Oggetto del Consiglio n. 124 del 28 marzo 1975 - Verbale
OGGETTO N. 124/75 - DISEGNO DI LEGGE REGIONALE CONCERNENTE: "MODIFICAZIONE ALLA LEGGE REGIONALE 7 MARZO 1973, N. 11: "NORME PER IL SERVIZIO DI INCENERIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI".
Caveri (U.V.) - Passiamo all'esame del disegno di legge sull'incenerimento dei rifiuti solidi.
Dalla data di promulgazione della legge 7 marzo 1973, n. 11 ad oggi sono intervenute alcune nuove circostanze che rendono opportuno il riesame della stessa al fine di renderla più incisiva allo scopo di risolvere, entro il più breve termine, l'importante problema dello smaltimento dei rifiuti solidi.
Innanzitutto per la necessità di approfondire gli studi e le ricerche inerenti al metodo di smaltimento, la commissione prevista all'articolo 4 di detta legge non ha potuto concludere i suoi lavori entro il termine stabilito dall'articolo 4 stesso.
Di conseguenza i fondi stanziati negli anni 1973 e 1974, sono disponibili nel loro intero importo che ammonta complessivamente a Lire 400.000.000. A ciò si aggiunge che per i tempi tecnici di appalto e realizzazione degli impianti anche la somma di Lire 200.000.000 afferente all'esercizio in corso non potrà venire utilizzata nel corrente anno, in quanto la gestione potrà ragionevolmente avere inizio solo nel 1976; di conseguenza l'importo totale disponibile nell'anno in corso ammonta a Lire 600.000.000.
In secondo luogo la crisi economica nazionale ha causato, com'è noto, una forte lievitazione dei tassi di interesse sui mutui per cui l'iniziale intenzione dell'Amministrazione di procedere al pagamento del prezzo dell'impianto nell'arco di 20 anni si appalesa troppo gravosa per l'incidenza della quota di interessi sulle rate di ammortamento.
Le considerazioni di cui sopra consiglierebbero di utilizzare almeno una quota parte della somma disponibile per il pagamento diretto, in base a stati d'avanzamento lavori, sino alla stessa cifra, che si propone di fissare in Lire 500.000.000 riducendo gli oneri dell'ammortamento ventennale di una quota di corrispondente importo.
Diventa nello stesso tempo necessario prorogare all'anno 1995 l'impegno assunto di stanziare ogni anno in bilancio la spesa di 200 milioni originariamente prevista.
Si è tenuto conto anche della sopravvenuta costituzione delle Comunità montane.
Allo scopo di addivenire alla soluzione dell'importante problema di cui trattasi, la Giunta Regionale ha predisposto, e raccomanda all'approvazione del Consiglio, l'allegato disegno di legge regionale recante le modificazioni alla legge regionale 7 marzo 1973 n. 11, conseguenti alle considerazioni sovra esposte.
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Disegno di legge n. 108
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ______________________________ n. ______: "MODIFICAZIONE ALLA LEGGE REGIONALE 7 MARZO 1973, N.11: "NORME PER IL SERVIZIO DI INCENERIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI".
Il Consiglio regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
Nel secondo comma dell'articolo 1° della legge regionale 7 marzo 1973, n. 11, le parole "sentite le Amministrazioni comunali interessate" sono sostituite dalle seguenti: "sentiti i Comuni e le Comunità montane interessati".
Art. 2
Al primo comma dell'articolo 2 della legge 7 marzo 1973, n. 11, è aggiunto il seguente periodo: "Gli impianti di incenerimento sono costruiti su aree di proprietà regionale".
Art. 3
All'articolo 2 della legge 7 marzo 1973, n. 11, è aggiunto il seguente comma: "La Regione concorre nelle spese di costruzione degli impianti di cui al precedente comma comprese le opere murarie, fino all'importo di Lire cinquecento milioni, acquistando equivalenti quote della proprietà".
Art. 4
All'articolo 3 della legge 7 marzo 1973, n. 11, è aggiunto il seguente comma: "Quando ne sia fatta richiesta dalla maggioranza dei Comuni, i servizi di cui sopra sono assunti dalla Comunità montana cui gli stessi Comuni appartengono: nel caso di dissenso, le quote di riparto delle relative spese sono stabilite dalla Giunta regionale".
Art. 5
Nell'articolo 4 della legge 7 marzo 1973, n. 11, sono abrogate le parole "che dovrà essere approvato entro 15 giorni dalla promulgazione della presente legge".
Art. 6
La spesa di annue Lire 200.000.000, di cui all'articolo 5 della legge 7 marzo 1973, n. 11, sarà iscritta nei corrispondenti capitoli dei bilanci di previsione della Regione fino all'anno 1995.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Caveri (U.V.) - La Commissione consiliare Affari Generali ha dato il seguente parere: "La Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica, nella riunione in data 26 marzo 1975, presenti il Presidente MILANESIO ed i componenti BORDON, CHANU, DUJANY, FOSSON e PERRUCHON, ha preso in esame il disegno di legge in oggetto indicato. La Commissione: preso atto delle perplessità nuovamente manifestate da altre Commissioni consiliari permanenti in ordine alla soluzione tecnica adottata per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, perplessità condivise dalla presente Commissione; dopo aver rilevato che la norma di cui all'articolo 3, per le conseguenze di carattere patrimoniale che potrebbero derivare dalla medesima in conseguenza dell'acquisto di quote di proprietà degli impianti di incenerimento, introduce un elemento di confusione nella gestione degli impianti; considerato che la partecipazione della Regione nelle spese di costruzione delle opere murarie degli impianti di incenerimento introduce un ingiustificato elemento modificativo alle condizioni previste all'articolo 2 della legge 7 marzo 1973, n. 11 a vantaggio delle ditte appaltatrici; considerato inoltre che la Commissione non è a conoscenza delle modalità del bando dell'appalto concorso per la costruzione ed il funzionamento degli impianti di cui si tratta, ha espresso unanime parere favorevole per la discussione in aula di detto disegno di legge, riservandosi ogni singolo componente di formulare in tale sede i rilievi del caso.".
La Commissione Sanità ha espresso parere favorevole per la discussione in aula di detto disegno di legge. La parola all'Assessore Manganone.
Manganone (IND.) - Dal 7 marzo 1943 ad oggi sono emerse alcune nuove circostanze che ci hanno indotto a riesaminare questa legge. Intanto, la Commissione all'uopo preposta in base all'articolo 4 non ha ultimato in tempo i lavori. I fondi stanziati nel 1973 e nel 1974 sono tuttora disponibili e pensiamo di riuscire a stendere l'importo del 1975, per cui avremmo a fine anno una somma pari a 600 milioni. C'è stata una lievitazione dei prezzi, ci sono state delle lievitazioni dei tassi di interesse di mutui, per cui pensiamo sia bene avere una quota pari a mezzo miliardo da erogare in base a stati di avanzamento. Diventa inoltre opportuno prolungare fino all'anno 1995 l'impegno assunto di stanziare ogni anno la spesa con un finanziamento di 200 milioni. Si è tenuto conto anche della sopravvenuta costituzione delle Comunità montane. La Giunta propone al Consiglio di approvare queste modificazioni della legge 7 marzo 1973, n. 11.
Chanu (D.P.) - Dato il parere espresso dalla Commissione Affari Generali, di cui faccio parte, con tutte le perplessità che sono emerse da parte dei Commissari su questo disegno di legge, non credo che l'assenza temporanea del Presidente della Commissione e di altri membri significhi o voglia significare che di tutte queste perplessità si è dissolto l'intero... e si debba passare i disegni di legge così come proposti dalla Giunta. Desidereremmo quindi avere alcuni chiarimenti e svolgere alcune considerazioni, anzitutto mi consta che il problema di cui non soltanto la Commissione Sanità si è occupata, ma anche la Commissione Lavori Pubblici, così è stato riferito e così il Consigliere Maquignaz che fa parte della Commissione ...(voci)... no, recentemente, in relazione a questo, non so se dico una... la Commissione Lavori Pubblici si è... alla Sanità... comunque dico questo: che già in sede di altre Commissioni - non quella degli Affari Generali e Finanze - addirittura era di nuovo tornato il problema a monte, cioè non il problema della modifica della legge, ma addirittura quello della soluzione - di cui si era già discusso una, due, tre, quattro o cinque volte -, cioè: andiamo verso l'incenerimento. È una soluzione accettabile o meno, comunque, per conto mio e in quanto facente parte della Commissione Affari Generali - lasciando ad altri Consiglieri, se lo ritengono, di rientrare in questa sede nel merito della vicenda -, ritengo che non appaia opportuna la modifica degli aspetti soprattutto finanziari della legge con quell'inserimento dell'articolo 3, con il quale l'Amministrazione regionale diventerebbe comproprietaria pro quota delle strutture immobiliari dell'impianto di incenerimento dietro corresponsione di mezzo miliardo. Non vediamo l'utilità pratica di un inserimento di questo genere da parte dell'Amministrazione regionale.
