Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1019 del 11 febbraio 2015 - Resoconto

OGGETTO N. 1019/XIV - Interpellanza: "Iniziative per la modifica del nuovo accordo contrattuale con la società ISAV per la gestione della Clinica di Saint-Pierre approvato dall'Azienda USL".

Presidente - Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Fabbri.

Fabbri (UVP) - Merci Monsieur le Président.

Signor Assessore, questa nostra interpellanza nasce dalla lettura attenta della delibera n. 10 dell'USL del 5 gennaio e dell'allegato che è unito a questa deliberazione. Allora, premettiamo subito che con questa nostra interpellanza non vogliamo minimamente mettere in dubbio la funzione che la Clinica di Saint-Pierre riveste nel panorama sanitario regionale e la bontà e l'eccellenza - glielo devo dire - delle sue prestazioni. Siamo inoltre perfettamente consci che il momento che stiamo attraversando - l'abbiamo detto già tante volte - impone un ripensamento e una riorganizzazione del sistema socio-assistenziale nel settore dell'assistenza agli anziani, della RSA delle micro-comunità in generale, cosa che peraltro ultimamente ha già visto delle importanti decisioni che hanno visto la riorganizzazione, quale l'introduzione dei costi standard e il futuro finanziamento delle sole strutture di assistenza sanitaria, i famosi "528 posti" e non più quella che è l'assistenza alberghiera. Ciò non toglie, però, che ci sorgano alcuni dubbi su com'è stata gestita dal punto di vista sia finanziario che assistenziale, e mi riferisco appunto alla delibera di cui facevo cenno prima: le funzioni riabilitative che si svolgevano nella Clinica di Antey che, com'è noto, è stata chiusa dal punto di vista proprio della riabilitazione ortopedica, sono state trasferite nella Clinica di Saint-Pierre. È stato affermato che la ragione di tale operazione è sia organizzativa che economica.

A quanto ci risulta, la convenzione che era stata stipulata con la Cooperativa che gestiva la riabilitazione di Antey costava circa 520 mila euro, somma con la quale si garantivano 15 posti di rieducazione ortopedica che, a detta degli operatori, diventavano alle volte anche 20 posti. Ora le chiediamo di quanto sia aumentata la disponibilità di posti di riabilitazione ortopedica con gli ulteriori 500 mila euro di finanziamento che sono stati destinati alla Clinica di Saint-Pierre, e se gli stessi posti, cioè 15, sono gli stessi posti garantiti ad Antey. A noi risulta che nella Clinica di riabilitazione ad Antey venivano appunto spesi per la riabilitazione circa 96 euro giornalieri, perché, facendo un semplice conto di 526 mila euro destinati a Saint-Pierre sui 15 posti per i 365 giorni all'anno vengono 96 euro di costo giornaliero. È vero che a quello vanno aggiunti alcuni altri costi, soprattutto quello alberghiero...quello sanitario no, perché i costi sanitari erano coperti da personale dell'USL che continua ad essere a carico dell'USL, quindi al massimo si aggiungeva il costo alberghiero, mentre invece il costo di riabilitazione a Saint-Pierre, giornalmente, è di circa 250 euro al giorno, e quindi anche queste sono cose su cui avremmo piacere di avere delle delucidazioni.

