Oggetto del Consiglio n. 1438 del 24 settembre 2015 - Resoconto
OGGETTO N. 1438/XIV - Interpellanza: "Valutazioni in ordine al progetto di realizzazione di una centrale idroelettrica per lo sfruttamento dell'acqua del torrente Menouve nel comune di Etroubles".
Presidente - Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Il Piano di tutela delle acque della Valle d'Aosta è attualmente in fase di revisione, come in molte altre Regioni italiane, e in questi mesi si dovrà procedere a valutare la situazione dei torrenti, dei fiumi e dei corsi d'acqua della nostra Regione per capire se gli interventi fatti sinora sono stati efficaci, se ce ne vorranno altri e per impostare la politica per quanto riguarda lo sfruttamento dell'acqua nei prossimi anni. L'acqua sta diventando a livello mondiale un fattore sempre più fondamentale per gli equilibri non soltanto ambientali. Il cambio climatico sta determinando nuove situazioni e molte crisi inattese che rischiano di condizionare lo sviluppo di molte comunità, ma anche, in generale, del pianeta. Il Piano di tutela delle acque sarà anche l'occasione per affrontare certi argomenti, come ad esempio su chi dovrà gestire questa fondamentale risorsa, il pubblico, il privato, eccetera. Lo stesso Papa Francesco, nell'ultima enciclica Laudato si', si è soffermato ampiamente su questo aspetto, sottolineando tra l'altro che in alcuni luoghi del mondo avanza una tendenza a privatizzare questa risorsa, trasformandola in una merce soggetta alla legge del mercato. In realtà, dice il Papa, l'accesso all'acqua è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale. Insomma, detto altrimenti e non da Papa Francesco, è un classico bene comune, e in questa prospettiva, con questa consapevolezza, deve essere governato. In Valle d'Aosta l'acqua ha sempre avuto un ruolo fondamentale e la comunità ha sempre attribuito molta importanza a questa risorsa dandogli un valore anche simbolico. Nei prossimi mesi, i mesi nei quali affronteremo questo piano, dovremmo guardare al futuro di questa risorsa molto importante per questa Regione. Anche dal punto di vista dell'uso idroelettrico, come sappiamo, rappresenta un fattore economico significativo per la nostra Regione, un uso ampiamente utilizzato negli anni e che deve farci riflettere su come vogliamo continuare.
Torniamo al piano e a una risoluzione che ho già presentato qualche tempo fa, proprio in relazione a questo piano, nel quale chiedevamo di prorogare una deliberazione del 2012, la famosa "pseudo-moratoria sullo sfruttamento delle acque" che sarebbe scaduta il 30 giugno di quest'anno. In quell'occasione, tra le altre cose, chiedevamo di prorogare questa delibera e in quell'occasione ci è stato risposto dall'Assessore (lo cito): "Come avevamo concordato, ci sarà una delibera, ovviamente prima del tempo della scadenza, che è appunto il 30 giugno". Queste sono le parole dell'Assessore, che ovviamente non ha votato la risoluzione avendo enfaticamente sostenuto che avrebbe fatto questa delibera, ma al momento la delibera non è stata fatta e nessuna comunicazione è stata data in merito...un modo un po' strano di comportarsi, e comunque vorremmo capire le ragioni e le conseguenze della mancata proroga di questa delibera del 2012. Adesso, in questo periodo tra l'altro, si è anche avuto il riavvio, nel Comune di Etroubles, dell'iter di una domanda di subconcessione allo sfruttamento ad uso idroelettrico di derivazione dell'acqua sul torrente Menouve, come dicevamo nel Comune di Etroubles. Tale impianto, per il suo posizionamento, rischierebbe di compromettere gravemente il futuro approvvigionamento idrico dell'acquedotto intercomunale di Etroubles e di Saint-Oyen che già negli anni '70 si erano messi insieme, anticipando un po' i tempi, per fare un acquedotto comune acquistando le sorgenti della zona. L'opera in questione rischia, cambiando la direzione delle sorgenti, di creare dei seri problemi all'acquedotto indipendentemente da quello che verrà poi prelevato dall'impianto. Sono questioni tecniche difficilmente analizzabili in questo Consiglio che hanno delle rilevanze sull'approvvigionamento di questo acquedotto e qui si evidenzia il rapporto tra un uso agricolo e alimentare dell'acqua e quello per lo sfruttamento idroelettrico che a volte rischia di essere in conflitto. Tra l'altro, quest'acqua del torrente Menouve è utilizzata da molti alpeggi e ru della zona, oltre ad avere due impianti sullo stesso asse torrentizio più in basso che sono già attivi da diversi anni, zona nella quale si farà la presa, e tra l'altro è una zona nella quale ci sono i percorsi dell'Alta Via, il Tor des Géants e il Tour des Combins, percorsi e sentieri sui quali si è molto investito e si rischia di andare a toccare un angolo di natura ancora incontaminata andando a compromettere un futuro sviluppo turistico-ambientale di quella zona.