Riteniamo - e in ciò concordo con quanto ebbe a dire il Presidente della Commissione - che questo elemento ingeneri soltanto confusione perché o si va sulla strada della gestione diretta da parte dell'Amministrazione pubblica, o si lascia onori ed oneri al privato, all'appaltatore privato, salvo voler dire che con questo sistema si viene ad agevolare l'intervento finanziario dell'operatore privato conferendo 500 milioni, per un quid che non sarà niente poi dal punto di vista patrimoniale o dal punto di vista dell'importanza a favore dalla Regione. Io ritengo quindi che, sotto questo profilo, non debba venire modificata.
Accettiamo le modifiche per quello che riguarda gli altri punti, cioè l'inserimento delle Comunità montane, accettiamo anche la specificazione - era già nello spirito anche se non nella lettera del precedente disegno di legge - che le aree su cui questi complessi verranno edificati dovranno essere di proprietà regionale, il che vuol dire che saranno acquistati dalla Regione.
Non siamo invece d'accordo su questo intervento finanziario ad adiuvandum praticamente della Regione nella comproprietà di una parte delle strutture immobiliari, questo perché - ripeto - è un motivo che ingenera confusione in quanto potrebbe essere anche un eventuale onere che, al di là dei 500 milioni, ricadrebbe poi sulla Regione, per esempio, nell'ipotesi di interventi di manutenzione o di riparazione straordinaria delle strutture murarie, nelle quali certamente la Regione dovrebbe intervenire e a cui la Regione dovrebbe far fronte in ragione della sua quota, quindi con un ulteriore onere eventuale in futuro e senza - ripeto - praticamente alcun vantaggio né sotto il profilo del controllo della gestione, dell'andamento dell'inceneritore, né sotto altri profili. Tra l'altro, io avevo fatto anche un altro rilievo in sede di Commissione: ci si presenta una legge che sostanzialmente modifica la legge precedente e veniamo a sapere che un mese prima è tornato approvato dal Coordinamento l'appalto, il bando di concorso di questo inceneritore. Il bando di concorso approvato tiene già conto di queste eventuali modifiche di carattere finanziario come onere delle imprese appaltatrici o no? Se non ne tiene conto, evidentemente, bisogna rifare un altro bando. Se ne tiene conto, permettetemi di dire che ci sembra che sia stato messo un po' il carro davanti ai buoi, perché è chiaro che prima si deve discutere, vedere se questa modifica finanziaria possa essere accettata e ritenuta conveniente e poi, eventualmente, passare alla fase del bando. Su queste prime osservazioni io chiederei alla cortesia del Presidente della Giunta o dell'Assessore incaricato alcune risposte, dopodiché decideremo sul da farsi.
Manganoni (P.C.I.) - Le perplessità denunciate dal Consigliere Chanu sono sorte anche nella Commissione Lavori Pubblici su questo argomento. Non solo, ma dato che in quella riunione della Commissione l'Assessore ai Lavori Pubblici era impegnato in Giunta, allora naturalmente la discussione non ha potuto svolgersi nel senso che mancava il rappresentante dell'Esecutivo, assenza giustificata sia molto chiaro. Allora la Commissione ha deciso, dopo aver manifestato tutte le sue perplessità, di rinviare la decisione della Commissione su questo argomento ad una prossima riunione, nella quale sarà presente l'Assessore. Va bene, ma si è constatato anche questo fatto in sede di riunione di quella Commissione: che la Regione non dispone dei terreni. La Regione è in trattativa con il Comune di Brissogne... non solo, ma sono state diramate delle lettere a tutte le Comunità montane e ai Comuni interessati, dai quali noi dobbiamo ancora avere una risposta, nel senso che non hanno avuto il tempo materiale di risponderci.
Vi è un altro problema: il parere dei Comuni confinanti. Io ho parlato con un Amministratore, in via non ufficiale, in via amichevole, di uno di questi Comuni maggiormente interessati - maggiormente interessati nel senso che proprio sul confine del suo Comune ci sarà questo inceneritore -, che ha manifestato tutte le sue perplessità per le conseguenze che ne deriveranno sia per i fumi, sia per le ceneri.
Allora io qui mi faccio portavoce di quanto è avvenuto nella discussione di questa Commissione. Innanzitutto, prima di pronunciarci, vogliamo sentire il parere di tutti i Comuni che la Regione ha consultato inviando una lettera. In secondo luogo, beh, prima dobbiamo sapere dov'è questo terreno e se questo terreno sia della Regione, perché le trattative sono in corso col Comune... benissimo, ma supponiamo che il Comune per qualsiasi ragione, anzi forse particolarmente per ragioni ecologiche, dica: "beh, pensate ad un altro posto". Allora noi cosa facciamo? Diramiamo un appalto dicendo - io suppongo -: "si deve costruire in tal punto!". Ammettiamo che le trattative non vadano a buon fine. Ammettiamo che ci siano delle opposizioni dei Comuni ...(voce)... sì, è stato anche preso in considerazione ...(voce)... no, l'hanno anche esaminato... Allora cosa succede? Come va fatto questo appalto? I Signori della Commissione hanno valutato: 1) aspettiamo di avere il terreno per sapere dove va costruito questo inceneritore; 2) nella riunione chiediamo che ci sia un rappresentante del potere esecutivo, cioè un rappresentante della Giunta; 3) aspettiamo le risposte dei Comuni interessati.
Manganone (IND.) - Volevo rispondere all'Avvocato Chanu che il bando non può tener conto certamente di una legge che sarà probabilmente approvata susseguentemente.
Per quanto riguarda la dichiarazione fatta dal quasi omonimo Consigliere Manganoni, devo dire che la seduta della Commissione Lavori Pubblici non ha esaminato questa legge in quanto è una legge sicuramente a carattere finanziario, però ha esaminato il problema degli imprenditori nel suo complesso, senza aver ancora preso delle decisioni. Voglio dire che noi stiamo dando esecuzione a una legge esistente, ci siamo attenuti a quella legge e con velocità cerchiamo di espletare tutte le norme. Abbiamo scritto ai Comuni interessati una lettera chiedendo anche il loro parere, perché questo parere è previsto e richiesto dall'articolo 1 della legge sugli imprenditori. Io ho finito. Non ho altre indicazioni da fare, perché non vorrei entrare adesso nel problema tecnico, quando trattiamo il problema finanziario.
Pedrini (P.L.I.) - Due parole soltanto, perché mi pare che l'Assessore Manganone abbia chiarito molto bene il suo pensiero; io volevo chiarire anche il mio in concomitanza. Benissimo, se parliamo di questione di soldi, io sono perfettamente d'accordo; non sono altrettanto d'accordo e sono lieto che l'Assessore ai Lavori Pubblici mi lasci questa valvola di sfogo per l'eventuale problema tecnico, dove già in sede di Commissione abbiamo avuto la possibilità di vedere come, mancando l'Assessore, non vi era l'unanimità di intenti. Evidentemente ci sono dei problemi ancora da vedere e da esaminare nell'interesse della zona e dei cittadini della zona e di tutta la fascia di territorio regionale, per cui sono perfettamente d'accordo sull'impostazione e voterò a favore.