Il secondo quesito dell'interpellanza riguarda invece la mobilità attiva, la mobilità attiva che si genera nella Clinica di Saint-Pierre, e cioè quali siano i risvolti positivi per il Sistema sanitario regionale. Infatti, nel leggere le modalità con cui si anticipano - la stessa Clinica - le prestazioni sanitarie su pazienti extraregionali...e, se vogliamo riprendere quel punto della delibera, molto brevemente dice che: "L'erogazione di prestazioni per i non residenti verrà finanziata attraverso la mobilità attiva...il saldo sarà riconosciuto ad avvenuta emanazione della delibera CIPE per il periodo di riferimento, e di anno in anno verrà definita la percentuale che l'Azienda USL sarà autorizzata a corrispondere a titolo di anticipazione". Qui viene poi il punto in discussione: "Per l'anno 2015 viene stabilito un tetto massimo di spesa di 1 milione e 750 mila euro e l'Azienda USL è autorizzata ad erogare un'anticipazione in una percentuale pari all'80 percento della spesa effettiva". Quindi, almeno a leggere questo tipo di accordo che è stato preso, sembrerebbe che l'USL praticamente anticipi questa mobilità attiva a livello della Clinica di Saint-Pierre che, a sua volta, verrà rimborsata dal CIPE quando il CIPE riconoscerà questa mobilità attiva...praticamente sembra di capire che ci sia semplicemente una partita di giro e che quindi, in realtà, il nostro Sistema sanitario regionale non abbia alcun beneficio da questa mobilità attiva, essendo una partita di giro...scusi, poi ne andremo a parlare...tant'è che sembra abbastanza logico che la mobilità attiva possa avere un qualche ritorno per le casse del Sistema sanitario regionale quando la mobilità attiva avviene in una struttura regionale, non in una struttura privata...comunque ci spiegherà poi questo arcano che a noi risulta piuttosto oscuro.

Contestiamo quindi un attimino - a meno che non ci siano delle ragioni ben precise su cui lei ci darà appunto delle delucidazioni - questo milione e 750 mila euro di finanziamento per la mobilità attiva della Clinica di Saint-Pierre; la contestiamo proprio perché, vista l'economia all'osso che si fa in tutte le Strutture del Sistema sanitario regionale, sul personale, sul materiale sanitario, su altri beni e servizi destinati ai pazienti, come le ha detto la collega Fontana e aveva lamentato con la sua ultima interpellanza, ecco, ci aspettiamo veramente di capire con che logica sia stata fatta questa operazione. Grazie.

Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Sì, grazie Presidente.

Rispondo volentieri a questo, come ho già detto nello scorso Consiglio rispondendo ad un'interpellanza analoga della Consigliera Fontana, anche perché mi permette di rettificare quanto è stato scritto in un articolo. È chiaro che rispondo volentieri proprio perché non ci siano ombre di dubbio su questo privato accreditato e convenzionato, e per essere trasparenti. Io penso che chi ha lavorato sempre e solo nel pubblico, che ha sempre svolto anche la libera professione nell'ambito pubblico, analogamente nel privato convenzionato in sanità, se disciplinato in modo corretto e chiaro, possa essere utile proprio nel rapporto pubblico/privato. D'altronde io penso che anche lei sia d'accordo che in Valle ci siano altri sistemi di rapporto tra pubblico e privato che rinforzano entrambe le strutture, purché ci sia un rapporto trasparente, perché il dubbio e il sospetto sono in questo caso la cosa peggiore.

Voglio solo ricordare che, quando non c'era la Clinica di Saint-Pierre, i nostri malati andavano ad Albenga, e quindi noi pagavamo alla Regione Liguria la mobilità, cioè noi pagavamo per un servizio perché non potevamo farlo in Valle d'Aosta. Non solo abbiamo eliminato il grande disagio per i parenti e per i pazienti che in ambulanza dovevano andare in Liguria, ma abbiamo anche reso efficiente il sistema stesso, pensando ad esempio ad un'ortopedia che ha in loco la riabilitazione per i pazienti operati. Da questo, poi, abbiamo cercato di rimediare con quello che avevamo nel 2003 attrezzando una RSA di Antey che non è mai stata una clinica di riabilitazione. Nell'accezione di RSA, c'è anche la pratica riabilitativa, ma non è stata una clinica riabilitativa, perché c'è una differenza funzionale, cioè, Saint-Pierre ha una piscina, con il medico sempre lì e con la vicinanza ad Aosta per qualsiasi cosa succeda, e questi standard facevano sì che il livello riabilitativo di Saint-Pierre rispetto a quello di Antey non fosse lo stesso, tenendo presente anche che sicuramente il personale di Antey faceva tutto il possibile. Quando poi nel 2009 si presentò la possibilità, sfruttando delle analoghe mission della Regione Friuli rispetto al nostro territorio, che richiedevano strutture riabilitative, si fece un accordo con l'Humanitas che venne e costruì la struttura di Saint-Pierre; l'Humanitas, poi, per suoi problemi economici non continuò e le subentrò nel 2012 l'ISAV.

