Oggetto del Consiglio n. 1129 del 8 aprile 2015 - Resoconto
OGGETTO N. 1129/XIV - Interrogazione: "Organizzazione dei tornei di Poker presso la Casa da gioco di Saint-Vincent".
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'Assessore Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Grazie Signor Presidente.
Collega, mi consenta una premessa di carattere generale. La nuova Poker room è stata realizzata in sostituzione dell'area deputata in precedenza ad ospitare i tornei di Poker, che era una sala non perfettamente idonea per accessibilità, per limitatezza di servizi disponibili, per dimensione in occasione di grandi eventi. Non corrisponde al vero quindi che sia stato sottratto spazio agli altri giochi, la cui offerta, a seguito dei lavori di ristrutturazione, è stata meglio organizzata al primo piano del Casinò, con lo scopo anche di razionalizzare servizi e costi. Con riferimento quindi alle società esterne incaricate per lo svolgimento dell'attività legata al gioco del Poker, la Gi Group si occupa dal 2009 di somministrazione di personale interinale; la IPT Service - e non la Pagano Events - fornisce consulenza nell'organizzazione di tornei di Poker ed è autorizzata in via esclusiva in Italia e per i soli eventi live ad utilizzare il marchio PokerStars. I costi: i costi totali per l'organizzazione dei tornei di Poker, oltre che per la gestione del gioco in modalità cash, preventivati all'interno del budget 2014, che è autorizzato dalla Direzione giochi e marketing, sono stati complessivamente pari a 1.250.000 euro.
Sul punto 2: gli introiti, beh, lei conosce certamente che l'organizzazione di tornei di Poker non garantisce al Casinò una grande marginalità diretta, rappresenta però un servizio importante dedicato alla clientela, che poi assicura ritorni, veicola giocatori, che altrimenti non frequenterebbero le strutture, i quali partecipano ad altri giochi e usufruiscono della ristorazione e delle strutture alberghiere. Gli introiti lordi conseguenti, con riferimento ai soli tornei di Poker e alla modalità cash sono stati pari a 1.009.500. Nel 2014 le ricadute sulla parte alberghiera sono stimate in 125 mila euro. Le presenze prodotte dai tornei sono 24.065, si stima - ed è una stima prudenziale molto bassa - che abbiano prodotto circa 50 euro di denaro rischiato a presenza, il che genera grossomodo - sono conti che arrotondo - 1.200.000 euro di entrate. I ritorni complessivi quindi portano quest'attività sicuramente in marginalità positiva stimabile in 200 mila euro.
Volevo solo farle notare, ma lei lo sa, che, rispetto a giochi ormai in marginalità negativa - penso alla Roulette americana o al Trente et Quarante -, il Poker, oltre ovviamente ad una visibilità, garantisce un turnover importante di clientela e garantisce un saldo positivo. Alcuni giochi oggi si trovano in marginalità negativa a causa anche del costo del personale, mentre l'utilizzo di personale in somministrazione riduce di molto i costi per l'organizzazione di questi tornei e garantisce anche una grande flessibilità. Per darle un dato, collega, il costo orario onnicomprensivo di un cosiddetto "Poker boy" è pari a circa 22 euro, mentre quello di un addetto al reparto Trente et Quarante e Poker è più del doppio, cioè costa 47 euro, quindi è evidente che, se si dovessero usare i parametri del reparto in oggetto, la marginalità sarebbe ovviamente negativa.
Sul punto 3, grazie ad una continua attività di relazione, al fine di migliorare l'andamento, è stata consolidata e ampliata la partnership con PokerStars, in ottica 2015 e 2016, con il preciso intento di sviluppare ulteriormente questa specifica attività, ma non solo. Questa partnership prevede la pianificazione di attività di comunicazione e di marketing comune, sfruttando al massimo, per quel che si può, il valore aggiunto che PokerStars assicura al progetto di collaborazione ufficiale, che è stato presentato in occasione della tappa europea di un prestigioso torneo internazionale di Poker. Solo per citarle, nel corso di quest'anno, saranno organizzati dodici grandi tornei rispetto ai cinque tornei che si sono organizzati l'anno scorso, vale a dire uno al mese, cercando quindi di migliorare il rapporto costi/benefici, e quindi questa specifica attività con l'intento di aprirsi - perché no? - anche al mercato internazionale.