Andrione (U.V.) - Volevo fare semplicemente due piccole considerazioni: una, sul problema a monte. Ci sono state tre votazioni del Consiglio, per cui, per quanto ci riguarda, non riteniamo di rimettere in discussione la questione. Si tratta di dare applicazione alla legge, il bando tiene conto della legge precedente. Ci sarà una lievissima modifica, che potrà essere fatta, con delibera di Giunta, in ottemperanza a questa legge se verrà approvata. Se vi è qualcuno che ha delle perplessità, non ha che da fare una proposta di legge con la quale si proponga l'abrogazione della legge regionale 7 marzo 1973, n. 11, ma continuare a giocare in questa maniera è completamente demenziale!
Per quanto riguarda quello che diceva il Consigliere Manganoni, a parte il fatto che le trattative sono praticamente confuse che compreremmo il terreno a Brissogne per un servizio, perché questo è considerato un servizio... c'è l'esproprio, non abbiamo dei problemi di questo genere. Il problema è, invece, quello di non fare - e qui l'unica spiegazione è il perché di questi 500 milioni - un bando di concorso che va deserto, semplicemente perché dal 1973 ad oggi i tassi di interesse sono passati da circa il 10-12% al 22% e non ci sarà nessun imprenditore che accenderà un mutuo di circa un miliardo e mezzo - perché i prezzi sono triplicati dall'attesa - a dei tassi del 22%. La Regione con questo sistema tenta di fare un bando di concorso, di appalto che non vada deserto, sennò mettere in appalto così com'era previsto dalla legge precedente che teneva conto di condizioni bancarie differenti vuol dire ancora una volta rimandare il problema e non risolvere...
Siamo adesso a circa mille mucchi di immondizia in Valle d'Aosta, aumentano con il ritmo di 50 all'anno, sono dei depositi particolarmente infettivi, sconci sotto tutti gli aspetti! Noi riteniamo che in qualche maniera questo problema debba essere affrontato e risolto. Per noi vi è questa legge, ma la Giunta non vuole sulla questione degli inceneritori... non ce ne importa assolutamente niente che siano inceneritori o che siano altro, applichiamo semplicemente una legge. Se qualcuno di voi trova un sistema migliore, come quello che hanno trovato a Salisburgo, di cui dava anche notizia la stampa - dicendo però delle cose molto inesatte - riguardo un terreno abbastanza grande per fare dei buchi, dei laghetti, delle colline artificiali fatte di immondizie. Potrebbe essere anche quella una soluzione, però noi diciamo che, avendo una legge regionale e avendo l'obbligo di applicarla, cerchiamo di applicarla in maniera che quell'appalto non sia una presa in giro e non ci sia neanche un'offerta, dopodiché, per forza di cose, dovremo fare delle modifiche o al bando o alla legge, oppure abroghiamo la legge precedente e cambiamo completamente indirizzo, ma non si può arrivare al 1976 non avendo ancora fatto niente, assolutamente niente per l'applicazione di una legge nazionale.
Milanesio (P.S.I.) - Ovviamente io non posso che condividere le opinioni del Presidente della Giunta quando dice che occorre fare qualcosa, che da tre-due anni circa si trascina in qualche modo con un'iniziativa di legge senza che questa abbia uno sbocco concreto. Io vorrei solo far presente - lasciando perdere le perplessità che ci sono in ciascuno di noi per le scelte che sono state fatte - che, comunque, sono state fatte da questo Consiglio, sia ben chiaro, perché più un problema si trascina e più c'è il tempo per prospettare altre indicazioni. Quindi, evidentemente, riteniamo anche noi che sia giunto il momento di dire la parola fine alle perplessità e di indicare la soluzione concreta, che dovrebbe essere già indicata... di attuare la soluzione concreta.
Un elemento che, a mio avviso, può introdurre una certa qual confusione nell'appalto e nella gestione successiva è, appunto, questo elemento introdotto nella proposta di legge di modifica che la Giunta propone al Consiglio sulla legge degli inceneritori quando si dice praticamente - da quello che si capisce leggendo il testo di legge - che la Regione, erogando questi primi 500 milioni - e non sto qui a discutere sull'opportunità, facendo riferimento ai tassi, al costo e al denaro -, diventerebbe proprietaria in quota parte dell'impianto costruendo. Allora, qui si crea un elemento di confusione perché si ipotizza una proprietà mista di quell'impianto. Noi sappiamo che il bando dovrebbe essere fatto in modo tale che alla fine di un certo numero di anni tutto diviene proprietà della Regione, quindi è logico che sorga sul terreno regionale, eccetera. Se noi già fin da ora però ci sobbarchiamo quest'onere di 500 milioni, che potrebbe riferirsi, per esempio, alle opere murarie o a una parte dell'impianto, va da sé che quest'impianto va in gestione mista, cioè la conduzione sarà di proprietà mista - parte della Regione e parte dell'appaltatore - e questo potrebbe creare dei problemi in ordine alle manutenzioni, sia ordinarie e sia straordinarie, perché la quota che ricade sulla Regione dovrà essere mantenuta a nostro carico.
La mia preoccupazione quindi è solo questa: che tipo di appalto facciamo? Cioè scorporiamo, per esempio, le opere murarie? Io non so quanto possano costare le opere murarie, ma non credo comunque che costino 500 milioni, costeranno probabilmente di meno, no? Se noi però scorporiamo le opere murarie, colui che deve gestire gli impianti poi ha buon gioco a corresponsabilizzarsi per chiedere la manutenzione ordinaria e straordinaria stessa: ecco, la mia preoccupazione è solo questa. Pur avendo il Consiglio scelto una linea che è quella dell'inceneritore, avendo scelto, se ben ricordo, la linea di affidare in costruzione o in gestione quest'impianto ad una società che doveva rispondere evidentemente alla Regione di questo appalto, di questa gestione e questo ai fini di realizzare economie non solo durante la costruzione, ma anche durante la gestione e la manutenzione, ora, se la Regione si accolla una parte di questi oneri, costruisce essa stessa una parte dell'impianto, diventa comproprietaria dell'impianto con dichiarazione della stessa Regione e a questo punto diventa difficile fare un'equa ripartizione delle spese di manutenzione. Quello che più conta è che diventa poi difficile attribuire la responsabilità unicamente e solamente al conduttore, a questo imprenditore: è solo questo che mi preoccupa. Qui cioè non si vuole mettere in discussione una scelta che è stata fatta: quella degli inceneritori, cioè avremmo possibilità di metterla, ma non lo vogliamo fare perché sennò qui discutiamo sempre tutto... Si applica una pratica che, secondo me, dobbiamo lasciar cadere, però, fatta questa scelta, si introduce un elemento di confusione, che è rappresentato dalla comproprietà già fin da adesso della Regione rispetto a quest'impianto, per cui la responsabilità che doveva gravare unicamente sul conduttore dell'impianto, diventa una responsabilità relativa, una responsabilità che dobbiamo parteggiare. Queste sono le osservazioni emerse nella Commissione Affari Generali e Finanze, che mi pare siano in questo caso fondate. Non si vuole rimettere in discussione tutto. Si vuole solo dire: "facciamo attenzione che si crea un elemento di confusione!".
Andrione (U.V.) - Chiedo scusa, per eliminare questa incertezza che può sussistere, se il Consigliere Milanesio è d'accordo, all'articolo 3 dopo: "la Regione concorre nelle spese di costruzione degli impianti," potremmo scrivere questo emendamento aggiuntivo, che adesso faccio battere, se il Consigliere Milanesio è d'accordo: "con esclusione di ogni onere manutentivo per la durata dell'appalto". Non è semplicemente con l'esclusione di ogni ordine manutentivo, in quanto in questo caso qui i 500 milioni, come del resto credo il Consigliere Milanesio abbia capito benissimo... si tratta praticamente di giocare a fare da banca e fondo di rotazione, ma praticamente è un'anticipazione di capitali, perché sennò quell'appalto, con i costi attuali - siamo passati da 4.000 lire la tonnellata di combustione a oltre 8.500 lire - e certamente, avendo perso due anni, perdiamo più di 1 miliardo di lire: questa è la semplice verità! Se sei d'accordo, lo dici, ecco ...(voci)...