All'inizio del 2013 fu chiaro che due strutture riabilitative di diverso livello non potevano essere mantenute, anche perché i costi sulla giornata di Antey e sulla giornata di Saint-Pierre non erano proprio così diversi, perché come ha detto correttamente lei, a quel costo alberghiero bisognava aggiungere il medico, la riabilitazione, il fisioterapista, l'infermiera, quindi i costi non erano molto differenti (i dati li avevo dati in un'interpellanza al Consigliere Gerandin l'anno scorso). Comunque non potevamo più gestire due strutture di riabilitazione: la RSA di Antey, con 15 posti letto, aveva una saturazione del 74 percento e Saint-Pierre, con 64 posti convenzionati, aveva una saturazione del 65 percento, quindi noi viaggiavamo con due strutture non completamente piene e con una differenza riabilitativa. Allora a quel punto si è deciso, attraverso tutto un percorso di trasferire la microcomunità di Torgnon in una sede più adeguata, e lei ha visto che nella delibera dell'USL c'è scritto che il 19 dicembre del 2014 la Comunità montana del Mont Cervin decise all'unanimità dei presenti di trasferire 10 posti da Torgnon ad Antey; i 15 posti di Antey sono diventati 10 e sono sempre di RSA. Ma per rispondere a esigenze diverse rispetto ai pazienti lungodegenti che non avevano bisogno di riabilitazione, ad esempio per la frattura del bacino, perché non potevano andare a casa, o per quella del femore con il paziente non ancora in grado di essere riabilitato, con un costo ospedaliero molto elevato. Abbiamo pensato di tenere questi 10 posti ad Antey, che adesso sono utilizzati al massimo, mentre 10 posti di riabilitazione dell'RSA di Antey sono stati messi nel budget di Saint-Pierre dal 1° gennaio del 2015 ed ecco il perché della delibera dell'USL in tal senso.

Sui costi...io glieli leggo, perché dicono: "Le prestazioni legate ai posti letto sono state trasformate in integrazioni di budget pari a 500 mila euro, attraverso una transazione di costi sostanzialmente equivalente al budget del 2014 di Antey". Su questo bisognerà verificare un po', perché nei costi della gestione di Antey ci sono 10 posti di RSA riabilitativa per questo tipo di malati che le ho detto, 10 posti della micro, ovvero con una gestione globale che si dovrà ottimizzare; però, come mi dice l'azienda, i 500 mila euro che spendevamo lì, li spendiamo a Saint-Pierre, portando Saint-Pierre a un altro livello occupazionale, perché la saturazione dei posti, come le ho detto, viaggiava sul 65 percento. In questi 64 posti di Saint-Pierre ci sono anche i pazienti che vengono da fuori, perché noi non potremmo avere in questo momento una struttura riabilitativa per 64 posti letto solo dedicata ai valdostani, poiché sarebbe eccedente rispetto alle nostre esigenze. L'importo di 500 mila è vicino, anche se alla lettera probabilmente andrà verificato nel tempo. L'esigenza è di organizzare il nostro sistema di riabilitazione in una regione di 120.000 abitanti in un unico centro con delle qualità maggiori mantenendo 10 posti ad Antey che tra l'altro sono gestiti - mi permetta una parentesi - in un modo molto particolare, cioè con la presenza del medico curante, che fa dei turni, determinando un'integrazione molto diversa rispetto alle altre strutture, e direi anche - se mi permette - innovative.