Sul punto 4 io non voglio essere troppo tecnico, lei citava il punto 4 del disciplinare, lei conosce bene che questa previsione impone che la società che gestisce la Casa da gioco abbia la piena responsabilità delle attività di gioco sotto il profilo della direzione e del controllo delle attività stesse, quindi può avvalersi della collaborazione di terzi per attività non di gioco, quali, ad esempio, le attività promozionali e le attività di marketing e di gestione della clientela. Lo svolgimento dell'attività di gioco con il ricorso esclusivo a risorse e a strumenti propri non sembra di per sé un obbligo, faccio un esempio: l'impiego di risorse materiali - tipo i tavoli e le carte - provenienti da terzi non inficia certamente la pienezza della direzione e del controllo dell'attività di gioco. Ci si può chiedere in qualche modo se i lavoratori in somministrazione possono essere considerati risorse umane proprie, se intendo bene laddove lei voleva una risposta, benché essi non siano effettivamente dei lavoratori assunti a pieno titolo. La risposta, che è una risposta affermativa per certi aspetti, discende direttamente dal decreto legislativo 276, articolo 20, comma 2, che prevede che per tutta la durata della somministrazione i lavoratori svolgono la propria attività nell'interesse, nonché sotto la direzione e il controllo degli utilizzatori. Questi lavoratori pertanto si inseriscono di fatto nell'organizzazione del lavoro dell'utilizzatore e anche per questo, ai sensi dell'articolo 23 del decreto - poi le darò gli estremi precisi -, hanno diritto ad un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello dei dipendenti di pari livello dell'utilizzatore, a parità, ovviamente, di mansioni. Questa interpretazione - tralascio un po', poi semmai entrerò nel dettaglio dando dei documenti - è stata peraltro data dalla stessa Regione quando con il regolamento delle assunzioni del personale del 1999 ha fatto rientrare tra i contratti di lavoro cosiddetti "flessibili", accanto ai contratti a termine, agli stage, ai contratti di apprendistato, ai contratti di formazione lavoro, i contratti di somministrazione. Grazie.
Si dà atto che dalle ore 9,48 assume la presidenza il Vicepresidente Follien.
Follien (Presidente) - Per la replica, la parola al Consigliere Ferrero.
Ferrero (M5S) - Anche in quest'occasione io noto che non c'è nessuna volontà di togliere quella specie di cortina fumogena che è stata messa sopra il Casinò. Ai colleghi prima è stato parlato di sistemi software, di valore di puntata media, di resa teorica. Adesso qui si parla di circa 1.200.000 euro di introiti che sarebbero arrivati, ma sono stimati...però quello che rimane poi sulla carta sono 1.250.000 euro che sono stati spesi, e non sono neanche rientrati in termini di incassi. Anche quest'operazione poi quindi è un'operazione sostanzialmente che va in perdita, cioè qui non riusciamo a trovare...allora, alla Roulette si perde, alle slot machine si perde...perdiamo noi, non è che perdono i giocatori!
Qui la Casa da gioco...dobbiamo andare a cercare questa specie di "circa 1.200.000"...chi ce lo dice: "circa 1 milione e 200 mila"? Voi cioè ci state rispondendo come se questo fosse il Festival della magia, state facendo apparire e sparire le cose da una parte e dall'altra, però la questione è molto semplice: non c'è un'attività, un'iniziativa che sia in attivo, dappertutto si va a spendere di più di quello che effettivamente poi si incassa. Allora, abbiate pazienza, ma c'è una Direzione giochi? C'è un Amministratore delegato? Avete una marea di dirigenti, una marea di primi livelli, è tutta gente che sfiora i 100 mila euro o li supera all'anno - non ancora al mese, ma forse con le prossime promozioni arriveremo anche a quello -, allora a questo punto ci si chiede: ma che razza di gestione è questa? È la gestione creativa di una Casa da gioco? Io sinceramente rimango allibito, di fatto qui ci guadagnano solo le società che vengono poi prese dall'esterno per organizzare le iniziative, perché, oltre ad aver avuto un diminuzione della clientela, una diminuzione delle ore di impiego del personale, che cosa si fa? Il personale interno magari sta lì a girarsi i pollici...e c'è gente che vuole anche lavorare all'interno del Casinò, eh, sfatiamo questo mito, non è che sono tutti dei "fagnàn" (traduzione letterale dal patois: "scansafatiche"), ci sarà il "fagnàn" come c'è dappertutto, per carità, ci sarà il super raccomandato, quello che sarebbe da prendere a calci nel sedere e buttar fuori, sicuramente, ma c'è anche quello che vorrebbe lavorare, ma non può lavorare, e allora noi dobbiamo andare dalla Pagano a prendere questo, dalla Gi Group, da tutte queste società, ma perché quando abbiamo i nostri lì a far niente? Perché quando rischiamo di demansionare e di far perdere anche quella che è la voglia di lavorare, la motivazione nei lavoratori...ma che modo di gestire il personale è questo? Ma chiedetelo ai vostri dirigenti. Chiedetelo al Signor Buat, che si tiene la gente a fare nulla e si prende la gente da fuori...per fare che cosa? Iniziative che alla fine sono in passivo e poi ci meravigliamo se la Casa da gioco continua ad accumulare dei debiti, comunque ci sarà modo successivamente, attraverso altri due interventi, di approfondire alcune questioni. In quel momento emergerà veramente qual è il disegno che questa maggioranza regionale ha sulla Casa da gioco e ci sarà, da un lato, da sbellicarsi dalle risate e, dall'altro, da mettersi le mani nei capelli!
Président - Point 10 à l'ordre du jour.