Milanesio (P.S.I.) - Volevo precisare ulteriormente il mio pensiero. Io condivido il fatto che la Regione, avendo a disposizione dei denari, che altrimenti si svalutano nelle casse regionali, metta a disposizione di questo appalto una certa cifra, che può andare benissimo nell'ordine dei 500 milioni, ma io direi di escludere, comunque, fin dall'inizio che la Regione, sia - diciamo così - comproprietaria di questo appalto. Se noi siamo comproprietari di questo impianto, siamo in qualche modo comproprietari degli oneri che cadono su di noi. A questo punto, allora, facciamo pure da banca, facciamo un discorso serio, corretto, diciamo: "mettiamo a disposizione questi denari, per cui l'onere complessivo dell'appalto vogliamo che sia diminuito di questa cifra...". Non so se mi spiego, io ritengo che sia sbagliato comunque diventare comproprietari già adesso dell'impianto. Questo potrebbe dar luogo a trascuratezza per la parte che riguarda la Regione nella conduzione, perché quando si tratta di avere in mano delle cose che non sono proprie, le si tratta nel modo che le si tratta... quindi, tanto vale che facciamo esplicitamente da banca, cioè che mettiamo questa somma a disposizione dell'appaltatore, no? E quindi questo deve fare diminuire il costo dell'appalto generale. Non diventiamo comproprietari già adesso, se alla fine dell'appalto dobbiamo diventare proprietari dell'attrezzatura... ecco questa era l'osservazione.
Pollicini (D.P.) - Mi pare che qui noi stiamo snaturando il concetto ispiratore del bando d'appalto-concorso, che mi pare abbia richiesto notevole lavoro da parte del Consiglio. È stata anche sofferta la scelta del tipo di smaltimento e a questo punto, evidentemente, è già in ritardo, perché tutti quanti penso lamentiamo il ritardo di questo tipo di soluzione del problema dei rifiuti solidi. Attenzione che qui, di fronte alla proposta della Giunta, secondo me, salta in aria il concetto della legge del mese di marzo del 1973, proprio perché qui modifichiamo tutto! Basta leggere l'articolo 6 del bando di appalto-concorso, quello approvato, che dice: "il prezzo richiesto è distinto nel seguente modo: il prezzo dell'impianto dovrà essere comprensivo di ogni spesa comunque occorrente per realizzare l'impianto di quell'oggetto in perfetto e definitivo stato di funzionamento; nel caso, nel calcolo del prezzo dovranno essere tenute in considerazione le condizioni di pagamento proposte dall'articolo 17", il quale dice: "il pagamento del prezzo a corpo dell'impianto offerto dall'impresa verrà effettuato alla scadenza di ogni semestre a partire dalla data di consegna dei lavori della durata di anni 20 e cioè in 40 rate; ogni rata semestrale verrà denominata "ammortamento impianti", comprenderà una quota capitale e una quota interessi". Quindi è questo lo spirito del bando. Se noi anticipiamo, cioè se acquistiamo una parte di proprietà dell'inceneritore, modifichiamo tutto quello che era il concetto degli articoli 6 e 17 e, di fatto, non si tratta di una semplice modifica di Giunta, come dice il Presidente. Se anche formalmente può essere così, nella sostanza cambiamo il concetto ispiratore del bando che abbiamo fatto proprio perché acquistando... e d'altra parte lo dice anche l'articolo 3 della proposta della Giunta, laddove appunto propone la costruzione per 500 milioni di opere acquistando equivalenti quote della proprietà. È vero che il Presidente ha aggiunto con quella modifica o nuovo capoverso con un gioco di palleggiamento a domanda e risposta preventiva - presumo io come accordo di maggioranza - ed è anche logico Milanesio. Io non mi stupisco mica sai, ci mancherebbe altro! Anch'io, quando ero da quelle parti, mi facevo fare una domanda dal Consigliere Chanu e io avevo pronta la risposta scritta e pronto magari quel paragrafo da suggerire! Anch'io lo facevo, non mi scandalizzo mica, è umano, avete fatto bene. L'hai fatto apposta, perché tu sei abile, Milanesio, in certe cose, così com'è abile il Presidente, quindi avete voluto dimostrarci che in fondo la cosa non ha quell'importanza... anche perché è possibile discuterne col Presidente, quindi su questo siamo d'accordo.
Io vorrei soltanto discutere di questo: qui noi abbiamo avuto un concetto che modifica il bando. Teniamo presente un fatto: che il problema del costo del denaro non è un problema di oggi, non è un problema di quando la Giunta ha mandato il bando alla Commissione di Coordinamento per l'approvazione, esisteva già prima. Direi soltanto forse un'altra cosa: che se qualcosa è modificato in meno, cioè in questi ultimi tempi, sia pure di poco, è diminuito il costo del denaro, quindi questo discorso valeva ancora un anno fa, quando c'eravamo noi, così come valeva a dicembre, o a gennaio, o a febbraio quando c'eravate voi. Quello che voglio dire è che non è cambiato in questi giorni per originare la proposta della Giunta, caso mai la situazione è migliorata. Se c'era una ragione, n'è venuta a cadere una parte, non se n'è venuta ad aggiungere una parte. Per poter portare in Consiglio questa proposta, devo dire la verità che anch'io ho avuto delle sollecitazioni da parte di imprese interessate a un tipo di intervento che coprisse nella fase iniziale questa spesa. Anch'io ho avuto - e comprensibilmente non mi sono certamente stupito - richieste da parte dei potenziali concorrenti a tener conto che il costo del denaro era notevolmente forte. Evidentemente, però, il bando è un bando che ha votato il Consiglio. L'interesse della Regione è prevalente rispetto all'interesse delle imprese, per cui abbiamo ritenuto, così come riteniamo adesso, che debba essere mantenuto il bando così com'è stato... per cui chiediamo che sia abrogata la proposta dell'articolo 3 fatta dalla Giunta, proprio perché qui, alla fine, il costo del denaro viene a scaricarsi sulla Regione, sull'Amministrazione regionale a favore delle imprese. È evidente che la concorrenza dei vari appaltatori potenziali terrà conto del costo del denaro, terrà conto di questo costo, non è possibile che non se ne tenga conto, cioè non c'è motivo, secondo noi, che ci sia questo articolo 3 che dà 500 milioni... che praticamente anticipa 500 milioni a favore delle imprese. Quindi, sul problema dell'appalto deserto, beh, io ho le mie perplessità, cioè andrà deserto se... e invece sarà un appalto che andrà a buon fine se dovrà andare a buon fine. Non sono i 500 milioni o meno che possono portare alla diserzione dell'appalto, poiché nelle offerte delle imprese è evidente che ci sarà quella parte che tiene conto della quota interessi, che sono quelli ricorrenti. Io quindi capisco il discorso sul costo tecnico fatto dal Consigliere Milanesio sulla gestione mista e, per quanto riguarda la perplessità tecnica da lui espressa, il Presidente ha proposto il seguente emendamento: "con l'esclusione di ogni organo di manutenzione", però è una comproprietà che non viene diminuita, cioè rimane sempre il fatto della comproprietà, che va a snaturare il concetto del bando. Noi quindi siamo contrari a questa proposta sull'articolo 3, cioè di dare, in sostanza, a favore dell'impresa che concorre questi 500 milioni.
Bordon (D.C.) - Quasi quasi vorrei lasciare ancora la parola all'Assessore e al Presidente, perché se ripeto quello che ho detto in Commissione, forse la chiacchierata sarà un po' lunga e quindi vorrei proprio abbreviarla.
Innanzitutto vorrei dire che, qualche volta quando trattiamo certi argomenti qui dentro cadiamo nel ridicolo ed è un esame di coscienza che ognuno di noi deve fare, perché, come abbiamo letto sui giornali già diversi anni fa, che la televisione svizzera e francese era ormai una cosa attuata qui in Valle d'Aosta e poi le cose vanno avanti e non se ne sa più niente... è vero che lo si dovrà fare entro 18 mesi, ma le cose stanno lì ferme. Parlando del caso nostro qui, io dovrei dirvi - e mi darete atto di quanto vi sto dicendo - che a un certo momento ebbi l'onore di fare parte di un'onorata Commissione - vi ricordate che ridevate quando io dicevo quello? Come dovete ridere in questo momento perché lo sto dicendo come una boutade... -, io so che, ad un certo momento, nel 1968-1969 sorse una grande Commissione, composta dall'amico - e attualmente, purtroppo, defunto - Assessore ai Lavori Pubblici di allora e, se non sbaglio, in questa Commissione c'erano niente di meno che Dolchi, Andrione, Bordon, quindi una Commissione che doveva risolvere il problema in un battibaleno.
