Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1413 del 23 settembre 2015 - Resoconto

OGGETTO N. 1413/XIV - Interrogazione: "Situazione dell'utilizzo dell'ambulanza medicalizzata del presidio di Donnas".

Presidente - La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Il sistema sanitario - anche rispetto a quelli molto più forti di noi - è oggi oggetto di una verifica sulla sua sostenibilità; sul giornale oggi c'è una notizia circa un decreto del Ministero che va a vedere l'appropriatezza degli esami. Il decreto 70, che stabilisce proprio gli standard, che condiziona tutti, pone sicuramente dei dati di riferimento anche per noi che abbiamo ottenuto l'introduzione dell'articolo 3, che praticamente è una deroga alle Regioni a Statuto speciale che finanziano il loro sistema - a differenza della Sicilia e della Sardegna che non sono ricomprese in quest'articolo - vi è la possibilità di avere delle deroghe a questi standard, che comunque sono standard sempre di riferimento.

Se noi siamo un'eccellenza in qualche settore e vogliamo mantenere i servizi, anche quello a cui si riferisce l'interrogazione, la prima condizione è di non sprecare le competenze, cioè di non tenere inutilizzate delle forze, quindi la riorganizzazione deve tenere conto di questo obiettivo evitando però che non vi siano sottoutilizzazioni di personale. In particolare, i colleghi del fondo valle lo sanno, l'ambulanza medicalizzata, che poi parte da Donnas, ha a bordo il rianimatore, e penso che in nessuna sede distrettuale d'Italia ci sia stabilmente tale figura medica di eccellenza. Poi ci sono le ambulanze dei volontari, quelle di Donnas, quelle di Gressoney, poi l'elicottero, e abbiamo a Châtillon, di nuovo, un'ambulanza medicalizzata di giorno, medicalizzata con un'infermiera di notte a Châtillon e poi c'è, secondo il vecchio sistema del rendez-vous, l'auto medica ad Aosta che può partire sempre, come anche l'elicottero. Ricordo che noi in caso di emergenza possiamo addirittura muovere il secondo elicottero.

Chiaramente la sostenibilità è determinata da numeri, se si legge attentamente il decreto 70 lo dice: cioè dall'utenza, dalla quantità, dal numero della rete, sennò il sistema se è dedicato a pochi, non è sostenibile e il taglio previsto nel numero nel decreto 70 evidenzia tutti questi aspetti.

Io vorrei dare i dati che sono stati richiesti: cioè quanti sono gli interventi effettuati in territorio canavesano dall'ambulanza di Donnas. Nel 2013 sono stati tre, nel 2014 diciotto, nel 2015 venticinque, fino ad oggi. E quanti siano stati gli interventi svolti in senso contrario cioè dal soccorso piemontese in Valle d'Aosta: nel 2013 zero, nel 2014 zero, nel 2015 uno. Questo dimostra come il sistema canavesano ricorra spesso al sistema valdostano di cui ne ha evidente bisogno senza per altro contemplare ancora l'elicottero. Ci sono stati dei casi particolari, finiti tragicamente nelle alte valli del Canavesano, che forse se fossimo intervenuti noi con l'elicottero, non sarebbe andata così.

Mi si chiede se tali interventi comportino una ricaduta sulla mobilità sanitaria: certo ogni ambulanza che parte da Donnas e soccorre un malato canavesano porta in mobilità attiva a noi 255 euro. Sono di solito dei trasporti brevi, ne è successo uno, e di questo sarà sicuramente a conoscenza, di un malato che rischiava l'amputazione, per cui la nostra ambulanza in questo caso grave è dovuta andare fino a Torino, però in genere sono interventi brevi.

L'altra cosa importante: mi sembra che quando una nostra ambulanza soccorre per un infarto, per esempio, un malato nel Canavesano, questo malato venga poi portato ad Aosta, perché l'emodinamica ad Aosta è sempre presente. Quindi la mobilità attiva non è soltanto nel costo dell'ambulanza. Concludo dicendo che il problema è questo: per ora non abbiamo ancora nessun accordo interregionale con il Piemonte, ci stiamo lavorando a lungo e siamo vicini ad un accordo proprio sulla rete dell'emergenza, perché ci sia una rete unica tra l'alto Piemonte e l'alta Valle d'Aosta. Però vorrei ribadire - mi appello al senso di responsabilità di tutti - che il nostro sistema sanitario sarà sostenibile nella misura in cui allargheremo l'utenza. Il nostro sistema sanitario sarà sostenibile nella misura in cui noi faremo degli accordi con il vicino Piemonte. Io credo quindi che bisognerà accettare questa mancanza dell'ambulanza di Donnas proprio per un bene più grande, anche in considerazione del fatto che grossi problemi non ci sono stati e che questa organizzazione è comunque monitorata. Dico soltanto, e concludo, che se riusciremo a rimanere in piedi sarà anche grazie al lavoro in rete con il Piemonte e l'emergenza sarà sicuramente il primo punto all'ordine del giorno. Grazie.

Presidente - Grazie Assessore. Per la replica, la parola al collega Fabbri.

Fabbri (UVP) - Sì, grazie Assessore.

