Oggetto del Consiglio n. 1239 del 20 maggio 2015 - Resoconto
OGGETTO N. 1239/XIV - Interpellanza: "Notizie in merito all'organizzazione e al finanziamento della "Saison Culturelle"".
Presidente - Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Qualche giorno fa una conoscente mi ha chiesto come mai volevo tutti questi dati sulla Saison Culturelle e, in particolare, perché mi interessavano così tanto quelli sulle società, sugli enti, sulle associazioni che fungono da procuratori - non so se il termine è del tutto corretto -; per essere più chiaro, intendo quei soggetti che fanno da referenti per gli spettacoli in calendario, ai quali presumo vengano alla fine fatturati i cachet, faccio alcuni esempi: Associazione Società della musica di Mantova, titolo dello spettacolo: Giuseppe Albanese, cachet 3.600 euro più IVA; Romagna Musica Società Cooperativa Forlì, titolo: Isabelle Faust violino e Alexander Melnikov pianoforte, cachet 8.000 euro più IVA; 3 Bite Società Cooperativa di Aosta, titolo: Un po' di me (genesi di un comico) di Giuseppe Giacobazzi, cachet 14.800 euro e via dicendo...più IVA ovviamente. Ho preso a riferimento tre rappresentazioni su 36 spettacoli complessivi che costituiscono la scaletta di questa Saison per far capire che dietro ad un artista, ad uno spettacolo, ad un concerto di norma c'è un agente, un impresario, un procuratore o anche solo un legale rappresentante della società, il presidente dell'associazione, insomma, un soggetto che può essere anche un tramite: Utim, ad esempio, mi pare che faccia da intermediario tra chi organizza, quindi in questo caso la Regione e le compagnie teatrali, dicevo, un soggetto che tiene i contatti con chi organizza la stagione, nel caso della Saison con la Regione attraverso l'Assessorato dell'istruzione. Dicevo che questa mia conoscente mi domandava perché chiediamo tutti questi dati sui procuratori, sugli artisti, sui cachet visto che queste informazioni sono facilmente reperibili scartabellando le delibere di Giunta regionale. È vero che alcuni dati si possono estrarre prendendo tutte le delibere, facendo un lavoro di assemblaggio, ma l'attività ispettiva dei Consiglieri ha nel dibattito in aula una sua logica che va al di là dei numeri nudi e crudi e il fatto poi di renderli pubblici e di commentarli dà senso alla nostra attività ispettiva.
A leggere bene l'interpellanza - magari l'amica che mi chiedeva sta ascoltando -, peraltro, vi sono parecchie questioni che l'Assessore può dipanare: ad esempio, con quali modalità, Assessore, vengono scelti gli artisti? Chi li seleziona? C'è una commissione...l'Assessore può intervenire...è il dirigente competente? Se esiste un percorso logico dietro alla programmazione della Saison e quindi una volta stabilito questo percorso, naturalmente se esiste, con quali modalità si individuano gli artisti che meglio lo possono rappresentare, cioè se si fa una sorta di ricerca tramite...che so? appalti, bandi, indagini di mercato, manifestazioni di interesse o se semplicemente decide il dirigente, o l'Assessore, o un fantomatico comitato artistico-tecnico-scientifico, chiamiamolo come volete, magari presieduto dal dirigente e dall'Assessore, o da tutti e due. Per essere ancora più chiari, mi interessa capire...ci interessa capire visto che è firmata da tutti e tre, se la Saison si costruisce intorno ad un progetto, ha una parola d'ordine o se è un'offerta scompaginata di eventi e scompaginata non lo dico in termini...in connotazione del tutto negativa, cioè un'offerta di eventi scompaginata che vengono poi assemblati dando vita ad una programmazione con un carattere più intrattenitivo che di indirizzo culturale.