Avevo il dispiacere allora di non avere il Consigliere Chanu con noi, perché purtroppo non era ancora in Consiglio regionale, sennò certamente ne avrebbe fatto parte, perché tra cotanto senno ci doveva essere anche lui... Queste cose dette, io venni estromesso in malo modo allora e protestai, perché sapevo che, mancando, sarebbe successo questo pasticcio qui. Mentre queste piccole boutade... è indubbio che se noi chiediamo all'Assessore attuale di volerci fare l'iter di questo studio, indubbiamente non facciamo una bella figura, perché ci trasciniamo attraverso cinque, sei, sette anni, non so quanti sono... a un certo momento abbiamo studiato e fatto due premesse ancora.
Prima cosa: per quanto riguarda l'incenerimento/compostaggio, essendoci altri più versati di me in materia, io mi sono rimesso un po' a loro. A me nessuno ha fatto pressione per avere un sistema piuttosto che un altro, cosa che accade nella vita pubblica di tutte le Amministrazioni. Io quindi sono molto tranquillo nel mio esporre, perché non ho né pressioni, né favoritismi da portare avanti, né scelte tecniche. Come dicevo, si sarebbe dovuto portare avanti la scelta migliore considerate le cognizioni acquisite. Quando poi si pensa che questa Commissione, o queste Commissioni - perché, se non sbaglio, si sono succedute in diverse - si sono date il cambio, hanno percorso non so quante centinaia di chilometri per andare all'estero a vedere come funzionavano gli impianti, per cui le spese per la Regione indubbiamente saranno state molto salate, ma il fatto del viaggio della Commissione, del buon pranzo mangiato fuori, lo si dice sempre così, come volendo scherzare, però certamente qualche cosa alla Regione è costato... ecco, quindi, che a un certo momento, in pieno Consiglio regionale, nel 1973, noi prendiamo una certa decisione che è quella che qui si richiama.
Io quindi l'altro giorno in Commissione Affari Generali ho dovuto difendere la Giunta, anche se non ne aveva bisogno. Che cosa ha fatto la Giunta? La Giunta doveva applicare quello che il Consiglio aveva deciso, perché se non lo avesse fatto, lei come potere esecutivo sarebbe venuta meno ai suoi compiti. Pertanto questa Giunta ha studiato e ha visto determinate difficoltà e ad un certo momento, per supplire a queste difficoltà, per cercare di risolverle nel migliore dei modi e al più presto possibile, ha detto: "Signori, bisognerebbe apportare queste modifiche" Ecco qui che cominciano a nascere di nuovo le perplessità e, come ho detto in Commissione allora, neanche oggi io non ne ho di perplessità in questo campo, perché ho l'impressione che non si farà niente un'altra volta. Noi speravamo di risolvere i nostri problemi interni della Valle d'Aosta attraverso il nostro Consiglio regionale nel migliore dei modi, al più presto possibile e invece non si combina mai niente, perché si era deciso per l'incenerimento, viene fuori la perplessità del compostaggio... Io ricordo che, quando si parlò di questo, andai a casa e sognai delle file interminabili di topi che si vedevano scorrazzare nelle campagne. Era proprio questo il discorso fatto e sono contento che il Consigliere Manganoni reagisca, perché lui è uno di quelli che ha votato questa legge nel 1973, come l'ho votata io, e adesso quasi quasi abbiamo già il pentimento di averlo fatto, per cui si cercano i cavilli, come vedere se il fumo fa questo, se il fumo fa quello.
Se questa Commissione, che è andata all'estero, ha visto queste cose, ce lo dovrebbe dire che non si può fare l'inceneritore per questi motivi, perché il bello e l'interessante è poi un altro, che, visto o non visto, arriviamo in Consiglio regionale e diciamo che è un'indecenza: tutta la Valle d'Aosta è diventata un immondezzaio, tutte le scarpate dei torrenti in tutti i Comuni sono piene di immondizie! Allora si deve fare qualche cosa, ma, quando si è deciso di fare qualche cosa, ecco che si cerca di fare marcia indietro! Allora, arrivati a questo punto, io non ho nessuna perplessità - l'ho già detto prima -, non ho nessuna preoccupazione se non quella di vedere dei problemi che interessano la Valle d'Aosta con il suo turismo, con la sua igiene, con la pulizia. Se non vengono portati avanti, se rimangono lì allo studio per anni e anni e anni senza che nulla venga deciso per quanto riguarda questo problema che ci viene sottoposto, noi lo abbiamo già sentito dire prima, che ce lo riconfermino il Presidente e l'Assessore ai Lavori Pubblici, questa era una delle cose che si doveva fare se si doveva portare avanti una delibera del 1973, perché sennò si ritira e si vede che cosa si può fare. Indubbiamente la delibera del 1973 non avrà esecuzione, ma se vogliamo che abbia esecuzione o no, questo è un quesito che dobbiamo dibattere qui, perché sennò ritorneremmo indietro. Penseremo ancora e faremo bene magari a ripensare un'altra volta, ma allora non diciamo che vogliamo risolvere i problemi di fondo, perché i problemi di fondo, come questo, sono veramente interessanti. Parlando di ecologia - ricca parola della quale tutti si riempiono la bocca facendo delle tavole rotonde, quadrate e rettangolari -, quando è il momento di andare avanti, non si fa niente.
Andrione (U.V.) - Non faccio polemiche. Ho qui i verbali di una seduta precedente, dell'ottobre 1974, che sarebbe divertente leggere, ma lo evito perché non ne vale la pena. Per quanto ci riguarda, proponiamo una brevissima sospensione, in maniera da poter esaminare due proposte: una è quella di lasciare l'articolo 3, togliendo le parole: "acquistando equivalenti quote della proprietà "; l'impianto è costruito su terreno nostro, io queste paure non le vedo tanto, ma comunque possiamo anche... ma lì sorge un altro problema, non so se siamo veramente in regola con un finanziamento di questo genere. L'altra proposta traduce nell'articolo di legge quanto richiesto dal Consigliere Milanesio e prevede di modificare l'articolo 3 nel seguente modo: "Su richiesta dell'aggiudicatario, la Regione anticipa le spese di costruzione degli impianti di cui al comma precedente fino all'importo di lire 500 milioni, facendo carico allo stesso aggiudicatario il rimborso dell'anticipazione per la durata dell'appalto e al tasso del 7-7,5%". Ne possiamo discutere. Credo che con questo...neanche con il sistema precedente non si stravolge per niente il bando di concorso, che è un bando a posteriori, cioè per la gestione e costruzione, anticipiamo dei soldi perché sennò nella situazione attuale - può essere un'opinione sbagliata, ma la manteniamo - è certo che quell'appalto va deserto! D'altra parte, e lo ripeto per la settima volta - perché credo che sia la settima volta che si discute di questo problema -, è tale l'urgenza di fare fronte a questo servizio... perché il Consigliere Manganoni ha la fortuna di parlare con un Amministratore, ma io posso citarne 50 di Sindaci che hanno chiesto con urgenza che si realizzi l'inceneritore! Insomma, ad un certo momento non possiamo poi neanche continuare a pigliarci in giro! Pregherei quindi il Presidente del Consiglio di voler sospendere cinque minuti, andiamo di là, ci mettiamo d'accordo sul testo, cerchiamo di concordarlo il meglio possibile, poi si passerà a votare e ognuno prenderà in questa materia le sue responsabilità.
Caveri (U.V.) - La seduta è sospesa per dieci minuti, perché cinque minuti non sono sufficienti...
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,53 alle ore 11,31.
(voci)
Caveri (U.V.) - Riprendiamo l'esame della legge sugli inceneritori. Do la parola al Presidente della Giunta, che leggerà un emendamento sostitutivo del tormentato articolo 3.
Andrione (U.V.) - Rimangono alcune riserve dovute alla situazione particolare della Valle d'Aosta dove si paventa che, dato che nella legge istitutiva si sono unificate la costruzione e la gestione, siano troppo scarse le ditte che possono concorrere e quindi si teme che con questo sistema obiettivamente si venga a fare delle condizioni di favore a qualcuno. Con questa riserva si è raggiunto un accordo di larga massima su questo testo.
L'articolo 3, così com'è, è abrogato e viene così sostituito: "Su richiesta dell'aggiudicatario, la Regione anticipa le spese di costruzione degli impianti di cui al comma precedente, da erogarsi sulla base dei primi stati di avanzamento, fino all'importo di £. 500.000.000, facendo carico allo stesso aggiudicatario il rimborso delle anticipazioni in rate uguali nei primi 10 anni di gestione, al tasso annuo del 7,50%".
Per quanto riguarda gli altri articoli, ribadiamo che tutti i Comuni sono stati sentiti in maniera informale, ma che è stata richiesta in maniera formale l'opinione di tutti i Comuni, che abbiamo esteso alle Comunità montane, perché istituite subito dopo. Si tratta di un miglioramento. Del resto, tutte le Comunità montane interessate, in particolare la Comunità montana n. 1, la n. 2 e la n. 3, ci hanno richiesto con urgenza la costruzione di inceneritori, perché Courmayeur, Etroubles e Saint Nicolas si trovano in particolari condizioni che conosciamo.
Vi è anche da sottolineare che nella legge del 7 marzo 1973 e in quella attuale vi è un aspetto - anche se molto costoso - di esperimento, perché si è detto: "costruiamo un primo inceneritore, riservandoci ogni decisione in merito al secondo, che dovrebbe essere piazzato nella Bassa Valle". Ho ancora voluto rileggere ultimamente degli articoli americani e inglesi in materia; in Italia praticamente c'è Milano che è dotata di inceneritori che funzionano ed è probabile che vi saranno in futuro altri sistemi. Vi sono degli studi, in particolare in Germania, per altri tipi di smaltimento. È però sicuro che per almeno 12 anni il sistema degli inceneritori è valido e confacente ai bisogni della Regione ...(voce)... no, non solo mia, io ti posso portare anche le documentazioni, ecco, documentazioni importanti, non solo qui... non sarebbe neanche più tanto di un parere quanto dell'applicazione della legge regionale, che credo sia stata adottata all'unanimità, ivi compreso il voto di Claudio Manganoni, ecco ...(voci)... Manganoni è tutto una riserva...
Caveri (U.V.) - Interventi? La parola al Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Noi continuiamo ad essere piuttosto perplessi anche di fronte a questa ulteriore formulazione letta in questo momento dal Presidente della Giunta. Siamo perplessi per alcuni aspetti che sinteticamente voglio dire, cioè, rifacendoci alla legge, la quale prevedeva la costruzione di due inceneritori e metteva 200 milioni, è chiaro che noi intendevamo... anche se ognuno di noi poteva avere dei pensieri personali sui costi, di fatto nessuno di noi è tecnico ed è difficile, presumo, per chiunque fare delle previsioni, salvo i pochissimi specializzati nel settore, quindi i 200 milioni stanti alla legge dovevano servire per costruire due inceneritori sia pure di portata diversa.
È di questo che stiamo discutendo, vi è un inceneritore di portata maggiore, quindi la disponibilità finanziaria della legge sia pure tenuto conto della svalutazione della moneta. La disponibilità finanziaria risale ai valori della moneta del 1973 (la legge è del marzo di quell'anno) e, secondo noi, può sopperire allo slittamento del valore della moneta, quindi non è che manchi la copertura finanziaria, anche perché poi per la legge sui lavori pubblici entra in funzione la famosa o famigerata legge sulla revisione dei prezzi, che scatta automaticamente, secondo i costi del momento, dei materiali e della manodopera, per questo bando. Non voglio certo ripetermi, si è lavorato per degli anni, abbiamo incaricato anche, in supporto alle nostre strutture e ai nostri tecnici, uno studio specializzato svizzero che ha trovato anche recentemente, cioè nell'ultima revisione del bando cui è stato sottoposto, il nostro bando perfettamente confacente alla situazione anche sul piano finanziario: quello che era previsto nel bando di concorso stesso. Abbiamo quindi anche una supervisione degli specialisti che hanno fatto altri inceneritori, che, correggendo, migliorando o confermando, hanno dato a questo bando una certa garanzia di attendibilità e di aggiornamento.
Il discorso di fondo però può essere un altro: che in questo bando è prevalente un fattore rispetto ad un altro, cioè è prevalente il fattore gestionale rispetto al fattore dell'edificazione della struttura, dell'edificazione dell'inceneritore stesso, perché in base a questa votazione... Personalmente, quando ero in quei banchi, avevo fatto balenare al Consiglio l'opportunità di spaccare in due il bando e fare un bando per la costruzione, perché è chiaro che il meglio dei forni non ce lo può dare che una ditta specializzata a fare soltanto forni, la quale evidentemente non avrà certamente così capacità tecnologiche in un settore diverso quale quello dei trasporti, in questo caso quello della gestione. Il fattore prevalente per cui, secondo me, a quell'epoca - e ne sono ancora convinto oggi - prevedevo che fosse meglio spaccare in due il bando era per avere il meglio delle due cose: il meglio gestionale e il meglio infrastrutturale.
Indubbiamente, di questo passo si è ritenuto che fosse cautelativo avere un unico bando, perché chi costruiva doveva poi anche pensare a gestire e a trasportare. Benissimo, ormai la scelta non è più reversibile e va bene così. Prima si sono espresse anche delle perplessità e, avendo noi in loco un'unica gestione o, meglio, un'unica struttura industriale specializzata che, fatalmente, forse è l'unica che potrà concorrere, proprio perché il venire a stabilirsi qui, il costruire un forno e l'installare una nuova gestione di trasporto - che, secondo me, è prevalente - è estremamente difficile ed oneroso. In questo caso è enormemente facilitata - lo comprendiamo benissimo - una struttura industriale locale, che queste cose le può fare, perché, già in loco esercita questo tipo di attività. Ecco noi qui dove siamo ancora perplessi: è che anticipiamo una quota notevole, mezzo miliardo, prima ancora che l'appalto vada deserto. Normalmente si interviene con questi interventi, chiamiamoli di carattere straordinario o eccezionale, nei casi in cui è necessario intervenire, cioè in casi di dichiarata diserzione dell'appalto. Qui non siamo ancora... la cifra che investe non è di poco conto, è una cifra piuttosto forte. D'altra parte, lo stesso Assessore alle Finanze prima, quando eravamo riuniti nell'altra sala, esprimeva le sue perplessità in merito alla pericolosa procedura di prevedere nella legge il tasso del 7,50%, proprio perché, creando dei precedenti, non sappiamo dove andremo a fermarci, sappiamo solo come partiamo.
Noi quindi ribadiamo queste grosse perplessità, che sono delle perplessità notevoli per la cifra che si investe, per il principio che andiamo a rigenerare, principio che se poi è invocato da altri, come già di fatto è invocato, non sappiamo cosa ci andrà a costare se esteso a tutta una serie di attività industriali come anticipazione. È ben vero che c'è una legge vigente: la legge Malagodi, che prevede che l'Amministrazione può anticipare sino al 50%, ma stiamoci attenti, perché questo "può" non è detto che "debba" e se ci incamminiamo su questa strada, nessuno di noi può prevedere cosa ci costerà. Io chiamo proprio in causa l'Assessore alle Finanze perché, attenzione, questo principio è piuttosto pericoloso.
