Oggetto del Consiglio n. 72 del 11 febbraio 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 72/81 - INIZIATIVE A FAVORE DEL POPOLO SALVADOREGNO - INVITO AL GOVERNO AD ASSUMERE LE INIZIATIVE OPPORTUNE A FAVORE DEL POPOLO DEL SALVADOR. (Approvazione di mozioni)
Presidente - Do lettura della mozione oggetto n. 24, presentata dai Consiglieri Lanivi e Lustrissy:
MOZIONE
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
CONSIDERATO che nella Repubblica centroamericana di El Salvador la Giunta al potere continua lo sterminio di massa contro il popolo salvadoregno in lotta per la libertà;
CONSTATATO che il Governo italiano, unico fra i Governi della C.E.E., non ha ancora ritirato il proprio ambasciatore dalla Repubblica di El Salvador.
DELIBERA
1) di richiedere al Governo italiano il ritiro del proprio ambasciatore della Repubblica di El Salvador;
2) di invitare le forze politiche presenti al Parlamento italiano a promuovere a livello internazionale le iniziative atte a sostenere la giusta lotta del popolo salvadoregno contro la dittatura della Giunta di governo.
Presidente - Illustra la mozione il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.
Lustrissy (DP) - Sul problema riguardante la situazione che si è venuta a determinare nel Salvador credo che la stampa di questi ultimi tempi abbia dato ampie notizie e che pertanto questa sia nota sotto il profilo generale a tutti i Consiglieri.
Dobbiamo solo dire che da una iniziale situazione di guerriglia ci troviamo oggi di fronte ad una insurrezione di popolo contro un governo militare oppressivo che non riscuote più la fiducia di larghi strati della popolazione, tant'è che lo stato insurrezionale è stato proclamato un mese addietro con l'alleanza di due gruppi rivoluzionari, che sono il Fronte delle Sinistre e il Fronte Democratico.
È chiaro che a questo punto non si tratta più di una situazione particolare che ha per oggetto la distruzione di un potere legittimato dalla base, ma si tratta di una sollevazione della base contro un potere che non sembra più legittimato, viste le azioni nefande che ha compiuto e che continua a compiere nei confronti della popolazione che non è più salvaguardata nei propri diritti civili ed umani, e si parla apertamente di massacri.
Sotto questo profilo sono state intraprese a livello nazionale e a livello internazionale molte iniziative; le prime aventi di mira il sostegno sul piano economico a questa opposizione popolare, nel senso di fornire vettovagliamenti e medicinali, le altre sul piano generale e politico, per sollecitare l'attenzione dei Paesi sulla esigenza di perlomeno richiamare i propri ambasciatori per discutere meglio della situazione.
Dobbiamo dire che per quanto riguarda il nostro Paese, nonostante che a livello di Comunità Europea ci sia stata già una presa di posizione degli altri Governi, che hanno ritirato per consultazioni i propri ambasciatori, il Governo italiano, per mezzo del Sottosegretario al Ministero degli Esteri, l'altra settimana, rispondendo alle numerose interrogazioni parlamentari, ha affermato che non era intenzionato a ritirare il proprio ambasciatore, ma di aver consigliato al medesimo di rendere note tutte le situazioni di infrazione dei diritti civili ed umani della popolazione, e di segnalarle al Governo in carica.
La stessa situazione ha interessato anche le forze politiche nel nostro Paese; notiamo con piacere che da ultimo anche all'interno della Democrazia Cristiana, nell'ultima direzione, si è perlomeno ritenuto necessario, per esplorare meglio la situazione, inviare una delegazione sul posto per meglio verificare lo stato di cose che si è andato determinando. Dobbiamo dire che la posizione della Democrazia Cristiana sul piano nazionale, che è più direttamente interessata in quanto il Governo del Salvador è composto da una Giunta militare appoggiata da alcuni esponenti locali aderenti all'Internazionale democristiana, è diversa da quella del Presidente dell'Internazionale Rumor, che per conto suo si dice pienamente d'accordo con gli esponenti democratici cristiani al potere con la Giunta militare. Per cui c'è un ampio dibattito anche nel partito più direttamente interessato a questa situazione, che vede propri esponenti sul piano internazionale impegnati in prima linea. Lo stesso Granelli ha già sollevato numerose interrogazioni all'interno del proprio partito per meglio mettere a fuoco tutta la questione.
Per quanto ci riguarda a livello locale, abbiamo avuto una serie di riunioni con il Comitato popolare a sostegno della lotta del popolo salvadoregno, con la presenza di molti dei partiti presenti in questo Consiglio regionale, e in quella sede si sono concordate alcune iniziative, la prima delle quali è il manifesto che è apparso in questi giorni sulle mura delle città e della Valle d'Aosta, che denuncia una situazione di fatto colà esistente, coi massacri continui, e chiede apertamente al Governo italiano di ritirare la propria rappresentanza diplomatica. Questo manifesto è stato sottoscritto da tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio, più dalle forze di base: dalle ACLI, dai Comitati cristiani di base e da tutte le forze sociali che sono presenti in modo organizzato nella nostra regione. Nello stesso tempo è stata anche discussa l'iniziativa di raccogliere una serie di firme a livello popolare, dietro distribuzione di un manifesto rappresentante la situazione così come si è determinata.