Per rispondere quindi a chi interpreta quest'interpellanza come un'iniziativa volta ad avere dei numeri e dei dati che potremmo tranquillamente trovare sul web, contrappongo l'idea, Assessore, che sia utile aprire un dibattito sulla Saison Culturelle, in quanto occasione di crescita culturale di una comunità. Per capire se una struttura adempie ad un compito, che dovrebbe essere proprio di un ente pubblico, cioè appunto quello di elevare il livello culturale complessivo di una comunità, ampliando l'offerta di occasioni di crescita e di incontro con la cultura...anzi, meglio, con le culture, è necessario sapere quali criteri formano le scelte, se cioè l'individuazione di un artista, di una programmazione è conseguente ad un obiettivo, ad un filo conduttore che l'ente pubblico si pone o se avviene l'inverso, cioè qualcuno mi fa una proposta e sulla base di questa si costruisce poi in itinere il percorso, si individua eventualmente lo scopo della rassegna, ma a posteriori, a proposta effettuata magari da parte di qualcuno. Personalmente non penso che questa seconda modalità sia corretta, ma neppure opportuna. Poiché per la Saison Culturelle la Regione ha impegnato quest'anno quasi 800.000 euro, quindi ancora un bel po' di quattrini pubblici tanto per essere chiari, credo - e non ho problemi a dirlo qui - che la scelta di ciascun spettacolo, concerto, evento nell'ambito della rassegna debba perseguire finalità chiare, oltre che essere fatta nella massima trasparenza. I cittadini e soprattutto noi che controlliamo, che vigiliamo, quando sfogliamo la brochure della Saison - e ciò vale per qualsiasi evento, Assessore -, cioè dobbiamo capire perché chi programma il percorso propende per un artista piuttosto che per un altro, per un produttore invece che per un altro. Dobbiamo capire per quale motivo quest'anno si è scelto di investire così poco su un target di artisti e di più su altri; perché ci si è concentrati di più su alcuni produttori, alcuni procuratori e se ne sono trascurati, ad esempio, degli altri. Un'offerta culturale pubblica non può essere schizofrenica, non può non avere, appunto, un filo conduttore; non può essere alla mercé dei capricci o delle esigenze di qualcuno, magari sempre dello stesso o della stessa. Deve cioè perseguire degli obiettivi precisi, che possono essere, ad esempio, l'incoraggiamento delle produzioni locali o di converso di quelle fuori regione. Magari l'idea è quella di stimolare il multiculturalismo, l'integrazione, lo scambio, è una scelta anche questa, l'importante è che sia chiara. Potrebbe favorire gli emergenti o al contrario offrire al pubblico valdostano la possibilità di incontrare artisti affermati, l'importante, colleghi, Assessore, è che ci sia dietro alla programmazione di qualsiasi evento un percorso definito, un'idea coerente, ma non nell'ottica un po' becera del MinCulPop, diciamo, di fascista ispirazione, cioè l'arte e la cultura finalizzate ad edificare il popolo. Qui nessuno vuole edificare né tanto meno indottrinare, a noi interessa che il popolo, la gente, i nostri cittadini possano crescere nel rispetto delle tradizioni locali, ma anche della visione globale del mondo e con questo non voglio dire, Assessore - qua lo dico e metto le mani avanti -, che la Saison Culturelle non sia al momento un evento di qualità, che non lo sia stato. Non ho elementi per affermare il contrario, ma, proprio in prospettiva di una costante e impietosa riduzione delle risorse pubbliche, è necessario, colleghi, ripensare il modello di offerta culturale. Intanto è da capire se vi è ancora l'intenzione di proseguire con una modalità che poteva andare bene quando le disponibilità economiche erano molto più ampie - una delle domande che le ho fatto - o se è necessario riparametrarle queste modalità proprio alla luce del ridimensionamento graduale che si prospetta per gli anni a venire.