Caveri (U.V.) - A chi devo dare la parola? Prima al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Io penso che noi Comunisti su questo argomento possiamo parlare con una certa tranquillità d'animo proprio perché, anche quando facevamo parte della maggioranza che ha proposto la legge e nei tempi successivi, ci siamo preoccupati che questo problema fosse portato avanti. Siamo stati iniziatori di interpellanze e di mozioni, ci siamo collegati con altri che su questo terreno hanno portato avanti delle iniziative, delle richieste di sollecito, eccetera. Mi pare quindi che così, sgombri da ogni preoccupazione di carattere di opposizione o di maggioranza, possiamo portare avanti un discorso tranquillo e serio. Il nostro discorso tranquillo e serio è incentrato sulla necessità di fare qualche cosa e non invece sulla necessità di soffermarsi davanti a qualsiasi piccola difficoltà per rimettere sempre in discussione il tutto. Mi pare che negli ultimi mesi di quest'Amministrazione regionale - e quando dico "ultimi mesi", non mi riferisco solo agli ultimi mesi di questa maggioranza, ma agli ultimi mesi di quest'Amministrazione regionale - si è vissuti sotto l'insegna troppo spesso e troppo sovente, e inutilmente, a danno delle popolazioni valdostane, all'insegna delle perplessità, dei dubbi e delle cose non chiare. Non sono mai riuscito a capire fino a che punto, al di là di chi costituisse maggioranza o minoranza, dietro queste perplessità, dubbi, eccetera, si celasse invece una mancanza di volontà politica di realizzare determinate cose o, peggio, un'incapacità di realizzare determinate cose, dicevo proprio così. Sgombri da ogni preoccupazione che ci deve far vedere agli occhi della gente quale forza dirigente di maggioranza o di opposizione, ci poniamo all'interno di questo problema per porci la domanda, dopo tanti anni di discussione, dopo tanti anni nel corso dei quali abbiamo studiato, esaminato, posto, riproposto tante volte questo problema e ancora una volta ci sentiamo dire: "esistono delle notevoli perplessità". Certo, anche noi abbiamo delle perplessità: bruciare, compostaggio, riciclaggio, tecniche antiche, tecniche moderne, e sono anche altrettanto convinto che se noi, con questo modo di agire, fra 30 anni verremo qui magari con il bastoncino a fare i Consiglieri regionali, discuteremo sempre delle nuove tecniche da applicarsi per risolvere nel miglior modo quel problema che - guarda un po' - attende da 50 anni di essere risolto... secondo me, anche in queste cose gli uomini politici o gli amministratori devono essere seri, prendere delle decisioni, portarle avanti ponderatamente, ma certamente ponendosi l'obiettivo principale: quello di risolvere i problemi della Comunità valdostana, questo è uno, secondo noi, dei problemi importanti.
Non entro nel merito quindi dei sistemi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, entro soltanto nel merito di manifestare con coerenza, come Gruppo, quello che già altre volte abbiamo chiesto di portare avanti: la realizzazione delle cose e non la realizzazione delle chiacchiere e delle parole! Mi sia consentito di dire che sono a livello personale favorevole affinché questo processo vada avanti, lo stesso posso dire anche a nome del Gruppo.
Pur dando l'adesione a questa modifica della legge, così come ha già fatto il Compagno Manganoni nel suo primo intervento, prego vivamente il Presidente della Giunta di essere - e lo ha fatto alla ripresa della seduta - più vicino, più sensibile, più interessato ai pareri delle Comunità montane e dei Comuni. Approfitto di questo momento per dire che riteniamo che tutti gli atti susseguenti a questo che andremo a prendere oggi dovranno essere fatti - anche qui per ragioni di coerenza, di invocazione della vita democratica del Paese e della partecipazione - sentiti i Comuni e le Comunità montane e in accordo evidentemente e possibilmente con loro.
Andrione (U.V.) - Molto brevemente mando a prendere il testo delle richieste del Direttivo dell'Associazione dei Sindaci dove la costruzione degli inceneritori è messa tra i punti prioritari e importantissimi, non solo li sentiamo e vogliamo che siano presenti, ma siamo stati più volte sollecitati dai Sindaci - e credo che anche i membri della Giunta precedente siano stati più volte sollecitati - per la realizzazione degli inceneritori, che costituiscono un grave problema molto più per i Comuni che per la Città di Aosta, anzi direi che il problema è inversamente proporzionale alla popolazione del Comune.
Per quanto diceva Pollicini, io mi permetto solo di dire questo: in certi casi il meglio rischia di essere nemico del bene e a volere fare le cose perfette come inceneritore rischiamo di metterci di nuovo nella situazione della piscina di Pré Saint Didier, che sarà certamente un'opera perfetta, però è venuta a costare qualche lira di troppo. Seguendo il sistema che abbiamo prescelto con legge - è l'ultima replica, poi non parlo più - di unire - e il Consiglio è stato d'accordo su quello, con le perplessità espresse credo soltanto dall'Assessore Pollicini - gestione e costruzione, non possiamo procedere differentemente. L'unica garanzia che possiamo dare su questo appalto è la nostra personale onestà, perché non siamo amici né di Rossi, né di Maddalena, né di altri e quindi, faremo di tutto perché all'appalto concorra il maggior numero possibile di ditte: questo è l'impegno che prendiamo pubblicamente.
Riteniamo però che al giorno d'oggi sia indispensabile che la legge del 3 marzo 1973 trovi applicazione e finalmente si proceda alla costruzione di un primo inceneritore per sapere, sulla base di quelli che saranno i risultati, se questa tecnica, come sembra - perché non ho sposato nessuno, in particolare non l'inceneritore - è valida, se sarà opportuno continuare in questa maniera nella Bassa Valle o se invece dovremo procedere con i nuovi sistemi quando questi saranno a punto. Pollicini era presente quando siamo andati in Germania e sa benissimo che l'anno scorso ci hanno detto che ci volevano ancora tre anni di studio per arrivare... insomma, dico, ad un certo momento, procediamo e tiriamoci fuori in base a quello che, del resto, è un obbligo per l'Amministrazione regionale. Io poi lascio a ognuno prendere la parola, ma non rispondo più, perché credo che ormai le posizioni siano abbastanza chiare.
Caveri (U.V.) - Procediamo alla lettura e alla votazione degli articoli? La parola al Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Visto che siamo stati direttamente chiamati in causa, ritengo giusto chiarire che qui non si tratta di perplessità in ordine all'opera da costruire, perché non dimentichiamo che questa legge è stata impostata e gestita dall'Amministrazione di cui noi facevamo parte e l'abbiamo elaborata certo per la ricerca del meglio, cercando evidentemente che il meglio non fosse a detrimento della non fattibilità dell'opera. Tutto il Consiglio n'è stato investito più volte, ma non c'è dubbio che le perplessità sono sorte in questo Consiglio da alcune parti - che magari non eravamo noi -, le abbiamo chiarite pur non avendo convinto tutti sul tipo... d'altra parte, una scelta si doveva fare e l'abbiamo fatta: abbiamo cercato di fare un bando che fosse il più rispondente possibile alla sua fattibilità e noi riteniamo che questo bando risponda a quest'obiettivo. Non è quindi mancanza di volontà politica, Consigliere Monami, noi la volontà politica l'abbiamo espressa e con la legge e ottemperando al bando.
Il discorso di fondo della nostra perplessità è sul metodo di pagamento: questa è la perplessità. Non ha niente a che vedere con la necessità dell'opera, di cui siamo perfettamente convinti, né sull'urgenza della stessa. La nostra perplessità è in ordine al pagamento, ai 500 milioni che anticipiamo alla ditta. Questo discorso è pericoloso, rischioso, non rispondente alle esigenze, secondo noi, perché il bando venga attuato in senso positivo: ecco le nostre perplessità. Non cerchiamo di contrabbandare la nostra perplessità per altri motivi, è solo ed esclusivamente per questo motivo. Gradirei a questo proposito un pronunciamento, anche l'Assessore alle Finanze di là ha espresso in maniera chiarissima queste perplessità, che quindi non sono soltanto nostre.
Caveri (U.V.) - Ormai mi sembra che tutto quello che c'era da dire su questo argomento sia stato detto. Molti Consiglieri mi hanno chiesto di sospendere, cioè di togliere la seduta alle ore 13,00 e di non continuare nel pomeriggio, ma qui se si continua di questo passo ...(voci)... io vi punisco subito, continuiamo la seduta e non celebrerete il Venerdì Santo! La parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Pour sortir, n'est-ce-pas, de tous ces raisonnements, j'ai sous les yeux un article du problème des déchets en Suisse. Je voudrais lire, à titre d'information, quelques lignes simplement...