I 500 mila euro di mobilità. Lei mette in evidenza "l'eventuale mobilità". Su ciò bisogna che io sia chiaro anche perché l'altro giorno mi ha detto che sono un po' confuso, e preciso che: sono 500 mila euro che la Valle d'Aosta guadagna, "guadagna"...capisce? perché questi sono malati che vengono a farsi curare in Valle d'Aosta e ci permettono, con 64 posti letto, di dare occupazione a 100 operatori. La mobilità attiva è riconosciuta dappertutto come un qualcosa di più. Lei dice: "sì, ma 500 mila euro li avremmo dovuti spendere"...sì, ma le altre Regioni vengono a spenderli in Valle d'Aosta, capisce? Vengono a spenderli qui da noi, e su questo vorrei essere molto chiaro. Se mi ascolta, perché il meccanismo nella mobilità attiva non è un meccanismo semplice, è uno dei meccanismi più controllati, proprio perché sono le altre Regioni che pagano le prestazioni fatte da noi. Quindi la struttura di Saint-Pierre ha chiesto di aumentare il budget di mobilità attiva e, se lei legge la delibera, c'è scritto molto chiaramente che l'autorizzazione è stata portata da 1.250 a 1.750 cifra quest'ultima non legata alla retribuzione, perché viene calcolata a seconda della mobilità effettuata; è in sostanza un rendiconto controllato e preciso di tutti i casi basati sui DRG che hanno i costi standard. L'azienda, una volta verificato il rendiconto, anticipa l'importo, e ciò è vero, però legga bene la delibera! L'anno scorso e gli anni passati questo meccanismo è sempre stato in vigore anticipando il 90 percento dell'importo; quest'anno viene anticipato l'80 percento, ma non solo, perché su questi 500 mila in più ci danno il 10 percento, quindi 175 mila euro in più che vengono a noi. Mi permetta, non è mai stato fatto un contratto così favorevole per le casse valdostane! Cinquecento pazienti, 500 mila euro che vengono in più, ne restituiamo come acconto l'80 percento, non il 90 percento e, in più, ci danno anche il 10 percento! Questa misura, mi permetta, è la misura che disciplina i rapporti tra tutte le Regioni e le strutture private. Se lei telefona a Veruno o a tutte le altre strutture private del Piemonte è sempre così: l'azienda anticipa, ma poi il 20 percento lo controlla a seconda di quello che dice il CIPE a livello nazionale. E questi sono meccanismi molto precisi, perché sono le altre Regioni che non vogliono pagare. Quindi noi anticipiamo l'80 percento su dati ben precisi, prendiamo ancora il 10 percento che non prendevamo gli altri anni e un mucchio di persone vengono di più in Valle d'Aosta. Oltretutto questo sistema ci permette che i nostri malati non vadano a fare riabilitazioni da altre parti.

Presidente - Assessore, si avvii alla conclusione...

Fosson (UV) - ...sì, chiedo scusa, ma è una cosa interessante.

Relativamente alla sua ultima domanda, le dico che il contratto non è ancora stato firmato e lo sarà solo quando saranno emanate le linee di indirizzo all'Azienda sanitaria da parte della Regione che ne dovrà svolgere i controlli conseguenti. Termino solo dicendo - l'ha detto lei nell'illustrazione iniziale e l'ha detto la Consigliera Fontana molto bene l'altro giorno - che questo è un servizio comunque di eccellenza che dà la possibilità a 100 persone di lavorare, che fa sì che, con 495 ricoveri nel 2013, i pazienti di altre regioni siano venuti da noi. Alla fine le dico anche - e questo è un altro vantaggio - che nel 2011 noi avevamo 4 milioni e 950 mila euro di costo per la mobilità passiva ortopedica e che nel 2013 ne abbiamo avuti 2 milioni in meno; questi 2 milioni in meno la Regione non li dà ad altre Regioni, ma li spende nelle sue strutture, mantenendo i livelli occupazionali.