Voglio affrontare - approfitto di quest'ultimo minuto e mezzo - marginalmente una questione che, secondo me, si attaglia abbastanza all'argomento discusso. Sappiamo che il Teatro Splendor non è proprio riuscito come si voleva. È una struttura, a mio parere, inadeguata e, anche a parere di molti artisti, difficile da vendere, come dicono gli addetti ai lavori. Se si vogliono portare artisti affermati allo Splendor, dobbiamo sapere che sarà impossibile rientrare anche in minima parte nelle spese. Con poco più di 400 posti, anche fossero tutti occupati da paganti, non si riescono a coprire i costi di 33-34 produzioni; ho provato a fare il calcolo mettendo dai 15 ai 30 euro a posto...e questo è uno dei problemi e di sicuro non è il più marginale. Insomma, negli anni a venire e con i pochi soldi a disposizione difficilmente riusciremo a fare una Saison all'altezza delle aspettative di quelle proposte fino ad ora. Allora, che cosa potremo fare in futuro? Siamo destinati a fare una Saison di secondo o di terz'ordine? Dipende da noi e da chi programma, dipende da chi fa le scelte, da chi seleziona gli artisti, gli eventi e dipende se lo fa mettendo i vecchi schemi da parte, che potevano andar bene in periodi di vacche grasse, o se lo fa seguendo un filo logico, naturalmente tenendo in conto le risorse disponibili, o se gli basta basare la programmazione sulle proposte di qualche agente, procuratore magari ben introdotto.
Non abbiamo più il tempo per affrontare compiutamente il tema del futuro della Saison e dello Splendor e, come avrà notato, Assessore, non le chiediamo di portare in commissione l'argomento, tanto è abbastanza inutile, perché ne abbiamo ancora di arretrati che lei dovrebbe eventualmente considerare. Apriamo però un serio ragionamento sull'offerta culturale nella nostra regione, con la consapevolezza - e qui concludo - che se vogliamo ancora tenere vivo un evento come la Saison, come Les Mots, come vari eventi culturali che ancora riusciamo a proporre, che sono in programma, dobbiamo ripensare seriamente ad un approccio diverso e a delle modalità diverse. Grazie.
Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Rini.
Rini (UV) - Grazie Presidente.
Venendo subito alle risposte, per quanto riguarda il punto 1: qual è la struttura e quali sono i soggetti che si occupano delle scelte in merito, la Saison Culturelle viene organizzata ai sensi della legge regionale n. 89 del 21 dicembre 1983; con questa legge il legislatore ha voluto normare quest'importante rassegna, che in realtà era già nata da alcuni anni. La struttura incaricata dell'organizzazione è la struttura Attività culturali, musicali, teatrali e artistici che tra le proprie competenze ha anche proprio quella di programmare e organizzare la Saison Culturelle curandone l'immagine e gli aspetti promozionali, nonché l'organizzazione di percorsi didattico-educativi rivolti anche alle scuole di ogni ordine e grado e sostiene altri eventi a carattere culturale, musicale, teatrale ed artistico. La Saison Culturelle, giunta, com'è noto, quest'anno alla sua trentesima edizione, è una rassegna di spettacolo dal vivo che ha caratteristiche non usuali, in quanto è una delle poche a presentare spettacoli di generi diversi: dal teatro, ovviamente sia in lingua italiana che in lingua francese, alla musica classica, contemporanea, popolare, alla danza, al musical, all'operetta, con alcune anche incursioni nella comicità, però di alta qualità. La Saison è necessariamente una rassegna, se mi consentite il termine, cosiddetta "generalista", in quanto destinata ovviamente ad un ampio pubblico, ad un diversificato pubblico di cittadini valdostani. La programmazione quindi si prefigge l'obiettivo di presentare spettacoli e concerti ovviamente di qualità, ma anche ovviamente con un giusto mix, com'è detto, tra generi, tra personaggi noti ed altri emergenti, classici o più innovativi e sperimentali, con un'attenzione particolare, come lei ricordava, collega, anche per alcuni spettacoli che provengono dal territorio, quindi un'attenzione anche agli artisti locali e anche con degli eventi che possano in qualche maniera costituire un momento importante anche per le scuole, come dicevo prima, di ogni ordine e grado, da inserire all'interno dei vari percorsi didattici.