Caveri (U.V.) - On pourrait lire une encyclopédie, comme on faisait au Parlement dans les années dernières ...(voci)... parce que alors ça prolongerait encore de plus la discussion!
Dujany (D.P.) - ... c'est pour avoir une idée. La Suisse compte 48 usines: 10 usines combinées en incinération/compostage; 2 usines de compostage; 21 décharges régionales ou cantonales contrôlées. L'incinération des huiles usées est possible dans 50 installations, 30 existantes pour les cadavres d'animaux, 27 pour les déchets organiques ...(voci)... 15 pour les déchets inorganiques. Les voitures hors d'usage peuvent être dirigées vers trois centres, comme la récupération des vieux pneus. Je ne sais pas si notre convention prévoit toutes ces possibilités, en tous cas, le problème - c'est la conclusion de l'article - est le suivant: le cycle des déchets commence bien avant les poubelles, il s'agit donc - on conclut - pour la propreté en Suisse, de réduire les causes et non seulement de traiter les effets.
Caveri (U.V.) - Je ne voudrais pas être jugé trop malin, mais un certain comportement me rappelle un peu le vieux Saturne qui dévorait ses enfants. Vous êtes en train de dévorer vos créatures. J'espère que vous ne vous offensez pas de cette remarque que je fais. Bon, alors, procédons à la lecture et à la votation des articles.
Articolo 1: "Nel secondo comma dell'articolo 1 della legge regionale 7 marzo 1973, n. 11, le parole "sentite le Amministrazioni comunali interessate" sono sostituite dalle seguenti: "sentiti i Comuni e le Comunità montane interessati.". Osservazioni?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 24
L'articolo 1 è approvato all'unanimità.
Articolo 2: "Al primo comma dell'articolo 2 della legge 7 marzo 1973, n. 11, è aggiunto il seguente periodo: "Gli impianti di incenerimento sono costruiti su aree di proprietà regionale"." L'articolo 2 è approvato con lo stesso risultato.
Articolo 3 nella nuova formulazione: "All'articolo 2 della legge 7 marzo 1973, n. 11, è aggiunto il seguente comma: "Su richiesta dell'aggiudicatario, la Regione anticipa le spese di costruzione degli impianti di cui al comma precedente, da erogarsi sulla base dei primi stati di avanzamento, fino all'importo di Lire 500.000.000, facendo carico allo stesso aggiudicatario il rimborso delle anticipazioni in rate uguali nei primi 10 anni di gestione, al tasso annuo del 7,50%".".
Chanu (D.P.) - Per dichiarazione di voto. Pur prendendo atto che la proposta modificatrice formulata in sede di Commissione e di iniziativa del Presidente della Giunta elimina quel grosso pericolo di confusione e di corresponsabilizzazione inutile che ci sarebbe stato seguendo il testo dell'articolo 3 nella stesura che era stata proposta, i Democratici Popolari, mantenendo ferme le riserve già espresse ed illustrate in precedenza sulla nuova dizione anche dell'articolo 3, non ritenendo allo stato giustificato il ricorso ad un ulteriore agrément per il bando d'appalto per quello che riguarda gli oneri finanziari a carico dell'appaltatore, a carico della Regione, dichiarano la propria astensione per l'articolo 3.
Caveri (U.V.) - Altre osservazioni? Mettiamo in votazione l'articolo 3 nella nuova formulazione. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 21
Voti favorevoli: 21
Astenuti: 7 (Albaney, Chanu, Dujany, Lanivi, Lustrissy, Maquignaz, Pollicini)
L'articolo 3 è approvato nella nuova formulazione.
Articolo 4: "All'articolo 3 della legge 7 marzo 1973, n. 11, è aggiunto il seguente comma: "Quando ne sia fatta richiesta dalla maggioranza dei Comuni, i servizi di cui sopra sono assunti dalla Comunità montana cui gli stessi Comuni appartengono: nel caso di dissenso, le quote di riparto delle relative spese sono stabilite dalla Giunta regionale".". Questo articolo mi sembra un po' platonico, comunque, ci sono osservazioni? ...(voci)... ah sì, sono curioso di vedere gestire questo servizio!
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 28
L'articolo 4 è approvato all'unanimità.
Articolo 5: "Nell'articolo 4 della legge 7 marzo 1973, n. 11, sono abrogate le parole: "che dovrà essere approvato entro 15 giorni dalla promulgazione della presente legge".". L'articolo 5 è approvato con lo stesso risultato.
Articolo 6: "La spesa di annue Lire 200.000.000, di cui all'articolo 5 della legge 7 marzo 1973, n. 11, sarà iscritta nei corrispondenti capitoli dei bilanci di previsione della Regione fino all'anno 1995. La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.". No, ma un momento, è modificato l'articolo 6? Non è modificato. Va bene, poniamo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole all'articolo 6 è pregato di alzare la mano. I Democratici Popolari hanno votato a favore dell'articolo 6, quindi l'articolo è approvato all'unanimità con lo stesso risultato.
Procediamo alla votazione a scrutinio segreto. Per dichiarazione di voto, la parola al Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Sarà brevissimo. Nell'annunciare il voto favorevole del Gruppo Comunista, intendiamo ribadire il carattere evidentemente finanziario che sta alla base di questo provvedimento mediante l'utilizzazione delle somme accantonate per gli anni 1973, 1974 e probabilmente anche per il 1975 e la scelta, quindi l'adesione alla nuova formulazione dell'articolo 3, va in tal senso, nel senso di facilitare la conclusione dell'appalto, quindi la realizzazione dell'opera da molto tempo attesa. Per gli altri articoli riteniamo che le variazioni siano aderenti ad una nuova realtà che è venuta a realizzarsi dalla pubblicazione della legge ad oggi, quindi il nostro voto favorevole è fondamentalmente legato a questi concetti e si ispira alla necessità di realizzare le cose e di attuare una legge regionale.
Caveri (U.V.) - Altre dichiarazioni di voto? No. Allora procediamo alla votazione a scrutinio segreto.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 29
Maggioranza: 15
Favorevoli: 22
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
---
Disegno di legge n. 108
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ______________________________ n. _________: "MODIFICAZIONE ALLA LEGGE REGIONALE 7 MARZO 1973, N.11: "NORME PER IL SERVIZIO DI INCENERIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI".
Il Consiglio regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
Nel secondo comma dell'articolo uno della legge regionale 7 marzo 1973, n. 11, le parole "sentite le amministrazioni comunali interessate" sono sostituite dalle seguenti: "sentiti i Comuni e le Comunità montane interessati".
Art. 2
Al primo comma dell'articolo due della legge 7 marzo 1973, n. 11, è aggiunto il seguente periodo: "Gli impianti di incenerimento sono costruiti su aree di proprietà regionale".
Art. 3
All'articolo due della legge 7 marzo 1973, n. 11, è aggiunto il seguente comma: "Su richiesta dell'aggiudicatario, la Regione anticipa le spese di costruzione degli impianti di cui al comma precedente, da erogarsi sulla base dei primi stati di avanzamento, fino all'importo di Lire 500.000.000, facendo carico allo stesso aggiudicatario il rimborso delle anticipazioni in rate uguali nei primi 10 anni di gestione, al tasso annuo del 7,50%.".
Art. 4
All'articolo tre della legge 7 marzo 1973, n. 11, è aggiunto il seguente comma: "Quando ne sia fatta richiesta dalla maggioranza dei Comuni, i servizi di cui sopra sono assunti dalla Comunità montana cui gli stessi Comuni appartengono: nel caso di dissenso, le quote di riparto delle relative spese sono stabilite dalla Giunta regionale".
Art. 5
Nell'articolo quattro della legge 7 marzo 1973, n. 11, sono abrogate le parole "che dovrà essere approvato entro 15 giorni dalla promulgazione della presente legge".
Art. 6
La spesa di annue Lire 200.000.000, di cui all'articolo cinque della legge 9 marzo 1973, n. 11, sarà iscritta nei corrispondenti capitoli dei bilanci di previsione della Regione fino all'anno 1995.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