In questi mesi, per iniziativa di alcuni residenti dei comuni interessati, si è aperta una sottoscrizione di firme che in poco tempo ha avuto un notevole riscontro. In questi giorni si sta concludendo la raccolta dei fogli e a breve credo che i promotori diranno qual è il risultato, ma so che sono molto soddisfatti per il numero di firme, nonostante i tempi siano stati decisamente ristretti. Anche le stesse Amministrazioni comunali di Etroubles e Saint-Oyen hanno sostenuto questa raccolta firme e hanno espresso la loro contrarietà a questo nuovo impianto idroelettrico, come avevano già fatto in passato per altri impianti della zona, zona particolarmente sfruttata dal punto di vista idroelettrico. Anche il Consorzio ha recentemente espresso la sua contrarietà su questo nuovo impianto.
Ci chiedevamo pertanto quale valutazione esprime riguardo al progetto il Governo regionale, anche a prescindere dalle questioni strettamente tecniche e se questo impianto che ha, come abbiamo ho visto, la contrarietà di buona parte delle comunità interessate perché va a toccare aspetti importanti per il futuro sviluppo di queste comunità...se si ritiene che l'interesse generale sia questo o un altro e, in generale, l'intenzione del Governo regionale riguardo a questa subconcessione ad uso idroelettrico. Grazie.
Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Grazie Presidente. Si ringrazia anche il Consigliere Bertin, perché questa comunque era un'interpellanza annunciata, visto il clamore mediatico che ha avuto questa subconcessione.
La subconcessione ha una storia piuttosto lunga, risale appunto al 2006, passa da una serie di richieste di approfondimenti tecnici in sede di valutazione di impatto ambientale e tutta una serie di sospensioni, richieste appunto dagli stessi committenti per verificare e decidere come procedere, alla luce sia delle risultanze tecniche, sia di quanto veniva affermato dalle comunità locali. Il titolare della domanda di subconcessione attendeva il termine di pubblicazione previsto dalla legge sul VIA per raccogliere le osservazioni e le opposizioni, ma in data 22 settembre mi è pervenuta una nota, ieri mattina, con cui si chiede appunto la sospensione della procedura di valutazione di impatto ambientale, proprio per effettuare un profondo confronto dialettico con la comunità di Etroubles e quindi, da questo punto di vista, la procedura è sospesa.
Rispondendo ai suoi quesiti, con riferimento al primo quesito: "le ragioni e le conseguenze della mancata proroga della delibera citata in premessa", quella della moratoria, mi preme evidenziare e sottolineare che in questo periodo non è stata rilasciata alcuna subconcessione in contrasto con gli indirizzi della moratoria, che la predisposizione della nuova deliberazione che indica la prosecuzione della moratoria delle domande è quasi completata e che, a brevissimo, sarà adottata dalla Giunta regionale. Tutto questo lo avevo affermato nella commissione consiliare del 7 luglio, poiché il provvedimento non prevede soltanto una semplice proroga, anche se vorrei evidenziare che è semplicistico chiamarla "proroga", in quanto la delibera della Giunta regionale del 2012, la n. 1253, in realtà al punto 1 stabilisce gli indirizzi per limitare il rilascio di nuove derivazioni d'acqua d'uso idroelettrico per almeno tre anni. Quindi con la locuzione "almeno tre anni" noi diciamo che tali limiti sono validi per almeno tre anni, cioé il 30 giugno, e proseguono fino a che non ci sia un provvedimento di revoca con analogo atto della Giunta regionale (che non c'è stato, quindi diciamo che la proroga va nella direzione indicata). In realtà questo è il provvedimento che darà il via all'aggiornamento del nuovo Piano di tutela delle acque 2015. Pertanto non è stata avviata quella fase di concertazione come indicato nell'interpellanza e quindi il processo di valutazione ambientale strategico, che sarà fondamentale e per cui verrà data concretezza al principio generale della direttiva quadro delle acque relativo all'implementazione della partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati, compresi gli utenti, per l'attuazione delle strategie generali per raggiungere gli obiettivi della direttiva quadro delle acque.