Ultima cosa: io spero di avere diradato questi dubbi; il privato in sanità è un privato che ha in questo momento molte difficoltà, l'abbiamo visto con l'Humanitas, che è venuta e poi se ne è andata via, e l'abbiamo visto con Brusson, in cui c'era una società che poi è andata via. Io penso che se le regole - come ho detto - sono ben precise, le società private possono continuare ad erogare servizi ai valdostani riconosciuti anche dalle altre Regioni.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Fabbri.

Fabbri (UVP) - Grazie.

Ripeto, la nostra interpellanza andava nel senso di fare chiarezza su questa cosa e purtroppo la chiarezza...almeno, io, su alcuni passaggi, non l'ho avuta. Riprendiamo un attimo Antey: se è vero che quella di Antey non possiamo classificarla una clinica, a quanto mi risulta rispondeva però bene a quelle che erano le sue funzioni di terapia riabilitativa, oltre a soddisfare anche le aspettative dei nostri concittadini della Bassa Valle. Diciamo che il trasferimento di questa funzione da Antey alla Clinica di Saint-Pierre dal punto di vista prettamente economico non ha avuto...non abbiamo perso, ma non abbiamo guadagnato, ci hanno solo perso un po' i cittadini della Bassa Valle.

Per quanto riguarda i 10 posti della RSA che sono rimasti ad Antey, è vero questo ed è altrettanto vero che il servizio H24 funziona - a quanto ne so io e a quanto mi dicono - molto bene; peccato che il contratto prevede che nel 2015 debba cessare, speriamo che venga in qualche modo ripreso.

I posti convenzionati della Clinica di Saint-Pierre...lei mi parlava di 64 posti...in realtà, sempre da quell'accordo allegato a questa delibera, quelli riservati alla riabilitazione per la Valle d'Aosta a me risultano essere 37 (37 di quei 64), quindi 37 ad un costo di 3 milioni e 450 mila se vengono utilizzati tutti...è chiaro, se vengono utilizzati tutti, e quindi lo stesso discorso si può fare però anche sulla mobilità passiva che c'era prima di quei milioni se venivano utilizzati tutti. È chiaro che dal punto di vista dei nostri concittadini è molto meglio usufruire di questo che non dell'altro.

Ritornando un attimo alla mobilità attiva, a leggere questa convenzione io continuo ad essere convinto che sia una partita di giro, perché se lei legge bene poi, alla fine, le tariffe per pazienti non residenti verranno ridotte del 10 percento, è vero, ma vengono ridotte del 10 percento verso chi poi ci deve ripagare, cioè per quei provvedimenti CIPE che verranno fatti dalle altre Regioni. E poi dice: "Qualora le prestazioni rese a favore dei cittadini non residenti non fossero riconosciute in sede di delibera CIPE, per quelle prestazioni l'Azienda USL si rivarrà sulla quota del 20 percento"...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

...no, ma per quelle che non vengono riconosciute...appunto, rimane una partita di giro, è una partita di giro questa cosa qui. Comunque le ripeto, Presidente...no, scusi, il 20 percento...

Presidente - Prego, Consigliere...Assessore, per cortesia, lasci terminare il Consigliere...

Fabbri (UVP) - ...le ripeto che è questa interpellanza è un atto proprio per chiarire tutte queste cose. Proprio per il momento di difficoltà che abbiamo, dobbiamo essere estremamente chiari su quello che facciamo, e poi si tratta di cifre notevoli, per cui tutte queste cose qui vanno chiarite fino in fondo. A me pare che questo non chiarisca la sua risposta sulla mobilità attiva, ma avremo modo comunque di riparlarne. Grazie.

Presidente - Punto 19 all'ordine del giorno.