La programmazione della Saison Culturelle è stata inizialmente affidata a consulenti esterni, ma negli ultimi anni, al fine anche di ridurre e di razionalizzare le spese valorizzando nel contempo le risorse interne - questa un po' è la filosofia che si sta cercando di applicare anche in altri settori e quindi anche in questo -, la scelta degli spettacoli è definita internamente alla struttura dell'Assessorato. Al dirigente anche per l'anno in corso è affidato proprio un obiettivo dirigenziale legato appunto alla definizione di parte degli spettacoli da sottoporre all'approvazione della Giunta regionale. Unicamente per le proposte di musica classica contemporanea e della danza, nonché per la loro fattibilità tecnico-artistica, è attivato in economia un servizio di segreteria artistica e di supporto organizzativo. Nel programma della Saison è importante lo spazio riservato agli spettacoli francofoni in relazione al particolarismo linguistico della nostra Regione; gli spettacoli in lingua francese sono selezionati da un funzionario di madrelingua francese in accordo con il Dirigente della struttura Attività culturale, teatrale, musicale ed artistica. Vengono inoltre privilegiati i testi di autori classici che, oltre a riscuotere un grande successo tra il pubblico, riscuotono un ampio successo presso gli studenti e consentono di ampliare l'offerta formativa per le scuole. Alcuni spettacoli vengono infine scelti nel rispetto dell'accordo di programma tra la Communauté française de Belgique e la Valle d'Aosta, che prevede la presa in carico da parte della Fédération Wallonie-Bruxelles delle spese di viaggio delle compagnie interessate. La Saison ha inoltre sempre dato ampio spazio, come dicevo prima, alle migliori espressioni artistiche valdostane. La selezione viene effettuata privilegiando le formazioni cosiddette "istituzionali", se così possiamo chiamarle, quali, per esempio, per citarne alcune: l'Orchestre d'Harmonie du Val d'Aoste, l'Orchestra dell'Istituto musicale e la coralità valdostana, anche per dare un'occasione di esibizione ai ragazzi che, appunto, sono presenti all'interno di queste realtà. Di volta in volta poi, cercando di utilizzare sempre il criterio della rotazione e dell'alternanza, viene dato spazio a progetti di particolare interesse per la loro specificità e particolarità, con un'attenzione particolare ai nostri artisti emergenti sia nella musica, ma anche nel teatro e nell'esibizione, cercando appunto sempre di garantire un'alternanza tra compagnie, ne sono un esempio i concerti de L'Orage con Francesco de Gregori, di Naif con Paola Turci e nella Saison appena terminata di Morena Avenoso con Il Cile e Leon con Cristiano Godano, l'anima dei Marlene Kuntz.
Nel settore dello spettacolo dal vivo è consuetudine per le società di produzione e diffusione, nonché per le compagnie teatrali, inviare del materiale informativo per promuovere i nuovi spettacoli disponibili per la stagione successiva e nel corso degli anni si è costituita una banca dati di quelle che sono le compagnie teatrali ospitate nella Saison Culturelle, nonché delle agenzie che operano nei diversi settori e ambiti musicali. Tenuto conto della particolarità e della specificità del settore, la selezione viene fatta quindi prendendo in considerazione le proposte pervenute e contattando direttamente artisti e compagnie sulla base di esperienze precedenti, di conoscenza della compagnia e del loro lavoro, del materiale informativo video e telematico acquisito. In considerazione della natura artistica degli spettacoli, è un servizio che può essere affidato unicamente ad operatori economici determinati, i quali detengono la tutela dei diritti esclusivi. Gli spettacoli stessi sono selezionati senza previa pubblicazione di bando, in quanto, trattandosi di prestazioni artistiche di opera professionale, sono idonee a procedure comparative vista la non conformità della performance del singolo artista. Facendo seguito alle considerazioni fin qui evidenziate, si evidenzia quindi che l'obiettivo, la finalità della Saison Culturelle è quella di presentare al nostro pubblico un'ampia panoramica dello spettacolo dal vivo italiano e francofono per quanto concerne il teatro nazionale ed internazionale per la musica e la danza.
