materia, quindi la strada per me deve essere un'altra. Dobbiamo considerare allora che il decreto richiamato prevede all'art. 60 delle eccezioni, laddove dice che per le distanze prescritte agli artt. 49 e 56, cioè quelli inerenti alla costruzione e ricostruzione e ampliamento di edifici e manufatti in genere, oppure a depositi di materiali combustibili, depositi di materiale inerte ecc., è possibile avere una deroga. Ancora, l'art. 60 dello stesso D.P.R. dice che queste distanze possono essere ridotte previa autorizzazione degli Uffici Lavori compartimentali delle Ferrovie dello Stato, in casi in cui la sicurezza pubblica e la conservazione delle ferrovie possono consentire questa riduzione.

Quindi a me pare che in questa materia il problema possa essere diviso in due: uno, quello di principio che ha sollevato il Consigliere Lustrissy, cioè le eventuali possibilità di rivendicare competenze regionali, che rimane ancora come aspetto rivendicativo e non come possibilità immediata; l'altro, quello di prendere opportuni contatti con le Ferrovie dello Stato e, avvalendosi di quell'art. 60, chiedere la riduzione delle distanze.

Io direi, pensando a considerazioni di ordine pratico, che questa dovrebbe essere la strada più rapida da percorrere e quella che dovrebbe dare il migliore risultato. L'altra è una questione a più ampio respiro, che in questo momento vedrei ancora come discorso propositivo più che come discorso veramente concreto.

Quindi sarei d'accordo sulla mozione, ma direi che obiettivo della Giunta dovrebbe essere quello di prendere contatto con le Ferrovie dello Stato, avvalersi di ciò che prescrive l'art. 60 del D.P.R. 753 ed ottenere per la nostra Regione una riduzione, laddove evidentemente sussistono e permangono condizioni di sicurezza della ferrovia, della zona di rispetto. Mi pare possa essere interpretata così, quindi quando la mozione parla di un disegno di legge, io direi "apposita iniziativa", perché il disegno di legge, visto il tipo di materia che, dal titolo del decreto legge non è di competenza regionale, rischia di non essere accettato; mentre l'iniziativa del contatto della Regione con le Ferrovie dello Stato per ottenere la riduzione della distanza di rispetto potrebbe andare a buon fine. Pertanto io vedrei meglio la mozione corretta in questo senso.

Presidente - Il parere del Consigliere proponente sulla proposta dell'Assessore Pollicini? È d'accordo.

Pollicini (DP) - La parte dispositiva nella delibera va corretta leggermente, perché qui dice "in relazione alla competenza primaria in merito all'Urbanistica... apposito disegno di legge": io parlerei, in relazione al problema, di "apposite iniziative atte a limitare le conseguenze di eccessivi vincoli". Questo è lo spirito, poi la formalizzazione esatta la si può fare in un secondo momento.

Presidente - Assessore Pollicini, lei potrà formalizzare l'emendamento dopo la chiusura della discussione generale; lo accettiamo in via del tutto eccezionale e incarichiamo il proponente, che lo accetta, di definirlo con l'Assessore competente. Però non possiamo mettere ai voti un testo che verrà successivamente modificato. Quello che viene votato è quello che viene proposto.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Solo per formalizzare l'emendamento. Mi pare che la proposta sia questa: in luogo di "apposito disegno di legge atto", sostituire: "apposite iniziative atte".

Presidente - Do lettura della mozione all'oggetto n. 26, nel testo che ha recepito la correzione del dispositivo testé letta dal Consigliere Nebbia.

MOZIONE

Il D.P.R. 11 luglio 1980 n. 753 "Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto", prevede nuovi vincoli territoriali in tutti i Comuni di fondovalle.

L'art. 49 del D.P.R. n. 753 recita: "Lungo i tracciati delle linee ferroviarie è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie ad una distanza, da misurarsi in proiezione orizzontale minore di metri trenta dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia".

In Valle d'Aosta, il territorio utile a fini edilizi (agricoli, civili o industriali) è notevolmente ridotto nei Comuni di fondovalle, oltre che per limitazioni naturali o per scelte dei piani regolatori, anche per la densità dei vincoli generati dalle infrastrutture esistenti quali strade, autostrade, oleodotto, elettrodotti (ed in futuro il metanodotto) e corsi d'acqua.

Il vincolo previsto per la ferrovia, oltre che essere sproporzionato in relazione alle caratteristiche ed alla funzionalità delle stesse, nelle condizioni orografiche del fondovalle coinvolge spesso aree situate con forti dislivelli rispetto al piano viabile.

Il Consiglio regionale pertanto

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per ottenere una revisione del D.P.R. n. 753, con un adeguamento alle condizioni specifiche della Valle d'Aosta, oppure a promuovere, in relazione alla competenza primaria in merito all'Urbanistica, apposite iniziative atte a limitare le conseguenze di eccessivi vincoli.

Presidente - Metto in approvazione la mozione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità.