Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1394 del 29 luglio 2015 - Resoconto

OGGETTO N. 1394/XIV - Interpellanza: "Valorizzazione dello stabile dell'area ex Tecdis di Châtillon".

Presidente - Per l'illustrazione, chiede la parola il Consigliere Chatrian, ne ha la facoltà.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Il tema, dal nostro punto di vista, è il tema più importante in questo momento: quello dell'occupazione o della disoccupazione, quindi il lavoro. L'obiettivo di questa nostra iniziativa, insieme ai colleghi dell'UVP, indubbiamente parte da lontano. Dalla chiusura dell'ex Tecdis ormai sono passati più di 10 anni, a fine 2004-inizio del 2005 fu una tragedia per la Valle, ma soprattutto per la Media Valle, per la Monte Cervino e i Paesi limitrofi. Si sapeva che andare a ricollocare, ristrutturare, riconvertire questo grande stabilimento era un'impresa ardua, difficile e bisognava prendere il toro per le corna, indubbiamente in un momento dove le risorse erano anche...c'erano, importanti. Purtroppo il quinquennio 2005-2010 non ha dato grandi risultati, grandi parole sono state fatte, dette in quest'aula dal 2005 al 2010: "stiamo provvedendo, cerchiamo...è un po' Vallée d'Aoste Structure che se ne occupa", perché nel frattempo nel 2006 la proprietà è passata...è stato conferito il bene a Vallée d'Aoste Structure - che è il braccio un po' operativo della nostra Amministrazione regionale -, un po' a Finaosta, un po' all'Assessorato competente, ma non solo. Al termine della passata legislatura 2011-2012 poi sembrava ci fosse un'interessante possibilità: un gruppo interessato allo stabilimento, un gruppo che doveva creare le condizioni per eventuali start up più piccole...per delle aziende meno strutturate, più limitate. Poteva essere una strategia, perché fino al 2011 mi sembra dal dibattito avuto in questo Consiglio che non ci fosse quella volontà di suddividere un lotto così importante anche dal punto di vista logistico e urbanistico. La barra dritta quindi si è tenuta fino al 2011 come lotto importante da valorizzare nel suo complesso e nel 2011 ci fu una scelta diversa: quella di provare a creare altre condizioni, si sapeva - così era stato detto in quest'aula - che la proposta era una proposta difficile, ardita. Noi - ma non perché eravamo e siamo tuttora all'opposizione - non avevamo sinceramente già nel 2011...la proposta che il Governo ci fece...ma ripeto, soprattutto la società che gestisce il bene, in questo caso Vallée d'Aoste Structure...ci sembrava un progetto non robusto, non strutturato. Belle parole, ma poi...non la politica, ma sono i fatti che fanno la differenza! La faccio breve. Al 30 giugno 2015 tutto è stato azzerato, nel senso che i contratti in essere stipulati tra Vallée d'Aoste Structure e VdA Tech, il nuovo comodato, il contratto di comodato che prevedeva l'acquisto di obsoleti...di beni immobili ancora presenti all'interno del fabbricato...comunque, il 30 giugno 2015 - qualche giorno fa - è pervenuta la comunicazione a firma dell'Amministratore unico della società VdA Tech con la quale la conduttrice riconsegnava formalmente il fabbricato: questo è un po' lo stato dell'arte nella maniera...come posso dire? generica e generale.

La domanda, la richiesta che quindi facciamo al Governo regionale, al nuovo neo Assessore e collega Donzel è: quali sono le intenzioni...più che le intenzioni gli intendimenti volti a valorizzare questo stabile, a valorizzare quella che è la proprietà pubblica, a valorizzare quello che è un bene pubblico, ma soprattutto con un obiettivo non aulico, ma importante, che è quello di creare le condizioni per dei posti di lavoro.

Ho letto già delle risposte che l'Assessore ha fatto ad un quotidiano locale qualche giorno fa. Mah, sinceramente gradiremmo avere la sua opinione e la sua strategia, la strategia del Governo, a cui lui ha deciso di partecipare, e soprattutto quali sono le soluzioni. Noi qualche settimana fa abbiamo audito, grazie al Presidente La Torre, i vertici di Vallée d'Aoste Structure e sinceramente i due nuovi Amministratori, il Presidente e l'Amministratore delegato ci hanno illustrato cosa stanno mettendo in campo per recuperare i crediti. È positivo da un punto di vista...come posso dire? contabile, sapendo che la società è in difficoltà, tant'è vero che tra qualche ora discuteremo anche del contributo che è inserito all'interno dell'assestamento, c'è un contributo cash, staccheremo probabilmente un assegno da 2 milioni e mezzo di euro a favore di Vallée d'Aoste Structure, cioè questa società che gestisce questi beni di proprietà pubblica.

Oltre alla questione di recupero crediti, che è importante, la parte forse più ardita, più ardua e più difficile è la seconda: come poter dare gambe e "corse" a fabbricati, a palazzine, a strutture comunque di nostra proprietà, che ad oggi non solo non sono locate, ma sono dei costi, non creano ricchezza, non creano economia e soprattutto non creano posti di lavoro, ecco, mi pareva interessante fare questa considerazione. Ci interessava comunque una panoramica importante e ascoltiamo attentamente la risposta del neo Assessore Donzel. Grazie.

Presidente - Grazie. Per la risposta, ha chiesto la parola l'Assessore Donzel, ne ha la facoltà.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Egregio collega, la sua ricostruzione dei fatti combacia in gran parte con gli elementi che ho raccolto rispetto all'importanza del sito in questione, dell'ex Tecdis, e quindi giustifica naturalmente la richiesta formulata dai due gruppi consiliari di capire che cosa si vuol fare da qui in avanti, qual è la strategia complessiva. L'interpellanza era rivolta a questo specifico stabile, però un po' nella sua implicita domanda c'è la prima risposta che mi permetto di dare: chiaramente non si può immaginare di dare risposta unicamente guardando ad un singolo problema che si crea all'interno della Valle d'Aosta, ma occorre avere una strategia complessiva.

Per quanto riguarda il riferimento a che cosa ne pensa il Governo regionale, è negli intenti del Governo regionale, attraverso le leggi che già sono in atto, sostenere ricerca, impresa e quant'altro. Sarà compito invece per quanto mi riguarda di...la maggioranza, il Governo regionale al Consiglio regionale...come avrà avuto modo di capire, da parte mia c'è grande disponibilità anche nei confronti della Commissione specifica ad entrare maggiormente nel dettaglio di quelle che sono le strategie più generali.

Per quanto riguarda lo stabile, intanto va ricordato che importanti investimenti sono stati fatti nell'area di Châtillon, ex Tecdis, e neanche in tempi così remoti. Lo stabile attuale costruito nel 1989 è stato completamente ricostruito nel 1993, quindi...come dire? un'allocazione importante di risorse che non sono state...come dire? buttate al vento. Sto parlando del passato, quindi io non avevo un ruolo, ma sto giustificando quelle scelte perché per anni furono occupati oltre 300 dipendenti rispetto ad una linea, cioè il prodotto informatico dei cristalli liquidi, che aveva un mercato, che tirava. Non posso ricostruire qui passo a passo tutte le ragioni della crisi Tecdis, però poi i dipendenti scesero fino a circa 160 nel 2007, anno in cui lo stabilimento venne chiuso e a questo punto entrò di fatto nella responsabilità della gestione che lei ha richiamato di VdA Structure. Quello che è successo da lì in avanti è che una serie di proposte sono arrivate, però è chiaro che anche qui lo stabile ha delle caratteristiche di rigidità logistica, quindi non sempre un imprenditore...certamente allettato magari da una superficie di oltre 17.000 metri quadrati, con 5.000 metri quadrati di camere bianche che avevano anni fa un valore oggettivo...un valore per un certo tipo specifico di produzione e di attività...sono sicuramente delle cose interessanti, però nello stesso tempo molto rigide, non tutte le attività industriali si adattano facilmente.

La scelta quindi di VdA Structure...immagino io, perché sono dei ragionamenti di logica che faccio...dopo investimenti importantissimi fatti nel corso degli anni non si poteva immettere denaro per ricostruire uno stabilimento ad hoc per un'impresa che arrivi così dal cielo, bisognava prima in qualche modo avere dei contatti con degli imprenditori credibili e lanciare un progetto. Il progetto ultimo che è stato lanciato, fortemente innovativo nelle interviste che...e la ringrazio per averle richiamate, lei avrà notato, come ho detto...gli stessi che decisero questo comodato d'uso si erano cautelati prudenzialmente ad una serie di riscontri prima di allocare un impianto così importante al progetto di impresa. Questi riscontri nel tempo, nonostante le giuste proroghe che anche il collega Marquis aveva in qualche modo concesso, non sono arrivati. Alla fine il riscontro è stato che l'imprenditore si è reso conto che - ripeto - la stessa struttura non si confaceva al progetto che lui aveva in mente e in qualche modo riteneva fossero necessari importanti investimenti per andare avanti su questo tipo di progetto, importanti investimenti rispetto ai quali lui non era in grado ovviamente di dare alcuna risposta dal momento che, in modo abbastanza liquidatorio, si è sottratto.

Cosa succede oggi? Lei quindi giustamente con i colleghi dice: "cosa facciamo adesso per valorizzare questo stabile?", ecco, io non so se la parola "valorizzare" sia quella più opportuna per il momento. Se noi immaginiamo una collocazione in ambito industriale per creare occupazione, quindi se vogliamo mantenere la vocazione imprenditoriale, come io auspico, e difendere quelle che sono le aree industriali che abbiamo a disposizione, il fattore infrastruttura non è l'unico fattore da mettere in campo. Sicuramente oggi, per fare impresa, è importante il contesto in cui noi andiamo a fare l'offerta dell'infrastruttura, è importante che ci sia una condizione del credito a livello locale di un certo tipo, che esistano servizi a 360 gradi, entrano in gioco i tempi della burocrazia del territorio, i tecnici, la capacità di ricerca e innovazione di un territorio, anche la formazione professionale, il sistema che esiste in quel territorio di risorse umane da mettere a disposizione, i collegamenti con l'Università, la cultura, lo stesso ambiente oggi entra in gioco in una scelta imprenditoriale, la qualità ambientale, la qualità della vita. Uno degli aspetti fondamentali è quello addirittura che ha fatto nascere appunto le cosiddette "pépinières"...è che spesso si cerca di far crescere le imprese con le imprese, cioè di mettere in rete. Allora, lo sforzo che sta facendo, i primi passi che muove l'Assessorato sono quelli di cominciare a chiarire bene qual è il ruolo dei soggetti, perché, come ha detto lei, di questa cosa se ne occupava Vallée d'Aoste Structure, di questa cosa deve occuparsene sinergicamente Vallée d'Aoste Structure, che ha in gestione l'immobile, di concerto con l'Assessorato, con Finaosta, con il mondo imprenditoriale e le parti sociali della Valle d'Aosta, cioè ci vuole una strategia di impegno.

Giustamente lei richiamava Vallée d'Aoste Structure: "cosa fa? Non fa nulla...", eccetera. Beh, la vorrei rassicurare in questa direzione che, laddove c'è progetto, laddove c'è azione, ci sono già i progetti esecutivi. Stiamo per intervenire sull'Engineering con un importante progetto, stiamo per intervenire su "Cogne 2016" con un importante progetto di...su quella che è la cosiddetta "piccola fucina", dove addirittura potremmo rilanciare una produzione innovativa ampliando la superficie produttiva dello stabilimento, che sono cose che forse nel panorama della Valle d'Aosta nessuno...cioè nessuno ha coscienza di questo. Ci sono imprese anche di successo mondiale, seppur di nicchia, ma oggi si lavora in questo modo, nel mondo dell'impresa come la Grivel su cui potrebbe intervenire VdA Structure, quindi dal punto di vista... E qui le ripeto che non è assolutamente esaustivo quello che le sto dicendo e non voglio con questo panegirico sottrarmi ad eventuali ed ulteriori approfondimenti, chiarimenti e dettagli della situazione in atto, ma quello che sto cercando di far capire è che giustamente bisogna puntare il dito e fate bene a portare in Consiglio regionale le situazioni di criticità. Vorrei capire la situazione di criticità...la risposta ufficiale o paraufficiale di quest'imprenditore è arrivata il 30 giugno, come lei ha richiamato correttamente nell'interpellanza, quindi non è che un progetto di innovazione, di messa a disposizione, un'idea imprenditoriale di qualità - lei me lo può insegnare - si può costruire in due giorni! Non sarebbe assolutamente credibile e non è che si può invitare qualcuno in Valle d'Aosta a visitare stabilimenti che sono in comodato d'uso presso un'altra proprietà, in cui lo stesso Assessore deve bussare e dire: "per favore, mi fate entrare?". Da qui in avanti quindi, tenendo conto di strategie che verranno ulteriormente dettagliate e concertate con VdA Structure, si costruirà un progetto che non trascurerà sicuramente l'importanza di quell'area strategica che è l'ex Tecdis.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha la facoltà.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Come ben sa il collega Donzel, conosco bene il dossier dal 2004 al 2005, oltretutto dal momento in cui l'ex Tecdis ha chiuso i battenti facemmo dei Consigli comunali della Comunità montana, della Monte Cervino, quindi seguii in un altro ruolo comunque la chiusura e l'impatto violento che ebbe comunque la chiusura di tale struttura. Al di là di quello, non pensavamo indubbiamente di avere in 10 minuti una risposta esaustiva con soluzioni in qualche giorno su un difficile comunque riutilizzo quanto meno del bene, però, collega Donzel, solo qualche giorno fa in quest'aula il Governo regionale ci disse: "prima della scadenza al 30 giugno noi auspichiamo comunque che nel più breve tempo possibile possa comunque pervenire agli uffici competenti la documentazione necessaria per il completamento dell'iter, perché riteniamo che l'iniziativa sia di estremo interesse per la Valle d'Aosta e per dare un contributo allo sviluppo del nostro tessuto economico, soprattutto del comparto industriale". Parliamo di qualche settimana fa e quindi capisce che l'obiettivo di questa nostra iniziativa è dire: "quella parte lì è morta, fallita, è sepolta". Sono tre anni e mezzo...di discussione anche in quest'aula, purtroppo non è andata a buon fine, dall'altra parte indubbiamente...i termini...io ho utilizzato il termine "valorizzare", noi abbiamo utilizzato il termine...forse bisognava scrivere in maniera forse più agricola o agreste cosa volete fare dal punto di vista occupazionale e trovare una soluzione a quel mercato che c'è, è normale che si deve partire, ma non lo dico da architetto, da quello che c'è. Noi abbiamo una proprietà che è lo stabile, poi come riempire lo stabile, che tipo di management, che tipo di soluzione, che tipo di imprenditore, che tipo di...è tutto indubbiamente da studiare, però ho colto certi passaggi importanti, questi passaggi li declinerò successivamente nel momento in cui affronteremo l'assestamento e il rendiconto 2014.

Lei ci ha parlato di tempi, di burocrazia, di leggi, di sostegno, ieri - e la ringraziamo per questo - lei ci ha concesso una parte del suo tempo prezioso per affrontare, ad esempio, un tema interessante dal nostro punto di vista, che è la modifica comunque di certi criteri che potrebbero dare delle risposte ad un settore, però nello stesso tempo la richiesta che parte dal basso è qual è la strategia, chi fa che cosa. Lei prima giustamente mi ha parlato di sinergia tra le parti, io non ho detto che Vallée d'Aoste Structure non sta facendo nulla: ho detto che nell'ultima audizione i due nuovi Amministratori hanno cercato di mettere le più importanti energie sul recupero crediti - ed è positivo, l'ho detto -, dall'altra parte non abbiamo detto che non è stato fatto nulla, noi diciamo: in un momento difficilissimo, perché non si inventa un progetto imprenditoriale in qualche giorno, in qualche settimana credibile e sostenibile, che stia in piedi e che garantisca comunque tutta una serie di criteri e parametri...la solidità di qual è l'obiettivo e soprattutto, dal punto di vista strategico, se c'è un percorso e se c'è qualcuno che indirizza e crea quelle condizioni.

Lei ha parlato di burocrazia, ha parlato di formazione, di sostegno, di fare impresa, tutte belle parole, ma che rimangono per adesso tali. Indubbiamente non potevamo in 10 minuti declinare il dossier Tecdis, ma neanche...ha citato due esempi: l'Engineering e la Grivel, indubbiamente, che ben conosciamo, ma in questo caso il nostro obiettivo era indubbiamente...a seguito di una chiusura di una fase che è stata fallimentare, che è sfumata, che è quella del comodato comunque per 36 mesi, non è che stiamo parlando di un comodato di 3 mesi o 6 mesi, c'era stata comunque una pianificazione, una programmazione tra Regione, Finaosta e Vallée d'Aoste Structure, tutto questo probabilmente...questo progetto non solo non era solido, non solo non era robusto, ma probabilmente era molto fumoso e ad oggi siamo a babbo...siamo al "pian dei babi" (traduzione letterale dal dialetto piemontese: "piano dei rospi").

Detto questo, indubbiamente torneremo sicuramente non su questo dossier, ma su come utilizzare e valorizzare quelle che sono innanzitutto le proprietà e poi se ci sono delle condizioni, come mi diceva lei, che dobbiamo persino forzare, andare a modificare i piani regolatori, perché c'è richiesta di più superficie da poter utilizzare, io dico: ben venga.

Lei ha toccato anche un altro punto interessante: quello dei servizi. Lei sa che l'ex Tecdis è baricentrica per tanti motivi: per l'uscita dell'autostrada, è praticamente a qualche metro dalla stazione ferroviaria a Châtillon, bene, anche su questo io penso che sia dovere nostro lavorare anche sul garantire servizi di qualità ad un costo non elevato, ma che sia comunque celere e soprattutto che dia delle risposte ad un modello che ad oggi non sta dando delle risposte, sappiamo le difficoltà sia economiche della nostra autostrada, del costo, sia della non competitività e del non servizio che sta garantendo la parte invece su ferrovia.

Termino solo dicendo questo: indubbiamente la situazione è molto complessa, ma chiediamo al nuovo neo Assessore dalle parole di passare ai fatti. Magari poi al posto del vocabolo "valorizzare" passiamo pure al termine "fare" o dal dire al fare, ma dalle parole passiamo ai fatti: questo è quello che io penso si aspettano i valdostani in questo momento. Grazie.

Presidente - Punto 25 all'ordine del giorno.