Tale volantino è stato oggetto di lunghe discussioni e di approfondimenti all'interno delle rappresentanze dei partiti, e credo che debba uscire tra poco e che le firme si debbano raccogliere quanto prima.
Per quanto ci riguarda, l'On. Dujany, in sede parlamentare, ha presentato una interrogazione chiedendo al Governo di ritirare per consultazioni l'ambasciatore da quel Paese, affinché si possano meglio chiarire, anche sul piano internazionale, i rapporti fra il nostro Paese e il Governo in carica nel Salvador.
Altre iniziative si sono sviluppate sul piano internazionale; lo stesso Messico sta dando la propria legittimazione al Governo insurrezionale che si è formato e di cui non si conoscono ancora i Componenti; l'organizzazione dell'America Centrale, che vede riuniti quegli Stati, del quale il Messico è parte attiva, ha già preso delle posizioni; l'Organizzazione OAS degli Stati americani sta esaminando il problema. Di fronte a tutte queste iniziative, però, dobbiamo notare che c'è ancora una gran confusione, soprattutto per quanto riguarda l'intervento sul piano economico-finanziario e sul piano militare degli Stati Uniti, anche sollecitato dal nuovo Presidente in carica, per cui la situazione va rapidamente peggiorando.
Non sto a leggervi tutte le cose ormai note su quella che è la condizione di questo Paese, governato ormai da una Giunta militare e civile che non è più legittimata dalla base, visto lo stato insurrezionale, la situazione politica e sociale che ha determinato tutto questo, le varie prese di posizione che sono avvenute nei confronti della situazione dei Paesi dell'America Latina che sono continuamente sottoposti a queste forme di violenze esterne, per cui credo che oggi si tratti di fare degli atti concreti a sostegno di questa popolazione.
Per facilitare questa discussione e per rendersi conto meglio del problema abbiamo presentato questa mozione e abbiamo sottolineato l'importanza sul piano internazionale del problema, perché riteniamo che laddove vengono lesi i diritti della persona umana, laddove la civiltà manifesta sintomi così degenerativi nei confronti di una popolazione ormai inerme, sia dovere civile dei Paesi di adoperarsi per riportare pace e tranquillità in questi Paesi così provati da una situazione di disfavore sul piano economico-sociale nei confronti di una larga fascia di popolazione.
Per cui noi ci rimettiamo alle determinazioni del Consiglio e siamo disponibili per confrontarci con le proposte fatte anche dalla mozione iscritta all'ordine del giorno al punto 25, presentata dai Consiglieri del Partito Comunista e di Nuova Sinistra.
Presidente: Do lettura della mozione oggetto n. 25.
MOZIONE
RICORDATO che nel Salvador è in atto una lotta di popolo per rovesciare la dittatura che opprime quel paese;
RILEVATO il grave atteggiamento del Governo italiano, che in Europa è rimasto l'unico a mantenere rapporti diplomatici con una Giunta sanguinaria che continua ad uccidere i suoi oppositori, siano essi dirigenti sindacali, sacerdoti o cittadini;
RITENUTO opportuno dare un contributo per isolare politicamente il regime al potere nel Salvador;
PREOCCUPATO che la ripresa dell'aiuto militare americano possa rendere più acuta e più estesa la guerra civile che infuria nel Paese;
AUSPICANDO che il popolo salvadoregno attraverso le sue organizzazioni democratiche riesca a determinare nel più breve tempo possibile la costituzione di un governo democratico;
Il Consiglio regionale
DELIBERA
di chiedere al Governo italiano:
a) il ritiro immediato dell'Ambasciatore da San Salvador;
b) di farsi promotore di una iniziativa internazionale tesa a scongiurare ogni intervento militare straniero;
c) di richiedere alla Giunta salvadoregna la liberazione di tutti i sindacalisti e democratici arrestati;
d) di invitare ufficialmente la D.C. italiana ad adoperarsi per isolare nelle sedi internazionali la D.C. di Duarte;
e) di inviare copia della presente a:
Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente del Senato, Presidente della Camera dei Deputati, Capigruppo parlamentari, TG 1, TG 2, TG 3.
Presidente - Illustra la mozione il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Il nostro Gruppo, assieme al Consigliere di Nuova Sinistra, ha ritenuto opportuno presentare questa mozione che è analoga a quella presentata dal Gruppo dei Democratici Popolari.
Il Consigliere Lustrissy ha illustrato in modo adeguato la situazione; io voglio sottolineare soltanto due elementi particolari e invitare il Consiglio a votare entrambe le mozioni.