Per quanto riguarda l'importanza di questo presidio di Donnas, non avevamo nessun dubbio, tant'è che viene addirittura, come lei ci ha confermato, usato ampiamente anche dal vicino Canavese. E mi ha un po' rubato le parole di bocca nella sua risposta, perché quest'interrogazione era volta a capire appunto qual era l'attenzione dell'Assessorato nello svolgere, nel portare avanti questo discorso di compenetrazione tra il sistema sanitario valdostano e quello piemontese, proprio perché, come dice giustamente lei, nel decreto 70, se noi lo applicassimo alla nostra realtà, non avremmo di certo tutti i servizi che abbiamo. E questo è già stato detto più volte. Vorremmo appunto capire, poi in seguito avremo modo di discuterne, qual è l'ottica con cui i nostri dirigenti vogliono portare avanti questo discorso di compenetrazione e di sostenibilità del sistema sanitario attraverso l'espansione della nostra offerta su questo territorio. Ecco, io mi riallaccio, a questo punto, su quello che si diceva all'inizio di quest'Assemblea e cioè che, visto e considerato che questa sarà...come possiamo dire? un'azione molto importante per quanto riguarda i nostri concittadini e tutto il sistema sanitario regionale, è necessario che anche il Consiglio, attraverso le sue istituzioni, venga informato su quella che è l'idea che l'Assessorato e i vari tecnici hanno dello sviluppo e della sostenibilità del nostro sistema.

Non vorrei che anche qui, come abbiamo detto all'inizio, si applicasse poi la politica del bastone e della carota e cioè che si prospettassero dei tagli, per poi ritornare sui propri passi con degli spot pubblicitari e applicare con la tecnica che abbiamo criticato all'inizio di quest'Assemblea. Ora sono sicuro che questo non avverrà, vista l'importanza, la fondamentale importanza che ha quest'argomento sulla vita di tutti i nostri cittadini e io qui concludo e passo la parola al mio collega Bertschy che vuole anche lui intervenire. Grazie.

Presidente - Prego collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Con il collega Nello Fabbri e con i colleghi del gruppo, abbiamo voluto attraverso quest'iniziativa fare un po' di luce su quello che sta avvenendo senza un governo chiaro e soprattutto senza un'intenzione e una strategia adatta a chi deve in qualche modo indirizzare anche in questa fase di crisi la situazione e il governo della sanità. I dati che ci ha rappresentato, anche per il territorio di cui discutiamo...la lontananza dall'ospedale, dal nostro ospedale, dimostrano come sta crescendo negli anni l'intervento fuori Valle, che può essere visto in maniera positiva, anche perché c'è di che vantarsi. Abbiamo pensato a un certo tipo di servizio perché quel territorio è distante dall'ospedale, quindi se, a scavalco, su quel territorio quando un'ambulanza è fuori deve intervenire un'altra ambulanza, lasciamo scoperta un'altra parte di territorio, no? Soprattutto non utilizziamo un servizio che abbiamo pensato. Allora, lungi da noi pensare che non si debba dare servizio, soprattutto in un momento di emergenza di soccorso, a degli altri territori, vorremmo però sottolineare che in bassa Valle, quando si avvicina all'ospedale di Ivrea, il cittadino a volte si sente dire: dovete andare verso Aosta. E allora, se questo deve avvenire, facciamo in modo che si apra veramente un tavolo di confronto, ma che non scopra il territorio della Bassa Valle, ma che piuttosto potenzi il territorio tra Canavese e Bassa Valle, per far sì che ci sia un servizio che continui a dare al territorio della Bassa Valle la copertura che è necessaria, perché va bene il decreto 70, ma c'è per tutti, anche per chi rappresenta vicino a noi quel confine.

Quello che non vogliamo, Assessore, è che vada avanti, senza l'opportuna chiarezza, una crescita di questi interventi fuori Valle senza un governo politico di quello che sta avvenendo. Nei tre anni, dal Piemonte c'è stato un solo intervento, mentre i nostri interventi sono stati quasi una cinquantina. Allora, è evidente che il Piemonte non si è organizzato e che ha presidi medicalizzati, per un intervento come il nostro, che sono troppo distanti dal nostro territorio, tant'è vero che bisogna intervenire su Châtillon. Allora le chiediamo da subito di capire come fare, in modo di continuare a mantenere la copertura necessaria sul territorio della Bassa Valle, e di aprire un tavolo di discussione, questa volta alla luce del sole, con il Piemonte per organizzare il servizio futuro.

Però cerchiamo di fare in modo che tutto questo non vada a discapito dei territori più distanti dei valdostani che sono più distanti dai nostri presidi e che sono al confine tra due ospedali.

Presidente - Colleghi, mi è giunta al tavolo una richiesta inerente al tema degli asili-nido, una richiesta di chi ha raccolto le firme che sono giunte al tavolo della Presidenza di poter incontrare...anche per esporre brevemente le motivazioni di questa raccolta firme. Chiederei quindi una sospensione di cinque minuti per vedere con i Capigruppo come possiamo lavorare per meglio, diciamo, proseguire nei nostri lavori. Una sospensione di cinque minuti con i Capigruppo con questo tema all'ordine del giorno. Grazie.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,13 alle ore 10,28 e che alla ripresa dei lavori la presidenza è assunta dal Vicepresidente Follien.

Follien (Presidente) - Colleghi, riprendiamo i lavori del Consiglio, che sono stati sospesi per una riunione dei Capigruppo. Il Presidente del Consiglio sta prendendo contatti. Dopo il punto 6 ci sarà una nuova sospensione per degli approfondimenti. Punto 6 all'ordine del giorno.