Per quanto riguarda il punto 2, lei chiede nel dettaglio tutte le società e associazioni che hanno prodotto e fornito i concerti con i budget e cachet, sarà mia premura farle avere immediatamente il dettaglio, sono tantissimi i dati, quindi non glieli sto ad elencare tutti. Se vuole, le cito qualche esempio, lei lo ha fatto, io ne riprendo qualcuno: per quanto riguarda la musica, per esempio, abbiamo ospitato i Pooh a 60.500 euro per Opere Buffe; sempre Opere Buffe, ha portato Ivano Fossati a 39.600 euro; Parmaconcerti S.r.l. Max Gazzè a 26.400; Opere Buffe ha portato Giorgia a 46.200; Carrara & Péaquin S.r.l. Eugenio Finardi a 15.200; Opere Buffe Formula 3 e Audio 2 a 26.400; lei ha citato il comico di quest'anno, Giacobazzi, che peraltro è stato un evento molto apprezzato dal pubblico, a 16.200 euro da parte della 3 Bite...ricordiamo un altro comico nell'edizione precedente, Antonio Albanese, a 29.700 da parte della BEA S.r.l., anche per confrontare generi comparabili; ancora: Clementino, che è un rapper, 18.700, Opere Buffe; poi Sette spose per sette fratelli, Peep Arrow Entertainment, 29.150; I Plaza Francia, 3 Bite, 16.000 euro; Bersani, Turci e Van De Sfroos 23.151 ad opera di Piaggio Riccardo; Il Cile con Morena Avenoso, come ricordavo prima, 9.300 euro, 3 Bite, quindi, ecco, sono alcuni, ma sono tantissimi, sarà mia premura farle avere tutto il dettaglio.
Per quanto riguarda il punto 3, sempre il dettaglio dell'anno in corso, le chiedo se può andar bene lo stesso procedimento, la stessa procedura, quindi le farò avere tutto il singolo dettaglio. Per quanto riguarda le uscite, occorre però precisare che gli incassi relativi agli abbonamenti sono stati suddivisi in parti uguali tra i singoli spettacoli appartenenti alla stessa sezione, per esempio, non so...il teatro, quindi a macrovoci. Tuttavia, è del tutto evidente che l'incentivo ad acquistare l'abbonamento viene dato all'interno della sezione dello spettacolo o degli spettacoli di maggior richiamo, quelli che fungono, appunto, da richiamo stesso.
Per quanto riguarda il punto 4, l'ultima domanda: "sapere se vi è l'intenzione di rifinanziare la Saison - e di crederci ancora - o se i tanti vincoli...", i tanti vincoli che lei richiama, citati appunto dagli interpellanti, sono ovviamente le note riduzioni di disponibilità che in questi anni hanno causato un minor investimento per la Saison Culturelle. Io vorrei però ricordare che l'Amministrazione ha voluto continuare a credere e ad investire nella Saison Culturelle perché è un momento importante di crescita e di confronto per - mi avvio alla conclusione - la nostra Regione e devo dire che quest'anno siamo particolarmente soddisfatti, perché con risorse contenute crediamo di aver comunque proposto, a detta anche di chi ha usufruito e di chi ha potuto apprezzare gli spettacoli, una Saison di qualità. Ricordo, infatti, che nell'edizione 2009-2010...la somma impegnata per la manifestazione si è ridotta da circa 1.800.000 euro a meno di 800.000 euro, quindi un milione in meno impegnati per l'ultima edizione, come giustamente ricordava. La prossima edizione dell'iniziativa sarà organizzata ovviamente in base ai fondi disponibili sul bilancio 2015-2016, in considerazione anche del finanziamento della Fondazione CRT, al momento ovviamente non è ancora noto. Alla cifra quindi anche del finanziamento della CRT dobbiamo aggiungere gli incassi, che, pur in presenza di una politica di contenimento dei costi, applicata in particolare per gli abbonamenti, ammontano comunque a 1.330.000 euro. Grazie.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie. Mi darà poi i dati così li archivio e me li studio bene, magari potranno servire per una prossima interpellanza, che non le prometto, ma potrà essere poi...tanto noi siamo sempre alla ricerca di questi temi che possono sollecitarvi e stimolarvi nel migliorare.