Il primo elemento è che una dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti d'America Reagan sul terrorismo ha cercato di presentare anche le lotte del popolo del Salvador come momento di battaglia condotta da gruppi terroristici, mentre - io credo che questo debba essere sottolineato - si tratta in realtà di una rivolta popolare contro un regime che forse all'inizio aveva dato qualche speranza, ma che si è rilevato sempre più oppressivo e sanguinario e che indubbiamente non è più in grado di dare risposte positive alle necessità di quel popolo. Quindi credo che al popolo del Salvador in lotta debba andare la solidarietà politica, la solidarietà morale e, se possibile, anche un aiuto sia in medicinali che per quel che riguarda la parte economica.
La seconda osservazione che differenzia in parte la mozione presentata dal PCI e da Nuova Sinistra rispetto a quella presentata dai Democratici Popolari è un appello diretto alla Democrazia Cristiana perché assuma a livello nazionale una posizione nella direzione comune indicata anche in precedenza, quella cioè del ritiro dell'ambasciatore italiano - il nostro è l'unico Paese che ancora non lo ha fatto - ed al Governo perché si faccia promotore di un'iniziativa affinché non ci siano a livello internazionale, da parte degli Stati Uniti o di altri Paesi; interventi militari in El Salvador.
Io credo che il fatto che la Democrazia Cristiana valdostana abbia firmato il manifesto comune proposto dal Comitato per il Salvador ci possa far ritenere che a livello della Valle d'Aosta sia possibile avere una posizione unitaria, che indubbiamente sarebbe un segnale della sensibilità del popolo valdostano alle sorti e alle sventure di un popolo che lotta per la sua libertà, un popolo piccolo che vive in un Paese grande quanto la Toscana, ma che indubbiamente ha grosse difficoltà ed è sottoposto continuamente a soprusi e massacri.
Termino quindi ribadendo l'invito a tutte le forze politiche a votare entrambe le mozioni.
Presidente - Mi sembra che da parte dei proponenti ci sia la richiesta che le mozioni siano poste separatamente ai voti, e non ci sia l'intenzione di una eventuale unificazione.
Pertanto do la parola in sede di discussione generale, comunque facendo una sola discussione generale. Vi è qualcuno che chiede la parola?
Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (DC) - Indubbiamente, quella del Salvador è una situazione che tutti conosciamo e che ci preoccupa particolarmente, così come ci preoccupano altre situazioni analoghe che il mondo o altri popoli stanno vivendo in questo momento. Noi riteniamo infatti che in ogni luogo dove i diritti dell'uomo vengono bloccati o conculcati, là debba esserci la nostra presenza, per lo meno la nostra presenza ideale, a condannare chi questi diritti conculca.
Per quanto riguarda il caso specifico della posizione della Democrazia Cristiana - che sia valdostana, o italiana, o della organizzazione che raccoglie i partiti democristiani presenti nel mondo - desidero fare due precisazioni.
La prima è che questa organizzazione dei partiti democristiani non è certo in grado di dare degli ordini precisi che vengano poi eseguiti totalmente, in quanto è una federazione con legami molto labili. La seconda notazione è che la situazione del Salvador è ancora estremamente fluida e al di là di quella che è ovviamente la rivolta del popolo contro il Governo, non si capisce ancora con esattezza quali siano gli interessi in gioco.
E se è vero che gli Stati Uniti d'America hanno preso posizione per una certa parte politica, è pur anche vero che sono presenti nel Salvador delle armi che provengono da Cuba. Questo a significare come sia un punto di rottura e di frizione dell'equilibrio mondiale e dello scontro tra i blocchi di potenze, ed a giustificare o a spiegare la diversità di posizioni esistenti nella Democrazia Cristiana, dove d'altra parte possono coesistere visioni anche differenti.
Noi non abbiamo mai nascosto che ognuno di noi possa avere sui singoli problemi posizioni differenti: è un dibattito in corso.
Per quello che riguarda questo Gruppo consiliare e la Democrazia Cristiana valdostana, mi pare che la risposta sia già stata data - lo diceva il collega Mafrica prima - con la sottoscrizione del documento pubblicato sui muri di questa città, e sarà data oggi con la votazione delle due mozioni.
Mi permetto semplicemente di aggiungere che se noi prendiamo questa posizione sulla questione del Salvador ci riserviamo di porre il dito e l'attenzione di questo Consiglio, con altre mozioni, su situazioni analoghe, come l'Afghanistan e le Polonia, che si potessero verificare nel resto del mondo.
Presidente - Vi sono altri che intendono prendere la parola prima che passiamo alle votazioni? Nessuno chiede di parlare per dichiarazione di voto? Passiamo alle votazioni.
Metto in approvazione l'oggetto n. 24: "Iniziative a favore del popolo salvadoregno".
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Consigliere Pedrini)
Favorevoli: 28
Il Consiglio approva.
Presidente - Metto in approvazione l'oggetto n. 25: "Invito al Governo ad assumere le iniziative opportune a favore del popolo del Salvador".
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Consigliere Pedrini)
Favorevoli: 28
Il Consiglio approva.