Al quesito n. 2, ritengo che la valutazione sulla centrale idroelettrica, che ovviamente per ora è sospesa per quanto riguarda i giudizi rispetto a questo provvedimento, non può non prescindere dai giudizi tecnici e di compatibilità ambientale dell'opera, in primo luogo perché non sarebbero supportate da idonee e competenti valutazioni, ma esclusivamente dettate dall'onda emotiva determinata dalle notizie trasmesse dai mezzi di comunicazione; le stesse valutazioni, inoltre, sarebbero riduttive nei confronti dell'operato delle strutture tecniche dell'Amministrazione, in quanto porterebbero a pensare che noi, Amministratori regionali, possiamo assumere decisioni su temi che coinvolgono il bene della collettività sulla base di stati emotivi e non sulla base di valutazioni ponderate, tecnicamente supportate, effettuate da tecnici esperti e qualificati. Quindi una valutazione che prescinde dagli aspetti tecnici e ambientali potrebbe generare il pensiero che l'attribuzione in concessione di beni demaniali sia svolta dagli Amministratori regionali a dispetto di qualsivoglia valutazione, quando invece ci sono precise normative nazionali e ci sono precisi indirizzi del Consiglio regionale, proprio il Piano di tutela delle acque in vigore.
Quali sono le "intenzioni del Governo regionale in merito al rilascio della subconcessione ad uso idroelettrico sul torrente Menouve sopracitata": direi che è superata come risposta, in quanto per ora è ritirata. Evidentemente il Governo regionale procederà secondo la logica di quanto il Piano di tutela delle acque potrà determinare gli aspetti tecnici. Ovviamente c'è questa fase di concertazione che l'imprenditore che vuole realizzare la centralina sta attuando con le comunità locali e quindi, da questo punto di vista, rimane tutto in sospeso per il momento. Grazie.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Guardiamo la prima questione riguardo alla delibera per la pseudo-moratoria del 2012 che avevo semplificato dicendo: "facciamo una proroga". Io l'avevo semplificata, ma lei mi pare piuttosto contraddittorio e confuso, e lei stesso, qui, in Consiglio, l'aveva citato: "Come avevamo concordato, ci sarà una delibera, ovviamente prima del tempo della scadenza, che è il 30 giugno". Quindi io magari avrò semplificato, ma lei viene qui, in Consiglio, dice delle cose che poi contraddice e mi pare piuttosto confuso da questo punto di vista...probabilmente è meglio se viene qui, in Consiglio, e ci dice delle cose su cui poi si dà seguito, non è il bar in cui si dice e si fa tutt'altro! Io avrò semplificato, ma certo non mi pare il modo di comportarsi rispetto a questo Consiglio.
Andiamo alla questione riguardante il Menouve. Proprio ieri, alla vigilia del Consiglio, il soggetto che vuole realizzare questa centralina ha deciso di chiedere la sospensione per una sua iniziativa personale. Il fatto è positivo, comunque, e permetterà anche a questi operatori economici di guardare attentamente la questione e di confrontarsi con la comunità locale. Questo, di per sé, può essere visto anche positivamente e la scelta è comunque da giudicarsi di buon senso, ma, come dicevo, è stata un'iniziativa presa da un soggetto economico che vuole realizzare un impianto. Per il momento rimane sospeso, ma la questione generale rimane, anche perché, come dicevamo in precedenza, quello dell'acqua è un bene comune che va gestito nell'interesse di tutti e, in questo caso, la nuova centrale idroelettrica di Etroubles è un caso emblematico che va al di là del caso singolo. Vi è un contrasto tra diversi interessi e bisogna capire quali sono quelli che devono prevalere, tenendo presente che la Valle d'Aosta, da un punto di vista dell'utilizzo dell'acqua a scopo idroelettrico, credo abbia già dato a sufficienza. Quasi tutti gli assi torrentizi hanno a questo punto degli interventi; bisogna valutare attentamente come vogliamo proseguire e le conseguenze che questo può avere. Le nuove iniziative devono avere un interesse generale, un significato economico certo e un impatto ambientale minimo (nel caso specifico non è questo). Ricordo che dal 2010 ad oggi sono state rilasciate 160 subconcessioni in cinque anni: vuol dire che ne abbiamo rilasciate una media di 30 all'anno, ma ne rimangono ancora molte da analizzare. Bisogna cogliere l'occasione con questo Piano per la tutela delle acque per affrontare la questione nel suo complesso, valutandola anche nella prospettiva del cambio climatico e deciderne in funzione.
Per quanto riguarda le valutazioni del Governo regionale - evidentemente non si tratta di scelte emotive, quello che chiedevamo non era una considerazione da parte dell'Assessore dettata da emotività -, quello che chiedevamo era un indirizzo politico generale rispetto a questo caso singolo, ma che, come dicevo, è un caso emblematico di una certa situazione. È una questione politica, non ha nulla a che vedere con i sentimenti o qualcosa del genere; si tratta di scelte che condizioneranno l'avvenire della nostra Regione che vanno affrontate con le idee chiare e con un indirizzo politico altrettanto chiaro. Grazie.
Presidente - Punto 35 all'ordine del giorno.