Riguardo alla questione di come viene organizzata questa Saison, beh, mi conferma che è sempre la stessa struttura ed è sempre lo stesso Dirigente. Io già la volta scorsa le contestai benevolmente...perché io non ce l'ho con il Dottor Domaine, sia chiaro, nessuno ce l'ha con il Dottor Elmo Domaine - credo sia lui il dirigente -, però nel momento in cui un dirigente sia per quanto riguarda, per esempio, la definizione dei contributi per le compagnie teatrali, sia per quanto riguarda una programmazione...probabilmente finisce col fossilizzarsi anche un po' nella strutturazione di una cosa che si ripete negli anni. Io sono convinto che debbano cambiare i referenti, cioè, per avere anche delle idee e delle formule nuove, proprio anche in considerazione della diminuzione delle risorse, è necessario che ci sia un criterio di rotazione, cioè che ad un certo punto l'Assessorato sia in grado di organizzare in maniera diversa, delegare ad altri l'organizzazione per rinfrescare un po' l'organizzazione di questi eventi che oramai si connotano per essere...non dico sempre uguali, ma abbastanza simili. Io non accuso nessuno, ma è naturale ed è normale che anche nella proposta culturale se abbiamo da vent'anni o da dieci anni sempre la stessa persona che propone, è evidente che poi alla fine ci ritroviamo con delle proposte che vanno abbastanza tutte nella stessa direzione. L'invito quindi, così come l'ho già fatto per quanto riguarda la valutazione delle compagnie teatrali e della qualità artistica, è di cambiare radicalmente la Dirigenza, la struttura e di investire qualchedun altro di buona volontà che abbia voglia di rimettersi in gioco e con le poche risorse che ci sono magari di trovare delle idee nuove e di dare uno spirito rinnovato a questa manifestazione. Io sono contento che continui ad essere proposta perché, lo dicevo prima, sono il primo a non pensare che stiamo facendo una sorta di edificazione, cioè, a detta di chi usufruisce, è veramente una proposta positiva. È evidente che, se vogliamo però continuare a riproporla con le risorse che vanno sempre più diminuendo, dobbiamo ripensare un pochettino anche l'utilizzo, per esempio, delle strutture. Citavo lo Splendor non a caso, cioè le dicevo che lo Splendor è un teatro che viene utilizzato, secondo me, sotto le sue potenzialità, è un teatro che, a mio parere, per poter essere ammortizzato nei costi, visto che è un piccolo teatro che ha un scarsa capienza e che ha un sacco di problematiche, magari dovrebbe essere utilizzato di più negli spazi che rimangono all'interno della Saison da compagnie locali, dalle scuole e magari utilizzare proprio le strutture per...che ne so io? per fare dei piccoli concerti o delle altre cose, cioè ripensiamo...il teatro deve diventare davvero il luogo non solo della Saison o delle rassegne che ogni tanto vengono proposte con l'ufficialità tipica di questo tipo di eventi, ma deve diventare un luogo vivo, fruibile dal popolo, dalla cittadinanza, dalle persone, dalle scuole, dai gruppi, dalle associazioni, e via dicendo, perché un gruppo ha bisogno di far qualcosa e magari va all'Immacolata, al teatro, cerca...eccetera. Noi abbiamo un teatro cittadino che è a disposizione della cittadinanza, è a disposizione dell'intera popolazione. Il mio invito quindi è ripensare anche all'utilizzo più intensivo di questo teatro, magari con un coinvolgimento maggiore degli artisti locali, perché è vero che lei dice che è dentro la Saison, ma se lei va a vedere percentualmente, noi attingiamo all'interno della Saison molta più gente da fuori con dei costi enormi! Lei ha citato Opere Buffe, io le dico adesso che Opere Buffe misteriosamente è stata accantonata, perché non c'è più uno spettacolo che viene organizzato da Opere Buffe, è stata sostituita come quantità dalla 3 Bite, lei ha citato che se n'è prese quattro ad un prezzo di circa 70.000 euro su 360.000 + IVA, che ci sono... Io dico: benissimo, continuiamo sulla strada di proporre e di fare delle proposte, però cambiando e cominciando a cambiare davvero l'ottica con cui noi facciamo queste proposte, pensando che la cultura è un qualcosa che va sicuramente in alcuni casi guidata e incoraggiata, ma senza che ci sia sempre e comunque un'idea di proposizione della cultura unilaterale e che parta sempre dagli stessi soggetti e dagli stessi indirizzi. Grazie.
Presidente - Punto 19 all'ordine del giorno.
